Cosme Ruggieri occupa un posto singolare nella storia della Francia. Astrologo italiano alla corte dei Valois, fu uno dei consiglieri più vicini a Caterina de’ Medici, al punto da influenzare alcune importanti decisioni politiche. Tra consulti astrologici, predizioni reali e vicende di stregoneria, il suo percorso intreccia eventi documentati e racconti tradizionali. Ritratto.
Un fiorentino all’ombra dei re
Nei corridoi ovattati della corte degli ultimi Valois, una figura enigmatica suscita timore e fascinazione. Cosme Ruggieri, astrologo italiano giunto da Firenze, divenne uno dei consiglieri più intimi della potente regina madre Caterina de’ Medici. Figlio di un rinomato medico-astrologo soprannominato Ruggieri il Vecchio, che avrebbe servito il padre di Caterina all’inizio del XVI secolo, il giovane Cosme beneficiò molto presto di questo prestigioso legame. La tradizione racconta persino che Caterina de’ Medici, a lungo priva di figli, ricevette dal fiorentino una profezia incoraggiante: egli le avrebbe predetto che sarebbe diventata Regina di Francia e madre di dieci figli, quando lei si credeva sterile. In effetti, Caterina salì al trono accanto a Enrico II e diede alla luce una numerosa discendenza, rafforzando la fiducia quasi mistica che riponeva in Ruggieri.
La discreta ascesa di un astrologo alla corte di Francia
Giunto in Francia senza grandi fortune intorno al 1571, Cosme Ruggieri cercò allora di farsi strada alla corte dei Valois (dinastia che regnò sulla Francia dal 1328 al 1589, in particolare con i re Francesco II, Carlo IX ed Enrico III). Inizialmente si unì al seguito dell’ambasciatore toscano Petrucci, poi la sua solida istruzione e la sua intelligenza lo fecero notare. Il gran scudiere Henri de Montmorin lo assunse come maestro d’italiano dei giovani paggi della regina Elisabetta d’Austria (moglie del re Carlo IX). Questo modesto incarico di pedagogo divenne il trampolino per una discreta ascesa: Ruggieri non tardò ad attirare l’attenzione della stessa Caterina de’ Medici, la cui passione per l’astrologia era ben nota.

Caterina de’ Medici
Una testimonianza diplomatica del 1574 annota infatti che Ruggieri, il quale « si dedicava a conoscere perfettamente l’astrologia giudiziaria» (predittiva), aveva acquisito un tale credito presso la Regina Madre da avere « continuamente l’orecchio di Sua Maestà». Caterina non esitava a consultarlo sulle questioni di Stato: un dispaccio del 2 settembre 1572 riferisce, per esempio, che ella chiese pubblicamente al suo astrologo quale atteggiamento adottare nei confronti dei principi protestanti tenuti prigionieri dopo il massacro di San Bartolomeo. Grazie al favore di Caterina, il fiorentino non era più un semplice erudito di corte: divenne un vero consigliere nell’ombra, che intrecciava arti divinatorie e intrighi politici.
La colonna dei Medici e le veglie astrologiche
Per facilitare i suoi lavori occulti, Caterina de’ Medici mise a disposizione di Ruggieri risorse eccezionali. Nel 1575 fece erigere a Parigi, vicino al suo nuovo palazzo, una misteriosa colonna cava alta 28 metri e dotata di una scala a chiocciola: la colonna dei Medici. Essa conduceva direttamente a un osservatorio segreto sulla sommità, adiacente agli appartamenti privati della regina.

Colonna dei Medici. Fonte
Questo straordinario monumento, ancora oggi visibile (addossato alla Bourse du Commerce nel quartiere delle Halles), era destinato alle veglie astrologiche di Ruggieri: si dice che Caterina lo raggiungesse per scrutare con lui il cielo di Parigi attraverso strumenti e oroscopi, prima di ogni decisione importante. Amico intimo della regina (alcuni sostengono che la conoscesse fin dall’infanzia), Cosme Ruggieri la consigliava nell’ombra, traendo dalla sua conoscenza degli astri un’influenza considerevole sugli affari del regno.

