Ignora e passa al contenuto
AeternumAeternum
0
Lo Scudo

Pantacoli dell’abate Julio

Lo Scudo

Scarica

Lo Scudo

Le Bouclier — pantacle de l’abbé Julio, gravure originale de 1908

Inchiostri e caratteri originali · estrazione a 360 dpi

4 min di lettura
Le Bouclier — pantacle de l’abbé Julio, gravure originale de 1908

Il pantacolo Lo Scudo appartiene alle immagini di difesa della raccolta dell’abate Julio. La sua forma di scudo fa comprendere immediatamente che si tratta di proteggere, ma l’iscrizione latina aggiunge una dimensione importante: non chiede soltanto di sfuggire al pericolo, invoca anche il raduno delle persone disperse.

Questa doppia intenzione distingue l’incisione da altre figure di protezione. Per Julio, la prova non è sempre individuale. Le guerre, i disordini civili e le divisioni collettive conferiscono alla preghiera una portata comunitaria e storica che occorre restituire leggendo la sua nota.

I punti essenziali

Tradizione Scudo, croce e richiesta di raduno
Figura Scudo con una croce in una vetrata
Applicazioni Preservazione collettiva, disordini e conflitti
Fonte Abate Julio, 1908, nota n° 71

Leggere il simbolismo

La croce posta sullo scudo unisce il linguaggio militare della difesa al linguaggio cristiano dell’invocazione. Trasforma lo scudo in un segno di rifugio sotto la protezione divina. La vetrata che lo circonda completa la composizione, senza sostituire la formula scritta con un simbolismo inventato.

Julio descrive una croce su uno scudo, collocato in una vetrata. La figura dello scudo rende immediatamente comprensibile l’idea di difesa. L’iscrizione chiede al tempo stesso la salvezza e il raduno, conferendo a questa protezione una dimensione collettiva.

Salvos nos fac, Domine Deus noster, et congrega nos de nationibus

Salvaci, Signore nostro Dio, e radunaci dalle nazioni.

Salvos nos fac, Domine Deus noster, et congrega nos de nationibus contiene due richieste: «salvaci» e «radunaci». La seconda impedisce di interpretare il segno come la sola protezione di un combattente isolato. Apre alla coesione di un popolo e al ritorno di una comunità alla pace.

Origini e contesto del pantacolo

Julio scrive all’inizio del XX secolo, in un ambiente ancora segnato dai conflitti nazionali, dai ricordi di guerra e dai discorsi patriottici. Il suo testo utilizza le categorie politiche e sociali del suo tempo. È necessario ricollocare questi passaggi nel loro quadro storico, senza fare del loro linguaggio una regola senza tempo.

La presenza del tema del raduno in una preghiera biblica conferisce tuttavia allo Scudo una profondità più antica. L’autore associa una supplica ereditata dai salmi a un oggetto figurativo vicino all’araldica e alle proprie preoccupazioni collettive.

Gli effetti attribuiti

L’applicazione indicata da Julio riguarda le devastazioni della guerra, i campi di battaglia, i disordini civili e l’unità della patria. Queste attribuzioni appartengono al contesto storico del libro. Il pantacolo viene presentato qui come un oggetto di devozione; non offre alcuna protezione fisica dimostrata contro la violenza.

Le applicazioni riguardano esplicitamente le violenze della guerra, i disordini e la preservazione di una comunità. Il pantacolo può essere inteso come il segno di una richiesta di salvezza per le persone esposte. Le sue attribuzioni appartengono al linguaggio religioso dell’opera; non devono essere presentate come una protezione materiale assoluta.

La lettura di questa nota richiede di distinguere la difesa delle vite dai giudizi storici di Julio. Ciò che rimane centrale nella figura è l’associazione tra soccorso e raduno, non l’idea di vincere per dominare.

L’uso presso Julio

Le indicazioni pratiche dell’opera inseriscono questo segno tra i pantacoli benedetti e consacrati. Il suo studio può accompagnare una preghiera per la preservazione delle persone e la pace collettiva. La nota non giustifica l’uso del segno per esporre qualcuno a un pericolo.

Il supporto rientra nelle prescrizioni di benedizione e consacrazione descritte dall’autore. Non è accompagnato da alcuna istruzione di confronto fisico o di impiego in una situazione di violenza. La figura e la sua formula appartengono a una preghiera di preservazione.

Osservando l’immagine, occorre leggere lo scudo e la croce insieme alle parole che li circondano. Questo legame consente di evitare un’interpretazione esclusivamente guerriera dell’iconografia: nella formula, la salvezza conduce anche al raduno.

Comprendere le sfumature di questa figura

Lo Scudo si confronta utilmente con il Leone alato, la cui nota esprime il coraggio di fronte ai nemici, e con La Croce, consacrata alla forza nel dolore. La scelta di una figura nella raccolta dipende quindi da un’intenzione formulata con precisione, non soltanto dal suo aspetto protettivo.

La fonte e le varianti

Abate Julio, Il Libro segreto dei grandi esorcismi e benedizioni, seconda edizione, Vincennes, presso l’autore, 1908. Spiegazione e applicazione n° 71, p. 453–454. Tavola n° 23 del terzo volume. Le indicazioni pratiche sui supporti benedetti e consacrati si trovano a p. 462–463.

Digitalizzazione: Divinity School Library, Duke University / Internet Archive.

Vedi la tavola nell’edizione antica

Carrello 0

Il tuo carrello ti sta aspettando.

Scoprite i nostri prodotti
Pagamento in 3/4 rate senza costi