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Cos'è esattamente il magnetismo?
Qu'est-ce que le magnétisme, exactement ?

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Cos'è esattamente il magnetismo?

17 min di lettura

Da quasi dall’alba dei tempi, il magnetismo affascina gli uomini come una forza invisibile che collega il mondo materiale e quello spirituale. Osservato inizialmente attraverso la calamita capace di attirare il ferro, questo fenomeno ha alimentato miti e pratiche sacre. Dai sacerdoti dell’Antichità ai guaritori delle nostre campagne, a questa energia sono stati attribuiti strani poteri, talvolta per guarire, talvolta per incantare. Ma che cos’è veramente? E da dove proviene? Ecco le risposte.

Pietre magnetiche e potere invisibile

Le prime testimonianze del magnetismo in Occidente risalgono all’Antichità greco-romana. I Greci avevano scoperto in Asia Minore alcune pietre particolari - la magnetite - capaci di attirare il ferro. Un racconto leggendario riportato da Plinio il Vecchio narra di un giovane pastore di nome Magnes, i cui sandali chiodati e il bastone di ferro furono attratti da una roccia invisibile: così avrebbe scoperto la prima calamita. Questa “magnes” - dal nome della regione della Magnesia - diede il nome al fenomeno. I pensatori antichi vi vedevano più di una semplice curiosità minerale. Il filosofo Talete di Mileto, nel VI secolo a.C., affermava che la calamita fosse dotata di un’anima perché poteva muovere oggetti inanimati. In questo modo, conferiva una dimensione vivente e spirituale a quella pietra che sembrava agire per propria volontà.

Questo stupore di fronte ai poteri della calamita traspare dai molteplici nomi e simboli di cui è stata rivestita. I Greci la soprannominavano “pietra di Ercole”, in riferimento all’eroe rinomato per la sua forza, tanto erano impressionati dalla potenza attrattiva della calamita. Di fatto, attorno alla calamita si è sviluppata un’intera mitologia: si raccontava che esistessero isole magnetiche capaci di attirare a sé le navi cariche di ferro, oppure che gli uomini rimanessero inchiodati al suolo dalle loro scarpe ferrate quando il terreno era ricco di magnetite. Anche autori seri dell’Antichità, come Plutarco o Tolomeo, diffondevano strane ricette legate alla calamita: strofinarla con l’aglio, per esempio, avrebbe dovuto farle perdere il suo potere, mentre immergerla nel sangue di capra glielo avrebbe restituito all’istante. Queste credenze, riportate secoli dopo dagli eruditi, mostrano quanto il magnetismo della pietra abbia alimentato l’immaginario e le pratiche misteriose fin dall’Antichità.

Che cos’è esattamente il magnetismo?

Magnetite

Parallelamente alle leggende, alla calamita sono state attribuite virtù molto concrete, soprattutto terapeutiche. I medici dell’Antichità utilizzavano la pietra magnetica per alleviare alcuni disturbi. Aristotele stesso menziona l’effetto analgesico e cicatrizzante della calamita, capace non solo di lenire il dolore, ma anche di estrarre dal corpo frammenti di ferro, come le punte di freccia dalle ferite. Allo stesso modo, il dio guaritore Asclepio (Esculapio) era associato alle proprietà benefiche della pietra di Ercole. Nell’antico Egitto, la magnetite serviva come amuleto protettivo; i sacerdoti la consideravano un talismano capace di catturare le forze benefiche e allontanare le influenze maligne.

Questa duplice vocazione della calamita - al tempo stesso magica e curativa - si incarna in numerosi aneddoti storici. La regina Cleopatra VII, ultima faraona d’Egitto, era nota per il suo interesse verso le scienze occulte del suo tempo. Secondo la tradizione, portava sulla fronte un gioiello magnetico per preservare la propria bellezza ed evitare le rughe, convinta che questa pietra fosse capace di mantenere giovane la pelle. Inoltre, si dice che dormisse su un letto intarsiato di lodestones (calamite), per immergere il corpo in questa benefica influenza magnetica. Allo stesso modo, Ippocrate - il padre della medicina greca - avrebbe utilizzato la magnetite per trattare alcuni disturbi, per esempio la sterilità, dimostrando che l’idea di un magnetismo guaritore era già presente tra gli studiosi dell’Antichità.

