Da quasi sempre, il magnetismo affascina gli uomini come una forza invisibile che collega il mondo materiale e quello spirituale. Osservato dapprima attraverso la calamita, capace di attirare il ferro, questo fenomeno ha alimentato miti e pratiche sacre. Dai sacerdoti dell’Antichità ai guaritori delle nostre campagne, a questa energia sono stati attribuiti strani poteri, ora per guarire, ora per incantare. Ma che cos’è veramente? E da dove proviene? Ecco le risposte.
Pietre magnetiche e potere invisibile
Le prime testimonianze del magnetismo in Occidente risalgono all’Antichità greco-romana. I Greci avevano scoperto in Asia Minore alcune pietre particolari – la magnetite – capaci di attirare il ferro. Un racconto leggendario riportato da Plinio il Vecchio narra di un giovane pastore di nome Magnes, i cui sandali chiodati e il bastone di ferro furono attratti da una roccia invisibile: così avrebbe scoperto la prima calamita. Questo “magnes” – dal nome della regione della Magnesia – diede il nome al fenomeno. I pensatori antichi vi vedevano più di una semplice curiosità minerale. Il filosofo Talete di Mileto, nel VI secolo a.C., affermava che la calamita fosse dotata di un’anima perché poteva muovere oggetti inanimati. In questo modo conferiva una dimensione vivente e spirituale a quella pietra, che sembrava agire secondo la propria volontà.
Questo stupore di fronte ai poteri della calamita emerge nei numerosi nomi e simboli con cui è stata adornata. I Greci la chiamavano “pietra di Ercole”, in riferimento all’eroe noto per la sua forza, tanto erano impressionati dalla potenza attrattiva della calamita. Di fatto, un’intera mitologia circonda la calamita: si racconta che esistano isole magnetiche capaci di attirare a sé navi cariche di ferro, oppure che alcuni uomini rimanessero inchiodati al suolo dalle loro scarpe ferrate quando il terreno era ricco di magnetite. Autori rispettati dell’Antichità, come Plutarco o Tolomeo, tramandavano inoltre strane ricette legate alla calamita: strofinarla con l’aglio avrebbe dovuto farle perdere il suo potere, mentre immergerla nel sangue di capra glielo avrebbe restituito immediatamente. Queste credenze, riportate secoli dopo dagli eruditi, mostrano quanto il magnetismo della pietra abbia alimentato l’immaginario e le pratiche misteriose fin dall’Antichità.

Magnetite
Parallelamente alle leggende, alla calamita sono state attribuite virtù molto concrete, soprattutto terapeutiche. I medici dell’Antichità utilizzavano la pietra magnetica per alleviare alcuni disturbi. Lo stesso Aristotele menziona l’effetto analgesico e cicatrizzante della calamita, capace non solo di attenuare il dolore, ma anche di estrarre dal corpo frammenti di ferro, come le punte di freccia dalle ferite. Allo stesso modo, il dio guaritore Asclepio (Esculapio) era associato a queste proprietà benefiche della pietra di Ercole. Nell’antico Egitto, la magnetite serviva come amuleto protettivo; i sacerdoti la consideravano un talismano capace di catturare le forze benefiche e allontanare le influenze maligne.
Questa duplice vocazione della calamita – magica e curativa al tempo stesso – si incarna in numerosi aneddoti storici. La regina Cleopatra VII, ultima faraona d’Egitto, era nota per il suo interesse verso le scienze occulte del suo tempo. La tradizione racconta che portasse sulla fronte un gioiello magnetico per preservare la propria bellezza ed evitare le rughe, convinta che questa pietra fosse capace di mantenere giovane la pelle. Si dice inoltre che dormisse su un letto intarsiato di lodestone (calamite), per immergere il corpo in questa benefica influenza magnetica. Anche Ippocrate – il padre della medicina greca – avrebbe utilizzato la magnetite per trattare alcuni disturbi, per esempio la sterilità, dimostrando che l’idea di un magnetismo guaritore era già presente tra gli studiosi dell’Antichità.
Così, nel mondo antico occidentale, la calamita appare come un punto di contatto tra il visibile e l’invisibile. Ora strumento di miti (capace di guidare i marinai e proteggere dalle forze occulte), ora rimedio, simboleggia un’energia universale di attrazione e armonia. Ciò che i Greci intuivano confusamente – una forza unica capace di agire a distanza, curare il corpo e influenzare l’anima – avrebbe attraversato i secoli, arricchendosi con il susseguirsi delle tradizioni esoteriche.
