Il crisma riunisce le prime lettere greche del nome di Cristo. Julio ne fa un segno di protezione e di speranza, circondato da una formula di vittoria.
Leggere il simbolismo
La X e la P corrispondono alle lettere greche chi e rho. La loro sovrapposizione compone il monogramma. La formula latina intorno alla figura rimanda al tema tradizionale della vittoria per mezzo di questo segno; la nota sviluppa poi una lettura cristiana della croce e della resurrezione.
Gli effetti attribuiti
Il testo attribuisce al crisma una protezione molto ampia: opposizione ai nemici, soccorso nelle prove e ottenimento di una grazia desiderata. Gli associa inoltre numerose affermazioni relative alla salute e alla fine della vita, che appartengono alle credenze esposte da Julio.
L’uso presso Julio
L’oggetto è presentato come un pantacolo di protezione legato a una richiesta ardentemente desiderata. Per comprenderne l’uso presso Julio, occorre collegarlo alle sue prescrizioni sulla benedizione e sulla consacrazione dei supporti, anziché separare l’immagine dalla preghiera.
Una lettura personale
Individuate le due lettere prima di leggere la figura come un’unica forma. Una lettura personale può vertere sulla fiducia necessaria per superare una difficoltà e sul modo di mantenere questa fiducia nelle azioni quotidiane.
La fonte e le varianti
L’incisione è segnalata nei Grandi segreti meravigliosi, p. 531. Il crisma si distingue dall’ostia recante IHS, altro monogramma presentato in una scheda propria.
Abbé Julio, Il libro segreto dei grandi esorcismi e delle benedizioni, Vincennes, presso l’autore, 1908. Spiegazione e applicazione n. 24, p. 426–428. Indicazioni pratiche sui supporti benedetti e consacrati: p. 462–463.
Numerazione del repertorio classico: 5 su 44. Questa numerazione differisce dall’inventario delle incisioni nei volumi antichi.
Leggere la nota nell’edizione del 1908
Immagine: riproduzione storica diffusa da Oracles.ch. La riproduzione non consente di identificare con precisione la sua edizione; è conservata alla sua risoluzione nativa, senza ridisegnare i caratteri né effettuare ingrandimenti artificiali. Il testo della scheda si basa sulla nota del 1908.





























