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Il faro di Tévennec
Le phare de Tévennec

I Quaderni di Aeternum

Il faro di Tévennec

3 min di lettura

Come forse saprete, dietro Aeternum si cela una piccola impresa con sede in Bretagna (nel sud del Finistère, per la precisione). Ed è ben noto che questo territorio vive al ritmo di leggende, miti e pratiche magiche più o meno conosciute (Brocéliande, Merlino, la Fata Viviana, gli Allineamenti e molte altre). Per valorizzare il nostro splendido territorio, pubblicheremo regolarmente leggende poco conosciute provenienti dalla storia bretone.

Questa settimana partiamo dalla celeberrima Pointe du Raz, e persino poco oltre, poiché la nostra leggenda si svolge sul faro di Tévennec, situato davanti a questo luogo e oggetto di una strana maledizione...

Il faro di Tévennec


Torniamo un po' indietro nel tempo. Il faro di Tévennec, costruito nel 1875 su questa piccola isola rocciosa, si trova in uno dei luoghi più pericolosi e tormentati del mare d'Iroise, al largo della Pointe du Raz. La costruzione del faro aveva lo scopo di rendere più sicura la navigazione in questa zona impervia, dove le scogliere e le forti correnti minacciavano le imbarcazioni che tentavano di attraversare queste acque. Eppure, fin dagli inizi, il faro di Tévennec fu circondato da una reputazione sinistra.

Non appena il faro fu abitato dal suo primo guardiano, cominciò a verificarsi una serie di eventi tragici e inspiegabili. L'uomo, incaricato di sorvegliare il faro isolato in mezzo al mare, riferì di aver udito di notte voci misteriose, mormorii incomprensibili che sembravano provenire dalle onde stesse. Queste voci pronunciavano in bretone la parola Kerskennd, traducibile con "scendi".

Questo primo guardiano, Jean-Pierre Guézennec, rimase al faro solo pochi mesi prima di chiederne il trasferimento, incapace di sopportare la solitudine e le voci che sembravano perseguitarlo. Anche i guardiani che gli succedettero furono colpiti da questa strana maledizione. Diversi di loro sprofondarono nella follia e alcuni furono ritrovati morti in circostanze inspiegabili. In appena una decina d'anni, si susseguirono una ventina di guardiani, tutti colpiti da episodi di terrore e disturbi mentali.

Il faro di Tévennec


Le testimonianze dei guardiani diventavano sempre più inquietanti. Parlavano di una presenza invisibile che infestava il luogo, di strani rumori durante la notte, di porte che sbattevano da sole e di finestre che si spalancavano all'improvviso. Alcuni affermavano persino di aver visto delle ombre muoversi nella torre, mentre erano soli all'esterno.

Ma da dove proverrebbero questi eventi? Il faro di Tévennec sarebbe infatti costruito su un antico sito di sepolture marine. Le anime degli annegati, non avendo trovato riposo, infesterebbero i dintorni (come la Baia dei trapassati che si trova non lontano da lì). Si dice persino che l'Ankou vaghi sulla sua barca per recuperare i marinai morti, ma soprattutto che l'isola su cui è costruito il faro sia una porta verso il mondo dei morti.

Il faro di Tévennec


Di fronte a questi eventi inquietanti, nel 1910 le autorità decisero di rimuovere definitivamente ogni presenza umana dal faro di Tévennec. Il faro fu quindi automatizzato, diventando uno dei primi fari in Francia a funzionare senza guardiano. Da allora, nessuno ha più vissuto in questo luogo ritenuto maledetto e il faro continua a vegliare silenziosamente sui marinai che attraversano le acque dell'Iroise.

Nonostante l'automazione, le leggende sul faro di Tévennec persistono. I pescatori e i navigatori della regione riferiscono talvolta di aver udito dei mormorii quando le loro imbarcazioni passano vicino all'isola. Si dice persino che le anime tormentate che perseguitavano i guardiani non abbiano mai lasciato il luogo...

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