Pianta della Colonna dei Medici. Fonte
L’affare La Môle: figurine di cera e stregoneria politica
Tuttavia, l’altissimo favore di cui godeva l’astrologo andava di pari passo con i pericoli degli intrighi di corte. La sua vicinanza al principe Francesco d’Alençon, figlio minore di Caterina e figura di spicco del partito dei «Malcontenti», trascinò Ruggieri in una tenebrosa vicenda di stregoneria politica. All’inizio del 1574, il re Carlo IX era in agonia e complotti agitavano la corte. Un gentiluomo, Joseph de La Môle, fu accusato di aver voluto attentare alla vita del re con mezzi occulti, con la complicità di Annibal de Coconas e di altri congiurati legati al duca d’Alençon. L’indagine rivelò ben presto nei forzieri di La Môle una strana figurina di cera trafitta da aghi: un’effigie del re Carlo IX destinata a colpirlo attraverso un maleficio. Ora, quella figurina malefica era opera di Cosme Ruggieri, compromettendo gravemente l’astrologo nel complotto. Informato in tempo, Ruggieri fuggì il 22 aprile 1574 e si rifugiò presso l’ambasciatore Alamanni alle porte di Parigi, ma fu consegnato e riuscì a scappare per un soffio. Pochi giorni dopo, alcuni soldati catturarono nella foresta di Saint-Germain-en-Laye un contadino nel quale riconobbero l’astrologo in fuga, sommariamente travestito. Ruggieri fu arrestato e condannato senza pietà alle galere (a lavorare forzatamente come rematore sulle galere reali), mentre La Môle e Coconas furono torturati, poi decapitati e le loro teste esposte in Place de Grève il 30 aprile 1574.
Tuttavia, contro ogni aspettativa, la pena di Cosme Ruggieri non fu mai eseguita. Inviato a Marsiglia per iniziare la sua condanna, in realtà non avrebbe mai toccato un remo: grazie a misteriosi appoggi, lo si ritrovò presto libero di muoversi. Meglio ancora, poco dopo gli fu concessa una grazia ufficiale. Nel 1585 eccolo ricompensato con l’attribuzione della commenda (direzione finanziaria) dell’abbazia di Saint-Mathieu in Bretagna, i cui proventi avrebbe riscosso comodamente, portando il titolo di abate commendatario fino alla morte. È ironico pensare che un uomo esperto nelle arti occulte abbia potuto diventare abate commendatario, ma questo tipo di favore non era raro per i servitori preziosi della Corona. Se Ruggieri beneficiò di tanta clemenza, fu molto probabilmente grazie all’intervento di Caterina de’ Medici: si mormorava che la regina madre, informata dei retroscena della vicenda, avesse voluto salvare il suo confidente. Alcuni contemporanei affermavano persino che Ruggieri facesse da spia per Caterina, riferendole le manovre del figlio ribelle Alençon, il che spiegherebbe perché ella avesse insistito nel proteggerlo nonostante la sua colpa comprovata. Comunque sia, dopo il 1574 Cosme Ruggieri tornò nelle grazie del potere, pur rimanendo una figura sulfurea.
Sospetti persistenti sotto Enrico IV
Il destino di Ruggieri seguì allora i sussulti della storia francese. Caterina de’ Medici morì nel 1589, dopo aver visto regnare in successione tre dei suoi figli. Enrico III, ultimo dei Valois, fu assassinato nello stesso anno, e salì al trono il re protestante Enrico di Navarra, divenuto Enrico IV, primo Borbone. In questo nuovo contesto, l’astrologo italiano, ormai sessantenne, continuò a esercitare la sua arte ai margini della corte. Ma la sua reputazione lo raggiunse nel 1598, quando esplose una nuova accusa di maleficio: a Nantes, Ruggieri fu sorpreso in possesso di una figurina di cera trafitta al cuore, che si riteneva rappresentasse il re Enrico IV. Agli occhi delle autorità si trattava di un complotto di magia nera volto a attentare alla vita del sovrano: un vero e proprio crimine di lesa maestà. Condotto davanti alla giustizia del re, Ruggieri si difese strenuamente. Affermò che, al contrario, aveva un tempo contribuito a salvare Enrico di Navarra, perorando la sua causa presso Caterina durante il massacro del 1572.

