Robert Fludd è una delle figure più affascinanti dell’Inghilterra dell’inizio del 17° secolo. Medico laureato a Oxford, membro del College of Physicians, alchimista, cabalista cristiano, difensore della Rosa-Croce, musicista del cosmo e autore di una vasta opera illustrata, cerca per tutta la vita di dimostrare che un unico ordine collega Dio, gli astri, gli elementi, il corpo umano, la musica, la medicina e le arti.
Il suo mondo è quello del macrocosmo e del microcosmo. L’intero universo forma un grande essere accordato dalla mano divina; l’uomo ne riproduce le proporzioni a un’altra scala. Il sangue, il polso, gli umori, i pianeti, i numeri e i suoni non sono dunque realtà estranee le une alle altre. Partecipano a un’unica architettura. È questa architettura che Fludd tenta di disegnare nei suoi libri con alcune delle incisioni più straordinarie di tutta la storia dell’esoterismo occidentale.
Robert Fludd nasce nel 1574 a Milgate, nella parrocchia di Bearsted, nel Kent. Suo padre, Sir Thomas Fludd, serve la monarchia inglese e ricopre in particolare il ruolo di tesoriere di guerra sotto Elisabetta I.
Robert appartiene dunque a una famiglia che possiede legami reali con l’amministrazione reale. Questo ambiente gli offrirà in seguito un accesso sociale ben diverso da quello di un medico provinciale privo di relazioni. Nelle sue opere latine, firma volentieri Robertus de Fluctibus, latinizzazione erudita del suo nome.
1591, ingresso allo St John’s College di Oxford
Fludd entra allo St John’s College di Oxford nel 1591. Il Royal College of Physicians conserva una cronologia precisa della sua formazione: baccalaureato in lettere nel 1597, laurea magistrale nel 1598, poi dottorato in medicina nel 1605.
Oxford gli offre una solida cultura universitaria, ma non resterà prigioniero del solo aristotelismo delle scuole. I suoi viaggi e le sue letture lo condurranno verso Paracelso, la Kabbalah cristiana, la magia naturale e le filosofie del macrocosmo.
Dopo i primi diplomi, Fludd viaggia per quasi sei anni attraverso diversi Paesi europei. Questo periodo resta meno documentato rispetto ai suoi anni londinesi, ma svolge un ruolo determinante nella sua formazione. Incontra tradizioni mediche diverse, ambienti di corte, lettori di Paracelso e reti in cui l’alchimia, la medicina chimica e la riforma del sapere sono già molto attive.
Il futuro difensore della Rosa-Croce si forma dunque in un’Europa che prepara precisamente l’esplosione rosacrociana degli anni 1610. Uno dei grandi conflitti medici dell’epoca oppone i medici legati ai metodi galenici ai sostenitori di una medicina chimica ispirata a Paracelso.
Fludd appartiene chiaramente al secondo campo. Si interessa ai rimedi chimici, alle virtù occulte, alle segnature naturali e all’idea che la medicina debba tenere conto dell’uomo nella sua interezza e del suo rapporto con il cosmo. Questo orientamento gli causerà diverse tensioni con le autorità mediche londinesi.
Il 16 maggio 1605 Fludd consegue il dottorato in medicina a Oxford come membro di Christ Church. Cerca poi di esercitare a Londra e si presenta davanti al College of Physicians. Gli archivi del Royal College of Physicians mostrano che il suo primo esame, nel novembre 1605, va male. Gli esaminatori gli rimproverano in particolare le sue risposte sulla medicina galenica e chimica. Durante un secondo esame, il 7 febbraio 1606, i censori ritengono che non risponda pienamente a tutte le domande, ma riconoscono che è istruito. Riceve l’autorizzazione a esercitare.
Questa scena preannuncia già tutta la sua carriera: Fludd conosce la medicina universitaria, ma rifiuta di lasciarsi rinchiudere in un’unica tradizione. Nel 1609 Robert Fludd diventa Fellow del College of Physicians. Il medico che i suoi esaminatori avevano accolto con riserva entra quindi ufficialmente in una delle principali istituzioni mediche inglesi. Eserciterà a Londra, continuando al contempo un’attività intellettuale immensa.
