Julio riprende la medaglia di san Benedetto con le sue due facce. L’immagine del santo e la croce formano un insieme che la sua nota associa alla difesa spirituale delle persone e dei luoghi.
Leggere il simbolismo
Una faccia rappresenta san Benedetto; l’altra reca una croce e le lettere delle sue formule. Le due riproduzioni sono riunite qui per conservare questa doppia lettura. La medaglia appartiene a una tradizione devozionale precedente a Julio: la sua opera ne riprende la spiegazione e l’applicazione.
Gli effetti attribuiti
Nella nota, Julio le attribuisce una difesa contro gli spiriti che considera malvagi. Estende questa protezione alle case, agli edifici che ospitano gli animali e ai campi. Queste attribuzioni rientrano nel vocabolario religioso e spirituale del suo testo.
L’uso presso Julio
Julio descrive due usi: portare la medaglia con sé oppure collocarla in un luogo. Richiede una benedizione e una consacrazione particolari da parte di un sacerdote. Nel suo sistema, la presenza materiale dell’oggetto e la sua preparazione religiosa sono quindi collegate.
Una lettura personale
Confrontate le due facce: la figura del santo da un lato, la croce e le lettere dall’altro. Per una lettura personale, potete riflettere su cosa significhi concretamente proteggere nella vostra casa, poi associare questa intenzione a una preghiera di pace.
La fonte e le varianti
La nota antica rimanda al primo volume, p. 255 e seguenti. Questa medaglia non deve essere confusa con il Pentagramma, del quale Julio descrive anche una versione metallica a due facce.
Abbé Julio, Il libro segreto dei grandi esorcismi e delle benedizioni, Vincennes, presso l’autore, 1908. Spiegazione e applicazione n. 22, p. 424–425. Indicazioni pratiche sui supporti benedetti e consacrati: p. 462–463.
Numerazione del repertorio classico: 3 su 44. Questa numerazione differisce dall’inventario delle incisioni nei volumi antichi.
Leggere la nota nell’edizione del 1908
Immagine: riproduzione storica diffusa da Oracles.ch. La riproduzione non consente di identificare con precisione la sua edizione; è conservata alla sua risoluzione nativa, senza ridisegnare i caratteri né ingrandirla artificialmente. Il testo della scheda si basa sulla nota del 1908.






























