Il Voodoo è originario dell'Africa occidentale ed è stato portato nel Nuovo Mondo attraverso la tratta degli schiavi. Nel corso dei secoli, si è radicato in diverse regioni delle Americhe, in particolare ad Haiti (chiamato Vo-Dù) e in Louisiana, dove visse la celebre Marie Laveau. Spesso ridotto all'uso delle bambole e alla manipolazione di ossa umane, è in realtà una magia tanto ricca quanto complessa. Seguitemi alla scoperta di queste pratiche affascinanti e misteriose che risuonano nel cuore di milioni di praticanti.
La storia della magia Voodoo
Una nascita nell'Africa occidentale
Il Voodoo, così come lo conosciamo oggi, è nato presso i popoli dell'Africa occidentale, principalmente in Benin, Ghana e Nigeria. L'origine del nome Voodoo (Vodou o Voodoo) è oscura e deriverebbe dal termine che indica l'insieme delle credenze e del pantheon. Queste pratiche sono integrate nella vita quotidiana e comprendono il culto degli antenati, la divinazione e la credenza in diverse divinità o spiriti. I rituali di queste religioni africane mirano ad armonizzare le forze della natura con le attività umane, garantendo così protezione, fertilità e prosperità alla comunità.
E un insediamento nelle Americhe
Con la tratta transatlantica degli schiavi, milioni di africani furono deportati nelle Americhe, portando con sé le proprie credenze e pratiche religiose. Nel crogiolo della diaspora, a contatto con gli orrori della schiavitù e dell'oppressione, queste tradizioni si trasformarono. Ad Haiti, in particolare, il Voodoo emerse come un sistema spirituale coerente, fondendo elementi di diverse tradizioni africane con aspetti del cristianesimo, introdotti dai coloni europei. Questo sincretismo non era solo religioso, ma anche un atto di resistenza, che permetteva agli schiavi di conservare il legame con la propria eredità adattandosi al contempo a un ambiente brutale e oppressivo.
Dutty Boukman era uno schiavo che svolse un ruolo determinante nello scoppio della rivoluzione haitiana. È famoso per aver presieduto una cerimonia voodoo a Bois Caïman nel 1791, che fece da catalizzatore alla rivolta degli schiavi e avrebbe favorito l'emergere del Voodoo.
I diversi rami del Voodoo
Il Voodoo è in realtà plurale: varia considerevolmente da una regione all'altra, dando origine a diversi rami distinti.
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Il Vudù haitiano: la forma più conosciuta del Vudù si è sviluppata ad Haiti e svolge un ruolo centrale nella cultura e nell'identità nazionale. Il Vudù haitiano è caratterizzato dal culto dei Loa, spiriti che fungono da intermediari tra gli esseri umani e il divino. Questi spiriti vengono onorati attraverso cerimonie complesse, che comprendono canti, danze e offerte.
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Il Vudù della Louisiana: negli Stati Uniti, in particolare in Louisiana, il Vudù fu introdotto dagli schiavi e dai rifugiati haitiani arrivati dopo la rivoluzione haitiana del 1804. Il Vudù louisianese integra elementi del cattolicesimo e della magia popolare europea, con una figura emblematica nella cultura popolare, Marie Laveau, spesso indicata come la Regina del Vudù a New Orleans.
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Il Vudù cubano e brasiliano: sebbene siano tecnicamente distinti dal Vudù e spesso classificati con altri nomi, come la Santería a Cuba e il Candomblé in Brasile, questi sistemi di credenze condividono molte somiglianze con il Vudù in termini di sincretismo religioso e rituali. Testimoniano il modo in cui le tradizioni africane si sono evolute diversamente in base ai contesti locali e alle influenze coloniali.
L'organizzazione del Vudù
Il Vudù è ben strutturato, ma la gerarchia differisce leggermente da quella di altre correnti, poiché ogni sacerdote si occupa della propria casa. Ecco i principali ruoli:
Houngan e Mambo
Sono rispettivamente i sacerdoti e le sacerdotesse del Vudù. Occupano i ranghi più elevati nella gerarchia vudù. Sono responsabili della conduzione delle cerimonie, dell'iniziazione dei nuovi membri, della guarigione e della divinazione. Gli Houngan e le Mambo sono spesso considerati leader spirituali e guide all'interno della loro comunità.