Fludd esercita la medicina presso una clientela che gli garantisce una posizione agiata. Il suo ritratto e la sua opera mostrano un uomo abbastanza benestante da finanziare pubblicazioni costose e collaborare con i grandi stampatori del mondo germanico. La sua medicina non è mai separata dalla sua cosmologia. Il paziente è un microcosmo. Il medico deve comprendere il suo corpo, ma anche i suoi ritmi, i suoi umori, le sue corrispondenze e il suo ambiente.
Il libro della Natura
Un’idea attraversa tutta la sua opera: Dio può essere conosciuto nelle Scritture, ma anche nel grande libro della Natura. Le stelle, gli elementi, il corpo umano, le proporzioni musicali e le trasformazioni della materia recano le tracce di un unico Autore.
Questa lettura avvicina Fludd alla magia naturalis del Rinascimento e alle sintesi di Cornelius Agrippa. Il macrocosmo è il grande mondo: l’universo, le sfere, gli elementi, gli astri e le potenze che li governano.
Il microcosmo è l'uomo. Fludd ritiene che il piccolo mondo umano riproduca i principi del grande mondo. Ciò che si trova nel cosmo possiede un equivalente nel corpo, nell'anima o nelle facoltà umane.
Nella cosmologia di Fludd, l'universo è vivo, attraversato da forze e organizzato da corrispondenze. La luce divina discende attraverso diversi gradi. Le forme si moltiplicano man mano che ci si allontana dalla fonte, ma restano collegate.
L'intero cosmo diventa una gerarchia di partecipazione. Fludd utilizza una forte opposizione tra luce e tenebre per descrivere la creazione. La luce divina ordina, anima e rivela. Le tenebre rappresentano la materia oscura, il caos e l'allontanamento dal principio superiore. La creazione nasce dalla loro tensione e separazione.
Fludd legge la Cabala attraverso la tradizione cristiana del Rinascimento. Lettere ebraiche, nomi divini, Tetragramma e speculazioni numeriche entrano nella sua comprensione del mondo. Come nel caso di Agrippa o di Marsilio Ficino, questi elementi vengono reinterpretati in un quadro cristiano. Il nome divino diventa principio di struttura e manifestazione.
La Rosa-Croce appare in Europa
Nel 1614 appare la Fama Fraternitatis, presto seguita dalla Confessio Fraternitatis e poi dalle Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz. Questi testi annunciano una fratellanza segreta di saggi cristiani, medici e riformatori del sapere.
Provocano immediatamente un'immensa agitazione intellettuale. Fludd diventa uno dei primi grandi difensori inglesi della causa rosacrociana. Nel 1616 pubblica un'apologia abbreviata della fratellanza, poi sviluppa la sua difesa in un trattato più ampio nel 1617.
Risponde in particolare agli attacchi di Andreas Libavius, che sospetta i Rosacroce di errori, illusioni o dottrine pericolose. Fludd, invece, vede nel loro progetto una riforma cristiana del sapere e della medicina. Nella sua difesa dei Rosacroce, Fludd presta particolare attenzione alla parola «magia». Rifiuta di confondere ogni forma di magia con la negromanzia o la stregoneria malefica.
Per lui esiste una magia naturale e divina, fondata sulle forze che Dio ha posto nella creazione e sulla corretta lettura del Libro della Natura. Fludd scrive come un uomo convinto che la fratellanza rappresenti una realtà degna di essere difesa.
I primi manifesti rosacrociani non forniscono tuttavia un registro degli aderenti paragonabile a quello di un’organizzazione moderna. Rimane quindi difficile trasformare la sua vicinanza dottrinale in una tessera associativa in senso amministrativo. Il suo ruolo storico non lascia però adito ad alcuna ambiguità: è uno dei più grandi difensori pubblici del rosacrocianesimo all’inizio del 17° secolo.
Michael Maier e Fludd sono i due grandi nomi associati alla ricezione rosacrociana nel mondo anglofono e germanico degli anni 1610. Maier proviene dalla corte di Rodolfo II, scrive in latino, lavora con gli emblemi e la musica. Fludd, medico inglese, costruisce un’immensa cosmologia del macrocosmo e del microcosmo. Le loro opere conferiscono alla Rosa-Croce una notevole statura filosofica e alchemica.