La riscoperta del magnetismo nel Rinascimento
Dopo il Medioevo, che della calamita aveva conservato soprattutto l’utilità per la bussola e la navigazione, il Rinascimento vede rinascere l’interesse per il magnetismo come forza occulta. I pensatori ermetisti e gli alchimisti del XVI secolo integrano la calamita e il suo strano potere nella loro visione del cosmo. Tra loro, il medico e filosofo svizzero Paracelso (1493-1541) svolge un ruolo fondamentale. Convinto che l’uomo sia un microcosmo che riflette il macrocosmo, Paracelso descrive la natura come attraversata da un fluido universale invisibile che collega gli astri, la Terra e gli esseri viventi. Egli chiama esplicitamente questa energia magnetismo. Secondo lui, ogni essere umano è permeato da un fluido magnetico che emana dal cosmo e circola nel corpo creando polarità, proprio come in una calamita. Il corpo umano possiederebbe quindi un polo positivo (collegato alle influenze celesti) e un polo negativo (ancorato agli elementi terrestri), e la salute deriverebbe dall’equilibrio di queste forze. Paracelso afferma: «L’uomo è dotato di questo particolare fluido emanato dal macrocosmo... un’energia che viene designata con il termine magnetismo». Egli arriva persino a spiegare alcuni malefici o incantesimi attraverso questa azione magnetica: la volontà di uno stregone può influenzare a distanza il «corpo spirituale» di una vittima, come si magnetizzerebbe un oggetto, provocando effetti reali senza contatto fisico. Per lui, questo legame invisibile tra gli esseri appartiene alla stessa scienza naturale che i medici non devono trascurare, perché conoscere il magnetismo significa conoscere una delle chiavi della vita.
In questo secolo rinascimentale, il magnetismo diventa così un concetto-ponte tra la scienza nascente e l’antica magia. Gli studiosi ne esplorano le manifestazioni fisiche, conservando al tempo stesso uno sguardo mistico. Il medico inglese William Gilbert, nel 1600, studia rigorosamente le calamite e propone che la Terra stessa sia una gigantesca calamita. Ma si spinge oltre, ipotizzando che questo “soffio magnetico” possa spiegare i movimenti dei pianeti meglio della gravità. Nella sua opera De Magnete, Gilbert parla di «spiriti magnetici» emanati dal Sole e dagli astri, che animano il cosmo come un organismo vivente. Questa concezione quasi animistica del magnetismo cosmico suscita accesi dibattiti. La Chiesa, diffidente, teme che si possano confondere le leggi della natura con le anime pagane. Un erudito gesuita tedesco, Athanasius Kircher, pubblica nel 1667 Il regno magnetico della natura per proporre una visione cristiana del fenomeno. Ammette l’idea di un movimento magnetico nei cieli, che collega gli astri tra loro, ma rifiuta di attribuire un’«anima magnetica» alla Terra, per preservare l’ortodossia. Kircher celebra tuttavia il magnetismo come simbolo dell’armonia universale: il frontespizio del suo libro rappresenta una grande catena magnetica degli esseri, sorretta da una mano di Dio tra le nuvole, la cui estremità inferiore tocca la Terra. Gli anelli di questa catena non sono agganciati gli uni agli altri, ma si sostengono grazie alla loro sola forza di attrazione, illustrando l’idea che la volontà divina magnetizzi il mondo per assicurarne la coesione. Questa potente immagine della «catena magnetica» traduce la mentalità dell’epoca: il magnetismo è percepito come la colla segreta dell’universo, il fluido sottile attraverso cui il Creatore collega ogni cosa nella grande gerarchia della Creazione.