La-Place
La Place è il maestro delle cerimonie Vudù, insieme all'Houngan o alla Mambo. Aiuta a preparare le cerimonie, a mantenere l'ordine durante i rituali e a occuparsi degli altari e degli oggetti sacri.
Bokor
A differenza degli Houngan e delle Mambo, che praticano principalmente la magia bianca e rituali benefici, i Bokor sono sacerdoti spesso associati alla magia nera. Talvolta vengono consultati per rituali che implicano incantesimi o azioni più radicali, oppure che ricorrono a forze oscure. Sono noti soprattutto per creare zombie (un rito di punizione a base di psicotropi).
Hounsis
Sono gli iniziati che hanno dedicato la loro vita al servizio dei Loas e all'apprendimento delle tradizioni vudù sotto la guida di un Houngan o di una Mambo. Gli Hounsis svolgono spesso ruoli attivi nelle cerimonie e si stanno formando per diventare a loro volta sacerdoti o sacerdotesse, attraverso riti di passaggio.
Le credenze fondamentali del vudù
I Loas (o Lwas)
Al cuore del vudù si trova il culto dei Loas, spiriti intermediari tra Bondye, il creatore distante e irraggiungibile, e gli esseri umani. Ogni Loa possiede una propria personalità, i propri simboli, rituali specifici e un ambito di influenza, che va dalla guerra e dall'amore fino alla giustizia e alla guarigione. Questi spiriti sono spesso considerati membri ampliati della comunità e vengono onorati durante cerimonie chiamate Sévis. Tra le figure più rappresentative figurano Legba (il custode degli incroci che apre la comunicazione con gli altri Loas), Erzulie (la Loa dell'amore e della bellezza) e il celebre Baron Samedi (uno dei Loas della morte e della rinascita).
Per maggiori informazioni sui Loas, puoi consultare il nostro grimoire dedicato. Inoltre, gli spiriti dei morti occupano un posto un po' particolare e sono quelli che vengono chiamati Gédés. Vengono celebrati durante il Culto dei Morti il 2 novembre (che però generalmente inizia il 1º novembre, sotto l'influenza di Ognissanti).
I concetti di anima e spirito
Nella cosmologia vudù, l'anima è intesa come divisa in due parti principali: il Gros Bon Ange e il Ti Bon Ange.
Il Gros Bon Ange è la parte dell'anima responsabile della vitalità corporea e delle funzioni biologiche, mentre il Ti Bon Ange corrisponde alla personalità, alla memoria e alla coscienza. La protezione e la preservazione di questi aspetti dell'anima sono essenziali, poiché possono essere vulnerabili agli attacchi spirituali o alle maledizioni se non adeguatamente protetti da rituali e amuleti.
Le nozioni di destino e protezione
Nel Vudù, il destino non è percepito come immutabile, ma piuttosto come un cammino che può essere influenzato da forze spirituali e umane. Gli adepti del Vudù cercano spesso di comprendere e modificare il proprio destino attraverso consultazioni con gli Loas, la divinazione e i rituali. La protezione dalla sfortuna, dalle malattie o dagli spiriti maligni è una preoccupazione molto comune nella pratica quotidiana del Vudù.
Il codice morale del Vudù
Il Vudù, come molte tradizioni spirituali e religiose, possiede un codice morale che guida i comportamenti e le pratiche dei suoi adepti. Sebbene questo codice possa variare leggermente secondo i diversi rami e le pratiche regionali, diverse principi fondamentali sono osservati dalle comunità vudù.
Il rispetto degli antenati e degli Loa
I praticanti del Vudù nutrono un profondo rispetto per gli antenati e per gli Loas. Queste entità svolgono un ruolo attivo nel mondo dei viventi, offrendo protezione, consigli e intervento divino. I rituali, le offerte e le preghiere sono quindi essenziali per mantenere un rapporto armonioso con questi spiriti e devono essere compiuti con generosità e buon cuore.
