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Raguel — storia delle tradizioni
Eugène Delacroix, Jacob luttant avec l’ange, vers 1860. Illustration symbolique ; ne représente pas nominativement Raguel — histoire des traditions.

Arcangeli: Bibbia e tradizioni

Raguel — storia delle tradizioni

6 min di lettura

Raguel figura tra i sette angeli santi elencati nel capitolo 20 del primo libro di Enoch. Il testo gli attribuisce una funzione legata al giudizio e all'ordine dei luminari celesti, nell'universo delle visioni apocalittiche ebraiche. In seguito il suo nome è stato associato alla giustizia, alla pace e all'armonia in presentazioni angeliche più tarde. Questa storia presenta una particolarità importante: Raguel, l'angelo di Enoch, non deve essere confuso con Ragouël, personaggio umano del libro di Tobia e padre di Sara. Leggere queste due fonti separatamente permette di comprendere l'origine di una confusione comune e di restituire a ciascuna il suo vero posto.

Nome Raguel, con varianti di trascrizione
Fonte principale 1 Enoch 20, elenco dei sette angeli
Funzione nel testo Rapporto con il giudizio e i luminari celesti
Altro personaggio omonimo Ragouël, padre di Sara nel libro di Tobia
Ricezione Letteratura apocalittica e cataloghi angelici
Iconografia Nessun attributo universale fissato direttamente dal testo

Raguel nel capitolo 20 del libro di Enoch

L'elenco dei sette angeli santi del primo libro di Enoch è una delle testimonianze più importanti dell'angelologia ebraica antica. Raguel vi occupa un posto tra le potenze incaricate di vigilare sull'ordine del mondo. La traduzione inglese di R. H. Charles gli attribuisce una funzione di vendetta o di giudizio riguardo al mondo dei luminari. Questa formulazione deve essere ricollocata nell'insieme del capitolo e nel vocabolario dell'apocalittica.

La parola «luminari» si riferisce agli astri considerati nella cosmologia del libro di Enoch. Essi non sono descritti secondo le categorie dell'astronomia contemporanea. Il testo cerca di mostrare un universo sottoposto a leggi e a un giudizio divini. Raguel fa quindi parte delle figure che contribuiscono alla rappresentazione di un ordine celeste, con responsabilità ripartite tra diversi angeli.

Il capitolo non racconta un incontro di Raguel con un personaggio umano. Fornisce un nome e una funzione all'interno di un elenco simbolico. La ricchezza della sua tradizione deriva in seguito dai commenti e dagli accostamenti sviluppati dagli autori attorno a questa menzione.

Il giudizio dei luminari e la giustizia divina

La funzione di Raguel è formulata in termini di giudizio o riparazione. Sarebbe tuttavia fuorviante tradurre direttamente questa attribuzione come una moderna missione di arbitrato tra persone in conflitto. L'apocalittica antica mette in scena una giustizia che si esercita alla scala del mondo e delle realtà celesti.

Nel primo libro di Enoch, gli astri, i calendari e le regioni invisibili sono descritti come appartenenti a un ordine voluto da Dio. La comparsa di un nome angelico in questo contesto contribuisce alla narrazione di tale ordine. Gli angeli possono essere descritti come custodi, interpreti o agenti del giudizio a seconda dei passi.

La nozione di armonia attribuita successivamente a Raguel può essere compresa come una lettura derivata dal suo rapporto con l'ordine celeste. Tuttavia, non deve sostituire le parole precise del capitolo 20, che hanno portata e contesto diversi.

Raguel non è Ragouël, il padre di Sara

La confusione più frequente deriva dal libro di Tobia. Nei capitoli 6 e 7, Raffaele conduce il giovane Tobia da un uomo chiamato Ragouël, parente della sua famiglia. Ragouël è il padre di Sara e il marito di Edna. Accoglie i viaggiatori, partecipa ai preparativi del matrimonio e appare come un personaggio umano al centro del racconto.

Le grafie Raguel e Ragouël possono sembrare simili, ma non bastano a identificare un angelo con il padre di Sara. In Tobia, l'angelo è Raffaele, presentato sotto le sembianze di un compagno di viaggio. Ragouël rimane l'ospite presso il quale arrivano i personaggi e il padre che accoglie il futuro genero.

La distinzione tra i due testi è semplice ed essenziale: il primo libro di Enoch menziona Raguel in un elenco angelico; il libro di Tobia racconta la vita di una famiglia il cui padre porta un nome simile. Confonderli farebbe scomparire la specificità di ciascuno.

