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Fava Tonka
Fève Tonka

Grimorio botanico

Fava Tonka

5 min di lettura

Nera, rugosa e ricoperta di cristalli profumati dopo la preparazione, la fava tonka ha l’aspetto di un piccolo oggetto da tasca. Il suo odore di vaniglia, mandorla e fieno le ha aperto le porte dei laboratori di profumeria, dei tabacchi aromatizzati e dei sacchetti portafortuna. Nel rootwork afroamericano circola con il nome di wish bean, il seme a cui si affida un desiderio.

La fava tonka non proviene né dagli antichi templi né dai grimori medievali europei. Proviene da un grande albero delle foreste del nord del Sud America. La sua storia magica appartiene ai flussi coloniali e postcoloniali che hanno condotto il seme verso la profumeria, il commercio di curiosità e le pratiche di conjure.

La cumarina che le conferisce il profumo è anche il motivo per cui va usata con cautela. Qui il prodotto serve come talismano chiuso e identificabile. Nessun racconto di fortuna o di desideri autorizza a grattugiarlo, lasciarlo in infusione, bruciarlo o indossarlo a contatto con la pelle.

Il seme profumato del cumaru

La fava tonka è il seme di Dipteryx odorata (Aubl.) Forsyth f., albero della famiglia delle Fabaceae. Il frutto contiene un seme allungato che diventa scuro e rugoso durante l’essiccazione. Il suo profumo deriva in gran parte dalla cumarina, isolata per la prima volta dalla fava tonka all’inizio del XIX secolo.

Kew colloca l’area nativa della specie nel nord del Sud America, dalla Guyana e dal Venezuela fino al nord e all’ovest del Brasile. Kew, Dipteryx odorata.

I nomi cumaru, sarrapia, tonco e tonquin conservano la traccia di lingue, porti e mercati diversi. La forma « Tonka » non rimanda al Tonchino asiatico: il seme appartiene al mondo amazzonico e guianese.

Dal fiume alle case di profumeria

A partire dalla fine del XVIII secolo e dal XIX secolo, il seme raggiunge l’Europa. Il suo aroma serve a profumare il tabacco, i saponi, i liquori e le composizioni di profumeria. La cumarina, isolata nel 1820 e poi sintetizzata nel 1868, trasforma questa materia forestale in una molecola di punta dell’industria delle fragranze.

La storia della Tonka è dunque quella di un profumo messo in circolazione. I raccoglitori raccolgono i frutti, i commercianti li trasportano e i profumieri fissano una nuova memoria olfattiva. Il seme diventa un oggetto del desiderio perché concentra un profumo persistente in un volume minuscolo.

Questa economia spiega il suo ingresso nei negozi di curiosità e di amuleti. Un seme intero può essere infilato in una tasca, in una borsa o in un sacchetto senza perdere subito il proprio profumo.

Il fagiolo dei desideri del rootwork

Nel rootwork e nell’hoodoo degli Stati Uniti meridionali, la Tonka è chiamata fagiolo dei desideri o fagiolo dei desideri d’amore. Si unisce ai piccoli oggetti portati con sé, riposti in un sacchetto o associati a una richiesta di fortuna, denaro o amore.

Le grandi raccolte di Harry Middleton Hyatt, realizzate tra il 1935 e il 1939 e poi pubblicate con il titolo Hoodoo—Conjuration—Witchcraft—Rootwork, forniscono il quadro etnografico di queste pratiche di conjure. Scheda bibliografica dell’indagine di Hyatt.

Un desiderio sta nel palmo della mano. Il piccolo seme dà al desiderio una forma che si può conservare, contare e affidare alla corrente. Il suo potere rituale deriva da questo percorso, non da una promessa automatica.

Il desiderio affidato all’acqua corrente

Una pratica contemporanea di rootwork richiede di portare con sé un numero dispari di semi per diversi giorni, affidare loro un desiderio e poi gettarli alle proprie spalle in un corso d’acqua senza voltarsi. L’acqua porta via la richiesta, mentre l’allontanarsi senza guardare indietro segna la decisione di non trattenerla più.

Questo gesto non deve portare ad abbandonare un seme in un fiume. L’oggetto importato non deve diventare un rifiuto né finire in un ambiente che non è il suo. Una rappresentazione su carta solubile o una semplice parola scritta può sostituirlo.

Il motivo è paragonabile ai rituali di deposizione e separazione presenti in altre tradizioni popolari, pur mantenendo qui il suo contesto afroamericano. È opportuno citare il nome rootwork, senza sostituirlo con una vaga «magia universale».

Portare con sé il desiderio senza aprire il sacchetto

Conservate la Fava Tonka nel suo sacchetto originale chiuso. Infilate dietro l’etichetta un foglio con un solo desiderio formulato in una frase concreta. Portate il sacchetto in una tasca separata da qualsiasi alimento per sette giorni.

Il settimo giorno, rimuovete solo la carta. Stracciatela sulla riva di un corso d’acqua, poi portate con voi i frammenti per riciclarli o gettarli a casa. Il seme resta nella sua confezione e non viene a contatto né con l’acqua né con il terreno.

Per un lavoro volto alla fortuna materiale, collocate il sacchetto vicino a un libro contabile chiuso e annotate un’azione realizzabile: inviare una fattura, stabilire un budget, chiedere un preventivo. Il talismano accompagna l’azione invece di sostituirla.

Corrispondenze storiche

Riferimento Corrispondenza
Nome botanico Dipteryx odorata (Aubl.) Forsyth f.
Origine Nord del Sud America, Guyana, Venezuela e Brasile
Contesto magico Rootwork e hoodoo afroamericani
Nomi rituali Fagiolo dei desideri e fagiolo dei desideri d’amore
Ambiti magici Desiderio, fortuna, denaro, amore e impegno
Forma sicura Seme sigillato, carta e azione concreta
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