Côme Ruggieri, che le fonti francesi chiamano anche Cosme Ruggieri, Cosme de Rogier o semplicemente Ruggieri, appartiene alla zona più oscura e affascinante della corte degli ultimi Valois. Fiorentino d'origine, astrologo giudiziario, autore di oroscopi, interprete delle congiunzioni planetarie e consigliere ricercato di Caterina de' Medici, attraversa i regni di Carlo IX, Enrico III ed Enrico IV prima di morire a Parigi nel 1615. Intorno a lui si riuniscono quasi tutti gli ingredienti che alimenteranno la leggenda nera dei Medici: profezie reali, figure di cera, consultazioni segrete, specchi, accuse di stregoneria, favore politico e morte scandalosa.
Il personaggio storico è realmente esistito, e gli archivi sono più ricchi di quanto si potrebbe pensare. I dispacci diplomatici toscani descrivono il suo credito presso Caterina de' Medici; una lettera conservata presso la Bibliothèque nationale de France riguarda direttamente l'accusa di aver fabbricato un'immagine di cera destinata ad agire su Carlo IX; in un manoscritto del XVI secolo gli sono attribuite predizioni astrologiche in italiano; la sua firma è ancora presente su un tema astrologico del 1608. Ma intorno a questo nucleo documentario si estende una seconda vita, fatta di oracoli, camere segrete, specchi e racconti tramandati da Brantôme, Pasquier, dai cronisti e poi da Balzac e Dumas. In Ruggieri, storia e leggenda non si annullano: si rispondono.
Cosimo Ruggieri, un fiorentino alla corte dei Valois
La data di nascita di Côme Ruggieri non è conosciuta con precisione. La Bibliothèque nationale de France lo cataloga nella forma «Ruggieri, Côme (15..-1615)» e lo fa morire nel 1615. La tradizione lo vuole nato a Firenze, cosa che corrisponde alla sua appartenenza al vasto mondo degli italiani chiamati in Francia nell'entourage dei Medici.
Diverse biografie antiche gli attribuiscono come padre un «Ruggieri il Vecchio», medico e astrologo che avrebbe servito Lorenzo II de' Medici, padre di Caterina. Balzac gli attribuirà anche un fratello di nome Lorenzo. Queste genealogie hanno alimentato l'immagine di una vera dinastia di astrologi fiorentini. I documenti più affidabili fanno luce meno su questa famiglia che sulla carriera dello stesso Côme, ma l'idea di un'antica formazione italiana resta al centro della sua tradizione.
La cronologia è meno semplice di quanto sia stato a lungo scritto. Un dispaccio diplomatico del 1574 dà l'impressione che si sia fatto notare a corte solo da poco, e diverse biografie collocano la sua comparsa in Francia intorno al 1571. Tuttavia, il Catalogue collectif de France segnala due «predizioni astrologiche indirizzate a un principe», in italiano, datate intorno al 1561-1562 e attribuite a Côme Ruggieri.
Questa attribuzione non basta a stabilire tutti i suoi spostamenti, ma apre una possibilità affascinante: Ruggieri potrebbe essere stato attivo negli ambienti politici francesi prima di quanto suggeriscano i racconti classici. In ogni caso, all’inizio degli anni Settanta del Cinquecento, appartiene già chiaramente al panorama della corte.
Per comprendere la sua posizione, bisogna dimenticare l’immagine moderna dell’astrologo d’intrattenimento. Nel Rinascimento, l’astrologia giudiziaria pretende di leggere nelle configurazioni celesti le tendenze di un regno, di una guerra, di una nascita, di un matrimonio o di una malattia. I principi commissionano temi, osservano le eclissi, consultano le congiunzioni e chiedono ai matematici di confrontare i movimenti del cielo con le vicende umane.
Ruggieri si muove dunque in un mondo in cui astronomia, matematica e astrologia restano strettamente collegate. Caterina de’ Medici non fu l’unica sovrana del suo tempo a consultare gli astri, ma la sua reputazione in questo campo sarebbe diventata particolarmente forte. Nostradamus, Luca Gaurico e diversi astrologi italiani o francesi furono associati alla sua corte.