Parallelamente alle speculazioni cosmiche, il magnetismo rimane uno strumento concreto di cura e mistero. Nel XVII secolo, il medico fiammingo Jan Baptista van Helmont riprende l’eredità di Paracelso. Nel 1621 pubblica un trattato sulla cura magnetica – la «guarigione magnetica delle ferite» – in cui difende l’efficacia della cura a distanza, applicando un unguento sull’arma che ha provocato la ferita invece che sulla ferita stessa. Questo famoso balsamo simpatico dipenderebbe, secondo lui, da un’azione magnetica: la ferita e l’arma rimangono collegate da un fluido invisibile. Van Helmont scandalizza l’Inquisizione osando suggerire che persino le reliquie dei santi potrebbero guarire non per miracolo divino, ma grazie a un’influenza magnetica naturale che esercitano sui fedeli. I suoi scritti, segnati dalle critiche agli scolastici gesuiti, gli valgono vent’anni di persecuzioni da parte dei tribunali ecclesiastici. Questo dimostra chiaramente che il magnetismo, in quanto forza “naturale” dagli effetti straordinari, mette in discussione i confini tra scienza, fede e magia. Alle soglie dell’Illuminismo, l’idea che un fluido invisibile attraversi il mondo e il corpo umano è al tempo stesso esaltante per gli innovatori e inquietante per le autorità religiose. Questo fluido magnetico, si comincia a intuire, potrebbe essere la stessa energia della vita, una chiave dei segreti della natura – una prospettiva che apre la strada a nuove scoperte, ma anche a controversie.
Mesmer e il «magnetismo animale» nel secolo dei Lumi
Nel XVIII secolo, il magnetismo esce dai circoli esoterici per conoscere una vera e propria moda mondana, incarnata dal carismatico Franz-Anton Mesmer. Medico di origine viennese stabilitosi a Parigi, Mesmer si basa sull’eredità delle idee precedenti (i fluidi di Paracelso, gli esperimenti di Van Helmont) per elaborare la propria teoria, che chiama magnetismo animale (in contrapposizione al magnetismo puramente minerale della calamita). Secondo Mesmer, esiste un fluido magnetico universale che permea l’aria, gli astri e gli esseri viventi, e i cui squilibri nel corpo umano provocano le malattie. Il compito del guaritore è quindi ristabilire la circolazione armoniosa di questo fluido vitale nel corpo del paziente. Mesmer sostiene che alcuni individui – tra cui lui stesso – possiedano un forte potere magnetico naturale e possano, con la sola volontà e l’imposizione delle mani, dirigere questo fluido negli altri per guarirli.

Franz-Anton Mesmer
A partire dagli anni 1770-1780, Mesmer mette in pratica le proprie idee a Parigi e suscita un entusiasmo straordinario. Nei lussuosi salotti organizza sedute collettive attorno a uno strano dispositivo: il famoso tino di Mesmer. Si tratta di una grande vasca circolare riempita d’acqua mescolata a limatura di ferro, collegata a barre di ferro ricurve che i pazienti, seduti intorno, tengono in mano o applicano sulle parti malate del corpo. Mesmer sostiene di “magnetizzare” il tino infondendovi il proprio fluido personale, trasformando così l’acqua e il metallo in accumulatori di magnetismo. Al suono di un bicchiere armonico (uno strumento musicale che produce vibrazioni ipnotiche), il terapeuta si muove tra i pazienti, praticando passaggi magnetici – ampi movimenti delle mani a pochi centimetri dal loro corpo – per distribuire il fluido e dissolvere i blocchi energetici. Gli effetti non tardano a manifestarsi: molti pazienti entrano in crisi magnetica, una sorta di trance convulsiva accompagnata da sudorazione, risate o pianti catartici. Mesmer vede in queste crisi la prova che il fluido sta riallineando le forze vitali ed espellendo le malattie. Le testimonianze riportano guarigioni spettacolari da paralisi, cecità isterica e dolori cronici, attribuite all’azione di questo magnetismo guaritore.

Il tino magnetico di Mesmer (incisione, 1780)
Il successo mondano di Mesmer è tale che le persone affollano le sue sedute come se fossero spettacoli. Personalità dell’aristocrazia e dell’alta società partecipano al rituale del tino, entusiaste di vivere un’esperienza al confine tra scienza e meraviglia. Per molti, Mesmer ha ridato dignità a una magia naturale che si credeva dimenticata. Parla del proprio sistema in termini scientifici, cercando di convincere che questo fluido magnetico non sia in fondo altro che una sottile forza fisica, analoga all’elettricità o alla gravitazione, che la scienza finirà per misurare. In segreto, tuttavia, tutta la città mormora sull’aspetto da mago del dottore, sul suo sguardo penetrante e sui passaggi quasi incantatori delle sue mani. Mesmer stesso, avvolto nel successo, sembra oscillare tra il ruolo del medico illuminato e quello del taumaturgo. Raccomanda ai suoi pazienti di mettersi in uno stato ricettivo, quasi di fede, per assorbire meglio il fluido – un approccio più vicino alla guarigione spirituale che al trattamento medico classico.

