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Chi era veramente Madame de Tebe?
Portrait photographique authentique de Madame de Thèbes par le studio Manuel — Aeternum, blog & boutique ésotérique

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Chi era veramente Madame de Tebe?

19 min di lettura

Madame de Thèbes fu una delle veggenti francesi più celebri della Belle Époque e la grande figura della chiromanzia mondana a Parigi prima della Prima guerra mondiale. La Bibliothèque nationale de France e il CTHS la identificano con il nome di Anne Victorine Savigny, nata nel 1845 e morta nel dicembre 1916 a Clan, nel comune di Meung-sur-Loire. Le ricerche di Owen Davies, condotte sulla base della stampa contemporanea e di testimonianze vicine alla sua epoca, ritrovano invece un’Annette Savary nata intorno al 1844 a Ménilmontant. Questa variazione di nome e data ricorda quanto la sua biografia sia stata ricostruita a partire da fonti disperse, a lungo eclissate dalla sua leggenda di «sibilla».

Ciò che si può seguire con maggiore precisione è la sua straordinaria ascesa sociale: cassiera, istitutrice, attrice con un nome d’arte, poi cartomante prima di diventare una specialista riconosciuta della lettura delle mani. Protetta da Alexandre Dumas figlio e stabilitasi al 29 di avenue de Wagram, riceve scrittori, aristocratici, diplomatici e membri di famiglie reali. I suoi almanacchi annuali diffondono poi il suo nome in tutta Europa. Alla vigilia del 1914, Madame de Thèbes non è più soltanto una consulente parigina: è una personalità mediatica internazionale, le cui predizioni vengono riprese, commentate e contestate finanche dalla stampa straniera.

Un’identità civile a lungo offuscata dallo pseudonimo

Le autorità bibliografiche francesi adottano oggi il nome Anne Victorine Savigny e le date 1845-1916. La BnF la descrive come «chiromante e veggente» e fissa la sua morte al dicembre 1916 a Clan, Meung-sur-Loire. Il CTHS riprende la stessa identità.

Owen Davies, storico della magia e delle pratiche divinatorie, ha tuttavia ritrovato in vecchie inchieste giornalistiche un’altra forma del nome: Annette Savary. Colloca la sua nascita intorno al 1844 al numero 52 di rue des Envierges, a Ménilmontant, allora annesso al comune di Belleville prima dell’annessione del 1860. Suo padre sarebbe stato falegname. Questa ricostruzione si basa in particolare su indagini biografiche pubblicate mentre Madame de Thèbes era ancora in vita o poco dopo la sua morte.

Anziché scegliere arbitrariamente tra queste tradizioni documentarie, è preferibile conservare entrambi i livelli: Anne Victorine Savigny è l’identità adottata dai cataloghi patrimoniali contemporanei; Annette Savary compare in una recente ricostruzione storica della sua giovinezza.

Prima della notorietà, la futura Madame de Thèbes conduce un’esistenza molto più ordinaria. Davies indica che dapprima lavora come cassiera in un negozio di abbigliamento maschile situato vicino al Palais-Royal. Verso il 1877 diventa istitutrice presso una famiglia borghese.

Questo percorso è importante per comprendere la sua futura disinvoltura con una clientela facoltosa. Conosce i codici della borghesia parigina ancor prima di aprire uno studio per le consultazioni. La sua ascesa non nasce dunque da un mondo del tutto estraneo ai salotti: impara gradualmente a muoversi in questi ambienti.

A partire da circa il 1882, appare in piccole tournée teatrali con il nome di Mademoiselle Dhalyle. Il teatro non le porta ancora la celebrità, ma questo periodo le offre esperienza del palcoscenico, della dizione, della presenza pubblica e dei rapporti con gli ambienti artistici.

Nel 1884 si avvicina all’attrice Léonide Leblanc, personalità nota della Parigi mondana. Questa frequentazione la porta vicino a una rete che unisce teatro, stampa, politica e alta società. Qualche anno dopo, questo capitale relazionale sarà determinante per la sua carriera di chiaroveggente.

