Claude Planson, marito della celebre mambo Mathilda Beauvoir e lui stesso iniziato Kanzo, propone in questo libro uno sguardo semplice, onesto e profondamente rispettoso sul vaudou haitiano. Per lui, questa tradizione non è una reliquia del passato né una curiosità esotica, ma una religione viva, che ha tutto il suo posto nel mondo attuale. Attraverso la sua esperienza personale e le sue osservazioni, presenta un vaudou accessibile, spogliato da pregiudizi e radicato nella realtà di chi lo pratica quotidianamente.
Il libro esplora le grandi basi di questa tradizione: i rituali, le preghiere, gli altari, le offerte, i canti, ma anche gli oggetti e i gesti precisi che danno forza alle cerimonie. Un ampio spazio è dedicato ai vévés, quei disegni sacri tracciati a terra, che agiscono come punti di contatto con gli spiriti. Claude Planson li descrive come supporti essenziali, sia simbolici che operativi, capaci di canalizzare energie e provocare una risposta spirituale nel mondo visibile. Questi segni giocano un ruolo importante nella preparazione dei rituali, nella protezione dei luoghi o nell’apertura di strade nella vita del praticante.
Il libro tratta anche della possessione, non come un fenomeno strano o spaventoso, ma come un’esperienza centrale del vaudou. Spiega come gli spiriti si manifestano, cosa cercano di comunicare e come questi momenti di « sovrapposizione » possano avere un vero valore terapeutico: sollievo emotivo, guida, guarigione interiore. Lontano dalle caricature, Claude Planson rimette le cose al loro posto e mostra che queste pratiche hanno un senso, una funzione e un’utilità ben concreta.
Pubblicato per la prima volta nel 1999, il volume è stato apprezzato per la sua chiarezza e serietà. La riedizione del 2021 non modifica il contenuto: sono stati rivisti solo l’impaginazione e il formato. Il testo rimane identico, fedele alla visione del suo autore. È un libro di campo, scritto da qualcuno che conosce dall’interno ciò di cui parla e che desidera semplicemente trasmettere questa conoscenza a chi vuole comprendere il vaudou oltre gli stereotipi.

