Caterina de’ Medici e l’uomo che «aveva il suo orecchio»
Un dispaccio del diplomatico toscano Vincenzo Alamanni, datato 26 aprile 1574, descrive Ruggieri come un uomo che professava di conoscere l’astrologia, e soprattutto quell’astrologia giudiziaria rivolta alla predizione. Il testo indica che aveva acquisito tale credito presso Caterina de’ Medici da avere continuamente «l’orecchio» della regina madre.
Questa formula dà la misura della sua posizione. Ruggieri non è soltanto un uomo che redige temi in uno studio: si trova abbastanza vicino alla regina da ascoltare gli affari di corte ed è abbastanza stimato perché venga richiesto il suo giudizio astrologico.
Lo stesso dispaccio spiega che era stato scelto anche per insegnare la lingua toscana al duca d’Alençon, Francesco di Francia, figlio minore di Caterina. Questa funzione pedagogica gli dà accesso diretto a uno dei principi più irrequieti della dinastia.
Un’altra dispaccio, datato 2 settembre 1572, riferisce una scena particolarmente rivelatrice. Pochi giorni dopo il massacro di San Bartolomeo, Caterina de’ Medici chiede pubblicamente a Ruggieri quale condotta tenere nei confronti dei principi protestanti trattenuti a corte.
La scena mostra che l’astrologia e il consiglio politico possono intersecarsi apertamente. Ruggieri non si trova in un laboratorio nascosto: interviene nelle immediate vicinanze delle decisioni che coinvolgono i Valois, i Borbone e i capi ugonotti.
Il massacro del 1572 resta uno degli eventi più violenti delle guerre di religione. Ruggieri non ne è l’ordinatore, ma la sua presenza nelle conversazioni successive rivela la reale vicinanza tra l’astrologo e la regina madre.
La colonna Medici, tra architettura e tradizione astrologica
Nel cuore di Parigi esiste ancora oggi uno dei monumenti più associati alla memoria di Caterina de’ Medici: la cosiddetta colonna Medici, addossata all’attuale Bourse de Commerce. Paris Musées ricorda che fu eretta nel cortile dell’hôtel de la Reine, costruito per Caterina tra il 1572 e il 1578. La colonna, cava, contiene una scala a chiocciola che conduce a una piattaforma e un tempo comunicava con gli appartamenti della sovrana.
La tradizione ne fece molto presto una torre astrologica. Si racconta che Ruggieri vi salisse per osservare il cielo e che Caterina lo raggiungesse per consultare gli astri lontano da orecchie indiscrete. I documenti architettonici non indicano nero su bianco: «osservatorio di Ruggieri». Ma l’esistenza della piattaforma, l’accesso privato dal palazzo e la reputazione astrologica della corte sono bastati a fare di questa colonna uno dei grandi luoghi dell’immaginario occulto parigino.
Che sia stata utilizzata regolarmente da Ruggieri o che sia diventata in seguito il ricettacolo della sua leggenda, resta una straordinaria testimonianza materiale di un’epoca in cui il destino dei principi poteva ancora essere immaginato guardando il cielo.
Anche il castello di Chaumont-sur-Loire conserva la memoria dell’astrologo. Negli appartamenti storici vi viene presentata una «camera detta di Ruggieri». Il Domaine conserva inoltre un ritratto presunto di Côme Ruggieri, un olio anonimo del 17º secolo.
Questo ritratto, utilizzato sulla copertina di questa biografia, non è firmato e la sua identificazione resta tradizionale. Mostra tuttavia il modo in cui Ruggieri è stato conservato nella memoria del castello: uomo anziano, barba folta, calotta scura, sguardo concentrato e mano posata su un libro o un documento.
A Chaumont, la memoria locale si intreccia con i racconti su Caterina de’ Medici, l’Astrologia e gli oracoli dinastici. È qui che la leggenda colloca una delle consultazioni più suggestive della regina.
Lo specchio di Chaumont e i tre figli di Caterina
Una delle grandi scene della tradizione racconta che Caterina, preoccupata per il futuro dei suoi figli dopo la morte di Enrico II, chiese a Ruggieri di mostrarle ciò che il destino riservava ai Valois. Il rito avrebbe avuto luogo a Chaumont-sur-Loire, in una stanza buia, mediante uno specchio, un cerchio o un’operazione di visione.