Il magnetismo animale. Fonte: SSEDS
I suoi allievi e successori approfondiranno ulteriormente la dimensione mistica del magnetismo. Nel 1784, il marchese di Puységur, uno dei suoi discepoli, scopre per caso che, magnetizzando un giovane contadino, può immergerlo in uno stato di sonnambulismo lucido. Il paziente Victor, apparentemente addormentato, comincia a parlare, a rispondere alle domande e manifesta strane intuizioni sulla propria malattia – come se riuscisse a guardare dentro di sé. Questo «sonno magnetico», privo di convulsioni, nel quale il soggetto agisce come un medium, apre nuove prospettive. Puységur e altri magnetizzatori esplorano questo fenomeno di trance, che permetterebbe di accedere alla mente del malato e persino a conoscenze nascoste. Ben presto si intuisce che il magnetismo non serve soltanto a curare il corpo: può anche risvegliare facoltà psichiche inspiegate, come la chiaroveggenza o la lettura del pensiero. Il magnetismo animale diventa così, già alla fine del XVIII secolo, un ponte verso lo studio dell’anima e del paranormale.
Naturalmente, la diffusione del magnetismo non avviene senza critiche. I medici dell’Università e i sostenitori della ragione trionfante dell’Illuminismo guardano con sospetto a questi esperimenti, che mescolano crisi teatrali, misticismo e totale assenza di prove tangibili. Per ordine del re Luigi XVI, una commissione reale (tra i cui membri figurano Benjamin Franklin e Antoine Lavoisier) indaga sulle pratiche di Mesmer. Il loro rapporto, pubblicato nel 1784, conclude che gli effetti osservati sono reali, ma sono dovuti all’immaginazione e alla forza della suggestione più che a un fluido inedito. Mesmer, punto sul vivo, lascia la Francia poco dopo. Poco importa: il magnetismo animale si è radicato nella cultura popolare e accademica, e una schiera di magnetizzatori continua la sua opera in tutta Europa. In Francia, all’inizio del XIX secolo, seguaci come il barone Du Potet, il dottor Deleuze e l’abate Faria portano avanti e trasformano l’eredità mesmeriana. Il fluido magnetico entra nella letteratura medica e occulta, ora per esaltarne i prodigi, ora per metterlo in ridicolo. In ogni caso, diventa impossibile ignorare questa strana forza, capace di scatenare passioni e di sembrare sfidare le spiegazioni tradizionali.
Magnetismo, magia ed esoterismo
Il XIX secolo in Francia è un’epoca di passaggio, in cui il magnetismo si trova all’incrocio tra la nascente scienza della psiche, la medicina non convenzionale e la tradizione magica. Mentre i primi ipnotizzatori (James Braid ribattezzerà la pratica “ipnosi” intorno al 1843) cercano di fornire una spiegazione razionale al sonno magnetico, una potente corrente esoterica si appropria del magnetismo e lo integra in una visione più ampia dell’occultismo. È il periodo in cui il magnetismo si avvicina apertamente alla spiritualità: non si parla più soltanto di guarire i corpi, ma anche di iniziare le anime ed esplorare i mondi invisibili.

Opera Dogma e rituale dell’Alta Magia, Éliphas Lévi
Nel 1853, un esoterista francese, Éliphas Lévi, pubblica la sua opera Dogma e rituale dell’Alta Magia. Iniziato alle idee magnetiche, Lévi identifica il fluido magnetico di Mesmer con la «Luce astrale», quell’energia occulta onnipresente che considera il grande agente magico universale. Secondo lui, la luce astrale è un etere sottile che immagazzina tutte le immagini e tutte le influenze, e attraverso il quale si esercitano tanto la magia cerimoniale quanto i fenomeni magnetici. Scrive in modo figurato: «Il mondo è magnetizzato dalla luce del Sole, e noi siamo magnetizzati dalla luce astrale del mondo. ... Abbiamo in noi tre centri di attrazione fluidica: il cervello, il cuore e l’organo genitale... è attraverso questi organi che comunichiamo con il fluido universale trasmesso in noi dal sistema nervoso». Come si vede, il discorso di Lévi fonde il vocabolario del magnetismo con quello della magia cabalistica. Sotto la sua penna, il magnetismo non è altro che una forza cosmica primordiale che il mago può captare e dirigere con la propria volontà, per produrre ciò che un tempo veniva chiamato miracolo. Altri occultisti, come il barone du Potet (che dirigeva la Revue du Magnétisme) o, più tardi, Papus, sviluppano ulteriormente questa idea, facendo del magnetismo la pietra angolare di una «scienza sacra» riscoperta. Il magnetismo diventa allora uno strumento iniziatico: non si tratta solo di guarire, ma di elevare il magnetizzato verso piani superiori di coscienza.
