Il nome sacro occupa il centro di un triangolo inscritto in un cerchio. Julio legge attorno a questa figura tre momenti della vita: formazione, riformazione e trasformazione.
Leggere il simbolismo
La nota presenta queste tre fasi come un cammino interiore: imparare, riformare la propria condotta, poi accedere a una luce più grande. Il nome divino posto al centro è il punto verso cui si dirige questo movimento. La geometria dà così forma a una progressione morale e spirituale.
Gli effetti attribuiti
Julio associa questo pantacolo alla protezione spirituale e alle richieste importanti: scelta di uno stato di vita, matrimonio, esame, impresa o attraversamento di un’afflizione. Precisa che il potere ricercato non deve servire le passioni personali, bensì impedire il male fatto a sé o agli altri.
L’uso presso Julio
Nell’ambito dei suoi supporti benedetti e consacrati, l’intento riguarda una richiesta determinata. La nota invita soprattutto a comprendere le tre fasi e a intraprendere la propria riforma. Non descrive alcuna corrispondenza planetaria per questo triangolo.
Una lettura personale
Collocate una decisione attuale in questo movimento in tre tempi: ciò che imparate, ciò che dovete cambiare e ciò verso cui desiderate avanzare. Questa lettura personale fa del segno un punto di riferimento per la riflessione, accompagnato da una richiesta di discernimento.
La fonte e le varianti
Si tratta del Triangolo divino del primo volume, p. 307. Il Triangolo divino già presente nella raccolta proviene dal terzo volume e reca un’altra iscrizione; le due forme dispongono di schede separate.
Abate Julio, Il libro segreto dei grandi esorcismi e delle benedizioni, Vincennes, presso l’autore, 1908. Spiegazione e applicazione n. 23, p. 425–426. Indicazioni pratiche sui supporti benedetti e consacrati: p. 462–463.
Numerazione del repertorio classico: 4 su 44. Questa numerazione differisce dall’inventario delle incisioni nei volumi antichi.
Leggere la nota nell’edizione del 1908
Immagine: riproduzione storica diffusa da Oracles.ch. La riproduzione non consente di identificare con precisione la sua edizione; è conservata alla sua risoluzione nativa, senza ridisegnare i caratteri né effettuare un ingrandimento artificiale. Il testo della scheda si basa sulla nota del 1908.






