Le versioni cambiano a seconda degli autori. Brantôme attribuisce una profezia simile a Nostradamus; André Favyn e Nicolas Pasquier la collegano a Ruggieri. In alcune varianti, i futuri re appaiono in uno specchio e ruotano su se stessi tante volte quanti saranno gli anni del loro regno. Francesco II appare brevemente, Carlo IX più a lungo, Enrico III ancora più a lungo. Dopo di lui, nulla: la linea reale maschile dei Valois si interrompe.
La storia ha la perfezione di un oracolo retrospettivo, ma è anche questo a spiegarne la forza. I tre figli di Caterina regneranno effettivamente uno dopo l'altro, e Enrico III morirà senza erede maschio nel 1589. Lo specchio di Chaumont diventa così, nella memoria occulta francese, uno dei simboli più potenti della fine annunciata di una dinastia.
Un'altra tradizione vuole che un astrologo abbia avvertito Caterina che sarebbe morta «vicino a Saint-Germain». Secondo le versioni, l'autore dell'oracolo è Ruggieri o Luca Gaurico. Da allora la regina avrebbe evitato i luoghi che portavano questo nome e si sarebbe preoccupata della vicinanza di Saint-Germain-l'Auxerrois alle Tuileries.
Caterina muore infine a Blois il 5 gennaio 1589. Il racconto aggiunge allora il suo rovesciamento: il religioso chiamato al suo capezzale si sarebbe chiamato Julien de Saint-Germain. La profezia si compie non attraverso il luogo, ma attraverso l'uomo.
Gli storici dell'architettura adducono altre ragioni per il progressivo abbandono di alcuni progetti di Caterina alle Tuileries. Ma la versione astrologica resta una delle più antiche e persistenti. Racconta soprattutto fino a che punto l'idea del destino fosse legata alla regina e ai suoi consiglieri celesti.
1574, la vicenda di La Môle e l'immagine di cera
Nel 1574, Ruggieri si ritrova coinvolto in una vicenda molto più pericolosa. Il regno attraversa una crisi politica: Carlo IX è gravemente malato, François d'Alençon cospira con il partito dei Malcontenti e diversi gentiluomini cercano di sottrarre i principi all'autorità del re e di Caterina.
Joseph Boniface de La Môle e Annibal de Coconas vengono arrestati. L'inchiesta porta alla luce una figura di cera associata al re malato. La magia simpatica, nella quale un'immagine rappresenta una persona e riceve le operazioni destinate a colpirla o influenzarla, diventa immediatamente una questione di lesa maestà.
La documentazione è notevole: un manoscritto della Bibliothèque nationale de France conserva una lettera di Caterina de' Medici «riguardo al fiorentino Cosme Ruggier, accusato di aver realizzato un'immagine di cera per stregare Carlo IX». La vicenda non è dunque un'invenzione di un romanziere del XIX secolo. L'accusa di stregoneria è presente nel cuore stesso della crisi del 1574.
Avvertito che si cerca di arrestarlo, Ruggieri trova rifugio presso l’ambasciatore toscano Vincenzo Alamanni. La vicenda diventa imbarazzante per la diplomazia fiorentina. Ruggieri fugge e viene poi ritrovato nella foresta di Saint-Germain, travestito secondo i racconti.
La Môle e Coconas vengono condannati e giustiziati in place de Grève il 30 aprile 1574. Ruggieri, invece, sfugge alla pena capitale. Viene condannato alle galere e inviato a Marsiglia. La differenza di trattamento colpirà i contemporanei. L'astrologo gode di protezioni considerevoli e dietro di esse appare quasi inevitabilmente l'ombra di Caterina de' Medici.
La pena delle galere sembra essere stata eseguita solo molto parzialmente, se non addirittura per nulla nella forma che si immagina. Ruggieri ritrova rapidamente una libertà notevole per un uomo coinvolto in un caso di stregoneria ai danni del re.
Nel 1585 riceve la commenda dell'abbazia di Saint-Mathieu in Bretagna. Diventa così abate commendatario: beneficia delle rendite dell'abbazia senza essere per questo un religioso che vive secondo la regola monastica.
Il contrasto è sorprendente. L'uomo accusato pochi anni prima di aver preparato un'immagine di cera contro Carlo IX porta ormai un titolo abbaziale. Nella logica dei favori reali, questa situazione non ha nulla di impossibile; nell'immaginario popolare, rafforza ulteriormente l'idea di un astrologo protetto da potenze che vanno oltre le regole ordinarie.