Questa assimilazione del magnetismo all’antica magia non piace affatto a tutti. Le istituzioni religiose, in particolare la Chiesa cattolica, lanciano l’allarme. Autori cattolici del XIX secolo scrivono veementi pamphlet contro il magnetismo e lo spiritismo nascente. Per un apologeta come Roger Gougenot des Mousseaux, il fluido magnetico non è altro che una nuova incarnazione dell’occulto: «Il magnetismo è la forma moderna della magia. Causa immediata dei tavoli rotanti come dei fenomeni medianici, permette al magnetizzato di acquisire poteri straordinari», si indigna, concludendo che tali poteri implichino necessariamente l’intervento del demonio. Questo punto di vista estremo – che vede in ogni magnetizzatore uno stregone inconsapevole – illustra la persistenza della paura nei confronti del magnetismo. È vero che alcune dimostrazioni dell’epoca confondono il confine tra scienza e soprannaturale. Per esempio, durante le sedute di tavoli rotanti (precursori dello spiritismo intorno al 1850), molti osservano che la presenza di un medium magnetizzato facilita notevolmente i movimenti inspiegabili e le comunicazioni dall’aldilà. Si parlerà persino di «forza odica» o «fluido psichico» per descrivere questa energia sconcertante prodotta dai magnetizzatori e dai medium. Agli occhi dei credenti, questa forza può essere tanto un dono divino (se la si considera un mezzo per alleviare e illuminare l’anima) quanto una tentazione diabolica (se si teme che possa servire a invocare spiriti malevoli). In ogni caso, il magnetismo si è insediato stabilmente nel panorama culturale: viene studiato da medici curiosi, praticato da guaritori alla moda, invocato dagli spiritisti e combattuto dai moralisti – segno che è diventato un vero fenomeno sociale.
Alla fine del XIX secolo, alcuni cercano di conciliare il magnetismo con la scienza, privandolo della sua aura soprannaturale. In Francia, figure come Hector Durville e la sua famiglia fondano scuole di magnetismo. Propongono un approccio “sperimentale e terapeutico” al magnetismo, tentando di integrarlo come ausilio alla medicina ufficiale, senza ricorrere a spiegazioni spiritiche. Tuttavia, anche Durville finisce per riconoscere l’esistenza di un «magnetismo trascendentale» che supera il semplice ambito fisico: un aspetto occulto del fluido magnetico che riguarda «la vita superiore, l’infinito immutabile», e che appartiene più a una scienza sacra che alla scienza materiale. Nonostante tutti gli sforzi per “razionalizzare” il magnetismo, il suo mistero persiste. Questa forza rimane inafferrabile: a volte la si misura in mesmerismi, passaggi magnetici e forse dine, altre volte vi si scorge la materia stessa dei sogni e dell’anima del mondo.
Quale magnetismo oggi?
Il magnetismo, in quanto pratica, è sopravvissuto a tutti i cambiamenti di moda e alle critiche, radicandosi stabilmente nelle tradizioni popolari occidentali. In Francia, in particolare, fa parte ancora oggi del panorama delle cure tradizionali. Nelle nostre campagne, la figura del magnetizzatore-guaritore resta familiare e rispettata. Dal XIX secolo e anche da prima, persone dotate del «dono» si dedicano ad alleviare le sofferenze altrui attraverso l’imposizione delle mani, la preghiera e la trasmissione del fluido vitale. A seconda delle regioni vengono chiamate toucheurs, guérisseurs oppure ricevono denominazioni specializzate, come barreurs de feu (coloro che calmano istantaneamente le ustioni). Questi praticanti, generalmente discreti, incarnano l’eredità diretta del magnetismo animale di Mesmer, arricchita dalle influenze locali. Non parlano sempre esplicitamente di «magnetismo», ma fanno volentieri riferimento a un’energia universale o a una forza divina che attraversa le loro mani.