Questo rispetto va ancora più lontano, poiché il Vudù vuole che un Loa offra il suo aiuto solo se i rituali, le date e le offerte vengono rispettati alla lettera. In caso contrario, o peggio, in caso di negligenza, il Loa può manifestare il suo malcontento attraverso disgrazie, malattie e altro.
L'importanza della comunità
L'immagine della sacerdotessa vudù solitaria nel Bayou è più uno stereotipo che la realtà. Anche se l'isolamento è geografico (la Louisiana è uno stato composto da grandi distese d'acqua), un praticante vudù non è mai isolato. Così, la comunità (e la famiglia) è vista come un unico essere.
Inoltre, le pratiche e le cerimonie sono spesso comunitarie e mirano a rafforzare i legami sociali, risolvere i conflitti e sostenere i membri della comunità nelle loro necessità materiali e spirituali. Il benessere della comunità è prioritario, e le pratiche individuali sono spesso orientate al bene comune.
Il rispetto della Natura
Il Vudù insegna il rispetto della natura e dell'ambiente, considerati manifestazioni delle forze divine e degli spiriti. Gli elementi naturali e i luoghi sono spesso sacri, e le pratiche rituali comprendono elementi che sottolineano questo profondo legame con la terra.
I simboli del Vudù
I vévés
I vevè (o veves) nel Vudù sono simboli grafici che rappresentano i diversi Loa, paragonabili ai sigilli. Questi disegni rituali vengono tracciati sul terreno con della polvere, generalmente composta da farina di mais, cenere o polvere di mattoni. Ogni vevè è unico e funge da punto focale durante le cerimonie per invocare specificamente il Loa desiderato. La precisione e la complessità del vevè sono essenziali, poiché ogni dettaglio ha un significato e contribuisce all'efficacia del rituale.

Ecco le descrizioni semplificate di ogni vevè:
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Erzulie Freda (la Loa dell'amore, della bellezza e della sensualità): il suo vevè contiene cuori e motivi che evocano la femminilità e la grazia.
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Ogou (un gruppo di Loa associati al ferro, alla guerra e al lavoro): spesso includono spade o altri elementi che simboleggiano il combattimento e la protezione.
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Baron Samedi (Loa della morte): il suo vevè include generalmente croci, tombe e simboli che richiamano i cimiteri e l'aldilà.
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Damballah (Loa della creazione e della purezza): il suo vevè è caratterizzato da linee ondulate che imitano la forma di un serpente.
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Ayizan (Loa dei mercati e dei santuari): il suo vevè è spesso composto da motivi che ricordano foglie di palma o strutture di mercato.
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Papa Ghede (un altro Loa della morte, vicino al Baron Samedi, ma con un aspetto più comico e accessibile): il suo vevè può includere motivi giocosi o macabri.
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Ezili Dantor (protettrice delle donne e dei bambini): il suo vevè è spesso rappresentato da un cuore trafitto da una spada o circondato dalle fiamme.
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Simbi (Loa delle sorgenti d'acqua e della magia): il suo vevè integra motivi che evocano l'acqua, come increspature o spirali.
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Agwe (Loa del mare): il suo vevè può contenere elementi come ancore o onde, che simboleggiano il suo dominio marino.
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Loko (il Loa del legno e dei guaritori): il suo vevè è generalmente ornato da foglie o rami, che rappresentano la foresta.
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Marassa (i gemelli divini, che rappresentano una dualità): il loro vevè è spesso composto da due figure o simboli intrecciati.
È quindi molto comune indossare un talismano raffigurante il vevè del Loa con cui ci si sente più in sintonia.
I colori
I colori rivestono un'importanza vitale nel Vudù: ogni Loa ha colori associati, utilizzati per gli abiti, le offerte e la decorazione degli altari. Ad esempio, il rosso è spesso associato a Ogou, il Loa del ferro e della guerra, mentre il blu e il bianco sono legati a Damballah, il serpente Loa della pace e della creazione.