Un'antica interpretazione vuole che abbia anche svolto il ruolo di informatore presso il duca d'Alençon. La sua posizione era ideale: maestro di lingua, astrologo, uomo al corrente delle conversazioni e sufficientemente discreto da venire a sapere ciò a cui altri non potevano avere accesso.
È difficile tracciare un confine netto tra informazione politica e servizio astrologico in un ambiente di corte. Un buon astrologo riceve confidenze, osserva le rivalità e conosce le inquietudini di coloro che gli chiedono un oroscopo. La sua scienza del cielo si accompagna necessariamente a una scienza degli uomini. È forse una delle chiavi della sua influenza: Ruggieri poteva consigliare perché leggeva gli astri, ma anche perché conosceva i principi.
1598, una nuova immagine di cera sotto Enrico IV
Nel 1598 gli viene attribuito un nuovo caso di stregoneria, mentre Enrico IV regna ormai sulla Francia. Secondo Jacques-Auguste de Thou e la successiva tradizione biografica, Ruggieri sarebbe stato arrestato a Nantes dopo la scoperta di una figura di cera associata al re.
L'astrologo si difende allora ricordando che, al contrario, era stato favorevole a Enrico di Navarra durante gli eventi del 1572. Enrico IV avrebbe riconosciuto quell'antica benevolenza e ordinato la sua liberazione.
Quarant'anni dopo i suoi primi anni a corte, Ruggieri sembra dunque ancora circondato dagli stessi segni: oroscopi, protezione reale e sospetti di magia simpatica. Questa longevità è notevole. Molti servitori di Caterina scompaiono con la dinastia dei Valois. Ruggieri sopravvive alle loro guerre, alle loro successioni e ai cambiamenti di favore.
La sua arte gli permette forse di cambiare mondo senza abbandonare la propria identità. L'astrologia continua a essere richiesta sotto Enrico IV come lo era sotto Carlo IX. Il linguaggio delle congiunzioni, delle eclissi e dei temi natali non dipende da una sola dinastia.
Jean Querberus e gli almanacchi del 1604
Alla fine della sua vita, Ruggieri lascia anche tracce a stampa. Sotto il nome di Jean Querberus, pubblica nel 1604 un almanacco e una lunga prognosticazione dedicata alla grande congiunzione di Giove e Saturno avvenuta il 24 dicembre 1603, nonché alle eclissi e agli eventi attesi durante l'anno.
Il testo presenta Querberus come un matematico e costruisce l'autorità delle sue previsioni secondo gli usi astrologici dell'epoca. Questo pseudonimo aggiunge una nuova identità al fiorentino già noto sotto diverse forme francesi del suo nome.
Una firma di Ruggieri datata 1608 è conservata anch'essa su un tema astrologico, prova molto concreta del fatto che, vecchio servitore dei Valois, continua ancora a tracciare figure celesti nei primi anni del 17° secolo.
Dopo l'assassinio di Enrico IV nel 1610, la reggenza di Maria de' Medici riporta in primo piano un entourage italiano. Ruggieri si avvicina al circolo di Concino Concini e di Léonora Dori Galigaï, la cui reputazione sarà a sua volta gravata, qualche anno più tardi, da sospetti di stregoneria e influenze occulte.
Il vecchio fiorentino ritrova così, al tramonto della sua vita, un mondo che per certi aspetti assomiglia a quello di Caterina: una regina Medici, favoriti italiani, intrighi di corte e una Francia in cui l'astrologia continua ad affiancarsi alla politica.
1615, una morte all'altezza della sua leggenda
Côme Ruggieri muore a Parigi il 28 marzo 1615. Il racconto dei suoi ultimi istanti è conservato dal Mercure françois e ripreso da diversi autori del 17° secolo. Preti e cappuccini vengono a offrirgli gli ultimi sacramenti. Ruggieri li respinge. Il Mercure gli attribuisce una dichiarazione di violenza quasi teatrale, nella quale respinge l'esistenza dei diavoli dell'altro mondo e riconosce come vere potenze soltanto i nemici che tormentano gli uomini e i principi capaci di concedere onori e ricchezze.
Pronunciate esattamente così o ricostruite dai cronisti, queste parole bastano a provocare lo scandalo. Per un'opinione già incline a vedere in lui un mago empio, assomigliano a una confessione finale.
