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Che cosa significa il Sigillum Dei Aemeth di John Dee?
Que signifie le Sigillum Dei Aemeth de John Dee ?

Grimorio dei simboli

Che cosa significa il Sigillum Dei Aemeth di John Dee?

3 min di lettura

Il Sigillum Dei Aemeth, «Sigillo di Dio della Verità», è uno dei diagrammi più complessi associati a John Dee. È riportato nei suoi diari di lavoro angelico del XVI secolo e si basa su una tradizione medievale del Sigillum Dei già presente nel Liber Juratus. La versione di Dee combina cerchi, pentagramma, ettagoni, eptagramma, lettere, numeri e nomi divini. Il sigillo doveva essere realizzato materialmente e collocato sotto gli strumenti delle sue sedute con Edward Kelley.

Nome Sigillum Dei Aemeth
Autore associato John Dee
Periodo XVI secolo
Struttura Cerchi, pentagramma, ettagoni, eptagramma, lettere e numeri
Fonti Diari di Dee e tradizione medievale del Sigillum Dei

Il sigillo proviene interamente da John Dee?

John Dee non inventa dal nulla l’idea di un «Sigillo di Dio». Versioni medievali del Sigillum Dei compaiono nel Liber Juratus, un testo di magia erudita trasmesso prima di Dee.

Dee riceve tuttavia una versione propria nel corso delle sue operazioni con Edward Kelley e la riporta nei suoi manoscritti.

Il simbolo deve quindi essere compreso come una rielaborazione erudita: eredità medievale, poi ricostruzione dettagliata all’interno del sistema angelico di Dee.

Come è costruita la sua geometria?

Il diagramma sovrappone diversi livelli. Un grande cerchio contiene lettere e numeri; figure a sette lati strutturano l’interno; un pentagramma e dei nomi occupano il centro.

La ripetizione del numero sette è fondamentale e corrisponde all’organizzazione di diverse serie di nomi e potenze nei diari di Dee.

La ricchezza del tracciato distingue il Sigillum dalla Monade geroglifica. La Monade condensa un programma cosmologico in un unico glifo; il Sigillum agisce come un diagramma rituale composto da più strati.

Perché Dee aggiunge la parola «verità»?

Aemeth, forma trascritta dell’ebraico emet, significa «verità». Dee usa questo termine per nominare il sigillo nei suoi manoscritti.

La scelta corrisponde alla sua ambizione di ricevere una conoscenza vera per mezzo degli angeli.

La parola non trasforma il diagramma in un «sigillo ebraico tradizionale». Dee opera in un ambiente cristiano erudito che attinge all’ebraico, alla Cabala cristiana, ai testi magici e alle proprie rivelazioni angeliche.

Come veniva utilizzato il sigillo?

Dee fa realizzare esemplari materiali del sigillo, in particolare in cera. Vengono collocati sotto un tavolo o sotto oggetti utilizzati nelle sue sedute con Kelley.

Il diagramma, quindi, non doveva essere soltanto contemplato in un libro. Entrava in un apparato rituale con tavolo, pietra della visione, preghiere e comunicazioni angeliche.

Questa materialità è essenziale per comprendere il simbolo. Il Sigillum è al contempo disegno, testo, oggetto e supporto di un’operazione.

Perché diventa un emblema della magia enochiana?

Gli occultisti del XIX e XX secolo riscoprono i manoscritti di Dee e integrano il Sigillum nei propri sistemi.

Il termine «magia enochiana» è ampiamente utilizzato per designare questa ricezione, anche se l’insieme delle opere di Dee è più ampio di questa denominazione moderna.

Il sigillo è oggi riprodotto su altari, gioielli e libri. Una lettura storica torna tuttavia al manoscritto Sloane MS 3188 e alle istruzioni di Dee prima di esaminare gli adattamenti moderni.

Fonti e riferimenti storici

Il manoscritto di John Dee Liber Mysteriorum, British Library Sloane MS 3188, conserva la versione del Sigillum Dei Aemeth legata alle sue operazioni angeliche. Il progetto editoriale John Dee Publication Project riproduce il diagramma e i diari a partire dai manoscritti.

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