Utriusque Cosmi Historia
A partire dal 1617, Fludd pubblica la sua opera monumentale: Utriusque cosmi maioris scilicet et minoris metaphysica, physica atque technica historia, storia metafisica, fisica e tecnica dei due mondi, il grande e il piccolo. La Wellcome Collection conserva diverse copie dei volumi pubblicati a Oppenheim e Francoforte tra il 1617 e gli anni 1620. Il progetto è gigantesco: raccontare il cosmo, l’uomo, le arti e le tecniche come parti di un’unica struttura. Il primo grande insieme descrive il mondo superiore e la creazione.
Le incisioni mostrano sfere celesti, elementi, angeli, luce, musica e relazioni tra i livelli dell’essere. Il disegno non si limita a illustrare il testo. Permette di vedere il pensiero di Fludd sotto forma di diagramma. Il secondo mondo è l’uomo. Anatomia, facoltà dell’anima, sensi, immaginazione, memoria e spirito sono ricollocati all’interno dello stesso ordine cosmico.
L’essere umano diventa una riduzione vivente dell’universo. Una delle immagini più celebri di Fludd rappresenta l’uomo inscritto nei cerchi del cosmo. Il corpo umano occupa il centro di un sistema in cui elementi, regni naturali, arti e sfere celesti si ordinano attorno a lui. L’uomo è un piccolo mondo perché riceve in sé i livelli del grande mondo.
Fludd consacra una parte della sua grande opera alle arti e alle tecniche. Riprende l’antica formula dell’arte come «scimmia della natura». L’essere umano imita le operazioni naturali: costruisce macchine, pompe, strumenti, automi, sistemi idraulici e dispositivi musicali. La tecnica stessa diventa un modo per comprendere la creazione. I suoi libri mostrano mulini, strumenti, organi, meccanismi, dispositivi di misurazione e sistemi idraulici.
Fludd non contrappone quindi l’esoterismo alla meccanica. La musica occupa un posto centrale nel suo sistema. Fludd eredita dalla tradizione pitagorica l’idea che le proporzioni musicali esprimano i rapporti che strutturano il cosmo. La scala non è soltanto un’organizzazione di suoni. Diventa il modello dell’ordine universale.
L’immagine più celebre di questa cosmologia è il monocordo del mondo. Una mano emerge dalle nuvole e accorda una corda tesa attraverso i livelli dell’universo. La corda attraversa i gradi materiali e celesti. Gli intervalli musicali organizzano la distanza tra loro. Dio appare così come colui che tende, misura e accorda.

Il monocordo funziona come una mappa dell’essere. A un’estremità si trovano i livelli più materiali. All’altra si trova la luce divina. Tra i due si estende tutta la creazione, collegata dalla proporzione. Per Fludd, parlare di armonia significa parlare di rapporto giusto. Un corpo sano, un cosmo ordinato e una musica accordata obbediscono a principi analoghi. Questa convinzione guiderà anche la sua medicina.
Keplero contro Fludd
Nel 1619, Johannes Keplero pubblica Harmonices Mundi e critica direttamente l’approccio di Fludd. I due uomini condividono l’idea di un universo armonico, ma i loro metodi divergono. Keplero cerca rapporti matematici legati ai movimenti planetari osservabili. Fludd ragiona maggiormente per corrispondenze, analogie, geometria simbolica e gerarchia metafisica. Il dibattito rappresenta uno dei grandi scontri intellettuali dell’inizio del 17° secolo. Sarebbe troppo semplice contrapporre un Keplero moderno a un Fludd arcaico.
Lo stesso Keplero rimane fortemente segnato dalla tradizione pitagorica e dall’idea di un’armonia celeste. La differenza risiede nel modo di dimostrarla. Keplero vuole calcolare i rapporti; Fludd vuole mostrare il loro posto all’interno di una totalità simbolica.
