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Sariel — storia delle tradizioni
Gustave Doré, anges contemplant les abîmes, 1866. Illustration symbolique ; ne représente pas nominativement Sariel — histoire des traditions.

Arcangeli: Bibbia e tradizioni

Sariel — storia delle tradizioni

6 min di lettura

Sariel appartiene al mondo degli angeli nominati nei più antichi testi apocalittici ebraici. Il suo nome compare in forme diverse, tra cui Saraqael e Saraqâêl, nelle versioni del Primo libro di Enoch. Anche il Rotolo della Guerra, scoperto tra i manoscritti del Mar Morto, trasmette il nome di Sariel insieme a quelli di Michele, Gabriele e Raffaele. Questa documentazione conferisce alla sua figura una notevole antichità, ma richiede un'attenzione particolare alle varianti manoscritte. In alcune tradizioni, infatti, nomi simili designano personaggi il cui ruolo non è identico.

Nome Sariel; forme Saraqael, Saraqâêl e Suriel secondo i testimoni
Testo principale 1 Enoch 20, elenco degli angeli vigilanti
Altra attestazione Rotolo della Guerra, 1QM, colonna IX
Lingue di trasmissione Aramaico, greco ed etiopico ge'ez
Funzione enochica Vigila sugli spiriti legati alla trasgressione
Contesto Apocalittica ebraica, non racconto dei Vangeli

Sariel nell'elenco degli angeli vigilanti

Il capitolo 20 del Primo libro di Enoch presenta un elenco di angeli santi ai quali sono attribuite diverse responsabilità. Tra i nomi di Michele e Gabriele, la traduzione di R. H. Charles riporta la forma Saraqâêl, indicando un angelo associato agli spiriti che commettono trasgressioni. Questa formulazione non corrisponde a una semplice descrizione di protezione personale: appartiene al vocabolario del giudizio e dell'ordine celeste.

La posizione del nome in questo elenco è importante. Enoch non presenta un angelo isolato al quale sia affidata una missione priva di legami con le altre; dispone diverse figure intorno a funzioni differenti. Uriel, Raffaele, Raguel, Michele, Saraqâêl, Gabriele e Remiel formano in questa versione un insieme di sette nomi. La serie risponde alle preoccupazioni della letteratura apocalittica, nella quale le azioni umane e angeliche sono collegate a un giudizio.

Sariel va quindi studiato nel contesto dell'intero libro. I capitoli vicini raccontano i disordini provocati da esseri celesti ribelli e descrivono la risposta divina. Le funzioni degli angeli vigilanti chiariscono questo racconto, invece di costituire un catalogo di proprietà destinate a ogni lettore.

La presenza di Sariel a Qumran

Il Rotolo della Guerra, trovato tra i manoscritti del Mar Morto, costituisce un'altra testimonianza dell'antichità di Sariel. Nella colonna IX, il testo descrive l'organizzazione simbolica delle forze in combattimento e precisa che i nomi degli angeli devono essere iscritti sugli scudi. Michele, Gabriele, Sariel e Raffaele sono associati a questa scena.

Questa menzione appartiene all'universo religioso della comunità che ha trasmesso il rotolo. Le immagini di battaglia e i nomi celesti servono a collocare uno scontro escatologico tra le forze della luce e i loro avversari. Non si tratta di una biografia di Sariel né di una descrizione delle pratiche ordinarie della Chiesa cristiana.

Il confronto con 1 Enoch è particolarmente istruttivo. Mostra che uno stesso nome circolava all'interno di diversi antichi testi ebraici e poteva essere associato a scene molto differenti. La presenza di Sariel nel Rotolo della Guerra offre quindi un supporto documentario distinto dall'elenco enochico.

Perché le grafie del suo nome variano tanto

Le tradizioni enochiche sono state copiate in aramaico, greco e ge'ez. Quando un nome passa da una lingua all'altra, i suoni e le lettere non vengono riprodotti in modo perfettamente identico. Le forme Sariel, Saraqael e Saraqâêl illustrano questa difficoltà, alla quale si aggiungono le scelte degli editori moderni.

È necessario essere particolarmente prudenti con i nomi simili a Sariel negli elenchi degli angeli ribelli. Alcuni manoscritti trasmettono un nome che gli assomiglia nei racconti di coloro che insegnano agli uomini conoscenze proibite. Una somiglianza grafica non basta a identificare senza esame questo essere con l'angelo santo del capitolo 20. I contesti narrativi sono diversi.