Il posto del libro di Enoch nelle tradizioni religiose

Il primo libro di Enoch è stato composto attraverso diversi insiemi trasmessi nell'antichità ebraica. Le sue visioni, i suoi viaggi celesti e i suoi racconti dei Vigilanti hanno esercitato un'influenza sull'immaginario religioso di numerose comunità. I frammenti ritrovati tra i manoscritti di Qumran testimoniano la sua antica diffusione, molto prima dei cataloghi angelici dell'epoca moderna.

Il testo è stato conservato integralmente principalmente in ge'ez etiopico. È accolto come Scrittura nella tradizione ortodossa etiopica, ma non fa parte del canone cattolico romano. Queste differenze di ricezione spiegano perché un nome come Raguel sia noto ai lettori di Enoch senza avere una festa universale nella Chiesa latina.

Lo studio dell'opera deve rispettare il linguaggio proprio dell'apocalittica. Gli angeli non vi sono presentati come potenze autonome capaci di sostituirsi a Dio; appartengono al racconto della giustizia e della conoscenza celesti.

Le rappresentazioni tarde di Raguel

Le immagini moderne attribuiscono a Raguel una bilancia, una spada o colori destinati a evocare la giustizia e l'armonia. Queste scelte appartengono all'iconografia e ai sistemi di corrispondenze degli autori che li utilizzano. Il capitolo 20 del libro di Enoch non descrive né il suo abito, né il suo volto, né un oggetto personale che permetterebbe di identificarlo in tutte le tradizioni.

La bilancia può ricordare il tema del giudizio, ma viene utilizzata anche per altre figure cristiane, in particolare Michele in alcune rappresentazioni occidentali. Non si può quindi determinare l'identità di un angelo sulla base di un attributo isolato senza conoscere l'origine dell'opera.

Queste variazioni sono istruttive per la storia dell'arte e dell'esoterismo. Mostrano il modo in cui una figura semplicemente nominata in un testo antico diventa il supporto di qualità visive e morali sviluppate molto tempo dopo la sua redazione.

L'eredità di Raguel nell'angelologia

Raguel deve il suo posto a una testimonianza antica e chiaramente individuabile: il primo libro di Enoch, capitolo 20. Il suo nome contribuisce a comprendere come gli autori ebrei dell'Antichità concepissero funzioni celesti legate all'ordine e al giudizio. I repertori posteriori che lo associano alla riconciliazione o alle relazioni umane appartengono alla storia della ricezione di questa fonte.

Nella pratica cattolica romana, i nomi degli angeli conservati per la devozione pubblica rimangono Michele, Gabriele e Raffaele, conformemente alla raccomandazione del Direttorio sulla pietà popolare. Lo studio di Raguel ha invece un valore storico, esegetico e comparativo.

La lettura attenta dell'elenco enochico e del libro di Tobia permette di superare le confusioni tra i nomi. Mostra anche la differenza tra una descrizione apocalittica del cosmo e il racconto biblico di una famiglia alla ricerca della guarigione e della pace.

I sette nomi di Enoch e le loro diverse trasmissioni

Il capitolo 20 del primo libro di Enoch costituisce una fonte fondamentale per gli elenchi angelici dell'Antichità ebraica. Diversi angeli ricevono in esso una funzione all'interno dell'ordine celeste, tra cui Uriel, Raffaele, Raguel e altri nomi trasmessi con grafie differenti. L'elenco non costituisce una descrizione liturgica cattolica degli arcangeli, ma un documento della letteratura apocalittica.

La circolazione del libro di Enoch in aramaico, greco e ge'ez ha prodotto varianti testuali di cui gli specialisti devono tenere conto. L'accostamento tra gli angeli di questo elenco e quelli di altri scritti ebraici deve quindi basarsi sui manoscritti, non su una semplice somiglianza dei nomi. Il posto di Raguel accanto al giudizio dei luminari permette di comprendere meglio la cosmologia religiosa di quest'opera.

Fonti e riferimenti

Primo libro di Enoch, capitolo 20, 4, menzione di Raguel tra gli angeli santi.

Il libro di Tobia, capitolo 7, Ragouël, padre di Sara e personaggio umano; capitolo 12, identità di Raffaele.

Edizione del libro di Enoch: R. H. Charles, The Book of Enoch, 1917, traduzione storica utilizzata per l'elenco dei sette angeli.

Santa Sede, Direttorio sulla pietà popolare e la liturgia, n° 217.

Illustrazione: Eugène Delacroix, Giacobbe lotta con l'angelo, circa 1860, opera storica di pubblico dominio. Immagine simbolica del tema degli angeli, non un antico ritratto della figura nominata in questo articolo.

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