1890, Madame de Sauval e gli inizi professionali della cartomanzia

Owen Davies colloca nel 1890 una svolta precisa: la futura Madame de Thèbes adotta inizialmente il nome professionale di Madame de Sauval e si stabilisce come cartomante al 46 di rue Laugier, a Parigi.

Pratica allora la lettura delle carte in un mercato già molto attivo. Parigi vanta una lunga storia di divinazione professionale, illustrata nel secolo precedente da Mlle Lenormand e, in un altro ambito, dal Mago Edmond. Alla fine del 19º secolo, la chiaroveggenza è al tempo stesso una pratica popolare, un’attività commerciale urbana e una curiosità mondana.

Madame de Thèbes si allontana progressivamente dalla semplice cartomanzia per privilegiare la chiromanzia. Il nome di Adolphe Desbarrolles è qui centrale. Artista e occultista, Desbarrolles aveva pubblicato già negli anni 1850 un importante manuale dedicato alla lettura della mano ed era diventato uno dei principali riferimenti francesi in materia.

Le fonti antiche definiscono regolarmente Madame de Thèbes un’allieva di Desbarrolles. Occorre tuttavia precisare questo termine: Desbarrolles muore nel 1886, prima che la sua carriera divinatoria decolli davvero. È certo che lei studi il suo sistema e si collochi nella sua filiazione intellettuale; l’esistenza di un insegnamento personale prolungato è più difficile da dimostrare. Per comprendere i principi storici di quest’arte, il nostro articolo dedicato alla chiromanzia ripercorre la lettura delle linee, dei monti e della morfologia della mano.

Alexandre Dumas figlio, il protettore decisivo

L’uomo che trasforma davvero la sua carriera è Alexandre Dumas figlio. Anche il drammaturgo nutre da tempo un interesse per la chiromanzia. Secondo Davies, la futura Madame de Thèbes gli viene presentata da una conoscenza comune legata al pittore di animali Louis-Eugène Lambert.

Dumas la invita nelle sue residenze di Parigi e di Marly. La loro vicinanza dà origine a voci già all’epoca, ma nessuna fonte solida consente di dedurne una relazione. Ciò che è certo è il suo ruolo di protettore: le apre porte alle quali una cartomante esordiente difficilmente avrebbe avuto accesso da sola.

È Dumas figlio a suggerirle lo pseudonimo con il quale diventerà famosa. Il nome rimanda a La Route de Thèbes, dramma psicologico al quale lo scrittore lavorava da tempo senza riuscire a portarlo a termine.

La scelta è notevole. «Thèbes» evoca al tempo stesso l’Antichità, l’enigma, il destino e la profezia. In un’epoca in cui l’Antico Egitto e le antiche civiltà affascinano il pubblico europeo, lo pseudonimo possiede immediatamente una forza evocativa superiore a «Madame de Sauval».

La prima grande pubblicità intorno a Madame de Thèbes sembra risalire al 1893. Dumas figlio organizza una cena alla quale partecipano medici e membri dell’Académie française. La chiromante è invitata a esaminare le mani di diversi commensali senza conoscerne l’identità.

La stampa riferisce dell’esperienza. Le Figaro evoca la cena nel marzo 1893, mentre Le Gaulois si fa beffe pochi giorni dopo di questa nuova moda mondana. Lo scherzo non impedisce il successo: Madame de Thèbes entra nel panorama parigino.

Un reportage di Adolphe Brisson pubblicato nel 1898 spiega che, dopo quella seduta, Dumas avrebbe riferito favorevolmente dell’esperienza sulla stampa. Lo stesso testo descrive una veggente che, da allora, «palpa» tanto mani borghesi quanto mani regali. Questa inchiesta contemporanea è una delle fonti più interessanti per comprendere il suo metodo e la sua immagine pubblica.

Il 29 avenue de Wagram, indirizzo di una sibilla mondana

Una volta consolidata la sua reputazione, Madame de Thèbes riceve al 29 avenue de Wagram, vicino all’Arco di Trionfo. L’indirizzo è confermato da diversi documenti dell’epoca, comprese le guide dedicate alle strade di Parigi.