Fludd risponde a Keplero nel 1621 con Veritatis Proscenium, il «proscenio della verità». Difende il suo metodo e sostiene che la realtà non può essere esaurita dal numero applicato ai soli fenomeni misurabili.
Per lui, la quantità visibile non dice tutto della qualità interiore. La controversia prosegue con il Monochordum Mundi Symphoniacum, pubblicato negli anni successivi e ripreso in un volume del 1623 conservato dalla Wellcome Collection. Fludd torna al monocordo per difendere la coerenza del suo universo musicale. L’immagine conservata alla Deutsche Fotothek appartiene a questa fase del dibattito.
Anche il religioso e studioso francese Marin Mersenne critica Fludd. Respinge una parte del suo ermetismo, della sua cabala cristiana e delle sue spiegazioni per analogia. Fludd risponde con vigore. Queste controversie mostrano quanto la sua opera si trovi al centro delle trasformazioni intellettuali del XVII secolo: antichi linguaggi della corrispondenza, nuove matematiche, sperimentazione e teologia si confrontano al suo interno.
La medicina cattolica
Alla fine degli anni 1620, Fludd sviluppa una vasta Medicina Catholica, «medicina universale». La parola cattolica significa qui universale. Cerca di riunire diagnosi, segni del corpo, polso, urina, meteore patologiche e influenze cosmiche in un’unica medicina. Fludd presta grande attenzione al polso.
Il ritmo del corpo gli appare come un’espressione dei movimenti vitali. Misurare e interpretare il polso equivale ad ascoltare la musica interiore del microcosmo. La sua medicina rimane così fedele al monocordo: salute e armonia appartengono allo stesso linguaggio.
Nel 1631 viene pubblicata una parte della sua opera medica dedicata ai segni della malattia e all’esame dell’urina. La Wellcome Collection conserva questo insieme con il titolo Integrum morborum mysterium. Le diverse sezioni trattano in particolare del polso e dell’uromanzia medica. Nella medicina antica, il colore, la densità e i depositi dell’urina servono a leggere lo stato interiore del malato. Fludd non separa mai del tutto la patologia dalle influenze del mondo. Gli astri, l’aria, le stagioni, gli umori e i movimenti spirituali possono contribuire insieme alla salute. Questa concezione appartiene pienamente alla medicina cosmologica del suo tempo.
La pomata dell’arma
Nel 1631, Fludd entra in un’incredibile controversia sulla weapon-salve, la «pomata dell’arma». Il principio vuole che una ferita possa essere trattata applicando una preparazione non direttamente sulla piaga, ma sull’arma che l’ha provocata o su un oggetto che porta il sangue del ferito.
Il metodo si basa su una simpatia a distanza tra la ferita e il suo supporto. Per Fludd, l’azione a distanza non è assurda. La calamita agisce senza un contatto diretto apparente. Gli astri influenzano la Terra. Il microcosmo risponde al macrocosmo.
La ferita e l’arma possono dunque rimanere collegate da una firma o da una simpatia invisibile. Questa medicina si accorda perfettamente con la sua cosmologia. Il pastore William Foster pubblica un testo in cui denuncia la pomata come magica e illegittima. Fludd gli risponde nel 1631 con Doctor Fludds Answer unto M. Foster, conservato dalla Wellcome Collection.
Il libro difende la possibilità di un’azione simpatica senza doverla ridurre a un patto demoniaco. Fludd riferisce inoltre un’esperienza condotta da suo cognato Sir Nicholas Gilbourne con l’unguento dell’arma.
Un’opera medica contemporanea ha persino riletto questo racconto come una forma antica di studio comparativo, poiché diversi trattamenti sarebbero stati confrontati successivamente. L’episodio mostra che il mondo di Fludd associa il ragionamento sperimentale e la teoria delle simpatie invece di contrapporli.
Nella medicina simpatica, il sangue occupa un posto importante perché mantiene un legame con il corpo da cui proviene. Un oggetto macchiato di sangue non è considerato una materia totalmente separata dal ferito. La parte continua a rispondere al tutto.
L’alchimia in Robert Fludd
Fludd conosce la tradizione alchemica e ne utilizza le immagini, i principi e le operazioni. Tuttavia, non dedica tutta la sua opera alla trasmutazione dei metalli. L’alchimia si integra in una filosofia più vasta di separazione, purificazione e ricomposizione.