Gli animali
Nel vudù, diversi animali sono associati a determinati Loa e ne rappresentano gli attributi.
Inoltre, gli animali vengono spesso utilizzati nelle offerte e nei sacrifici, poiché gli Loa si nutrono dell’energia vitale degli esseri viventi. I sacrifici animali possono avere luogo durante grandi feste, cerimonie importanti o quando viene rivolta una richiesta specifica agli spiriti. Il sangue degli animali sacrificati è considerato particolarmente potente per alimentare gli Loa e instaurare o rafforzare un legame con loro.
Il serpente occupa invece un posto particolare: è protetto e onorato, e la sua presenza nei rituali o sugli altari è considerata il segno della presenza e della benedizione di Damballah (Loa della pace e della fertilità).
La croce
La croce, emblematica del cristianesimo, è un simbolo ricorrente nel vudù e illustra il sincretismo religioso insito in questa pratica. Nel vudù, la croce non rappresenta soltanto la fede cristiana, ma è anche percepita come un crocevia tra il mondo fisico e quello spirituale. Simboleggia il punto d’intersezione in cui possono avvenire le comunicazioni con i Loa. Questo tipo di sincretismo si ritrova in molti aspetti del vudù, in cui le icone cristiane vengono spesso reinterpretate e integrate nel quadro delle credenze e delle pratiche vudù, illustrando una profonda fusione culturale e spirituale.
Le pratiche e i rituali nel vudù
Le cerimonie vudù
Le cerimonie vudù sono espressioni vivaci ma anche fisicamente estenuanti di spiritualità, in cui musica, danza e canti si fondono. Questi raduni, spesso guidati dall’Houngan o dalla Mambo, si svolgono per comunicare con i Loa, chiedere il loro aiuto o ringraziarli. I tamburi, essenziali, dettano il ritmo delle danze e fungono da ponte sonoro tra i fedeli e gli spiriti. Ogni ritmo è specificamente legato a un particolare Loa ed è in grado di indurre stati di trance nei partecipanti. I canti vudù invocano i nomi e gli attributi dei Loa, chiamandoli a unirsi alla cerimonia. La danza permette ai partecipanti di entrare in trance, uno stato nel quale possono essere «cavalcati» da un Loa, facilitando così un’interazione diretta con lo spirito.
Tra le cerimonie si può citare il Servizio agli Spiriti (o Sévis), che è la più comune e una delle più importanti. Al termine della cerimonia, l'Houngan o la Mambo generalmente crolla dalla stanchezza; viene quindi riservato del tempo al suo riposo.
Queste cerimonie hanno fatto sì che i praticanti del Voodoo venissero sospettati di possessione demoniaca, alimentando così la reputazione malefica della magia voodoo. Da qui nasce la confusione tra stregoneria e Voodoo.
Il Culto dei Morti o il rito Gédé
Il 2 novembre è un giorno molto particolare, poiché è dedicato alla celebrazione dei morti e all'invocazione dei Loa, e più precisamente dei Gédé legati alla morte (soprannominati i Baroni, come Baron Samedi, per citarne uno).
Qualche giorno prima, le famiglie puliscono e ristrutturano le tombe dei loro cari defunti. Spesso ciò include dipingere le tombe, decorarle con fiori e ripararle se necessario.
Nel giorno del Culto dei Morti, i praticanti del Voodoo si recano al cimitero più vicino vestiti di bianco, nero e viola (i colori associati ai Gédé e a Baron Samedi), in una grande processione. Lungo il percorso consumano una bevanda speciale a base di peperoncino fermentato con alcol (molto forte!). I Baroni vengono chiamati a unirsi al corteo attraverso la possessione dei vivi. La marcia è quindi molto festosa, perché hanno la reputazione di "creare l'atmosfera" attraverso risate, alcol e sesso. Bisogna inoltre sapere che la morte nel Voodoo è relativa: un morto non è davvero morto.