Così, nel mondo antico occidentale, la calamita appare come un punto di contatto tra il visibile e l’invisibile. Ora strumento di miti (guidando i marinai, proteggendo dalle forze occulte), ora rimedio, simboleggia un’energia universale di attrazione e armonia. Ciò che i Greci intuivano confusamente - una forza unica capace di agire a distanza, curare il corpo e influenzare l’anima - avrebbe attraversato le epoche, arricchendosi nel corso delle tradizioni esoteriche.

La riscoperta del magnetismo nel Rinascimento

Dopo il Medioevo, che della calamita aveva soprattutto conservato l’utilità per la bussola e la navigazione, il Rinascimento vede rinascere l’interesse per il magnetismo come forza occulta. I pensatori ermetisti e gli alchimisti del XVI secolo integrano la calamita e il suo strano potere nella loro visione del cosmo. Tra loro, il medico e filosofo svizzero Paracelso (1493-1541) svolge un ruolo fondamentale. Convinto che l’uomo sia un microcosmo che riflette il macrocosmo, Paracelso descrive la natura come attraversata da un fluido universale invisibile che collega gli astri, la Terra e gli esseri viventi. Egli chiama esplicitamente questa energia magnetismo. Secondo lui, ogni essere umano è permeato da un fluido magnetico che emana dal cosmo e circola nel corpo creando polarità, come in una calamita. Il corpo umano avrebbe quindi un polo positivo (collegato alle influenze celesti) e un polo negativo (ancorato agli elementi terrestri), e la salute deriverebbe dall’equilibrio di queste forze. Paracelso afferma: «L’uomo è dotato di questo particolare fluido emanato dal macrocosmo... un’energia che viene indicata con il termine magnetismo». Egli arriva persino a spiegare alcuni malefici o incantesimi attraverso questa azione magnetica: la volontà di uno stregone può influenzare a distanza il «corpo spirituale» di una vittima, come si magnetizzerebbe un oggetto, provocando effetti reali senza contatto fisico. Per lui, questo legame invisibile tra gli esseri appartiene alla stessa scienza naturale che i medici non devono trascurare, perché conoscere il magnetismo significa conoscere una delle chiavi della vita.

In questo secolo rinascimentale, il magnetismo diventa così un concetto-ponte tra la scienza nascente e l’antica magia. Gli studiosi ne esplorano le manifestazioni fisiche, conservando al contempo uno sguardo mistico. Il medico inglese William Gilbert, nel 1600, studia rigorosamente le calamite e ipotizza che la Terra stessa sia una gigantesca calamita. Ma si spinge oltre, ipotizzando che questo “soffio magnetico” possa spiegare i movimenti dei pianeti meglio della gravità. Nella sua opera De Magnete, Gilbert parla di «spiriti magnetici» emanati dal sole e dagli astri, che animano il cosmo come un organismo vivente. Questa concezione quasi animista del magnetismo cosmico suscita dibattiti appassionati. La Chiesa, diffidente, teme che si possano confondere le leggi della natura con le anime pagane. Un erudito gesuita tedesco, Athanasius Kircher, pubblica nel 1667 Il regno magnetico della natura per proporre una visione cristiana del fenomeno. Ammette l’idea di un movimento magnetico nei cieli, che collega gli astri tra loro, ma rifiuta di attribuire un’«anima magnetica» alla Terra per preservare l’ortodossia. Kircher celebra tuttavia il magnetismo come simbolo dell’armonia universale: il frontespizio del suo libro rappresenta una grande catena magnetica degli esseri, sorretta da Dio tra le nubi, la cui estremità inferiore tocca la Terra. Gli anelli di questa catena non sono agganciati gli uni agli altri, ma si sostengono grazie alla sola forza di attrazione, illustrando l’idea che la volontà divina magnetizzi il mondo per assicurarne la coesione. Questa forte immagine della «catena magnetica» traduce la mentalità dell’epoca: il magnetismo è percepito come la colla segreta dell’universo, il fluido sottile attraverso il quale il Creatore collega ogni cosa nella grande gerarchia della Creazione.