Essa costituisce una delle vie che permettono di leggere l’azione della natura. La presenza di Paracelso è ovunque: medicina chimica, segnature, magnetismo, simpatia, azione del cielo sul corpo e uso dei rimedi preparati dall’arte.
Fludd adatta tuttavia il paracelsismo alla propria cosmologia cristiana. Il risultato è un sistema molto personale. Molte incisioni di Fludd utilizzano opposizioni visive estremamente forti: luce e tenebre, centro e periferia, alto e basso, visibile e invisibile. Questi contrasti conferiscono ai suoi libri un’intensità immediatamente riconoscibile.
Il lettore comprende la cosmologia ancora prima di aver decifrato tutto il latino. In diversi diagrammi, Dio appare come fonte di luce, mano, nome o principio superiore. L’universo di Fludd non è mai autonomo. Ogni proporzione riceve il proprio ordine da un principio divino.
Fludd riprende e trasforma le tradizioni neoplatoniche dell’anima del mondo. Il cosmo possiede una mediazione vivente tra la fonte divina e i corpi. Quest’anima rende possibili le simpatie tra i diversi livelli della creazione. Marsilio Ficino aveva già sviluppato una filosofia in cui l’anima del mondo, lo spiritus mundi, gli astri, la musica e la medicina partecipano di uno stesso insieme.
Fludd gehört zu dieser langen Nachkommenschaft der Renaissance. Doch er verbindet sie mit dem Paracelsismus, dem Rosenkreuzertum und einer für das 17. Jahrhundert typischen Ikonografie. Heinrich Khunrath stirbt, bevor Fludd seine großen Werke veröffentlicht, doch ihre Welten stehen in enger Wechselbeziehung. Beide suchen eine christliche Alchemie, in der Gebet, Natur, Kabbala und Erfahrung zusammenfinden. Khunrath stellt das Oratorium neben das Laboratorium; Fludd setzt den Mikrokosmos in den Makrokosmos.
Maschinen in einem Buch über Okkultismus
Eine der Überraschungen in Fludds Werk ist der Überfluss an Maschinen. Pumpen, Brunnen, Orgeln, Automaten und Mechanismen erscheinen in seinen Bänden. Fludds Okkultismus ist also keine Flucht aus der materiellen Welt. Er schließt die Mechanik als Nachahmung der Natur ein. Wie mehrere Erfinder seiner Zeit interessiert sich Fludd für Vorrichtungen, die ihre Bewegung scheinbar selbst aufrechterhalten können. Diese Projekte gehören zur Geschichte der Maschinen der Renaissance und der Forschungen über Naturkräfte. Die Vorstellung einer sich selbst aufrechterhaltenden Bewegung steht auch im Einklang mit seinem Traum von einem Kosmos, der von einer dauerhaften Lebenskraft durchströmt wird.
Auch Vorrichtungen, die mit der Ausdehnung der Luft zusammenhängen, finden sich in der technischen Tradition, die mit Fludd verbunden ist. Es wäre übertrieben, ihn allein als Erfinder des modernen Thermometers zu bezeichnen, doch seine Zeichnungen tragen zur Geschichte der Instrumente bei, die dazu bestimmt sind, Veränderungen der Luft und der Wärme sichtbar zu machen.
Auch hier bleibt es die gemeinsame Geste, das Unsichtbare sichtbar zu machen. Diese Formel könnte seine Arbeit zusammenfassen. Der Puls macht die Lebensbewegung sichtbar. Das Thermoskop macht die Wärme sichtbar. Das Monochord macht die Harmonie sichtbar. Das Diagramm macht die kosmische Hierarchie sichtbar. Fludd weiß, dass sich manche Beziehungen durch eine Zeichnung leichter verstehen lassen als durch eine lange Darlegung.
