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Papavero
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Grimorio botanico

Papavero

5 min di lettura

Il Papavero corona il sonno di Ipnos, accompagna i raccolti di Demetra e inclina la sua capsula verso il regno dei morti. Il suo fiore leggero cade rapidamente; la testa colma di semi rimane. Tra cancellazione e fertilità, ha fornito all’Antichità un’immagine di riposo, sogno e ritorno, molto prima che l’oppio diventasse una merce globale.

Il termine Papavero comprende diverse specie. Questa scheda segue Papaver somniferum, Papavero sonnifero o Papavero da oppio, segnalando al contempo gli slittamenti iconografici verso Papaver rhoeas, il Papavero dei campi. I due fiori non possiedono né la stessa chimica né la stessa storia d’uso.

Il lattice della capsula verde contiene alcaloidi oppiacei. La sua estrazione, trasformazione e il suo impiego non rientrano in una pratica domestica. Il grimorio lavora con il fiore disegnato, la capsula rappresentata e i testi che hanno associato il Papavero al sonno.

Il fiore effimero e la capsula coronata

Papaver somniferum L. è una pianta annuale delle Papaveraceae. Le sue foglie glauche circondano un fusto che porta grandi fiori bianchi, rosa, rossi o viola. Dopo la caduta dei petali, la capsula arrotondata rimane sormontata da un disco raggiante.

L’oppio è il lattice essiccato ottenuto incidendo una capsula ancora verde. Kew distingue questo essudato, fonte di morfina e codeina, dai semi alimentari contenuti nella capsula matura. Kew, Papaver somniferum.

Il nome latino associa somnus, sonno, e ferre, portare. La botanica e il nome si incontrano nella stessa immagine: un fiore che fa inclinare il corpo e una sostanza capace di alleviare il dolore mettendo al contempo in pericolo la vita.

Demetra, Ipnos e Thanatos

Nell’arte greco-romana, la capsula del Papavero si mescola alle spighe di Demetra o Cerere. Indica la fertilità del campo, l’abbondanza dei semi e il riposo invernale della terra. Accanto a Ipnos e Thanatos, evoca il sonno e la sua vicinanza alla morte.

Lo studio archeologico del papavero mostra una domesticazione nell’Europa neolitica, probabilmente legata inizialmente alle qualità nutritive dei semi. Nella tarda età del Bronzo, la pianta riceve significati religiosi nel mondo mediterraneo. Nencini, storia critica del papavero.

Queste fonti invitano ad abbandonare il racconto ripetuto di una «pianta della gioia» sumera. La storia reale è più interessante: una specie coltivata diventa gradualmente alimento, medicinale, simbolo e sostanza di potere.

Il sonno nei libri di materia medica

Dioscoride descrive diversi papaveri nel De materia medica. Distingue le forme, i semi e le capsule, poi tratta i loro effetti rinfrescanti, analgesici e soporiferi. Il testo avverte anche del pericolo legato all’eccesso.

Copiato e tradotto per più di quindici secoli, questo testo trasmette il papavero agli erbari medievali e rinascimentali. La pianta passa dal giardino medico allo studio del praticante, poi ai racconti in cui il sonno può aprire a un sogno o assomigliare alla morte.

La coppa del sonno ha due bordi. Uno promette riposo e la fine del dolore; l’altro conduce alla dipendenza, all’arresto respiratorio e alla morte.

Sogni, oblio e memoria dei morti

La ricezione europea del papavero ha sviluppato tre linee magiche: far addormentare, far dimenticare e accompagnare i morti. Il sonno notturno, la dormienza del campo e il silenzio funerario si rispondono nella poesia e nelle immagini.

Dopo la Prima guerra mondiale, il papavero dei campi diventa un emblema della memoria in diversi Paesi. Questa storia riguarda soprattutto Papaver rhoeas, che colonizza i terreni smossi e fiorisce in rosso. Non va confuso con gli usi dell’oppio.

Nel grimorio, una capsula disegnata può contenere i nomi che ci rifiutiamo di dimenticare. Un fiore di carta che si chiude indica il sonno; un fiore che si apre indica il ritorno alla veglia.

La porta di carta tra veglia e sonno

Ritagliate un fiore di Papavero da carta rossa o viola. Piegate i petali verso il centro prima di andare a dormire e scrivete sul retro una frase che desiderate lasciare a riposo fino al mattino.

Al risveglio, aprite i petali e tracciate una capsula al centro. Annotate un frammento di sogno senza cercare di renderlo profetico. Ripetete per sette notti per osservare i motivi che ritornano.

Per la memoria dei morti, collocate sotto il fiore un nome e una data. Non è necessario alcun prodotto vegetale. Il gesto riprende il fiore, il sonno e il ritorno senza utilizzare il lattice, il seme o il fumo.

Corrispondenze storiche

Riferimento Corrispondenza
Nome botanico Papaver somniferum L.
Da distinguere Papaver rhoeas, il Papavero
Figure Demetra o Cerere, Persefone, Hypnos e Thanatos
Testi De materia medica ed erbari europei
Ambiti magici Sonno, sogno, oblio, fertilità e memoria dei morti
Supporto sicuro Fiore di carta, disegno di una capsula e diario dei sogni
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