La scelta di un grande viale molto visibile contrasta con l’immagine della cartomante nascosta in un retrobottega. Madame de Thèbes non cerca più la clandestinità: il suo studio diventa quasi un indirizzo mondano. Consultare la chiromante fa parte delle curiosità della Parigi bene.

La lettura della mano costituisce la sua specialità pubblica. Esamina la forma generale, le dita, i monti e le linee, che interpreta secondo la tradizione chiromantica della sua epoca. Si interessa anche alla scrittura e talvolta utilizza informazioni complementari per affinare i suoi consigli.

Il reportage di Brisson del 1898 mostra una praticante che rivendica con insistenza il carattere «positivo» della chiromanzia. Vuole distinguerla dalla lettura dei fondi di caffè, dai procedimenti di sonnambulismo e dalle pratiche che associa al ciarlatanismo. Presenta la mano come un insieme di segni regolari suscettibili di essere studiati con un metodo.

Questa ambizione di fare della chiromanzia una «scienza della mano» appartiene pienamente alla fine del XIX secolo, quando fisiognomica, grafologia, psicologia e arti divinatorie convivono ancora. In Madame de Thèbes, la mano non è un semplice pretesto per raccontare il futuro: diventa un vero paesaggio da decifrare, in cui temperamento, destino e segni del corpo sembrano rispondersi.

Lo stesso reportage offre un’immagine molto più interessante di quella di una profetessa che snocciola meccanicamente predizioni. Madame de Thèbes spiega di osservare le diverse preoccupazioni dei suoi clienti, i loro atteggiamenti, le loro domande e i loro rapporti affettivi.

Riconosce persino di utilizzare la scrittura del marito per consigliare a una donna come parlargli. Questa pratica rientra più nell’osservazione psicologica che nella lettura puramente chiromantica. Permette di comprendere perché diversi visitatori potessero uscire impressionati dalla pertinenza dei suoi consigli, indipendentemente da qualsiasi facoltà soprannaturale.

Tra i clienti letterari citati dalle ricerche storiche figura Marcel Proust. Owen Davies riferisce che Proust, sentendosi malato, sarebbe andato a consultarla. Dopo avergli osservato la mano, Madame de Thèbes gli avrebbe consigliato di partire per riposarsi lontano da Parigi.

L’aneddoto non trasforma Proust in un discepolo della veggente. Mostra piuttosto quanto la consultazione di Madame de Thèbes potesse diventare una pratica mondana tra gli scrittori e le persone che frequentavano i salotti parigini.

La sua clientela supera i confini francesi. Davies cita la testimonianza di un diplomatico serbo secondo cui la regina Natalia di Serbia si sarebbe recata da Madame de Thèbes all’inizio degli anni 1890 con due donne del suo seguito. Una di loro era Draga Mašin, che in seguito sarebbe diventata regina di Serbia sposando Alessandro I.

Questo tipo di clientela alimenta considerevolmente la sua reputazione. Una chiromante consultata da membri di famiglie reali può poi essere presentata come consigliera dei potenti, anche quando la natura esatta della consultazione rimane sconosciuta.

1901, L’Enigma della mano

Nel 1901 viene pubblicato da Félix Juven L’Enigma della mano. La Bibliothèque nationale de France descrive un volume di 278 pagine, illustrato con figure e tavole. Il libro costituisce la grande sintesi del suo insegnamento chiromantico.

Madame de Thèbes cerca di dare alla lettura della mano una presentazione strutturata. Studia le forme, le linee e i segni, e inserisce il suo lavoro nella continuità della chiromanzia francese del XIX secolo. La stampa dell’epoca presenta l’opera come il riassunto di anni di osservazione.

La carriera di Madame de Thèbes non deve quindi essere ridotta al suo studio. Come Mlle Lenormand prima di lei, comprende il potere della stampa. Un libro permette di estendere l'autorità della consultante ben oltre le persone capaci di recarsi in avenue de Wagram. Diventa un'autrice identificata dalla BnF e costruisce una produzione editoriale regolare intorno alla chiromanzia, ai sogni e soprattutto alle predizioni annuali.

