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Regina dei Prati
Reine-des-Prés

Grimorio botanico

Regina dei Prati

5 min di lettura

Nel quarto ramo del Mabinogi, il mago Gwydion e il re Math creano una donna con fiori di quercia, ginestra e Regina dei Prati. La chiamano Blodeuwedd, «volto di fiori». La pianta entra così in un racconto medievale gallese di creazione, matrimonio imposto, desiderio e metamorfosi. Non è un semplice simbolo d'amore: partecipa a una storia in cui la bellezza creata dalla magia rivendica la propria volontà.

La Regina dei Prati è Filipendula ulmaria (L.) Maxim., una Rosaceae dei prati umidi, dei fossi e delle rive. Le sue grandi foglie sono divise in foglioline dentate, biancastre nella pagina inferiore. I fiori color crema, piccoli e numerosi, formano infiorescenze vaporose dal profumo dolce.

Il suo nome inglese meadowsweet è stato associato al prato, all'idromele e all'uso di cospargere i pavimenti. Anche il nome bridewort la collega alle nozze. Il racconto gallese offre però una prospettiva più complessa: il fiore compone una sposa, ma non riduce questa donna al ruolo deciso per lei.

Una Rosaceae dei prati umidi

Filipendula ulmaria presenta fusti eretti e foglie pennate, la cui grande fogliolina terminale è divisa in lobi. I fiori hanno cinque petali e numerosi stami, carattere tipico delle Rosaceae. I frutti si attorcigliano in piccoli gruppi spiraliformi.

Kew accetta la specie, un tempo chiamata Spiraea ulmaria, e ne colloca l'areale dall'Europa alla Siberia, all'Estremo Oriente russo e all'Himalaya occidentale. Kew, Filipendula ulmaria.

La pianta ama un terreno da fresco a umido. La sua alta fioritura fluttua sopra le erbe più basse, mentre i suoi rizomi mantengono stabile la colonia. Questa doppia forma offre un'immagine rituale feconda: una corona leggera sostenuta da un territorio saturo d'acqua.

Blodeuwedd, donna fatta di fiori

Nel Mabinogi, Lleu Llaw Gyffes non può sposare nessuna donna umana a causa di una maledizione. Math e Gwydion compongono allora una donna con i fiori della quercia, della ginestra e della Regina dei Prati. Le danno il nome di Blodeuwedd.

La traduzione del racconto precisa i tre vegetali impiegati. Quarto ramo del Mabinogi, creazione di Blodeuwedd. Un’altra traduzione storica permette di confrontare il passaggio. Traduzione di Lady Charlotte Guest.

La scena sembra un incantesimo floreale perfetto, ma il seguito lo incrina. Blodeuwedd ama Gronw e partecipa al complotto contro Lleu. Gwydion la trasforma poi in una civetta. La donna-fiore non è dunque né un talismano coniugale docile né una promessa di fedeltà automatica.

La Regina dei Prati entra nel racconto come materia di creazione, poi la storia sfugge al progetto dei suoi creatori.

Bridewort, giunchiglia e casa profumata

In Gran Bretagna, la Regina dei Prati veniva usata per ricoprire il pavimento delle case e dei luoghi di riunione. Schiacciata sotto i passi, sprigionava il suo profumo. Il suo nome bridewort la collega ai matrimoni e alle ghirlande nuziali.

Il Game & Wildlife Conservation Trust riassume questi usi e ricorda il favore che Elisabetta I accordava alla pianta per le giunchiglie. GWCT, storia della Regina dei Prati.

La giunchiglia trasforma una pianta dei prati in un’atmosfera domestica. Ricopre il passaggio, accoglie i passi e profuma la riunione. Nella magia della casa, questo gesto storico parla di accoglienza, ma anche di ciò che si pone sotto i piedi per rendere possibile un’assemblea.

Il mistero della volontà creata

Blodeuwedd viene creata in vista di un matrimonio deciso senza di lei. Il racconto, tuttavia, non la lascia confinata in questa funzione. Il suo desiderio provoca una rottura, poi la risposta di Gwydion la fissa in un’altra forma. La magia creatrice si confronta con una volontà che non riesce a controllare.

La Regina dei Prati può così accompagnare i lavori legati agli impegni, a condizione che non serva a costringere altri. Ricorda che un’alleanza degna di questo nome si negozia con una persona viva, non con l’immagine ideale plasmata per ricoprire un ruolo.

Anche la sua presenza tra tre fiori è importante. Quercia, ginestra e regina dei prati riuniscono bosco, brughiera e prato umido. La persona nata da questo bouquet supera ogni singola materia. Il rito floreale diventa allora una domanda: chi decide il significato finale di ciò che è stato creato?

Restituire alla corona la sua voce

Disegnate tre fiori distinti: quercia, ginestra e regina dei prati. Sotto ciascuno, scrivete un’aspettativa che il vostro ambiente, il vostro lavoro o la vostra storia familiare ha posto su di voi.

Collegate i tre fiori formando una corona, poi aprite il cerchio in un punto. In questa apertura, scrivete una decisione che vi appartiene davvero. Deve riguardare il vostro comportamento e rispettare il consenso delle altre persone.

Aggiungete sotto la corona le condizioni di un impegno libero: possibilità di rispondere, diritto di rifiutare, durata, revisione e uscita. Conservate la pagina con i vostri accordi importanti. Il gesto onora la complessità di Blodeuwedd senza riprodurre un incantesimo di coercizione.

Corrispondenze storiche

Riferimento Corrispondenza
Nome botanico Filipendula ulmaria (L.) Maxim.
Famiglia Rosaceae
Testo fondamentale Quarto ramo del Mabinogi
Figura narrativa Blodeuwedd, donna fatta di fiori
Ambiti magici Creazione, volontà, alleanza e metamorfosi
Forma sicura Corona del consenso su carta
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