La collera popolare si accanisce sul suo cadavere. I racconti narrano che venga trascinato per le strade e trattato da ateo, stregone o uomo devoto al diavolo. La sua morte dà origine a pamphlet sensazionalistici, tra cui le Storie spaventose di due maghi che furono strangolati dal diavolo a Parigi durante la Settimana santa.
Il titolo dice tutto sulla rapidità con cui l'uomo reale si trasforma in un exemplum demoniaco. Appena morto, Ruggieri non è più soltanto l'astrologo di Caterina: diventa il mago punito dalle potenze che avrebbe servito.
Le categorie si sovrappongono con difficoltà. Per i suoi diplomatici contemporanei, Ruggieri è un uomo istruito che conosce l'astrologia giudiziaria. Per i suoi nemici, fabbrica immagini per la stregoneria. Per i suoi protettori, è un consigliere utile. Per i pamphlet del 1615, diventa quasi un dannato.
Il suo universo intellettuale ci sfugge in parte. I suoi rari testi conservati parlano soprattutto il linguaggio dell'astrologia. Ma l'affare del 1574 mostra che le pratiche con figure di cera non gli furono attribuite soltanto da romanzieri posteriori. All'epoca, il confine tra astrologia erudita e magia operativa era molto meno netto di quanto sarebbe diventato nelle classificazioni moderne.
L'immagine di cera posta al centro dell'affare La Môle appartiene a una logica molto antica di magia simpatica: agire su una rappresentazione per colpire la persona rappresentata. Il cristianesimo medievale e rinascimentale condanna severamente queste operazioni quando mirano alla salute o alla vita di un individuo.
In una vicenda regale, la posta in gioco diventa politica. Stregare l'immagine del re può essere interpretato come un tentativo di agire direttamente sul suo corpo e quindi sull'ordine del regno. La figura di cera lega così Ruggieri a una storia della magia molto diversa da quella del semplice oroscopo. Spiega perché il suo nome rimarrà, per secoli, associato alla parola «stregone» tanto quanto a quella di astrologo.
La formula è tarda, ma riassume magnificamente la sua posterità. Caterina de' Medici stessa fu avvolta da una leggenda nera in cui si mescolano veleno, magia, astrologia e machiavellismo. Ruggieri diventa naturalmente il suo doppio notturno: colui che legge il cielo mentre la regina governa la terra.
Questa immagine deve molto alla letteratura, ma non nasce dal nulla. I dispacci diplomatici attestano la vicinanza; i manoscritti attestano l'accusa di stregoneria; gli almanacchi attestano l'astrologo. La letteratura ha fatto soltanto confluire questi frammenti in una figura coerente.
Balzac trasforma Ruggieri in un grande mago
Nel XIX secolo, Honoré de Balzac svolse un ruolo immenso in questa trasformazione. In Sur Catherine de Médicis, e in particolare nei racconti legati ai Ruggieri, trasformò Cosme in un personaggio quasi filosofico: astrologo, alchimista, consigliere supremo e detentore di una scienza segreta del mondo.
Balzac gli inventa o gli attribuì relazioni, un fratello e scene che la documentazione non sempre conferma. Ma il suo Ruggieri divenne così potente sul piano letterario da influenzare a sua volta l'immagine storica del personaggio.
La Maison de Balzac conserva inoltre una matrice d’incisione raffigurante Cosme Ruggieri, realizzata nel XX secolo per illustrare questo universo letterario. Anche Alexandre Dumas riprende la figura di Ruggieri. In Enrico III e la sua corte, rappresentato per la prima volta alla Comédie-Française nel 1829, Côme Ruggieri appare già nel primo atto, in uno studio notturno, mentre osserva il cielo e attende l’ora propizia per un’esperienza magica.
Questa scena teatrale fissa per generazioni l’immagine dell’astrologo dei Medici: lampada, notte, torre, calcoli celesti, geni e regina mascherata. L’uomo di corte del XVI secolo diventa un personaggio romantico per eccellenza.
Il ritratto conservato a Chaumont-sur-Loire e oggi riprodotto su Wikimedia Commons è datato al XVII secolo e il suo autore è sconosciuto. Viene tradizionalmente identificato come Côme Ruggieri.