1903, nascita dell'Almanach de Madame A. de Thèbes

La BnF conserva la scheda completa dell'Almanach de Madame A. de Thèbes : conseils pour être heureux, pubblicato da Félix Juven dal 1903 al 1917. La prima annata porta un titolo particolarmente rivelatore: Conseils et prophéties de Madame de Thèbes : le livre de tous les prodiges et de tous les mystères.

Ogni anno, l'almanacco mescola consigli, osservazioni e annunci riguardanti la Francia e l'estero. La sua pubblicazione regolare offre a Madame de Thèbes un vantaggio decisivo: a differenza delle predizioni raccontate dopo gli eventi, i testi stampati possono essere riletti e confrontati retrospettivamente con i fatti.

La serie bibliografica arriva fino all'annata 1917, sebbene Madame de Thèbes muoia nel dicembre 1916. Poiché gli almanacchi venivano preparati per l'anno successivo, quest'ultima pubblicazione non implica una pubblicazione successiva elaborata da lei dopo la morte.

Madame de Thèbes non limita il suo lavoro alla mano. Nel 1908, Félix Juven pubblica L’Énigme du rêve : explication des songes, un volume di oltre 250 pagine oggi digitalizzato dalla Bibliothèque nationale de France.

L'opera appartiene alla grande tradizione dei libri dei sogni, pur cercando di modernizzarla. La veggente avvicina il sogno alla personalità, alle impressioni quotidiane e alla premonizione. Questa dimensione permette di collocarla in una storia più ampia dell'oniromanzia e dei tentativi, a cavallo del secolo, di interpretare le immagini notturne.

All'inizio del XX secolo, «Madame de Thèbes» non è più soltanto lo pseudonimo di una donna. Il nome diventa un vero e proprio marchio mediatico. I giornali la citano quando vogliono parlare di profezie, del futuro politico o della credulità del pubblico.

Questa celebrità avrà un effetto inatteso durante la Prima guerra mondiale: falsi testi e false predizioni saranno commercializzati a suo nome. Dovrà protestare lei stessa sulla stampa contro coloro che accusa di sfruttare abusivamente la sua reputazione.

L'iconografia di Madame de Thèbes è piena di elefanti. Le fotografie della stampa la mostrano accanto a statuette dell'animale, e diverse testimonianze descrivono il suo studio pieno di piccoli elefanti di bronzo o di porcellana.

Associa l'animale alla prudenza e alla saggezza. Il suo motto pubblico «Non inganno, avverto» accompagna questa immagine. L'elefante funziona quindi come un vero e proprio emblema personale, immediatamente riconoscibile.

Questa passione non riguarda soltanto la decorazione. Il CTHS conferma che Madame de Thèbes diventa membro della società Les Amis de l’Éléphant il 4 aprile 1906 e che vi rimane fino al 1916. L'associazione riunisce scienziati, scrittori, amministratori e personalità pubbliche interessati alla protezione e allo studio dell'elefante. Questa appartenenza conferisce al suo simbolo preferito una dimensione sociale molto concreta.

Madame de Thèbes aveva davvero predetto la Prima guerra mondiale?

È la questione che ha contribuito maggiormente alla sua fama internazionale. Contrariamente a numerose profezie fabbricate dopo il 1914, esistono effettivamente testi anteriori alla guerra nei quali Madame de Thèbes annuncia gravi tensioni europee.

Nel gennaio 1912, The Occult Review traduce alcuni passaggi del suo almanacco in cui presenta la Germania come una minaccia per l'Europa e la Francia e prevede che una guerra porterebbe alla scomparsa dell'egemonia prussiana e degli Hohenzollern. Nel 1913, la stessa rivista ricorda che mantiene i suoi avvertimenti riguardo a una guerra europea.

Si tratta dunque proprio di predizioni stampate prima dell'agosto 1914. Il contesto europeo era già carico di tensioni, il che impedisce di isolare queste frasi dalla loro epoca; tuttavia, la loro esistenza precedente al conflitto conferisce comunque alla reputazione profetica di Madame de Thèbes una profondità che le semplici leggende retrospettive non possiedono. La stampa internazionale riprende ampiamente il suo almanacco per il 1913. Un giornale americano riferisce che definisce l'anno un periodo in cui saranno particolarmente necessari coraggio e stoicismo e annuncia sconvolgimenti in Europa.