Parallelamente alle speculazioni cosmiche, il magnetismo rimane uno strumento concreto di cura e mistero. Nel XVII secolo, il medico fiammingo Jan Baptista van Helmont riprende l’eredità di Paracelso. Nel 1621 pubblica un trattato sulla cura magnetica - la «guarigione magnetica delle ferite» - nel quale difende l’efficacia di curare a distanza applicando un unguento sull’arma che ha provocato la ferita anziché sulla ferita stessa. Questo famoso balsamo simpatico, secondo lui, deriva da un’azione magnetica: la ferita e l’arma rimangono collegate da un fluido invisibile. Van Helmont scandalizza l’Inquisizione osando suggerire che persino le reliquie dei santi potrebbero guarire non per miracolo divino, ma grazie a un’influenza magnetica naturale che esercitano sui fedeli. I suoi scritti, segnati dalle critiche agli scolastici gesuiti, gli valgono vent’anni di persecuzioni da parte dei tribunali ecclesiastici. Ciò dimostra chiaramente che il magnetismo, in quanto forza “naturale” dagli effetti straordinari, sconvolge i confini tra scienza, fede e magia. Alle soglie dell’Illuminismo, l’idea che un fluido invisibile attraversi il mondo e il corpo umano è al tempo stesso esaltante per gli innovatori e inquietante per le autorità religiose. Questo fluido magnetico, si comincia a intuire, potrebbe essere l’energia stessa della vita, una chiave dei segreti della natura - una prospettiva che apre la strada a nuove scoperte, ma anche a controversie.

Mesmer e il «magnetismo animale» nel secolo dei Lumi

Nel XVIII secolo, il magnetismo esce dai circoli esoterici per conoscere una vera e propria moda mondana, incarnata dal carismatico Franz-Anton Mesmer. Medico di origine viennese stabilitosi a Parigi, Mesmer si basa sull’eredità delle idee precedenti (i fluidi di Paracelso, gli esperimenti di Van Helmont) per elaborare la propria teoria, che chiama magnetismo animale (in opposizione al magnetismo puramente minerale della calamita). Secondo Mesmer, esiste un fluido magnetico universale che permea l’aria, gli astri e gli esseri viventi, e i cui squilibri nel corpo umano provocano le malattie. Il ruolo del guaritore consiste quindi nel ristabilire la circolazione armoniosa di questo fluido vitale nel corpo del paziente. Mesmer sostiene che alcuni individui - tra cui lui stesso - possiedano un forte potere magnetico naturale e possano, con la sola volontà e l’imposizione delle mani, dirigere questo fluido negli altri per guarirli.

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Franz-Anton Mesmer

Fin dagli anni 1770-1780, Mesmer mette in pratica le sue idee a Parigi e suscita un entusiasmo straordinario. Nei lussuosi salotti organizza sedute collettive attorno a uno strano dispositivo: il famoso tino di Mesmer. Si tratta di una grande vasca circolare riempita d’acqua mescolata a limatura di ferro, collegata a barre di ferro ricurve che i pazienti, seduti intorno, tengono in mano o applicano sulle parti malate del corpo. Mesmer afferma di “magnetizzare” questo tino infondendovi il proprio fluido personale, trasformando così l’acqua e il metallo in accumulatori di magnetismo. Al suono di un’armonica a bicchieri (uno strumento musicale che produce vibrazioni incantatrici), il terapeuta si sposta tra i pazienti, eseguendo passaggi magnetici - ampi movimenti delle mani a pochi centimetri dal loro corpo - per distribuire il fluido e sciogliere i blocchi energetici. Gli effetti non tardano: molti pazienti entrano in crisi magnetica, una sorta di trance convulsiva accompagnata da sudorazione, risate o pianti catartici. Mesmer vede in queste crisi la prova che il fluido stia riallineando le forze vitali ed espellendo le malattie. Le testimonianze riportano guarigioni spettacolari da paralisi, cecità isterica e dolori cronici, attribuite all’azione di questo magnetismo guaritore.

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Il tino magnetico di Mesmer (incisione, 1780)

Il successo mondano di Mesmer è tale che alle sue sedute si accorre come a degli spettacoli. Personalità dell’aristocrazia e dell’alta società partecipano al rituale del tino, entusiaste di vivere un’esperienza al confine tra scienza e meraviglioso. Per molti, Mesmer ha restituito dignità a una magia naturale che si credeva dimenticata. Parla del proprio sistema in termini eruditi, cercando di convincere che questo fluido magnetico non sia in fondo altro che una sottile forza fisica, analoga all’elettricità o alla gravità, che la scienza finirà per misurare. In segreto, tuttavia, tutta la città sussurra dell’aspetto da mago del dottore, del suo sguardo penetrante e dei passaggi quasi incantatori delle sue mani. Lo stesso Mesmer, avvolto dal successo, sembra oscillare tra il ruolo del medico illuminato e quello del taumaturgo. Raccomanda ai suoi pazienti di mettersi in uno stato ricettivo, quasi di fede, per assorbire meglio il fluido - un approccio più vicino alla guarigione spirituale che al trattamento medico classico.

