Nel Codice fiorentino, i funghi chiamati teonanácatl compaiono nel contesto di feste, offerte e visioni nahua descritte nel XVI secolo. Non sono né accessori di una «spiritualità universale», né compagni dei riti siberiani dell’Amanita. La loro storia magica si colloca anzitutto in Mesoamerica, all’interno di lingue, cerimonie e comunità precise.
«Psilocybes» non indica una specie unica. Il genere Psilocybe comprende numerosi funghi, alcune delle cui specie contengono psilocibina e psilocina. Anche altri generi possono produrre questi composti e funghi mortali possono essere confusi con essi.
In Francia, i funghi allucinogeni, in particolare quelli del genere Psilocybe, sono classificati come stupefacenti. Questa scheda non propone quindi né possesso, né coltivazione, né preparazione, né consumo. Offre una lettura storica e iconografica basata su fonti accessibili.
Un genere, diverse specie e veri sosia
Psilocybe è un genere di funghi agaricoidi. Diverse specie psicoattive presentano piccoli cappelli bruni, lamelle che si scuriscono con le spore e una carne che può diventare bluastra dopo una lesione. Nessuno di questi caratteri, da solo, consente un’identificazione sicura.
Psilocybe mexicana, P. cubensis e P. semilanceata non hanno né la stessa distribuzione né lo stesso habitat. I testi mesoamericani non permettono sempre di ricondurre il nome teonanácatl a una sola specie moderna.
La psilocibina viene trasformata nell’organismo in psilocina, che agisce tra l’altro sui recettori della serotonina. Questa chimica spiega alcune modificazioni della percezione; non dimostra alcun contatto oggettivo con uno spirito o una divinità.
Il teonanácatl del Codice fiorentino
Bernardino de Sahagún condusse nel XVI secolo un’ampia indagine con eruditi nahua, pittori e informatori di Tepeapulco e Tlatelolco. Il risultato, bilingue in nahuatl e spagnolo, è noto come Codice fiorentino.
Il fungo vi appare con il termine teonanácatl, in descrizioni di banchetti e visioni. Il Center for the Study of World Religions di Harvard ricorda il carattere collettivo dell’indagine e il ruolo dei collaboratori indigeni. Harvard, il teonanácatl nel Codex florentinus.
La parola è stata tradotta con «fungo divino» o «carne di dio». Ogni traduzione porta con sé un’interpretazione. Conservare il termine nahuatl evita di ridurre fin dall’inizio la cerimonia a una categoria europea.
Divieto coloniale e continuità rituale
Le autorità ecclesiastiche della Nuova Spagna condannarono diversi riti indigeni come idolatria. I testi coloniali descrivono quindi i funghi attraverso una doppia tensione: la volontà di raccogliere un sapere e il progetto di conversione volto a sopprimere tali pratiche.
Comunità mazateche, mixe, nahua e altri popoli del Messico hanno mantenuto rapporti rituali e terapeutici con funghi psicoattivi. Queste pratiche appartengono a specialisti, famiglie, luoghi e obblighi sociali. Non sono un protocollo liberamente separabile dal contesto.
Il nome sopravvive allo sguardo coloniale. Leggere teonanácatl significa ascoltare la voce nahua sotto il commento spagnolo e riconoscere la comunità che ha custodito il sapere.
Heim, Hofmann e il passaggio al laboratorio
A metà del XX secolo, i lavori del micologo Roger Heim sui funghi messicani e quelli del chimico Albert Hofmann portano alla coltivazione di esemplari e quindi all’isolamento della psilocibina e della psilocina nel 1958.
Il fungo entra così nella farmacologia e nella psichiatria sperimentale. La ricerca clinica attuale impiega composti misurati, criteri di inclusione, monitoraggio medico e un quadro legale. Ciò non rende equivalente il consumo di funghi selvatici.
Questo passaggio trasforma anche l’immagine magica: un sacramento situato diventa molecola, poi simbolo della controcultura. La scheda mantiene separati questi tre livelli: rito indigeno, scienza di laboratorio e ricezione occidentale.
Studiare il codex senza possedere il fungo
Scegliete una riproduzione di una pagina del Codex florentinus legata al teonanácatl. Annotate le lingue presenti, gli autori dell’indagine, la data e il contesto coloniale prima di interpretare l’immagine.
Disegnate poi tre cerchi senza materia vegetale: cerimonia nahua, laboratorio del XX secolo e cultura psichedelica occidentale. Collocate in ciascuno i nomi, le date e gli attori che gli appartengono. Fate passare un elemento da un cerchio all’altro solo citando la fonte di questo spostamento.
Il lavoro magico risiede qui nella restituzione dei nomi e dei confini. Nessun fungo, spora, kit, polvere, cioccolato o oggetto illegale entra nello spazio.
Corrispondenze storiche
| Punto di riferimento | Corrispondenza |
|---|---|
| Gruppo studiato | Specie psicoattive del genere Psilocybe |
| Termine storico | Teonanácatl, in nahuatl |
| Fonte principale | Codex florentinus, XVI secolo |
| Contesti | Cerimonie mesoamericane, indagine coloniale e laboratorio del XX secolo |
| Ambiti magici | Visione rituale, divinazione, cura comunitaria e memoria culturale |
| Supporto autorizzato | Facsimile, disegno, cronologia e lettura |










