Queste predizioni mostrano la natura del suo lavoro pubblico: Madame de Thèbes non si limita più a consigliare singoli individui. Interpreta il destino delle nazioni, delle dinastie e dei governi. Il suo almanacco diventa una forma di cronaca politica profetica.

Quando scoppia la guerra, i suoi testi vengono riprodotti in numerosi Paesi. Owen Davies mostra che i suoi annunci circolano dall'America alla Nuova Zelanda, passando per la Gran Bretagna e la Germania. Il suo almanacco del 1914 viene venduto per le strade di Parigi accanto ad altri opuscoli profetici.

Ma questo successo produce anche numerose falsificazioni. Alcuni venditori usano il suo nome per diffondere testi che non ha scritto. Nel 1914 e nel 1915, invia diverse proteste ai giornali e afferma che le sue uniche predizioni di guerra autorizzate sono quelle dei suoi almanacchi del 1913 e del 1914. Questa precisazione è fondamentale per valutare la sua reputazione: diverse profezie spettacolari attribuite a Madame de Thèbes dopo il 1914 potrebbero provenire dal commercio popolare piuttosto che dalle sue pubblicazioni.

Le vengono attribuite la guerra dei Boeri, la guerra russo-giapponese, la morte del generale Boulanger, quella di Catulle Mendès, il naufragio del Titanic nel quale perì William T. Stead e l'affare Caillaux. Queste affermazioni ricorrono in numerose biografie.

Tuttavia, non tutte dispongono dello stesso livello di documentazione. Alcune sono legate a testi pubblicati o a testimonianze contemporanee; altre si rafforzano soprattutto dopo l'evento. Uno studio rigoroso deve quindi evitare di presentare questo elenco come una serie di successi incontestabili.

Le critiche della stampa

Madame de Thèbes non opera mai in un clima di consenso generale. Già negli anni 1890, alcuni giornali si fanno beffe di lei. I caricaturisti e i cronisti apprezzano particolarmente le predizioni abbastanza generiche da poter essere interpretate in modi diversi.

È inoltre accusata di rivendicare alcune predizioni a posteriori. Il caso della morte del presidente Félix Faure nel 1899 diventa uno degli esempi utilizzati dai suoi detrattori. Il giornalista Jacques Mauprat sottolinea che la presunta predizione gli sembra essere stata formulata dopo la morte. Queste controversie non ostacolano affatto il suo successo. Al contrario, ammirazione e derisione contribuiscono insieme a costruire la sua celebrità.

La memoria francese ha poi associato fortemente la Grande Guerra a Madame Fraya. Tuttavia, Owen Davies mostra che, durante il conflitto stesso, il nome di Madame de Thèbes domina ampiamente la stampa internazionale.

Dopo la sua morte, Fraya sarà persino presentata in alcuni giornali come la «nuova Madame de Thèbes» o la sua erede. Questa cronologia permette di collocare correttamente le due grandi veggenti francesi: Madame de Thèbes appartiene innanzitutto alla Belle Époque e ai primi anni di guerra; Fraya occupa un posto sempre più importante nella generazione successiva.

La BnF conserva inoltre un'opera pubblicata nel 1914 con il titolo Le rivelazioni di Madame de Thèbes sul grande dramma del 1914, ovvero la guerra europea. Questo documento mostra fino a che punto il suo nome venga immediatamente utilizzato per interpretare il conflitto.

Il confine tra profezia, attualità e propaganda diventa allora molto sottile. Il pubblico cerca di sapere chi vincerà, quanto durerà la guerra e quale sarà il destino dei sovrani. I veggenti vengono interrogati come se potessero offrire una lettura parallela degli eventi militari.

Nel 1915, sulla stampa anglofona compaiono articoli dedicati alle sue predizioni. Il fenomeno non è più soltanto francese. Il suo personaggio diventa quello della grande profetessa parigina, le cui dichiarazioni vengono esaminate a ogni nuova fase della guerra.