Si dice che una persona posseduta da un gédé sia capace di imprese sovrumane: arrampicarsi sugli alberi, sollevare carichi pesanti o resistere al dolore. Per questo, la tradizione vuole che i posseduti applichino del peperoncino sui genitali: se il gédé è ancora presente, la persona viva non sentirà nulla.
Una volta arrivati al cimitero, si chiede ai Baroni un lasciapassare per entrare e potervi deporre offerte come rum, sigarette, cibo o oggetti personali del defunto.
La divinazione Voodoo
La divinazione permette ai praticanti di ricevere consigli e risposte dai Lwa. Uno dei metodi di divinazione comunemente utilizzati è il Tiraggio. Questa sessione utilizza diversi strumenti, come carte, conchiglie o oggetti personali, che vengono interpretati da un Houngan o da una Mambo.
Oltre alle sessioni di divinazione, il Vudù comprende rituali destinati a facilitare una comunicazione più diretta e profonda tra gli esseri umani e gli spiriti. Queste pratiche sono chiamate Aperture di portali. Questi rituali sono particolarmente complessi e vengono generalmente eseguiti da praticanti esperti, poiché implicano l'apertura letterale di un canale tra il mondo fisico e quello spirituale.
I rituali specifici
Possono esistere numerosi tipi di rituali e varianti a seconda dei rami del Vudù. Tuttavia, si possono citare queste grandi categorie.
I riti di passaggio
Il Kanzo è un rito di iniziazione fondamentale nel Vudù haitiano, che segna il passaggio degli adepti a ruoli di guida spirituale come Houngan o Mambo. Questo processo complesso e profondamente spirituale è considerato una delle tappe più sacre e trasformative nella vita di un praticante del Vudù.
Il Battesimo Vudù, sebbene meno intenso del Kanzo, è un altro rito di passaggio cruciale che segna l'introduzione di una persona nella comunità vudù o il rinnovo del suo impegno verso questa fede.
I rituali di guarigione e protezione
I Bagni di Foglie sono un esempio tipico di queste pratiche. Vengono utilizzati per la purificazione e la guarigione e prevedono erbe sacre e acqua santa preparate dagli Houngan o dalle Mambo. Questi bagni mirano anche a purificare l'aura e a rafforzare lo spirito contro le energie negative o le malattie. Le erbe utilizzate variano in base ai sintomi o ai problemi specifici da trattare e la loro selezione è spesso guidata dai consigli dei Loa.
Inoltre, per difendersi dalle forze malevole, il Vudù dispone di rituali specifici come il Kanzwe. Questo rituale viene praticato per respingere o eliminare la stregoneria e gli spiriti maligni. Comprende invocazioni, amuleti protettivi o pozioni speciali per sbarrare la strada alle influenze negative.
Inoltre, il Disrotolamento (o Unrolling) è un rituale utilizzato per liberare una persona da maledizioni o incantesimi malefici. Questo processo può essere letterale, con corde o fasce fisicamente srotolate attorno alla persona, a simboleggiare la rimozione dei legami che trattengono le energie negative. Preghiere e canti accompagnano spesso il disrotolamento per rafforzarne l'efficacia e garantire che la persona sia completamente liberata dalle avversità.
I riti di possessione
I riti di possessione sono più impressionanti e consentono una comunicazione diretta tra i fedeli e gli Loa. Durante questi rituali, un partecipante viene "cavalcato" da un Loa, il che significa che lo spirito entra nel corpo del fedele e lo controlla temporaneamente. Questa possessione si manifesta attraverso notevoli cambiamenti nel comportamento, nella voce e nei movimenti. Le persone possedute possono parlare con l'autorità dello Loa, offrendo consigli, previsioni o richieste. Questo fenomeno è considerato una benedizione ed è spesso in questi momenti che avvengono guarigioni spirituali e risoluzioni dei conflitti.
Gli oggetti rituali
Gli oggetti rituali nel vudù fungono da catalizzatori fisici per le interazioni spirituali. Le bambole vudù, spesso fraintese nella cultura popolare, vengono in realtà utilizzate per rappresentare spiriti o persone durante i rituali, fungendo da punto focale per la concentrazione e la proiezione della volontà spirituale.