Massacro di San Bartolomeo. Fonte
Per comprendere meglio, chiariamo in cosa consistette questo massacro di San Bartolomeo, uno degli episodi più tragici delle guerre di religione in Francia, nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572. Il massacro colpì i protestanti francesi, chiamati ugonotti, che si erano riuniti a Parigi per assistere al matrimonio del re protestante Enrico di Navarra (il futuro Enrico IV) con Margherita di Valois, sorella del re Carlo IX. Il matrimonio aveva lo scopo di riconciliare i due schieramenti religiosi, ma la tensione era estrema. Sotto l’influenza di Caterina de’ Medici e di «alcuni consiglieri reali», il re Carlo IX ordinò di assassinare diversi capi protestanti, a cominciare dall’ammiraglio Gaspard de Coligny, figura di primo piano del campo ugonotto. L’operazione degenerò rapidamente in un massacro generalizzato: le milizie parigine si scagliarono contro tutti i protestanti presenti in città. Si stima che a Parigi furono uccise diverse migliaia di persone, e fino a 20.000 nell’intero regno nelle settimane successive.
Questa dichiarazione rimanda a un episodio rimasto segreto: si ritiene di poter intuire che l’astrologo, presente accanto alla regina durante la notte di San Bartolomeo, avrebbe consigliato di risparmiare il giovane principe protestante Enrico di Navarra (forse riconoscendo in lui un destino regale). Fatto significativo, lo stesso Enrico IV sembra avvalorare questa versione: informato della vicenda, il re confermò che Ruggieri gli era stato favorevole in passato e ordinò l’immediata liberazione del vecchio. Grazie all’indulgenza reale, Cosme Ruggieri sfuggì così per la seconda volta alle conseguenze delle sue pratiche occulte.
Gli ultimi anni di Ruggieri si svolsero sotto la reggenza di Maria de’ Medici, vedova di Enrico IV, tra il 1610 e il 1614. L’astrologo, decano dei maghi di corte, rimase attivo e ricercato. Frequentava assiduamente la cerchia dei favoriti italiani della reggente, il maresciallo Concino Concini e sua moglie Léonora Dori (detta Galigaï), che apprezzavano questo «bell’ingegno» e il suo sapere misterioso. Ruggieri pubblicò persino almanacchi astrologici sotto uno pseudonimo (firmava Jean Querberus le sue prognosticazioni annuali), per diffondere più ampiamente le sue predizioni astrali. Al tramonto della sua vita, colui che alcuni soprannominavano lo «stregone della Regina» godeva di una straordinaria longevità alla corte di Francia: aveva servito Caterina de’ Medici, conosciuto tre re Valois, visto l’ascesa dei Borboni e ora consigliava la nuova Medici, Maria, perpetuando così l’influenza fiorentina negli affari occulti del regno.
Una morte teatrale e uno scandalo pubblico
Fu infine nel marzo del 1615 che Cosme Ruggieri si congedò, in circostanze drammatiche all’altezza della sua leggenda. Sentendo avvicinarsi la fine, l’astrologo si ammalò gravemente a Parigi. Il 28 marzo 1615, sul letto di morte, accolse con glaciale disprezzo i sacerdoti venuti a impartirgli l’estrema unzione. Ruggieri rifiutò gli ultimi sacramenti della Chiesa e congedò bruscamente il sacerdote e i monaci accorsi al suo capezzale. Secondo la gazzetta Le Mercure françois, le sue ultime parole ai religiosi stupefatti sarebbero state: « Stolti che non siete altro, uscite tutti! Non ci sono altri diavoli oltre ai nemici che ci tormentano in questo mondo, né altro dio oltre ai re e ai principi che possono procurarci onori e ricchezze ». Questa apostrofe sacrilega, gridata sulla soglia della morte, scandalizzò la popolazione. Non appena Ruggieri esalò l’ultimo respiro, la voce della sua empietà infiammò Parigi. Una folla inferocita si impadronì delle sue spoglie e le trascinò per le strade, definendo il defunto un empio ateo e un seguace del diavolo. Per molti non vi erano dubbi: quel rinnegato aveva stretto un patto con Satana, e il diavolo in persona era venuto a reclamare la sua anima. Circolarono subito opuscoli sensazionalistici, come il libretto Storie spaventose di due maghi (1615), che raccontava come due stregoni, uno dei quali era Ruggieri, fossero stati strangolati dal demonio durante la Settimana