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Chi era davvero Pierre Piobb?
Portrait photographique authentique de Pierre Piobb publié dans L’Écho du Merveilleux le 15 juillet 1907 — Aeternum, blog & boutique ésotérique

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Chi era davvero Pierre Piobb?

18 min di lettura

Pierre Piobb, pseudonimo di Pierre François Xavier Vincenti, occupa un posto singolare nell’occultismo francese dell’inizio del XX secolo. Nato a Parigi il 12 aprile 1874 e morto nella stessa città il 12 maggio 1942, fu giornalista, traduttore e autore di opere sull’astrologia, la magia, la geomanzia, la mitologia e i testi profetici. Cercò soprattutto di dare alle «scienze segrete» una struttura generale fondata sui numeri, sulle corrispondenze, sulla geometria e sullo studio comparato dei testi.

Il soprannome moderno di «mago scientifico» riassume abbastanza bene la sua ambizione. Piobb vuole affrontare le tradizioni occulte con lo stesso gusto per l’ordine, il calcolo, l’osservazione e la sintesi delle scienze della sua epoca. Per lui, la magia non è un caos di superstizioni, ma un insieme di leggi, numeri e corrispondenze che una mente metodica può tentare di ricostruire.

La sua biografia si è basata a lungo su una voce molto favorevole di Félix Cadet de Gassicourt, pubblicata dopo la sua morte. Le ricerche genealogiche, i cataloghi della Biblioteca nazionale di Francia, i periodici dell’epoca e i documenti della Société des Sciences Anciennes permettono oggi di distinguere i fatti ben accertati dai racconti trasmessi dal suo entourage.

Pierre François Xavier Vincenti nasce a Parigi nel 1874

La Biblioteca nazionale di Francia indica il 12 aprile 1874 come data di nascita di Pierre François Xavier Vincenti. Le ricerche condotte nei registri dello stato civile parigino precisano che nasce al numero 14 di rue Notre-Dame-de-Lorette, nel 9º arrondissement.

Sua madre, Louise Henriette Angélique Amélie Allard, muore quattro giorni dopo la sua nascita. Suo padre, Jean Vincent Vincenti, esercita la medicina e aveva prestato servizio come chirurgo maggiore presso gli zuavi pontifici. Piobb cresce quindi senza sua madre, poi perde il padre nel febbraio 1892.

La famiglia paterna è legata alla Corsica e al villaggio di Piobetta, in Castagniccia. Da questo nome deriverà lo pseudonimo «Piobb». I documenti biografici spiegano che i suoi compagni lo chiamavano «Piobbeta» e che ne adottò una forma abbreviata per firmare i suoi articoli. La BnF censisce inoltre diverse forme del suo nome: Pierre Vincenti, Pierre Vincenti da Piobetta, P. V. Piobb e Pierre Piobb.

Diversi documenti lo presentano con il titolo di conte Vincenti o conte Pierre Vincenti-Piobb. Questo titolo appartiene all’identità sociale con cui compare in parte della stampa e sulla sua sepoltura.

Per evitare di addentrarsi in una genealogia nobiliare difficile da ricostruire interamente, è più prudente considerare che il titolo è utilizzato nelle fonti contemporanee e successive senza farne il fulcro della sua biografia. Pierre Vincenti studia al collegio Stanislas di Parigi.

Questa formazione cattolica e classica gli offre una buona cultura letteraria e scientifica. Le biografie provenienti dal suo entourage gli attribuiscono in seguito studi alla Sorbona e poi alla facoltà di giurisprudenza, con lauree in lettere, scienze e diritto.

Questi dettagli provengono principalmente da fonti biografiche postume e sono più difficili da verificare singolarmente rispetto alle sue pubblicazioni o ai suoi documenti anagrafici. Alla fine del XIX secolo, Piobb viaggia in Europa e nell’Atlantico settentrionale.

Soggiorna in particolare in Corsica, Italia, Inghilterra, Scozia e Islanda. Nel 1904 pubblica su Le Tour du monde un lungo reportage sull’Islanda, corredato da fotografie scattate da lui stesso.