Ancora oggi non è raro incontrare, in un villaggio bretone o in un borgo del Massiccio Centrale, un magnetizzatore al quale ci si rivolge quando la medicina classica è impotente o richiede troppo tempo. Migliaia di francesi si affidano a loro per tagliare il fuoco della radioterapia, calmare un herpes zoster, alleviare dolori resistenti o riequilibrare i nervi. Lungi dall’essere relegato al rango di superstizione, il magnetismo continua a essere praticato con fervore e umiltà. Si adatta alle esigenze moderne, conservando al tempo stesso la propria essenza spirituale. Si trovano praticanti in ogni angolo del Paese, ciascuno con la propria sensibilità: qui si alleviano le ustioni, là si rimette in ordine «il magnetismo delle articolazioni», altrove si purificano i «fluidi» di una persona depressa. Questa varietà testimonia la ricchezza di una tradizione che ha saputo attraversare i secoli. Soprattutto, il successo costante di queste pratiche dimostra che, per molti nostri contemporanei, esiste qualcosa in più della materia tangibile: un principio energetico invisibile, di cui il magnetismo è una delle espressioni e sul quale si può agire per ritrovare l’armonia.
È notevole constatare che la fiducia del pubblico nei confronti di questi magnetizzatori rimanga forte. Spesso lavorano insieme ai medici o in affiancamento a loro: si va a «vedere il chiropratico tradizionale» per un mal di schiena continuando a seguire il trattamento medico, oppure si chiede al barreur de feu di intervenire su un’ustione mentre si attendono le cure d’urgenza. Questa coesistenza pragmatica tra medicina scientifica e guarigione magnetica illustra una saggezza popolare: perché privarsi di un aiuto, per quanto inspiegabile, se porta sollievo? In definitiva, per molti il magnetismo non è tanto una credenza quanto un’esperienza vissuta – quella del calore benefico di una mano sulla fronte febbricitante, del dolore che svanisce senza sapere come, del sonno ritrovato dopo un passaggio magnetico.
All’inizio del XXI secolo, il magnetismo si integra anche in nuove forme di spiritualità e benessere. Si creano ponti tra la tradizione occidentale del magnetizzatore e pratiche orientali come il Reiki (che si basa anch’esso sulla trasmissione di un’energia universale attraverso l’imposizione delle mani). Il linguaggio cambia: si parla di “energia biomagnetica”, chakra e aura – termini mutuati dall’India o dall’esoterismo contemporaneo – ma la sostanza rimane la stessa. Si tratta di aprire i canali dell’energia vitale e ristabilire l’equilibrio del corpo e dello spirito. Molti magnetizzatori moderni spiegano il proprio dono in modo pedagogico: ogni essere vivente è attraversato da una corrente sottile, paragonabile a una rete elettrica, che deve essere riequilibrata in caso di “cortocircuito” o blocco. Queste analogie mirano a rendere il magnetismo comprensibile all’uomo di oggi, senza tuttavia privarlo del suo incanto. Perché la dimensione spirituale non è mai lontana: molti praticanti invocano un’energia d’amore, una grazia che li attraversa. Il magnetismo conserva così un carattere sacro o divino – si parla di un dono del Cielo – anche quando viene presentato con parole moderne.
Così, il magnetismo come forza spirituale e magica ha accompagnato l’Occidente attraverso i secoli, trasformandosi continuamente ma senza mai scomparire. Il suo ruolo simbolico è potente: rappresenta l’attrazione universale, la misteriosa corrispondenza tra tutte le cose, il fluido della vita che unisce l’anima e il corpo, l’uomo e la natura. E ancora oggi, quando le mani di un magnetizzatore alleviano un dolore o placano uno spirito, rivive un frammento di quella saggezza: quella che afferma che l’invisibile fa parte della realtà e che il magnetismo è una via per sfiorare il mistero della vita.
Fonti:
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De l'influence des astres sur les corps vivants, Franz Anton Mesmer, 1776
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Memoria sul magnetismo animale, Marchese di Puységur, 1784
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Il magnetismo e il mesmerismo nell’Illuminismo, Journal of the History of Ideas, 2015
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La scoperta dell’inconscio, Henri F. Ellenberger, Basic Books, 1970
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La dottrina del magnetismo animale, Charles Lafontaine, 1851
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Da Mesmer a Freud: il sonno magnetico e le radici della guarigione psicologica, Adam Crabtree, Yale University Press, 1993
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Archivi medici sul magnetismo, Parigi, XIXᵉ secolo
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Manoscritti della Bibliothèque nationale de France, sezioni sul mesmerismo e sul magnetismo animale




















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