Che cos’è esattamente il magnetismo?

Il magnetismo animale. Fonte: SSEDS

I suoi allievi e successori approfondiranno ulteriormente la dimensione mistica del magnetismo. Nel 1784, il marchese de Puységur, uno dei suoi discepoli, scopre per caso che, magnetizzando un giovane contadino, può immergerlo in uno stato di sonnambulismo lucido. Il paziente Victor, apparentemente addormentato, comincia a parlare, a rispondere alle domande e manifesta strane intuizioni sulla propria malattia - come se riuscisse a vedere dentro di sé. Questo «sonno magnetico», privo di convulsioni, nel quale il soggetto agisce come un medium, apre nuove prospettive. Puységur e altri magnetizzatori esplorano questo fenomeno di trance, che permetterebbe di accedere alla mente del malato e persino a conoscenze nascoste. Ben presto si intuisce che il magnetismo non serve soltanto a guarire il corpo: può anche risvegliare facoltà psichiche inspiegate, come la chiaroveggenza o la lettura del pensiero. Così, dalla fine del XVIII secolo, il magnetismo animale diventa un ponte verso lo studio dell’anima e del paranormale.

Naturalmente, la diffusione del magnetismo non avviene senza critiche. I medici dell’Università e i sostenitori della ragione trionfante dell’Illuminismo guardano con sospetto a questi esperimenti, che mescolano crisi teatrali, misticismo e totale assenza di prove tangibili. Per ordine del re Luigi XVI, una commissione reale (tra i cui membri figurano Benjamin Franklin e Antoine Lavoisier) indaga sulle pratiche di Mesmer. Il loro rapporto, pubblicato nel 1784, conclude che gli effetti osservati sono reali, ma dovuti all’immaginazione e alla forza della suggestione più che a un fluido inedito. Mesmer, punto sul vivo, lascia la Francia poco dopo. Poco importa: il magnetismo animale si è radicato nella cultura popolare e colta, e una schiera di magnetizzatori continua la sua opera in tutta Europa. In Francia, all’inizio del XIX secolo, adepti come il barone Du Potet, il dottor Deleuze o l’abate Faria portano avanti e trasformano l’eredità mesmeriana. Il fluido magnetico entra nella letteratura medica e occulta, ora per esaltarne i prodigi, ora per deriderlo. In ogni caso, diventa impossibile ignorare questa forza strana che scatena passioni e sembra sfidare le spiegazioni classiche.

Magnetismo, magia ed esoterismo

Il XIX secolo in Francia è un’epoca di svolta, in cui il magnetismo si trova all’incrocio tra la scienza nascente della psiche, la medicina non convenzionale e la tradizione magica. Mentre i primi ipnotizzatori (James Braid ribattezzerà la pratica “ipnosi” intorno al 1843) cercano di fornire una spiegazione razionale al sonno magnetico, una forte corrente esoterica si appropria del magnetismo e lo integra in una visione più ampia dell’occultismo. È il periodo in cui il magnetismo si avvicina apertamente alla spiritualità: non si parla più soltanto di guarire i corpi, ma anche di iniziare le anime ed esplorare i mondi invisibili.

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Opera Dogma e rituale dell’Alta Magia, Éliphas Lévi

Nel 1853, un esoterista francese, Éliphas Lévi, pubblica la sua opera Dogma e rituale dell’Alta Magia. Iniziato alle idee magnetiche, Lévi identifica il fluido magnetico di Mesmer con la «Luce astrale», quell’energia occulta onnipresente che considera il grande agente magico universale. Secondo lui, la luce astrale è un etere sottile che immagazzina tutte le immagini e tutte le influenze, e attraverso il quale si esercitano tanto la magia cerimoniale quanto i fenomeni del magnetismo. Scrive in modo figurato: «Il mondo è magnetizzato dalla luce del sole e noi siamo magnetizzati dalla luce astrale del mondo. ... Abbiamo in noi tre centri di attrazione fluidica: il cervello, il cuore e l’organo genitale... è attraverso questi organi che comunichiamo con il fluido universale trasmesso in noi dal sistema nervoso». Come si vede, il discorso di Lévi fonde il vocabolario del magnetismo con quello della magia cabalistica. Sotto la sua penna, il magnetismo non è altro che una forza cosmica primordiale che il mago può captare e dirigere con la propria volontà, per produrre ciò che un tempo veniva chiamato miracolo. Altri occultisti, come il barone du Potet (che dirigeva la Revue du Magnétisme) o, più tardi, Papus, sviluppano ulteriormente questa idea, facendo del magnetismo la pietra angolare di una «scienza sacra» riscoperta. Da quel momento, il magnetismo diventa uno strumento iniziatico: non si tratta soltanto di guarire, ma di elevare il magnetizzato verso piani superiori di coscienza.