Questa circolazione internazionale è un fenomeno importante nella storia dell’occultismo moderno. La stampa telegrafica permette ormai che una predizione fatta a Parigi venga commentata pochi giorni o poche settimane dopo in più continenti.

1915, il film Madame de Thèbes di Mauritz Stiller

La sua notorietà è tale che il suo nome diventa il titolo di un film svedese diretto nel 1915 da Mauritz Stiller. La Cinémathèque française e lo Svenska Filminstitutet conservano traccia di Madame de Thèbes, dramma nel quale una chiaroveggente svolge un ruolo centrale.

La sceneggiatura non è una biografia fedele di Anne Victorine Savigny. Il film utilizza soprattutto il suo nome e il tipo di personaggio al quale ormai è associata. È proprio questo a misurare la sua celebrità: «Madame de Thèbes» è diventata un personaggio immediatamente riconoscibile fuori dalla Francia. Durante la guerra, Madame de Thèbes si ritira progressivamente dal tumulto parigino e acquista una proprietà rurale a Clan, nel comune di Meung-sur-Loire, a sud-ovest di Orléans.

Owen Davies riferisce che vi alleva soprattutto volatili. La stampa francese non resiste alla battuta: la donna alla quale si attribuisce la capacità di prevedere la caduta degli imperi viene derisa perché non saprebbe prevedere l’andamento del prezzo delle uova. Questo aneddoto, ripreso nel 1916, mostra quanto il suo personaggio appartenga ormai alla cultura popolare. Anche il suo ritiro diventa materia da cronaca.

La morte nel dicembre 1916

La BnF fissa la sua morte al dicembre 1916, a Clan, Meung-sur-Loire. La stampa internazionale annuncia la sua morte alla fine del mese. Diverse fonti indicano il 24 dicembre 1916. Davies riferisce che muore nella sua proprietà di campagna, dopo aver perso qualche tempo prima il figlio adottivo. La sua scomparsa viene riportata fino agli Stati Uniti, all’Australia e all’Europa centrale, prova dell’ampiezza della sua fama.

Un elemento particolarmente toccante della sua successione riporta Madame de Thèbes al quartiere d’origine. Stabilisce che una parte del capitale ricavato dalla vendita della sua proprietà serva a costituire una dote per una ragazza povera e meritevole, nata a Ménilmontant e destinata a sposarsi entro l’anno.

Questo lascito stabilisce un legame tra la celebrità dell’avenue de Wagram e l’ambiente popolare dal quale le ricerche storiche fanno risalire la sua vita. Costituisce inoltre un fatto molto più concreto di diverse leggende legate alle sue profezie. Madame de Thèbes è sepolta nel cimitero di Père-Lachaise. La scelta del grande cimitero parigino si addice a una personalità diventata celebre ben oltre l’ambiente occultista. Si unisce così a un paesaggio funerario popolato da scrittori, artisti e figure politiche che aveva talvolta frequentato nella Parigi della fine del XIX secolo.

Il suo successo non si spiega soltanto con la questione se una certa predizione si sia avverata. Padroneggia diversi ambiti contemporaneamente: la consultazione privata, la vita mondana, il libro, l'almanacco e la stampa.

Comprende anche perfettamente l'importanza di un'identità pubblica. Il suo pseudonimo, il suo gabinetto di Wagram, i suoi elefanti, il suo motto e le sue pubblicazioni formano un personaggio coerente. Molto prima dei media moderni, Madame de Thèbes costruisce una vera presenza pubblica intorno alla sua arte. La posterità la trasforma volentieri in una profetessa capace di predire guerre, morti e scandali. I suoi stessi scritti mostrano tuttavia che la chiromanzia rimane al centro della sua identità professionale.

La mano le serve per parlare di carattere, salute, predisposizioni e percorso personale. Le sue ambizioni profetiche sulle nazioni appartengono soprattutto al periodo degli almanacchi e alla celebrità mediatica acquisita dopo il 1900.

