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Girasole
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Grimorio botanico

Girasole

5 min di lettura

Il girasole porta un sole composto da centinaia di fiori. Il suo bocciolo giovane segue il percorso della luce, poi il capolino maturo si fissa verso est. Domesticata nel Nord America molto prima dell’arrivo degli Europei, la pianta entra nel XVI secolo negli erbari europei. Il mito di Clytie le sarà associato più tardi, mentre Ovidio descrive un fiore viola sconosciuto con questo nome. Tra origine americana, orientamento reale e riscrittura europea, il girasole richiede di scegliere verso quale luce rivolgersi.

Il girasole comune è Helianthus annuus L., una grande pianta annuale della famiglia delle Asteraceae. Ciò che l’occhio percepisce come un fiore è un capolino: i fiori ligulati compongono la corona e i fiori del disco riempiono il centro.

La sua magia storica possiede due focolai distinti. Nelle Americhe, la sua domesticazione, i suoi usi e le sue immagini precedono la conquista. In Europa, il suo arrivo alimenta gli emblemi solari e una nuova lettura del racconto di Clytie.

Un sole composto da numerosi fiori

Helianthus annuus appartiene alle Asteraceae. Il suo fusto ruvido porta grandi foglie. Il capolino riunisce fiori ligulati sul bordo e fiori tubulosi al centro. Dopo la fecondazione, ogni fiore fertile del disco può produrre un achenio.

Kew ricorda una domesticazione iniziata più di cinquemila anni fa ad opera dei popoli indigeni del Nord America. La pianta arriva in Europa nel XVI secolo. Kew, profilo del girasole.

I giovani boccioli compiono un movimento da est a ovest durante il giorno e tornano indietro durante la notte. A maturità, il movimento cessa e i capolini restano orientati verso est. La pianta quindi non segue il sole allo stesso modo durante tutto il suo ciclo.

Questa distinzione offre un linguaggio magico preciso. La giovinezza esplora la corsa, la maturità sceglie un orientamento. Guardare la luce e fissare la propria direzione diventano due fasi separate.

Una domesticazione nelle Americhe

Le forme domesticate si distinguono per un fusto principale e un grande capolino ricco di semi. La selezione ha trasformato una pianta selvatica ramificata in una coltura alimentare, oleaginosa e cerimoniale.

Le tracce archeologiche collocano un importante centro di domesticazione negli Stati Uniti orientali. Anche una scultura azteca preispanica e immagini della Nuova Spagna del XVI secolo mostrano Girasoli domesticati conosciuti prima della conquista di Cortés.

Uno studio di Jules Janick riunisce questi indizi archeologici, linguistici e iconografici. Esamina l’ipotesi di una domesticazione messicana indipendente o di una circolazione preispanica dal nord. Jules Janick, iconografia del Girasole domesticato.

Il simbolo solare del Girasole non inizia dunque in un libro europeo. Affonda anzitutto le radici in una pianta americana trasformata da generazioni di coltivazione e selezione.

Clizia e il fiore viola di Ovidio

Nel libro 4 delle Metamorfosi, Ovidio racconta di Clizia, respinta dal dio solare. Rimane per nove giorni a terra, senza bere né mangiare, volge il viso verso l’astro e finisce per mettere radici.

Il poeta descrive una pianta pallida il cui fiore somiglia a una viola. Non nomina Helianthus annuus, specie americana sconosciuta al mondo romano. Ovidio, Metamorfosi, libro 4.

Dopo l’arrivo del Girasole in Europa, pittori e autori attribuiscono a Clizia un grande fiore giallo. La nuova pianta offre un’immagine più spettacolare dell’amore che segue il Sole. La riscrittura diventa così familiare da mascherare il colore del testo.

Il mito ha cambiato fiore dopo il viaggio della pianta. Clizia rivela come una nuova immagine possa entrare in un racconto più antico di essa.

Orientamento, fedeltà e sguardo

Nel XVII secolo, il Girasole entra nell’emblematica europea della fedeltà. L’immagine mostra un fiore rivolto verso il sole, come il fedele si volge verso il proprio sovrano, il proprio Dio o il proprio principio.

Anthony van Dyck impiega il Girasole nel suo autoritratto inglese, e il motivo ricompare sulla cornice di un altro autoritratto tardo. La National Portrait Gallery lo descrive come una sorta di emblema personale dell’artista. National Portrait Gallery, Van Dyck e il Girasole.

La fedeltà richiede tuttavia un oggetto degno dello sguardo. Clizia rimane legata a una luce che la rifiuta. Il Girasole maturo si orienta verso est invece di inseguire ogni movimento del cielo.

La sua magia invita a scegliere un orientamento anziché una sottomissione. Il centro del capolino riunisce numerosi fiori attorno a una direzione comune. Ogni parte contribuisce senza perdere il proprio posto.

Scegliere una luce e una direzione

Disegnate un grande cerchio e riempitelo con trenta piccoli punti disposti a spirale. Ogni punto rappresenta un’azione, una persona o una risorsa del vostro progetto.

Tracciate poi una freccia verso est. Sopra, scrivete il principio che merita la vostra fedeltà. Sotto la freccia, annotate il comportamento che dimostrerà questa fedeltà nei prossimi sette giorni.

A sinistra del capolino, scrivete le luci che avete seguito per abitudine. A destra, indicate quelle che rendono il progetto più giusto, più chiaro o più vivo. Collegate soltanto i punti che servono la direzione scelta.

Posizionate la pagina rivolta a est per tutta una mattinata. La sera, riponetela senza modificarne l’orientamento. La settimana successiva, colorate ogni punto corrispondente a un’azione compiuta. Il sole del disegno si costruisce attraverso gli atti.

Corrispondenze storiche

Punto di riferimento Corrispondenza
Nome botanico Helianthus annuus L.
Famiglia Asteraceae
Origine culturale Addomesticamento autoctono nelle Americhe
Rielaborazione europea Clizia rappresentata come Girasole dopo il XVI secolo
Ambiti magici Orientamento, fedeltà, maturità e scelta dello sguardo
Forma sicura Disegno del capolino e monitoraggio delle azioni
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