Il Vytis è l’emblema nazionale della Lituania: un cavaliere in armatura cavalca un cavallo bianco su un campo rosso, con la spada levata e uno scudo recante una doppia croce. L’immagine nasce nei sigilli dei granduchi alla fine del XIV secolo e diventa progressivamente l’emblema dell’intero granducato di Lituania. Dopo le occupazioni e i divieti del XX secolo, il Vytis viene ristabilito con l’indipendenza.
| Nome | Vytis |
|---|---|
| Forma | Cavaliere armato su un cavallo bianco |
| Campo | Rosso |
| Origine statale | Granducato di Lituania, fine del XIV secolo |
| Status | Stemma ufficiale della Repubblica di Lituania |
Perché un cavaliere rappresenta lo Stato?
I sigilli medievali mostrano dapprima il sovrano stesso a cavallo, armato come un cavaliere.
Con il tempo, questa immagine personale si trasforma nel simbolo del Paese governato dal granduca.
Quando diventa l’emblema del granducato?
Il Seimas lituano colloca la svolta alla fine del XIV secolo e sotto Vytautas, che regna dal 1392 al 1430.
All’inizio del XV secolo, il cavaliere è già utilizzato come stemma dello Stato sui grandi sigilli.
Che cosa porta sullo scudo il cavaliere?
Lo scudo mostra una doppia croce dorata su fondo blu, un altro elemento storico dell’araldica lituana.
Il cavaliere e questa croce formano oggi una composizione codificata dalla legge.
Perché il Vytis scompare nel XX secolo?
Le occupazioni sovietica e nazista interrompono il normale uso dei simboli dello Stato indipendente.
Il Vytis rimane tuttavia un simbolo di continuità e resistenza nella diaspora e nei movimenti nazionali.
Qual è il suo status attuale?
La Repubblica indipendente ristabilisce il Vytis come stemma nazionale.
Il Seimas ne stabilisce i colori e i dettagli: cavallo e cavaliere d’argento, campo rosso, scudo blu e doppia croce d’oro.
Il simbolo si distingue dalle Colonne di Gediminas, un altro emblema storico lituano già trattato nel Grimorio.
Fonti e riferimenti storici
Il Seimas della Repubblica di Lituania ripercorre la storia del Vytis, dai sigilli dei granduchi fino all’attuale stemma.






























