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Mandragora
Mandragore

Grimorio botanico

Mandragora

5 min di lettura

La radice di Mandragora entra nei manoscritti in forma umana. Urla quando viene sradicata, uccide chi la sente e costringe il raccoglitore a delegare la prova a un cane. Una volta posseduta, diventa oracolo, custode della casa, amuleto d’amore e promessa di ricchezza. Poche piante hanno generato un immaginario magico così vasto.

Dai testi biblici agli erbari greci e latini, dai manoscritti medievali alle tradizioni magiche arabo-islamiche, la Mandragora viaggia tra fertilità, sonno, veleno e talismano. Le radici modellate e vendute come piccole figure hanno ulteriormente amplificato la sua reputazione.

La pianta contiene alcaloidi tropanici capaci di provocare una grave sindrome anticolinergica. Il prodotto o il frammento da collezione resta chiuso, etichettato e separato da qualsiasi preparazione. La pratica proposta si basa sul contenitore, sull’immagine e sull’attenzione dedicata alla provenienza.

La radice che assume forma umana

Mandragora officinarum L. appartiene alle Solanaceae. Una rosetta di grandi foglie si sviluppa rasoterra, accompagnata da fiori violacei e poi da frutti gialli. La radice spessa può dividersi in due rami e suggerire un torso dotato di gambe.

Kew riconosce Mandragora officinarum e colloca il suo areale nativo dall’Italia settentrionale ai Balcani nord-occidentali, includendo il Levante nei dati di distribuzione. Il genere comprende anche Mandragora autumnalis e altre specie. Kew, Mandragora officinarum.

La somiglianza umana non si manifesta in ogni radice. Alcuni mercanti hanno anche intagliato radici di brionia bianca per fabbricare false Mandragore. L’oggetto magico può quindi essere naturale, interpretato o scolpito.

Le mandragore di Rachele e Lia

Nella Genesi, Ruben trova dei dudaim durante la mietitura del grano e li porta a sua madre Lia. Rachele, che desidera un figlio, chiede queste piante e tratta con la sorella. L’identificazione dei dudaim con la Mandragora ha segnato la lettura europea del passo.

Il frutto profumato e il contesto di rivalità tra le due donne hanno legato la pianta alla fertilità, al desiderio e allo scambio. La Mandragora non vi appare come un oggetto isolato: circola in una trattativa familiare in cui maternità, alleanza e gelosia si intrecciano.

Folkard segue questa identificazione e collega il passo biblico alla reputazione orientale della pianta come aiuto alla fertilità e componente di filtri d’amore. Richard Folkard, «Mandrake».

Il grido, il cane e i cerchi

Il racconto medievale della raccolta richiede di liberare la radice, legarla a un cane e poi provocare l’animale affinché la estirpi. Un corno copre il grido mortale e il raccoglitore si protegge le orecchie. Altre versioni prescrivono tre cerchi tracciati con una spada, un orientamento preciso e una preghiera.

La British Library mostra questo dispositivo in diversi erbari, tra cui manoscritti dell’XI, XII e XV secolo. Il cane e il corno non sono quindi un’aggiunta recente all’immaginario. British Library, manoscritti della raccolta della Mandragora.

Il rito drammatizza il prezzo della conoscenza: qualcuno deve ricevere il pericolo legato all’estrazione. Letto oggi, solleva una questione etica sul sacrificio dell’animale e sulla volontà di possedere.

La radice che rifiuta di essere estirpata. Il grido dà una voce al vegetale. La leggenda trasforma la raccolta in una negoziazione con una presenza che non vuole essere presa.

Alraunen, mani della gloria e magia araba

In Germania, radici antropomorfe chiamate Alraunen venivano vestite, custodite in scatole e consultate come oracoli. Si attribuiva loro la capacità di attirare la fortuna, proteggere la casa, rivelare un tesoro o moltiplicare il denaro affidato alla loro custodia.

In Francia, il nome di mano della gloria o mano della gloria può essersi mescolato a figure di Mandragora nutrite e accudite. Questi oggetti richiedevano una relazione continua: abbigliamento, bagno, nutrimento simbolico e segretezza del luogo di conservazione.

La ricerca sulle fonti arabe dal X al XVII secolo rivela anche usi della Mandragora nella sīmiyāʾ, magia naturale o bianca, sotto forma di amuleti, talismani e altre preparazioni. Lozano-Cámara, Mandragora e sīmiyāʾ. La loro presenza conferma una circolazione tra eredità greco-latine, orientali, arabe e cristiane.

Conservare la radice senza esporla

Conservate ogni frammento di Mandragora nel contenitore originale chiuso, con il suo nome botanico, il fornitore e la data di acquisizione. Mettete sotto il contenitore l’immagine di una scatola medievale o la riproduzione di un manoscritto. Il recipiente diventa la casa dell’oggetto, senza contatto diretto.

Scrivete una domanda su un foglio, piegatelo tre volte e poi mettetelo sotto la scatola per una notte. Al mattino, rispondete per iscritto dopo aver letto una fonte storica. L’oracolo nasce dal lavoro di riflessione e dal rapporto con il testo, non dall’ingestione o dal fumo.

Per evocare il grido, annodate un filo attorno a un disegno di una radice umana. Scioglietelo nominando ciò che accettate di lasciare a terra. Questo gesto inverte il racconto della cattura e riconosce il diritto a non possedere.

Corrispondenze storiche

Riferimento Corrispondenza
Nome botanico Mandragora officinarum L.
Testi e contesti Genesi, erbari greci e latini, manoscritti medievali, fonti arabe
Figure Rachele e Lia, cane estrattore, Alraune, mano della gloria
Oggetti Radice antropomorfa, scatola, abito in miniatura, corno e cerchio
Ambiti magici Fertilità, amore, oracolo, protezione domestica, fortuna e tesoro
Forma sicura Frammento sigillato, immagine, disegno e lavoro scritto
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