La datazione è abbastanza vicina alla sua vita da rendere l’immagine particolarmente preziosa, ma l’identificazione resta presunta. Ed è proprio questo che si addice a Ruggieri: persino il suo volto ci giunge attraverso un velo.
Le profezie di Ruggieri vengono regolarmente attribuite a Nostradamus, e viceversa. Ciò si spiega con la memoria di Caterina de’ Medici, intorno alla quale i due nomi sono stati riuniti.
Nostradamus è soprattutto l’autore a stampa delle Centurie e degli almanacchi che gli hanno procurato una fama europea. Ruggieri è più l’uomo di corte, il consigliere vicino, colui le cui predizioni si intrecciano con gli affari immediati del potere. L’uno parla da Salon-de-Provence e dai suoi libri; l’altro agisce a pochi passi dalla regina.
Come leggere Côme Ruggieri oggi?
Ridurre tutto a un ciarlatano farebbe perdere di vista il posto reale dell’astrologia nella politica rinascimentale. Trasformarlo in uno stregone onnipotente farebbe dimenticare i dispacci, le reti diplomatiche e le funzioni che ricopriva a corte.
Ruggieri è più interessante nel punto d’incontro tra queste due dimensioni. È un astrologo realmente consultato, un uomo coinvolto in un caso di sortilegio realmente documentato e un personaggio la cui memoria ha assorbito le grandi paure magiche del suo secolo.
La sua storia permette di comprendere un mondo in cui si poteva essere maestro di lingue, abate commendatario, astrologo, consigliere e sospettato di stregoneria senza che queste identità apparissero assolutamente incompatibili.
Côme Ruggieri non ha lasciato un’opera paragonabile a quella di Agrippa, Nostradamus o Paracelso. La sua eredità è altrove: nella figura stessa dell’astrologo di corte, colui che si tiene abbastanza vicino al potere perché i suoi calcoli possano diventare una questione di Stato.
La colonna dei Medici, la camera di Chaumont, l’immagine in cera del 1574, gli almanacchi di Querberus, la profezia di Saint-Germain e lo specchio dei Valois formano oggi un insieme quasi rituale. Tutti raccontano la stessa cosa: alla corte di Caterina, il cielo non era mai molto lontano dalla politica.
Per approfondire questa storia della magia e del potere in Francia, si possono leggere la nostra biografia di Nostradamus, quella di La Voisin, il nostro articolo su Cornelius Agrippa e il nostro dossier L’occultismo, una storia di Francia.
Fonti e riferimenti
La Bibliothèque nationale de France identifica Côme Ruggieri con le date «15..-1615» e conserva diversi documenti legati alla sua attività. Il manoscritto BnF Français 23356 contiene in particolare una lettera di Caterina de’ Medici riguardante il fiorentino «Cosme Ruggier», accusato nel 1574 di aver realizzato un’immagine di cera destinata a stregare Carlo IX.
Il Catalogue collectif de France segnala inoltre predizioni astrologiche in italiano indirizzate a un principe verso il 1561-1562 e attribuite a Ruggieri. Il documento menziona Caterina de’ Medici, il principe di Condé e il triumvirato cattolico.
Per i dispacci diplomatici toscani del 1572 e del 1574, le Négociations diplomatiques de la France avec la Toscane, pubblicate nel XIX secolo a partire dagli archivi da Abel Desjardins, conservano le testimonianze di Petrucci e Vincenzo Alamanni sull’attività astrologica di Ruggieri e sul suo credito presso Caterina.
L’opera di Eugène Defrance, Catherine de Médicis, ses astrologues et ses magiciens-envoûteurs, pubblicata dal Mercure de France nel 1911 a partire da numerosi documenti d’archivio, rimane una raccolta importante per la vicenda del 1574, lo specchio magico e le tradizioni occulte legate alla corte dei Valois.
Paris Musées documenta la colonna dei Medici, eretta nel cortile dell’hôtel de la Reine e collegata agli appartamenti di Caterina da una porta. La sua funzione astrologica appartiene alla tradizione legata al monumento.
La copertina utilizza un ritratto presunto di Côme Ruggieri, olio anonimo del XVII secolo conservato nel castello di Chaumont-sur-Loire. L’opera e la sua fedele riproduzione sono di pubblico dominio.































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