Un agnello si trova in un prato ai piedi di un rilievo. Julio circonda questa scena con un’invocazione che riunisce esseri umani e animali nella stessa richiesta di soccorso.
Leggi il simbolismo
La nota descrive l’agnello nel prato e spiega l’esergo con una preghiera rivolta al Signore come fonte di guarigione per le persone e gli animali. L’immagine pone la dolcezza dell’animale al centro di questo tema.
Gli effetti attribuiti
Julio attribuisce al pantacolo un’applicazione nelle malattie delle persone e degli animali, citando in particolare gli animali domestici e quelli legati al lavoro rurale. La portata che gli attribuisce è quella della sua pratica spirituale di guarigione.
L’uso secondo Julio
Il segno si comprende insieme alla benedizione, alla consacrazione e alla preghiera descritte nell’opera. La nota non stabilisce un rito diverso per ciascuna delle specie che elenca.
Una lettura personale
Una lettura personale può orientarsi verso la vulnerabilità di un essere vivente. Osservate l’agnello nel suo ambiente e formulate una preghiera di dolcezza, accompagnata da un’attenzione concreta verso la persona o l’animale.
La fonte e le varianti
La riproduzione è la tavola n. 15 del terzo volume. L’Agnello si distingue dal Santo Volto, la cui nota associa anch’essa il segno agli esseri umani e agli animali.
Abate Julio, Il libro segreto dei grandi esorcismi e delle benedizioni, Vincennes, presso l’autore, 1908. Spiegazione e applicazione n. 63, p. 449. Indicazioni pratiche sui supporti benedetti e consacrati: pp. 462–463.
Numerazione del repertorio classico: 30 su 44. Questa numerazione differisce dall’inventario delle incisioni nei volumi antichi.
Leggi la nota nell’edizione del 1908
Incisione tratta dall’esemplare digitalizzato dalla Divinity School Library, Duke University / Internet Archive, a 360 dpi. Composizione, caratteri e colori conservati.






