Questa attività mostra che è già giornalista e viaggiatore molto prima di diventare noto come autore occultista. A diciannove anni, Pierre Piobb fonda o dirige ad Ajaccio un giornale intitolato L’Echo de la Corse.

Le fonti biografiche divergono sulla durata esatta di questa esperienza, ma collocano tutte il suo ingresso nel giornalismo all’inizio degli anni 1890. Collabora poi con diverse testate parigine e sviluppa una carriera di giornalista politico, scientifico e parlamentare.

Piobb scrive per Le Monde illustré, La Paix, Lectures modernes, Nos Loisirs, La Revue des Revues, La Liberté e L’Information, secondo le note biografiche del suo entourage. Si occupa di argomenti politici, industriali, scientifici e regionali.

Questa attività spiega la sua grande facilità nel produrre libri di divulgazione strutturati e nell’organizzare conferenze. Non entra dunque nell’occultismo come un uomo separato dal mondo sociale: conosce la stampa, le istituzioni, gli ambienti parlamentari e i circuiti di diffusione dell’informazione.

Piobb rimane profondamente legato alla Corsica. Pubblica articoli dedicati alla sua economia, al disboscamento, alla malaria e alla situazione sociale dell’isola. Nel 1909 appare La Corsica di oggi, i suoi costumi, le sue risorse, la sua miseria. Il libro mostra un aspetto molto lontano dai talismani e dall’astrologia: quello di un giornalista preoccupato per le infrastrutture, l’agricoltura, le strade, l’emigrazione e le difficoltà amministrative.

Quando comincia realmente il suo interesse per l’occultismo?

Le biografie tarde tendono a far risalire a un periodo molto precoce l’inizio della sua vocazione esoterica. Piobb stesso fornisce una cronologia più sobria in un articolo del 1935 dedicato ai suoi «33 anni di occultismo».

Vi spiega che nel 1902 apre alla Biblioteca nazionale un’opera ermetica del XV secolo che inizialmente comprende a malapena. Colloca poi intorno al 1903 il momento in cui comincia a studiare sistematicamente astrologia, magia, alchimia, Kabbalah ed ermetismo.

Questa origine è importante per comprendere Piobb. Il suo ingresso nell’occultismo passa innanzitutto attraverso i testi. Lavora alla Bibliothèque nationale, alla Bibliothèque de l’Arsenal e consulta anche collezioni britanniche. Si forma meno attraverso la trasmissione da parte di un maestro che mediante il confronto tra manoscritti, edizioni antiche e opere tecniche.

Il medico e filosofo inglese Robert Fludd diventa uno degli autori principali delle sue ricerche. La BnF conferma che nel 1907 Piobb pubblica una traduzione annotata di una parte dell’Utriusque cosmi, dedicata all’astrologia generale.

A Piobb è associata anche una traduzione del De geomancia, ma l’edizione francese censita dalla BnF appare dopo la sua morte, nel 1947. La traduzione sembra quindi essere stata realizzata in precedenza, mentre la sua pubblicazione editoriale definitiva avviene dopo la morte di Piobb.

1907, il Formulaire de haute magie

Nel 1907, Pierre Piobb pubblica il suo primo grande libro occulto, Formulaire de haute magie. La Bibliothèque nationale de France ne conserva l’edizione originale, pubblicata da H. Daragon. Il libro raccoglie invocazioni, talismani, corrispondenze, tavole, procedimenti e riferimenti storici. Il suo titolo pratico potrebbe far pensare a un semplice ricettario, ma Piobb cerca già di ordinare il materiale secondo una logica generale.

Il Formulaire de haute magie conoscerà diverse versioni. Nel 1937 Piobb pubblica in particolare una nuova edizione ampiamente rielaborata e ampliata. Questa evoluzione mostra che non considera il suo primo libro come un sistema compiuto. Il suo lavoro procede attraverso riprese, correzioni e riorganizzazione delle corrispondenze.

Nello stesso anno, Piobb pubblica su L’Écho du Merveilleux un articolo dedicato a esperimenti realizzati con il giornalista Henri Christian. Interpreta queste sedute come esperienze di esteriorizzazione delle facoltà sensoriali.