Madame de Thèbes nella storia della divinazione francese

Occupa una posizione intermedia particolarmente interessante. Mlle Lenormand aveva incarnato la cartomante dei periodi rivoluzionario e imperiale. Madame de Thèbes diventa la sibilla della Repubblica mondana e della Belle Époque. Madame Fraya avrebbe poi prolungato questa figura nel periodo tra le due guerre.

Attraverso queste donne, la divinazione francese cambia forma senza scomparire. Passa dal gabinetto privato alla stampa di massa, poi agli almanacchi e alla celebrità mediatica. Il nostro articolo Comprendere la divinazione attraverso i secoli permette di collocare questa evoluzione in una storia più ampia.

Le sue profezie richiedono soprattutto di mantenere contemporaneamente due prospettive. La prima consiste nell'accettare senza verifica tutte le predizioni che la posterità le attribuisce. La seconda consiste nel ritenere che tutto sia stato inventato dopo gli eventi.

Le fonti mostrano una situazione più interessante. Alcuni annunci sono effettivamente stampati prima del 1914 e possono essere verificati. Altri circolano senza una fonte precisa, sono stati riformulati o vengono persino diffusi fraudolentemente a suo nome. Gli almanacchi, i giornali datati e le opere pubblicate permettono allora di ricostruire ciò che fu realmente annunciato prima degli eventi - e di valutare ciò che, in alcune formule, continua ancora a suscitare interesse.

Madame de Thèbes rimane una figura di primo piano perché trasforma la chiromanzia in un fenomeno culturale della Belle Époque. Porta la lettura della mano nei salotti, pubblica un metodo importante, produce un almanacco per quindici annate e diventa un personaggio abbastanza noto da dare il proprio nome a un film internazionale.

La sua carriera rivela anche la continuità dell’interesse per la divinazione in una Francia che si vuole tuttavia moderna, repubblicana e scientifica. Medici, scrittori, giornalisti e diplomatici possono scherzare sulla chiromanzia recandosi al contempo loro stessi a esaminare ciò che la famosa sibilla dell’avenue de Wagram dirà delle loro mani.

Fonti e riferimenti

La Bibliothèque nationale de France identifica Madame de Thèbes come Anne Victorine Savigny, nata nel 1845 e morta nel dicembre 1916 a Clan, Meung-sur-Loire. Le sue schede bibliografiche confermano L’Énigme de la main nel 1901, L’Énigme du rêve nel 1908 e l’Almanach de Madame A. de Thèbes per gli anni dal 1903 al 1917.

Il Comité des travaux historiques et scientifiques documenta la sua carriera di chiromante e veggente, il suo precedente passaggio dal teatro nonché la sua ammissione nella società Les Amis de l’Éléphant il 4 aprile 1906.

Il capitolo « Prophetic Times » di Owen Davies in A Supernatural War: Magic, Divination, and Faith during the First World War, pubblicato dalla Oxford University Press nel 2018, costituisce la fonte moderna più dettagliata sulla sua giovinezza, sui suoi esordi sotto i nomi di Mlle Dhalyle e poi Madame de Sauval, sul suo rapporto con Alexandre Dumas figlio, sui suoi clienti, sulle sue profezie di guerra, sui falsi testi diffusi a suo nome e sui suoi ultimi anni a Meung-sur-Loire.

Il reportage di Adolphe Brisson pubblicato nel 1898 e ripreso ne L’Écho du Merveilleux costituisce una notevole fonte contemporanea sul suo studio e sul suo modo di presentare la chiromanzia. I numeri di The Occult Review del 1912 e del 1913 permettono inoltre di verificare che predizioni riguardanti una futura guerra europea e la dinastia degli Hohenzollern circolavano già prima dell’agosto 1914.

La Cinémathèque française e lo Svenska Filminstitutet documentano il film muto Madame de Thèbes diretto da Mauritz Stiller nel 1915, segno della diffusione internazionale del suo nome.

La copertina di quest’articolo utilizza una fotografia autentica di Madame de Thèbes realizzata dallo studio Manuel, pubblicata nel Larousse mensuel illustré nel 1920 e oggi di pubblico dominio.

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