Die konzentrischen Kreise, die Saiten, die Strahlen und die menschlichen Körper ermöglichen es dem Leser, Strukturen mit einem einzigen Blick zu erfassen. Sein Werk gehört damit ebenso zur Geschichte des wissenschaftlichen Bildes wie zur Geschichte des Okkultismus. Mehrere seiner Bücher werden mit dem großen Kupferstecher Matthäus Merian und dem Verlagsumfeld von Johann Theodor de Bry in Verbindung gebracht. Die Präzision dieser Bilder trägt enorm zu ihrer Nachwirkung bei.
Das für das Titelbild dieser Biografie verwendete Porträt von Fludd wird ebenfalls mit Merian in Verbindung gebracht und erscheint in seinem 1626 veröffentlichten Werk. Das Porträt zeigt Fludd als vornehmen Arzt, mit der Hand auf der Brust und einem aufgeschlagenen Buch vor sich. Göttliche Strahlen fallen in die obere Ecke des Bildes. Eine Inschrift verweist auf das Licht und den himmlischen Schutz. Das Porträt selbst wird so zur Erklärung einer Philosophie.
Robert Fludd war Mitglied des Rosenkreuzertums?
La questione resterà difficile finché si chiederanno ai primi decenni rosacrociani archivi simili a quelli di un ordine massonico posteriore. Fludd si presenta come difensore della fraternità, ne spiega i principi e riprende molti dei suoi temi.
Appartiene indiscutibilmente al primo circolo intellettuale della ricezione rosacrociana, sia che si interpreti poi questa vicinanza come adesione formale o come solidarietà dottrinale. Il segreto gli appare legittimo quando protegge una conoscenza dall’ambizione, dall’orgoglio o da un uso pericoloso.
La vera saggezza, dunque, non si dimostra esponendo tutti i propri mezzi. Si riconosce dai suoi effetti: conoscenza, guarigione, carità e riforma dell’uomo. La cura dei malati occupa un posto fondamentale nei manifesti rosacrociani. Fludd, medico egli stesso, comprende immediatamente la forza di questo ideale.
Il vero fratello non cerca soltanto il segreto dei metalli. Cerca una medicina capace di essere utile. La sua opera è intensamente cristiana. Cristo, la Genesi, la Croce, gli angeli e i nomi divini strutturano il suo pensiero. La magia legittima deve rimanere all’interno di quest’ordine. Fludd non vuole aggirare Dio; vuole comprendere le vie attraverso le quali Dio agisce nella creazione.
Nel 1626 viene pubblicata Philosophia sacra et vere Christiana, un’opera in cui Fludd approfondisce ulteriormente la sua lettura cristiana della natura. La Wellcome Collection conserva questa edizione di Francoforte. Il titolo riassume la sua ambizione: una filosofia sacra e veramente cristiana. La sua Philosophia Moysaica, pubblicata dopo la sua morte nel 1638, presenta Mosè come depositario di una vera saggezza della creazione.
La fisica mosaica diventa un’alternativa al dominio di Aristotele. Leggere la Genesi significa allora leggere un testo cosmologico. Fludd ritiene che i primi capitoli della Bibbia contengano una saggezza sulla luce, la materia, l’ordine e le fasi della creazione. La cosmologia deve quindi rimanere compatibile con il testo sacro.
Questo orientamento lo distingue dalle nuove filosofie che cercano di rendere la natura sempre più autonoma rispetto alla Scrittura. Nel corso del XVII secolo, i metodi cambiano. La fisica matematica, le nuove forme di sperimentazione e i programmi meccanicistici acquisiscono influenza.
Il linguaggio delle corrispondenze, dell’anima del mondo e delle segnature sembra meno convincente per una nuova generazione di studiosi. Tuttavia, Fludd non scompare. Continua a essere letto dalle correnti ermetiche, rosacrociane, alchemiche e teosofiche.
Nel XVIII e XIX secolo, il suo nome ricompare nelle storie della Rosa-Croce e della filosofia ermetica. Le sue incisioni diventano riferimenti visivi dell’esoterismo occidentale. Gli occultisti moderni vedono in lui un testimone di un’epoca in cui l’universo poteva ancora essere rappresentato come una totalità vivente. Presentarlo semplicemente come «precursore della scienza» farebbe perdere ciò che conferisce alla sua opera la sua vera coerenza.