Questa assimilazione del magnetismo all’antica magia non piace affatto a tutti. Le istituzioni religiose, in particolare la Chiesa cattolica, si allarmano. Autori cattolici del XIX secolo scrivono veementi pamphlet contro il magnetismo e lo spiritismo nascente. Per un apologeta come Roger Gougenot des Mousseaux, il fluido magnetico non è altro che una nuova incarnazione dell’occulto: «Il magnetismo è la forma moderna della magia. Causa immediata dei tavoli rotanti come dei fenomeni medianici, permette al magnetizzato di acquisire poteri straordinari», protesta, concludendo che simili poteri presuppongano necessariamente l’intervento del demonio. Questo punto di vista estremo - che vede in ogni magnetizzatore uno stregone inconsapevole - illustra la persistenza della paura del magnetismo. È vero che alcune dimostrazioni dell’epoca confondono il confine tra scienza e soprannaturale. Per esempio, durante le sedute di tavoli rotanti (precursori dello spiritismo intorno al 1850), molti constatano che la presenza di un medium magnetizzato facilita notevolmente i movimenti inspiegabili e le comunicazioni con l’aldilà. Si parlerà persino di «forza odica» o «fluido psichico» per descrivere questa energia sconcertante prodotta dai magnetizzatori e dai medium. Agli occhi dei credenti, questa forza può essere tanto un dono divino (se la si considera un mezzo per alleviare e illuminare l’anima) quanto una tentazione diabolica (se si teme che serva a invocare spiriti maligni). In ogni caso, il magnetismo si è insediato stabilmente nel panorama culturale: viene studiato da medici curiosi, praticato da guaritori alla moda, invocato dagli spiritisti e combattuto dai moralisti - segno che è diventato un vero fenomeno sociale.

Alla fine del XIX secolo, alcuni cercano di conciliare il magnetismo con la scienza, privandolo della sua aura soprannaturale. In Francia, figure come Hector Durville e la sua famiglia fondano scuole di magnetismo. Propongono un approccio “sperimentale e terapeutico” al magnetismo, cercando di integrarlo come ausilio alla medicina ufficiale, senza ricorrere a spiegazioni spiritiche. Tuttavia, anche Durville finisce per riconoscere l’esistenza di un «magnetismo trascendentale» che supera il semplice ambito fisico: un aspetto occulto del fluido magnetico che tocca «la vita superiore, l’infinito immutabile», appartenendo più a una scienza sacra che alla scienza materiale. Nonostante tutti gli sforzi per “razionalizzare” il magnetismo, il suo mistero persiste. Questa forza rimane inafferrabile: talvolta la si misura in mesmerismi, passaggi, forse din; altre volte la si considera la materia stessa dei sogni e dell’anima del mondo.

Quale magnetismo oggi?

Il magnetismo, come pratica, è sopravvissuto a tutte le mode e alle critiche, radicandosi stabilmente nelle tradizioni popolari occidentali. In Francia, in particolare, fa ancora oggi parte del panorama delle cure tradizionali. Nelle nostre campagne, la figura del magnetizzatore-guaritore è ancora familiare e rispettata. Dal XIX secolo e anche da molto prima, persone dotate del «dono» si dedicano ad alleviare le sofferenze del prossimo attraverso l’imposizione delle mani, la preghiera e la trasmissione del fluido vitale. A seconda delle regioni, vengono chiamate toucheurs, guérisseurs, oppure sono specializzate come barreurs de feu (coloro che calmano istantaneamente le ustioni). Questi praticanti, piuttosto discreti, incarnano l’eredità diretta del magnetismo animale di Mesmer, arricchita dalle influenze locali. Non parlano sempre esplicitamente di “magnetismo”, ma evocano volentieri un’energia universale o una forza divina che attraversa le loro mani.