Santa. Si sosteneva persino che il socio di Ruggieri, un certo Cesare, fosse stato portato via dal diavolo e poi imprigionato alla Bastiglia, mescolando realtà e finzione nell’immaginario popolare. L’agitazione fu tale da provocare una crisi di superstizione nella capitale. Per calmare gli animi surriscaldati, il Parlamento di Parigi arrivò a riesumare un antico editto reale che bandiva gli stregoni e gli «stranieri indesiderati»: nel maggio del 1615, approfittando della confusione tra stregoneria, blasfemia e riti considerati «empi», si decise di espellere gli ultimi membri della comunità ebraica, capri espiatori perfetti di questo fanatismo cattolico esasperato (già banditi dal regno di Francia dal 1394). Così, anche dopo la morte, Ruggieri continuò a infestare la corte di Francia: la sua morte spettacolare segnò la fine di un’epoca e sembrò chiudere, nel fragore delle paure popolari, il capitolo nero dell’occultismo dei Medici.
Il mago profeta e le sue predizioni reali
Al di là del personaggio storico, la leggenda di Cosme Ruggieri fiorì abbondantemente, mescolando fatti accertati e racconti fantastici, al punto che talvolta è difficile distinguere la verità dall’invenzione. La tradizione gli attribuisce numerose profezie celebri, sebbene le fonti divergano sull’identità esatta del profeta e sui dettagli di ogni predizione. Una delle più note rimane quella della morte di Caterina de’ Medici «vicino a Saint-Germain». Secondo alcuni autori, Ruggieri (o, secondo altre versioni, l’astrologo italiano Luca Gaurico) avrebbe avvertito Caterina che il nome Saint-Germain le sarebbe stato fatale. Spaventata, la regina interruppe immediatamente i lavori del palazzo delle Tuileries, adiacente alla chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois a Parigi, e nel 1572 si trasferì precipitosamente in una nuova residenza più sicura, l’hôtel de la Reine. Per prudenza, Caterina evitava ormai ogni luogo o persona che portasse quel nome funesto. Ironia della sorte, la premonizione si avverò in modo indiretto: la sovrana morì il 5 gennaio 1589 al castello di Blois, lontano da qualsiasi chiesa di Saint-Germain, ma il sacerdote che le impartì l’estrema unzione si chiamava... Julien de Saint-Germain. Così, «Saint-Germain» assistette davvero ai suoi ultimi momenti, compiendo la profezia con grande sgomento della corte.
Lo specchio di Chaumont e la fine dei Valois
Un’altra visione leggendaria, degna di un racconto occulto, si sarebbe svolta al castello di Chaumont-sur-Loire, che Caterina de’ Medici occupò dopo la morte di Enrico II. Verso la fine del 1559, disperando per il futuro della sua stirpe dopo la morte prematura del marito, Caterina avrebbe fatto ricorso a Ruggieri per squarciare il velo del destino. In un’alta torre che dominava la Loira, in una notte senza luna, l’astrologo avrebbe dispiegato tutta la sua arte per rassicurare la regina sulla discendenza della sua dinastia. Le cronache raccontano che, al centro di una sala buia, Ruggieri tracciò un cerchio magico e fece apparire successivamente i volti dei tre figli di Caterina nello specchio annerito di una grande lastra. Uno dopo l’altro, i fantasmi dei giovani principi, Francesco, Carlo ed Enrico, si materializzarono davanti alla regina sbalordita. Ogni apparizione ruotava misteriosamente su se stessa, compiendo un numero di giri corrispondente al numero di anni che ciascun figlio avrebbe regnato. Francesco II, il primogenito, compì un solo giro (fu re per un solo anno); Carlo IX ne fece quattordici; infine Enrico III ne fece quindici. Dopo la quindicesima rotazione dell’ultimo fantasma, lo specchio tornò inerte e non apparve alcun quarto volto: segno che nessun altro figlio di Caterina sarebbe salito sul trono. La visione si concluse così con il presagio della fine dei Valois. E infatti, nel 1589, alla morte di Enrico III senza eredi, la gloriosa dinastia dei Valois si estinse per lasciare il posto ai Borboni e a Enrico IV, esattamente come aveva lasciato intendere l’oracolo di Chaumont. Questo racconto viene talvolta attribuito a Nostradamus, ma è più verosimile che sia legato a Cosme Ruggieri.