Il vocabolario dell’epoca parla di «uscite in astrale». Questi racconti sono storicamente interessanti perché mostrano la sua volontà di sperimentare, ma non costituiscono una dimostrazione scientifica della proiezione fuori dal corpo.

Nel 1908 e poi nel 1909 viene pubblicato L’Année occultiste et psychique. La BnF descrive la pubblicazione come una presentazione delle osservazioni e degli studi condotti in Francia e all’estero, in ambiti che vanno dall’astrologia al magnetismo, passando per l’alchimia, lo spiritismo e la simbologia. Questo progetto riassume bene la sua ambizione: produrre una rassegna delle attività paragonabile a un annuario di ricerca. Nel 1907, Piobb si avvicina a François-Charles Barlet.

Barlet appartiene alla generazione di Papus e di Stanislas de Guaita. All’epoca anima un gruppo di ricercatori interessati all’astrologia e alle scienze occulte. Questo ambiente contribuirà direttamente alla formazione della Société des Sciences Anciennes.

1909, la Société des Sciences Anciennes

La Société des Sciences Anciennes viene dichiarata il 20 marzo 1909 secondo i documenti conservati dai ricercatori che si sono occupati di Piobb. Il bollettino dell’anno 1909 indica Pierre Piobb come presidente e Oswald Wirth come vicepresidente.

Vi si ritrovano anche Eudes Picard, Horace Choisy, Jacques Brieu e diversi specialisti di simbolismo, astrologia e tradizioni antiche. La BnF associa direttamente Pierre Piobb a questa società nella sua scheda d’autorità.

Le biografie provenienti dall’ambiente di Piobb affermano che la Société des Sciences Anciennes fu ammessa tra le società erudite riconosciute dal ministero della Pubblica Istruzione. Questa formula è stata in seguito trasformata in diverse schede moderne in «associazione riconosciuta di pubblica utilità».

I due statuti non sono equivalenti. È quindi preferibile conservare la formulazione delle fonti dell’epoca e non attribuire all’associazione uno status giuridico più forte di quello che i documenti consentono di stabilire.

La società organizza corsi e conferenze al Palais du Trocadéro. Piobb vi insegna in particolare le concezioni astrologiche del Medioevo. Intervengono inoltre figure come Oswald Wirth, Paul Vulliaud, Albert Jounet e diversi altri collaboratori. Queste sessioni conferiscono una dimensione pubblica a temi fino ad allora confinati alle riviste e ai piccoli gruppi esoterici.

Nel novembre 1910 si tiene a Parigi un Congresso internazionale di psicologia sperimentale. Un resoconto de La Vie mystérieuse cita Pierre Piobb tra i membri del comitato direttivo. Pubblicazioni contemporanee lo presentano inoltre come presidente della quinta commissione e vicepresidente del comitato internazionale. Queste denominazioni mostrano la sua volontà di collocare le ricerche occulte e psichiche in un linguaggio sperimentale, senza significare che le sue ipotesi siano state convalidate dalla psicologia accademica.

Nel 1911 viene pubblicato L’Évolution de l’occultisme et la science d’aujourd’hui. Piobb vi confronta diverse idee occultiste con le scoperte della fisica, dell’elettricità, della psicologia e delle ricerche psichiche del suo tempo.

Il libro appartiene a un periodo in cui molti autori pensano che le nuove scienze finiranno per spiegare i fenomeni un tempo attribuiti alla magia. Costituisce quindi un documento sull’ottimismo scientifico dell’occultismo dell’inizio del XX secolo.

Perché il suo occultismo si definisce scientifico?

Piobb usa il linguaggio della scienza per tre ragioni. Cerca regolarità piuttosto che rivelazioni individuali. Classifica i dati in tabelle, rapporti numerici e corrispondenze geometriche. Infine, vuole sottoporre le tradizioni al confronto invece di accettarle soltanto perché un ordine iniziatico le dichiara antiche.