Ancora oggi, non è raro incontrare, in un villaggio bretone o in un paese del Massiccio Centrale, un magnetizzatore al quale ci si rivolge quando la medicina classica è impotente o richiede troppo tempo. Migliaia di francesi ricorrono a loro per tagliare il fuoco di una radioterapia, lenire un herpes zoster, calmare dolori persistenti o riequilibrare i nervi. Lungi dall’essere relegato al rango di superstizione, il magnetismo continua a essere praticato con fervore e umiltà. Si adatta alle esigenze moderne, conservando al tempo stesso la propria essenza spirituale. Si incontrano praticanti in ogni angolo del Paese, ciascuno con la propria sensibilità: qui si alleviano le ustioni, là si “rimette a posto il magnetismo delle articolazioni”, altrove si purificano i “fluidi” di una persona depressa. Questa varietà testimonia la ricchezza di una tradizione che ha saputo attraversare i secoli. Soprattutto, il successo continuativo di queste pratiche dimostra che, per molti nostri contemporanei, esiste qualcosa in più della materia palpabile: un principio energetico invisibile, di cui il magnetismo è una delle espressioni e sul quale si può agire per ritrovare l’armonia.

È notevole constatare che la fiducia del pubblico nei confronti di questi magnetizzatori rimanga forte. Spesso lavorano insieme ai medici o come loro complemento: si va a “farsi vedere dal guérisseur” per il mal di schiena, continuando al contempo il trattamento medico, oppure si chiede al barreur de feu di intervenire su un’ustione mentre si attendono le cure d’urgenza. Questa convivenza pragmatica tra medicina scientifica e guarigione magnetica illustra una saggezza popolare: perché privarsi di un aiuto, per quanto inspiegabile, se porta sollievo? In definitiva, per molti il magnetismo non è tanto una credenza quanto un’esperienza vissuta - quella del calore benefico di una mano su una fronte febbricitante, del dolore che svanisce senza sapere come, del sonno ritrovato dopo un passaggio magnetico.

All’inizio del XXI secolo, il magnetismo si integra anche in nuove forme di spiritualità e benessere. Si creano collegamenti tra la tradizione occidentale del magnetizzatore e pratiche orientali come il Reiki (che si basa anch’esso sulla trasmissione di un’energia universale attraverso l’imposizione delle mani). Il linguaggio cambia: si parla di “energia biomagnetica”, chakra e aura - termini presi in prestito dall’India o dall’esoterismo contemporaneo - ma il fondamento rimane lo stesso. Si tratta di aprire i canali dell’energia vitale e ristabilire l’equilibrio del corpo e dello spirito. Molti magnetizzatori moderni spiegano il proprio dono in modo pedagogico: ogni essere vivente è attraversato da una corrente sottile, paragonabile a una rete elettrica, che deve essere riequilibrata in caso di “cortocircuito” o blocco. Queste analogie mirano a rendere il magnetismo comprensibile all’uomo di oggi, senza tuttavia privarlo del suo incanto. Perché la dimensione spirituale non è mai lontana: molti praticanti invocano un’energia d’amore, una grazia che li attraversa. Il magnetismo conserva così un carattere sacro o divino - si parla di un dono del Cielo - anche se viene presentato con parole moderne.

Così, il magnetismo come forza spirituale e magica ha accompagnato l’Occidente attraverso le epoche, trasformandosi continuamente ma senza mai scomparire. Il suo ruolo simbolico è potente: rappresenta l’attrazione universale, la misteriosa corrispondenza tra tutte le cose, il fluido della vita che unisce l’anima e il corpo, l’uomo e la natura. E ancora oggi, quando le mani di un magnetizzatore alleviano un dolore o calmano una mente, rivive un frammento di questa saggezza: quella che afferma che l’invisibile fa parte del reale e che il magnetismo è una via per sfiorare il mistero della vita.


Fonti:

  • De l'influence des astres sur les corps vivants, Franz Anton Mesmer, 1776

  • Memoria sul magnetismo animale, marchese de Puységur, 1784

  • Magnetismo e mesmerismo nell’Illuminismo, Journal of the History of Ideas, 2015

  • La scoperta dell’inconscio, Henri F. Ellenberger, Basic Books, 1970

  • La dottrina del magnetismo animale, Charles Lafontaine, 1851

  • Da Mesmer a Freud: sonno magnetico e radici della guarigione psicologica, Adam Crabtree, Yale University Press, 1993

  • Archivi medici sul magnetismo, Parigi, XIX secolo

  • Manoscritti della Biblioteca nazionale di Francia, sezioni sul mesmerismo e sul magnetismo animale

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