La critica dei manoscritti diventa qui indispensabile. Leggendo un'edizione che precisa le varianti, si vede come copisti e traduttori abbiano trasmesso il nome e come possano essersi sviluppate confusioni nel corso del tempo. Sariel offre un esempio particolarmente ricco di questa storia testuale.

Gli angeli della trasgressione e la giustizia celeste

Nell'elenco di 1 Enoch 20, la funzione di Sariel riguarda gli spiriti che peccano o inducono alla trasgressione. La frase è difficile e la sua traduzione richiede attenzione al manoscritto utilizzato. Essa evoca una sorveglianza o un rapporto con il giudizio in un universo in cui gli esseri celesti possono essere essi stessi responsabili di azioni contrarie all'ordine divino.

Questa attribuzione va compresa in relazione ai racconti dei Vigilanti. Il libro di Enoch narra come alcuni esseri angelici oltrepassino i limiti loro assegnati e come la creazione ne subisca le conseguenze. Agli angeli santi è affidato il compito di trasmettere avvertimenti, presentare accuse o partecipare al ripristino dell'ordine voluto da Dio.

La figura di Sariel non deve quindi essere trasformata meccanicamente nel responsabile della colpa personale o nell'arbitro di ogni decisione umana. Il testo mette in scena una giustizia cosmica, espressa nel linguaggio apocalittico dell'antico giudaismo.

Il nome di Sariel e le tradizioni degli angeli guerrieri

La presenza di Sariel sugli scudi nel Rotolo della Guerra ha favorito il suo accostamento all'immaginario degli angeli combattenti. In questo passo condivide lo spazio simbolico di Michele e Gabriele, figure che hanno a loro volta una storia più ampia nelle Scritture e nelle tradizioni. La scena resta quella di un particolare documento comunitario, la cui struttura deve essere rispettata.

In seguito, i cataloghi angelici di altri ambienti hanno trasmesso elenchi differenti. Sariel può esservi sostituito o accostato ad altri nomi, il che spiega la varietà delle immagini attribuite a questa figura. Non esiste un ritratto iconografico cristiano universale che ne stabilisca definitivamente l'abbigliamento, il colore o lo strumento.

La sua storia è quindi legata più ai manoscritti che alle statue. È nei testi di Qumran e nel corpus enochico che si trovano le informazioni più istruttive sulla sua posizione tra gli esseri celesti.

Sariel nella storia delle tradizioni cristiane

Il libro di Enoch è accolto come Scrittura nella tradizione ortodossa etiope, mentre non appartiene al canone cattolico romano. I nomi che trasmette non hanno quindi ovunque lo stesso status religioso. La presenza di Sariel in un testo antico merita di essere studiata in sé, senza attribuirgli automaticamente un posto nella liturgia occidentale.

Il Direttorio su pietà popolare e liturgia cattolico sconsiglia di dare agli angeli nomi diversi da quelli di Michele, Gabriele e Raffaele. Questa norma riguarda la devozione e non impedisce la conoscenza storica dell'antica letteratura ebraica. Permette piuttosto di distinguere lo studio di un nome dal suo uso cultuale.

Sariel rimane una figura particolarmente preziosa per comprendere la diversità degli elenchi angelici. Il suo nome fa emergere i contatti tra manoscritti, lingue e ambienti religiosi, dalla letteratura apocalittica fino alle successive trasmissioni cristiane.

Nel capitolo 20 di 1 Enoch, Sariel compare accanto a Raguel, altro angelo associato alla giustizia e all'ordine celeste. Le varianti dei nomi e le funzioni attribuite a ciascuno illustrano la necessità di leggere i manoscritti nel loro contesto, invece di fondere i loro personaggi.

Fonti e riferimenti

Primo libro di Enoch, capitolo 20, 6, nome Saraqâêl nell'edizione di R. H. Charles.

Rotolo della Guerra di Qumran, 1QM, colonna IX, righe 14–16, scudi recanti i nomi di Michele, Gabriele, Sariel e Raffaele.

Studio filologico: George W. E. Nickelsburg e James C. VanderKam, 1 Enoch: A New Translation, edizioni critiche moderne ed esame delle varianti dei nomi degli angeli.

Santa Sede, Direttorio su pietà popolare e liturgia, n. 217.

Illustrazione: Gustave Doré, angeli che contemplano gli abissi, 1866, opera storica di pubblico dominio. Immagine simbolica del tema degli angeli, non un antico ritratto della figura nominata in questo articolo.

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