Il labrys è un’ascia a due taglienti simmetrici, particolarmente associata alla Creta minoica dell’Età del Bronzo. Alcuni esemplari a grandezza naturale servivano come strumenti o armi, mentre altri sono chiaramente cerimoniali. Le miniature venivano deposte nei santuari, portate come pendenti o utilizzate come offerte. Il simbolo compare anche su sigilli, ceramiche, blocchi di pietra e nelle scritture minoiche. Il suo ruolo religioso è certo; il suo significato preciso, invece, non lo è.
| Forma | Ascia a due lame simmetriche |
|---|---|
| Cultura principale | Creta minoica |
| Periodo | Età del Bronzo |
| Usi | Strumento, oggetto cerimoniale, offerta, pendente e simbolo |
| Significato religioso | Reale, ma non completamente spiegato dalle fonti |
Che aspetto ha un’ascia bipenne minoica?
Il labrys possiede due lame opposte attorno a un asse centrale. Gli esemplari funzionali possono essere massicci; le versioni votive sono nettamente più piccole.
Il Metropolitan Museum conserva asce bipenni in bronzo datate approssimativamente dal 1700 al 1450 a.C.
La simmetria perfetta conferisce all’oggetto una forte potenza grafica, spiegando il suo passaggio da strumento a segno.
Perché si trovano esemplari in miniatura?
Il Met spiega che le piccole asce bipenni servivano come offerte votive. Alcune hanno un foro che permetteva di portarle come pendenti o amuleti.
La miniaturizzazione mostra che l’oggetto va oltre la funzione pratica. Un’ascia troppo piccola per tagliare conserva la forma, ma cambia ruolo.
Questa trasformazione è frequente nella storia dei simboli: uno strumento reale diventa un’offerta, un segno d’identità o un oggetto protettivo.
Qual è il rapporto con le figure femminili minoiche?
Sigilli e affreschi minoici mostrano la doppia ascia in scene rituali, con un rapporto ricorrente con figure femminili interpretate come dee o officianti.
Il Met mantiene un atteggiamento prudente e precisa che la funzione religiosa esatta del labrys non è completamente compresa.
Sarebbe quindi eccessivo farne automaticamente « il simbolo della Grande Dea minoica ». Il legame con il rituale femminile è reale; la sua definizione teologica resta aperta.
La parola labrys spiega davvero « labirinto »?
Un’etimologia molto popolare collega « labirinto » a labrys e traduce il Labirinto di Cnosso come « casa della doppia ascia ».
Questa proposta ha segnato l’archeologia antica, ma il suo status linguistico resta discusso. Non deve essere presentata come una certezza.
Il labirinto e il labrys appartengono entrambi all’immaginario di Creta, ma la somiglianza dei nomi non basta a dimostrare un’origine diretta.
Come viene riutilizzata oggi la doppia ascia?
Il labrys è stato ripreso da movimenti culturali, politici e identitari moderni, in particolare come simbolo femminista e lesbico nel XX secolo.
Questi usi sono molto più recenti degli oggetti minoici e devono essere presentati come reinterpretazioni.
La base storica resta la Creta dell’età del bronzo: una doppia ascia presente in utensili, santuari, tombe, segni e scene rituali, senza commenti scritti che ci forniscano una definizione completa.
Fonti e riferimenti storici
Il Metropolitan Museum of Art conserva una doppia ascia minoica in bronzo e ne sottolinea il ruolo centrale nella società e nella religione minoiche, mantenendo al contempo prudenza sul suo significato esatto.






