Questo metodo resta un approccio occultista: non trasforma l'astrologia, la magia o le corrispondenze simboliche in discipline scientifiche riconosciute. Nel 1908, Piobb pubblica Venere, la dea magica della carne.

L'opera avrebbe dovuto inaugurare una serie più ampia dedicata a diverse figure divine. Piobb cerca nei miti strutture simboliche e leggi che ritiene comuni a diverse tradizioni.

La serie completa prevista non vedrà la luce durante la sua vita. Per Piobb, i miti non sono semplici racconti immaginari. Contengono, secondo lui, un insegnamento tecnico velato da personaggi ed episodi simbolici. Questo modo di leggere la mitologia era diffuso tra diversi occultisti della sua epoca.

Va distinta dai metodi attuali della storia delle religioni e della filologia. La guerra del 1914 interrompe l'attività della Société des Sciences Anciennes. Diversi membri vengono mobilitati o scompaiono. Piobb riduce fortemente le sue pubblicazioni occultiste durante questo periodo. La sua carriera si sposta allora verso la stampa, la diplomazia d'influenza e gli ambienti politici.

Il Ministero degli Affari Esteri

Le biografie provenienti dal suo entourage indicano che durante la guerra lavora in attività legate alla propaganda e all'informazione esterna. La decorazione della Legion d'onore che riceverà in seguito gli viene conferita a titolo del Ministero degli Affari Esteri.

Questa parte della sua vita ricorda ancora il suo duplice profilo: da un lato autore esoterico, dall'altro giornalista e uomo inserito nelle reti politiche. Dopo la guerra, le note biografiche lo collocano nell'ambiente dell'ufficio stampa parigino del residente generale di Francia in Marocco.

Lavora così nelle reti legate al maresciallo Lyautey e poi ai suoi successori. I racconti dettagliati sulla distribuzione di fondi segreti alla stampa provengono soprattutto da fonti memorialistiche e devono essere trattati con prudenza. Ciò che è certo è la sua duratura attività giornalistica e politica al di là del solo ambiente occultista. Pierre Piobb viene nominato cavaliere della Legion d'onore il 19 agosto 1927.

La scheda del cimitero di Père-Lachaise rimanda al fascicolo della banca dati Léonore e precisa che la distinzione è conferita a titolo del Ministero degli Affari Esteri. L'iscrizione compare anche sul suo monumento funebre.

Il ritorno pubblico a Nostradamus

Negli anni Venti, Piobb torna all'occultismo attraverso lo studio dei testi profetici. Nel 1924 Charles Blech gli mette a disposizione la sala della Società teosofica di square Rapp per una prima conferenza dedicata a Nostradamus. Riprende l'argomento nel 1927 in una serie di conferenze. Il libro Le Secret de Nostradamus esce nello stesso anno presso Adyar.

Piobb rifiuta di leggere le Centuries come un semplice insieme di visioni spontanee. Cerca procedimenti di calcolo, strutture geometriche e un sistema crono-cosmografico dietro il testo.

Difende anche ipotesi relative a un'origine templare e a direttive storiche codificate. Queste tesi appartengono al suo sistema personale e non sono accolte dall'attuale ricerca accademica su Nostradamus.

Il libro rimane tuttavia prezioso per comprendere una fase della storia della ricezione di Nostradamus. Mostra come un occultista dell'inizio del XX secolo cerchi di sostituire l'interpretazione intuitiva delle quartine con un metodo geometrico e astrologico. Questo progetto è coerente con l'intera opera di Piobb: trasformare i testi occulti in strutture calcolabili. Nel 1939, Piobb pubblica Le Sort de l’Europe.

Vi avvicina Nostradamus, la profezia dei papi attribuita a san Malachia e altri corpora profetici. Il contesto europeo è ovviamente determinante: la guerra si avvicina e i testi profetici conoscono un rinnovato interesse. Piobb stesso rivaluta alcune posizioni sostenute nel 1927, segno che il suo sistema continua a evolversi.

