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San Giovanni Battista
Saint Jean-Baptiste montrant le ciel de son doigt dans la peinture de Léonard de Vinci

I santi

San Giovanni Battista

6 min di lettura

San Giovanni Battista è il profeta che prepara la venuta di Gesù e lo battezza nel Giordano. I Vangeli parlano della sua nascita annunciata a Zaccaria, della sua predicazione nel deserto e della sua messa a morte sotto Erode Antipa. Invita i suoi ascoltatori alla conversione e chiede loro di cambiare concretamente il proprio modo di vivere. Il suo posto nel cristianesimo è singolare: appartiene al mondo dei profeti d'Israele indicando al contempo il Cristo. Anche lo storico ebreo Flavio Giuseppe parla della sua esecuzione, offrendo una testimonianza esterna al Nuovo Testamento.

Epoca 1º secolo
Genitori Zaccaria ed Elisabetta, secondo Luca
Ruolo Profeta, battezzatore e precursore di Gesù
Luoghi Giudea, deserto e Giordano
Attributi Pelle di cammello, agnello, croce di canna
Feste 24 giugno, nascita; 29 agosto, martirio

Una nascita annunciata nel Tempio

Luca racconta che Zaccaria svolge il suo servizio sacerdotale nel Tempio di Gerusalemme quando un angelo gli annuncia la nascita di un figlio. Sua moglie Elisabetta non aveva avuto figli e la coppia era anziana. Il nome Giovanni viene dato dall'annuncio stesso. La scena si inserisce nella tradizione biblica delle nascite inattese, che manifestano la fedeltà di Dio alle promesse fatte al suo popolo.

La nascita di Giovanni è collegata in Luca a quella di Gesù. Maria incontra Elisabetta prima della nascita dei due bambini e il racconto sottolinea la gioia che accompagna la venuta del futuro Battista. Il cantico di Zaccaria, chiamato Benedictus, indica Giovanni come colui che preparerà la via del Signore.

Questa prima parte del Vangelo mostra la vocazione di Giovanni ancor prima del racconto della sua predicazione. Non viene presentato come il Messia, ma come un testimone incaricato di preparare la sua venuta.

Il deserto, l'abito di peli e la parola profetica

All'inizio del suo ministero, Giovanni appare nelle regioni vicine al Giordano. Indossa un abito di peli di cammello e una cintura di cuoio; i racconti parlano di un'alimentazione a base di locuste e miele selvatico. Questa austerità richiama la figura del profeta Elia e colloca Giovanni nella continuità degli uomini che invitano Israele a tornare a Dio.

La sua predicazione non si limita a suscitare un'emozione di pentimento. In Luca 3, alcune persone gli chiedono che cosa debbano fare. Giovanni parla della condivisione degli abiti e del cibo, della giustizia nella riscossione delle tasse e del rifiuto delle violenze ingiuste. Il cambiamento di vita assume così la forma di atti concreti e di relazioni più giuste.

La folla si interroga sulla sua identità. Giovanni rifiuta di appropriarsi del posto di colui che deve venire dopo di lui. Il suo ministero è quello di una preparazione e la sua parola conserva un'intensità che attira tanto l'attenzione dei fedeli quanto quella delle autorità.

Il battesimo di conversione e l'acqua del Giordano

Giovanni battezza le persone nel Giordano. Questo gesto accompagna l'invito alla conversione e alla preparazione del popolo. Il battesimo che propone si inserisce in un orizzonte religioso ebraico e va distinto dalla pratica sacramentale che le comunità cristiane svilupperanno a partire dall'annuncio della morte e della Risurrezione di Gesù.

Quando Gesù viene a ricevere il battesimo, i Vangeli collocano la scena all'inizio del suo ministero pubblico. I racconti sinottici evocano la manifestazione dello Spirito sotto forma di colomba e una parola proveniente dal cielo. Questa scena diventa un momento fondamentale della memoria della Trinità e della rivelazione dell'identità del Cristo.

La relazione tra Giovanni e Gesù è stata oggetto di numerosi commenti. Il Battista non cerca di diventare il centro del racconto. Svolge il suo ministero indicando colui che riconosce come più grande di lui. I dipinti della scena traducono questo rapporto attraverso i gesti e le rispettive posizioni dei due personaggi.

L'Agnello di Dio e i primi discepoli

Il primo capitolo del Vangelo secondo Giovanni attribuisce al Battista una parola decisiva quando indica Gesù come l'Agnello di Dio. Due dei suoi discepoli iniziano allora a seguire Gesù. Tra loro c'è Andrea, che poco dopo condurrà suo fratello Simone dal Cristo. Il ruolo del Battista è dunque testimoniare e aprire un passaggio verso una nuova relazione.

L'agnello rappresentato accanto a Giovanni nell'arte cristiana deriva da questa parola. Lo stendardo che tiene reca talvolta le parole latine Ecce Agnus Dei. La sua lunga croce di canna evoca la Passione del Cristo di cui annuncia la venuta. Il gesto della mano che indica Gesù rimane un elemento essenziale di numerose sculture e dipinti.

Questa iconografia ricorda che la missione del Battista è orientata verso un altro da sé. Non si presenta come la fonte della salvezza, ma come la voce che invita a preparare la strada.

Erode Antipa e la condanna di Giovanni

Giovanni critica l'unione di Erode Antipa con Erodiade, contribuendo al conflitto con il potere politico. I Vangeli raccontano la sua prigionia e poi la sua esecuzione. Marco 6 colloca la decisione finale durante un banchetto in cui la figlia di Erodiade danza davanti a Erode e chiede la testa del profeta, dopo essersi consultata con sua madre.

Lo storico Flavio Giuseppe parla anch'egli della morte di Giovanni nelle Antichità giudaiche, XVIII, 116–119. Sottolinea il timore provato da Erode di fronte all'influenza del predicatore sulla popolazione. Giuseppe colloca la sua prigionia a Macheronte. I due racconti propongono prospettive diverse, ma concordano sull'importanza pubblica di Giovanni e sulla sua morte ordinata dal potere.

La tradizione cristiana vede nel martirio del Battista una fedeltà alla verità davanti a un'autorità ingiusta. La storia del banchetto, della prigione e dell'esecuzione costituisce un insieme drammatico che ha segnato profondamente l'arte europea.

Salomè, la decapitazione e le rappresentazioni

Il nome di Salomè, attribuito nella tradizione alla giovane danzatrice, non compare nel racconto del banchetto di Marco. Pittori e autori hanno sviluppato questa scena nel corso dei secoli. Rappresentano Giovanni nella sua prigione, la danza, il piatto con la sua testa e la reazione dei personaggi. Queste immagini riflettono tanto le preoccupazioni della loro epoca quanto il ricordo del racconto evangelico.

Il Battista è rappresentato anche bambino accanto a Gesù e Maria nei dipinti del Rinascimento. Le scene che li riuniscono sono legate ai racconti dell'infanzia e alla loro ricezione artistica, non a una descrizione dettagliata dei loro giochi. È importante riconoscere la differenza tra i due grandi cicli della sua iconografia: la nascita e il ministero profetico da una parte, la prigionia e il martirio dall'altra.

Il suo abito di peli, l'acqua, la colomba e l'agnello permettono di riconoscerlo senza confonderlo con gli apostoli o con gli altri profeti. