Onorio I, nato in Campania intorno al 585 e deceduto a Roma il 12 ottobre 638, fu papa dal 625 al 638. Il suo pontificato è segnato da sforzi significativi per la cristianizzazione dell'Inghilterra anglosassone. Inviò in particolare il vescovo Birino a evangelizzare il regno del Wessex e incoraggiò la conversione dei Celti alla liturgia romana e al calcolo romano della data della Pasqua. Lavorò anche per il restauro di strutture cristiane a Roma, come la basilica di Sant'Agnese fuori le mura.
Onorio I è noto anche per la sua corrispondenza con il patriarca Sergio I di Costantinopoli riguardo al monotelismo, una dottrina che afferma che Cristo ha una sola volontà. In una lettera del 635, Onorio sostenne che le discussioni sulle energie di Cristo dovevano cessare per preservare l'unità della Chiesa, affermando che Gesù non aveva due volontà in conflitto, ma una sola volontà, poiché non aveva assunto la natura umana decaduta dal peccato di Adamo.
Dopo la sua morte, durante il terzo concilio di Costantinopoli nel 681, Onorio fu condannato per eresia a causa della sua posizione sul monotelismo. Questa condanna postuma ha suscitato molte controversie, in particolare riguardo alla questione dell'infallibilità papale.



























































































