L'astrologia al centro del suo pensiero

L'astrologia rimane uno degli assi più costanti delle sue ricerche. Non la riduce alla produzione di oroscopi individuali. Cerca di comprendere le strutture geometriche, temporali e astronomiche che, secondo lui, organizzano le corrispondenze tra il cielo e gli eventi. Questa astrologia serve poi da matrice per la sua lettura della magia, della mitologia e delle profezie.

Piobb sviluppa l'idea che i fatti umani possano essere ricondotti a un «momento cosmico» definito da diversi rapporti celesti e geometrici. Presenta questa teoria al congresso di psicologia sperimentale del 1910.

Il termine determinismo conferisce al suo sistema l'apparenza di una legge generale. Tuttavia, non bisogna confondere questa costruzione astrologica con un determinismo dimostrato dalle scienze sperimentali.

Con il passare degli anni, le figure geometriche assumono un ruolo sempre più importante nel suo lavoro. Il cerchio, le divisioni angolari, i poligoni e i rapporti numerici servono a collegare astrologia, tarocchi e simbolismo.

Piobb cerca così una grammatica comune dietro diverse tradizioni. La posterità di Piobb ricorda in particolare i suoi accostamenti tra i ventidue arcani maggiori dei tarocchi e le costruzioni geometriche.

Interpreta gli arcani meno come semplici carte divinatorie che come elementi di un sistema numerico. Questa lettura appartiene all'occultismo matematizzante del XX secolo e non corrisponde alla reale storia medievale delle carte.

Il nostro articolo Comprendere i tarocchi consente di distinguere la storia del gioco dalle sue reinterpretazioni occultiste. Gli ambienti associati a Piobb differiscono nettamente dall'orientamento assunto da René Guénon.

Guénon critica l'occultismo moderno, le società psichiche e i tentativi di trattare le tradizioni come scienze sperimentali. Piobb, Wirth, Francis Warrain e diversi autori del suo ambiente rappresentano invece un approccio molto occidentale e razionalizzante al simbolismo. È quindi più esatto parlare di due concezioni opposte dell'esoterismo che di una semplice disputa personale.

Piobb e la massoneria

Documenti massonici citati dai suoi biografi indicano che Piobb apparteneva alla Grande Loggia di Francia all'inizio degli anni Dieci del Novecento. Questa affiliazione è coerente con i suoi rapporti con Oswald Wirth e con diversi membri della Société des Sciences Anciennes. Rimane meno centrale nella sua opera pubblica rispetto all'astrologia e alla magia. Piobb conobbe lo stesso ambiente intellettuale di Papus senza esserne un discepolo diretto.

Frequentò Barlet, Wirth e diversi collaboratori del movimento papusiano. Racconti posteriori arrivarono persino a inventare un'ostilità occulta tra Piobb e Papus, accusandolo di aver provocato magicamente la morte di quest'ultimo. Nessuna fonte solida consente di ritenere fondata questa storia. Una parte della posterità di Piobb passa attraverso il medico Pierre Mabille.

Diverse testimonianze indicano che Mabille seguì i suoi insegnamenti e trasmise in seguito alcune delle sue idee negli ambienti vicini al surrealismo. André Breton possedeva e leggeva diverse opere di Piobb. Occorre tuttavia distinguere la circolazione dei libri da un'influenza diretta e sistematica di Piobb sull'intero movimento surrealista.

La Chiave universale delle scienze segrete

Nelle ultime settimane della sua vita, Piobb lavora a quella che diventerà Chiave universale delle scienze segrete. Le fonti biografiche collocano la stesura finale tra gennaio e marzo 1942. La Bibliothèque nationale de France conferma che il primo volume viene pubblicato solo nel 1950, seguito da altri volumi nel 1951 e nel 1954. L'opera è quindi interamente postuma nella sua pubblicazione.

Il primo volume porta un sottotitolo che indica che Piobb lavora «secondo le indicazioni della Poligrafia di Giovanni Tritemio». Considera i sistemi di cifratura, i numeri e le corrispondenze di Tritemio come una chiave per rileggere numerose tradizioni. L'obiettivo è ambizioso: proporre un linguaggio comune per magia, alchimia, astrologia, mitologia e simbolismo. Il titolo Chiave universale esprime la convinzione di Piobb.