Fludd sperimenta, osserva e costruisce dispositivi, ma non separa mai questi gesti dalla sua teologia e dalla sua filosofia delle corrispondenze. Il suo interesse risiede precisamente in questo mondo intermedio, dove coesistono ancora diversi modi di conoscere.
Il monocordo riassume forse Fludd meglio di qualsiasi definizione. Uno strumento produce musica solo se le sue tensioni sono regolate. Se la corda è troppo allentata, non suona; se è troppo tesa, si spezza.
Anche il cosmo, il corpo e l’anima richiedono un accordo. Il medico non sostituisce la natura. Cerca di ristabilire una proporzione, un ritmo o una circolazione. Curare significa ricondurre il microcosmo verso un’armonia più giusta. Perché rifiuta di scegliere tra l’immagine e il numero, tra la medicina e l’alchimia, tra il Cristo e la Natura, tra la macchina e il simbolo.
Il suo universo può sembrare impossibile a un lettore moderno abituato a separare le discipline. Per lui, era proprio la separazione a risultare incomprensibile. Bisogna entrare nei suoi libri come in un cosmo disegnato. I diagrammi non sono decorazioni. Sono le porte del sistema. Leggere il testo, osservare l’immagine e ritrovare le corrispondenze permette di ricostruire il pensiero dell’autore.
Fludd non fondò una scuola duratura che portasse il suo nome. Lasciò qualcosa di più difficile da racchiudere: una visione. In questa visione, la luce discende da Dio, le sfere cantano, l’uomo risponde al cosmo, la medicina legge i segni del corpo e le arti imitano la natura. Per approfondire questa prospettiva, si vedano anche Michael Maier, Heinrich Khunrath, John Dee, Cornelius Agrippa e il nostro articolo sulla Rosa-Croce.
Fonti e riferimenti
Il Royal College of Physicians fissa le sue date al 1574 – 8 settembre 1637 e documenta la sua nascita a Milgate, il suo ingresso a Oxford nel 1591, i suoi diplomi, il dottorato in medicina del 1605, gli esami presso il College of Physicians e la sua ammissione come Fellow nel 1609.
La Wellcome Collection conserva un’edizione del 1617-1618 dell’Utriusque Cosmi Historia, con i suoi volumi dedicati al macrocosmo, alle arti e alle tecniche. L’istituzione conserva inoltre le edizioni della sua Philosophia Sacra, della Medicina Catholica e della sua risposta del 1631 nella controversia sulla pomata dell’arma.
La Stanford Encyclopedia of Philosophy, nel suo articolo dedicato alla filosofia naturale del Rinascimento, ricolloca Fludd tra gli autori ermetici che riflettono sulle relazioni tra macrocosmo, microcosmo, medicina e forze naturali.
Lo studio di Luca Guariento, From monochord to weather-glass: musica speculativa and its development in Robert Fludd’s philosophy, Università di Glasgow, 2015, analizza il ruolo della musica nell’intero pensiero di Fludd e nel suo dibattito con Kepler.
Il progetto universitario Furnace and Fugue della Brown University ricolloca il monocordo di Fludd nella controversia con Johannes Kepler sull’armonia cosmica.
Per il rosacrocianesimo, Nicholas Goodrick-Clarke dedica a Michael Maier e Robert Fludd una sezione della sua storia delle tradizioni esoteriche occidentali, mentre lo studio di Lyke de Vries sull’appello rosacrociano alla riforma permette di collocare i loro testi nel contesto intellettuale dei manifesti del 1614-1616.
Per la medicina simpatica, il recente articolo medico dedicato a Sir Nicholas Gilbourne e alla weapon-salve riprende il caso pubblicato da Fludd nel 1631 e permette di seguire concretamente la logica del trattamento a distanza.
La copertina utilizza il ritratto di Robert Fludd inciso da Matthäus Merian e pubblicato nella Philosophia Sacra nel 1626, conservato dalla Wellcome Collection con licenza CC BY 4.0. L’illustrazione interna del monocordo cosmico risale al 1623 ed è conservata presso la Deutsche Fotothek, nel pubblico dominio.






























