La morte è una certezza universale che l’umanità ha sempre cercato di comprendere, domare o trascendere. Di fronte all’inevitabile, le civiltà hanno forgiato miti, credenze e riti, lasciando dietro di sé un patrimonio artistico e culturale di inestimabile ricchezza. Dalle danze macabre medievali, che mettono in scena l’uguaglianza di fronte al mietitore, fino al Libro dei morti tibetano, guida spirituale per il viaggio nell’aldilà, la morte ha ispirato opere profondamente simboliche. Le pitture anatomiche del Rinascimento, al crocevia tra scienza e metafisica, rivelano un’ambigua fascinazione per il corpo defunto, mentre la letteratura gotica e gli affreschi del Giudizio Universale ricordano la paura della punizione o la speranza della salvezza. Dalla festa dei morti messicana, in cui si celebrano gli spiriti degli antenati, alle mummificazioni egiziane destinate a preservare l’anima per l’eternità, ogni cultura ha elaborato i propri rituali per dare un senso all’ignoto e tessere un legame tra il mondo dei vivi e quello dei defunti.
Macabre è un’opera di una bellezza oscura e di un’ambizione senza precedenti, che offre un’immersione affascinante nelle rappresentazioni della morte attraverso i secoli e i continenti. Ogni capitolo, scritto da uno specialista – conservatore museale, accademico o giornalista –, propone un’analisi approfondita dei molteplici volti della morte, siano essi religiosi, artistici o filosofici. Riccamente illustrato, il volume si basa su un’iconografia impressionante, composta da oggetti e opere provenienti dalla collezione Richard Harris: teschi scolpiti, affreschi allegorici, statuette funerarie, incisioni antiche, ex-libris esoterici, fotografie post-mortem… Testimoni di duemila anni di fascinazione per l’aldilà, queste immagini raccontano il modo in cui l’umanità, ovunque e sempre, ha tentato di svelare l’ultimo mistero.

