Pensa di aver individuato strutture comuni che permetterebbero di passare da una scienza segreta all’altra. Questa architettura appartiene anzitutto allo sguardo sintetico di Piobb: cerca dietro l’alchimia, l’astrologia, la Kabbalah e i grimori una trama comune che le tradizioni stesse non formulano sempre esplicitamente. Gli alchimisti, gli astrologi, i cabalisti e gli autori di grimori non hanno lavorato tutti a partire da un unico sistema geometrico universale.

Morto a Parigi nel 1942

Pierre Piobb muore il 12 maggio 1942 a Parigi. La BnF precisa che si tratta del 7° arrondissement; le ricerche di stato civile indicano 8 rue Sédillot. Ha sessantotto anni. I suoi funerali si svolgono il 16 maggio nella chiesa di Saint-Pierre-du-Gros-Caillou.

Piobb è sepolto nel cimitero del Père-Lachaise. La scheda aggiornata degli Amici e Appassionati del Père-Lachaise colloca la sua sepoltura nella **49ª divisione**, avenue Transversale n°1. Il monumento reca l’iscrizione « uomo di lettere e di scienza » e ricorda la sua Legion d’onore. La nostra Guida degli occultisti al Père-Lachaise permette di collocare Piobb tra gli autori esoterici legati al cimitero parigino.

Piobb non ha discendenti diretti, secondo le biografie specializzate. Una parte delle sue carte viene dispersa dopo il 1942. Maurice Francis Nouveau, che assumerà il nome Nouveau-Piobb, pubblicherà in seguito diversi testi presentati come derivati da questa eredità. Queste pubblicazioni devono essere distinte dalle opere direttamente redatte e pubblicate da Pierre Piobb.

La sua opera si colloca tra diversi mondi. È troppo occultista per entrare nella storia classica delle scienze. È inoltre meno legata alle grandi linee iniziatiche rispetto a quelle di Papus, Guaita o Wirth. Infine, i suoi sistemi numerici e geometrici richiedono una lettura più tecnica rispetto ai comuni libri di divulgazione esoterica.

L’originalità di Piobb risiede meno in una dottrina magica particolare che nel suo modo di lavorare. Vuole confrontare, ordinare, calcolare e stabilire corrispondenze. Tratta l’occultismo come un insieme di problemi da risolvere, piuttosto che come una rivelazione trasmessa da un maestro. Questo atteggiamento spiega tanto il suo interesse per i manoscritti quanto i suoi tentativi di dialogo con la psicologia sperimentale.

I suoi libri sono particolarmente interessanti come testimonianza di un momento in cui alcuni occultisti pensavano di poter avvicinare la scienza moderna alle tradizioni antiche. Il Formulaire de haute magie mostra lo sforzo di compilazione e classificazione.

L’Évolution de l’occultisme mostra il suo dialogo con il vocabolario scientifico del 1911. Le Secret de Nostradamus e la Clef universelle mostrano infine la ricerca di una struttura nascosta dietro la storia, i simboli e le profezie.

Queste opere si prestano a essere lette come le costruzioni di un autore del 20° secolo, e non come la restituzione intatta di una scienza segreta trasmessa dall’Antichità. Il 18 novembre 1904, Pierre Vincenti sposa a Levallois-Perret Marguerite Juliette Dagouret, chiamata Suzanne in diversi documenti di famiglia.

Le ricerche genealogiche dedicate a Piobb consentono di stabilire questa data grazie allo stato civile. La coppia non ha discendenti noti. Questa assenza di un erede diretto contribuirà, dopo il 1942, alla dispersione di una parte delle carte e degli oggetti conservati da Piobb.

Piobb non limita i suoi lavori all’astrologia e alla magia cerimoniale. Nel 1908 pubblica su La Revue des Revues un articolo dedicato alla fabbricazione dell’oro e alle teorie alchemiche.

Il suo obiettivo non è raccontare l’alchimia come una successione di miracoli. Cerca di confrontare le antiche dottrine della trasmutazione con le trasformazioni della materia discusse dalla fisica e dalla chimica del suo tempo.