Maestro delle arti occulte
I doni attribuiti a Ruggieri non si limitavano agli astri. Era, si dice, un mago dai molteplici talenti, iniziato a diverse arti occulte. Oltre all’astrologia, praticava l’arte aruspicina, cioè la lettura dei presagi nelle viscere degli animali sacrificati, e padroneggiava l’arte degli specchi magici per ottenere visioni. Soprattutto, il suo nome rimane legato alla tenebrosa tecnica dei malefici compiuti con figurine di cera (altrimenti dette dagidi): conficcando spilli in piccole effigi, avrebbe potuto influenzare a distanza il destino delle sue vittime. Tali pratiche, a metà strada tra la magia simpatica e la stregoneria, terrorizzavano e incuriosivano al tempo stesso i suoi contemporanei. Si è anche molto discusso del ruolo di Ruggieri nella preparazione di veleni o filtri destinati a Caterina de’ Medici, che la sua leggenda nera accusava volentieri di ogni crimine segreto. Al castello di Chaumont, una stanza porta ancora il suo nome e, decenni più tardi, vi si mostravano curiosi flaconi nascosti in un gabinetto. Lo scrittore Gabriel-Louis Pringué, visitando il luogo, immaginava di vedervi l’ombra del fiorentino: « Ruggieri preparava qui i suoi veleni, i cui flaconi erano ancora chiusi nella sua stanza, mentre leggeva negli astri il futuro della Francia…». Questa evocazione riassume bene l’immagine lasciata da Ruggieri: quella di un sapiente occultista chino sui suoi alambicchi a mezzanotte, intento a distillare qualche spaventosa pozione mentre nel firmamento sfilano le costellazioni portatrici di destini.
Dopo la sua morte, Cosme Ruggieri non scomparve nell’oblio, anzi. Il suo personaggio, già circondato dal mistero quando era in vita, continuò ad affascinare le generazioni successive. Nel XIX secolo, gli scrittori romantici si impadronirono della sua storia e la arricchirono di nuove invenzioni, contribuendo ampiamente a mitizzare Ruggieri. Honoré de Balzac, ne La Confessione dei Ruggieri e Il segreto dei Ruggieri (1846), ne fece un protagonista del suo affresco su Caterina de’ Medici, arrivando a inventargli un fratello immaginario e ad ampliare il personaggio del «padre Ruggieri». Alexandre Dumas, ne La Regina Margot, trasferì alcuni attributi di Ruggieri a un altro fiorentino, il profumiere René, integrando così l’astrologo negli intrighi romanzeschi della notte di San Bartolomeo. In seguito, altri autori di romanzi d’appendice, come Michel Zévaco, perpetuarono la sua leggenda mettendolo in scena con nomi appena celati. Parallelamente, gli occultisti e gli storici dell’esoterismo menzionarono regolarmente Ruggieri nelle loro opere. Il celebre Dizionario infernale di Collin de Plancy (1863) gli dedicò un lungo articolo, riprendendo gli aneddoti tratti da Balzac e dalle cronache dell’epoca.
Quattro secoli dopo, l’evocazione di Cosme Ruggieri rimane inseparabile dall’immagine di Caterina de’ Medici e dal clima di un occultismo raffinato del tardo Rinascimento. Certo, l’uomo reale rimane in parte sfuggente: era un abile manipolatore, un vero veggente o entrambe le cose? Ma la sua eredità è ben tangibile. Astrologo erudito, confidente politico e stregone leggendario al tempo stesso, Ruggieri ha segnato la storia dell’occultismo occidentale. Ma forse questo lo aveva già previsto...




















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