Gli Oufo (templi vudù) sono spazi sacri in cui si svolgono le cerimonie. Sono spesso circolari e contengono un palo centrale (poteau-mitan) che simboleggia l'asse del mondo e funge da punto di contatto con i cieli. Gli altari vudù, ricchi di oggetti diversi come immagini, candele, offerte alimentari e oggetti personali, sono punti focali di devozione e interazione con gli Loa.
I sacrifici e le offerte
I sacrifici e le offerte sono aspetti fondamentali delle pratiche vudù. Possono includere animali, come polli o capre, il cui sangue viene offerto agli Loa in segno di rispetto e sottomissione. Questi atti vengono compiuti con grande reverenza e seguono regole rigorose, poiché rafforzano i legami tra i fedeli e gli spiriti.
Le offerte non cruente comprendono alimenti, bevande, fiori e altri oggetti speciali apprezzati dagli Loa. Queste offerte vengono spesso lasciate sugli altari o disperse nella natura come gesti di buona volontà verso gli spiriti.
Le società segrete
Esistono società segrete vudù che svolgono un ruolo nel mantenimento e nella trasmissione delle conoscenze esoteriche e delle pratiche rituali all'interno della tradizione vudù. Queste società sono generalmente chiuse al grande pubblico e spesso considerate sette. Eccone alcune:
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Bizango: una delle società segrete vudù più famose, Bizango è spesso associata a pratiche mistiche e rituali notturni. Si ritiene che questa società abbia avuto origine nelle comunità di schiavi ribelli (maroon) ed è nota per il suo ruolo nella protezione della comunità, nella giustizia sociale e talvolta persino nella vendetta. I membri di Bizango condividono segreti rituali e conoscenze non accessibili ai non iniziati e spesso utilizzano codici e simboli specifici per comunicare.
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Sanpwèl: è un'altra società segreta che opera nell'ombra del Vudù haitiano. È conosciuta per i suoi rituali complessi e le sue cerimonie, che possono includere sacrifici animali e profonde trance spirituali. I membri di Sanpwèl sono spesso specializzati nella guarigione e nella protezione magica, utilizzando una serie di erbe, polveri e amuleti nelle loro pratiche.
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Zobop: è meno conosciuta, ma altrettanto intrigante. Questa società è talvolta considerata con timore e rispetto per il suo presunto coinvolgimento in pratiche più oscure del Vudù, come la stregoneria e le maledizioni. Come le altre società, gli Zobop mantengono uno stretto riserbo sulle loro attività e sui loro membri.
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Cochon Gris: meno documentata, la società del Cochon Gris è un altro ramo misterioso del Vudù. Il suo nome deriva da un episodio storico in cui la rivolta contro i colonizzatori fu finanziata dalla vendita di un maiale nero. Le pratiche di questa società sono avvolte nel mistero e legate a rituali di fertilità e prosperità.
Il Vudù oggi
Il Vudù continua a essere una forza viva e dinamica nelle società contemporanee, in particolare ad Haiti, in Louisiana e in altre regioni della diaspora africana. Questo sistema religioso, radicato nelle credenze portate dagli africani ridotti in schiavitù nel Nuovo Mondo, si è evoluto incorporando elementi delle culture indigene ed europee, dando vita a una pratica spirituale che affronta gli aspetti della vita quotidiana, della salute, della comunità e dell'identità.
Oggi il Vudù è praticato principalmente ad Haiti e nelle comunità haitiane all'estero, dove funge non solo da religione, ma anche da sistema culturale che orienta le credenze sociali e le pratiche. È ufficialmente riconosciuto ad Haiti come religione dal 2003, segnando una tappa importante nel riconoscimento dei diritti religiosi e culturali. In Louisiana, il Vudù ha anch'esso una presenza storica, sebbene più folkloristica e spesso messa in scena per il turismo. Nonostante ciò, esistono comunità più discrete che praticano il Vudù nella sua forma più pura.






