Questo approccio sarà ripreso ne L’Évolution de l’occultisme et la science d’aujourd’hui. Costituisce un chiaro esempio del suo metodo: avvicinare un vocabolario antico a un linguaggio scientifico contemporaneo, fino a stabilire analogie che la scienza attuale non riprenderebbe.

Viene regolarmente presentato come indipendente dai grandi ordini occultisti, il che è corretto se si parla della sua posizione dottrinale. Questa indipendenza non significa tuttavia totale assenza di affiliazioni. Le ricerche documentarie dedicate a Piobb citano La Lumière maçonnique del 1910 e del 1912 per attestare un’appartenenza alla Grande Loggia di Francia, di Rito Scozzese.

Piobb non costruisce la propria opera come portavoce di un’obbedienza, ma conosce direttamente il mondo massonico e le sue reti, che alimentano il suo gusto per i simboli, i gradi e le architetture iniziatiche. Dopo la Prima guerra mondiale, la sua attività pubblica si sposta nettamente verso il giornalismo politico e le reti legate agli Affari Esteri.

Le biografie provenienti dalla sua cerchia gli attribuiscono un ruolo importante nell’ufficio stampa parigino del residente generale in Marocco. Indicano inoltre che, negli anni Venti e Trenta, combatte le rivendicazioni irredentiste italiane sulla Corsica e cerca di avvicinare esponenti corsi di orientamenti opposti sulla questione.

Questi episodi sono meno ampiamente documentati rispetto alla sua bibliografia occultista, ma mostrano che non si ritira mai in una carriera esclusivamente esoterica. Dopo la sua morte, diversi autori si richiamano direttamente o indirettamente a Piobb.

Maurice Francis Nouveau adotta il nome Nouveau-Piobb e pubblica testi che collega all’eredità del suo «padre spirituale». Altri autori, in particolare Pierre Mabille, Jean Carteret e Raymond Abellio, sono stati avvicinati alle sue ricerche sulle strutture, i numeri e la geometria.

Queste influenze non hanno tutte lo stesso grado di prova. La lettura di Piobb in alcuni ambienti intellettuali è attestata; l’idea di una filiazione dottrinale continua deve invece essere esaminata autore per autore.

Fonti e riferimenti

La Bibliothèque nationale de France fornisce la base biografica più solida: Pierre Piobb è lo pseudonimo di Pierre François Xavier Vincenti, nato il 12 aprile 1874 e morto il 12 maggio 1942 a Parigi 7ª. La BnF lo descrive come autore di opere di magia ed esoterismo e traduttore dal latino.

Il catalogo della BnF permette inoltre di seguire la sua bibliografia: Formulaire de haute magie nel 1907, L’Année occultiste et psychique nel 1908-1909, Le Secret de Nostradamus nel 1927, Le Sort de l’Europe nel 1939, poi i tre volumi postumi della Clef universelle des sciences secrètes nel 1950, 1951 e 1954.

Il sito documentario Matemius raccoglie atti di stato civile, articoli di stampa e riproduzioni di documenti riguardanti Piobb. È particolarmente utile per la sua carriera giornalistica, la Société des Sciences Anciennes e il suo articolo autobiografico del 1935, pur riprendendo anche tradizioni provenienti da discepoli che devono essere verificate separatamente.

Il resoconto del Congresso internazionale di psicologia sperimentale del 1910, pubblicato su La Vie mystérieuse, cita Pierre Piobb tra i membri del comitato direttivo e documenta il contesto nel quale cerca di avvicinare le ricerche psichiche ai metodi sperimentali.

La scheda degli Amis et Passionnés du Père-Lachaise conferma la sua nomina alla Legion d’onore del 19 agosto 1927 e indica la sua tomba nella 49ª divisione.

Infine, la fotografia utilizzata in copertina è un ritratto autentico di Pierre Piobb pubblicato su L’Écho du Merveilleux, n. 253, il 15 luglio 1907. Appartiene alla documentazione dell’epoca dedicata alle sue prime pubblicazioni occultiste.

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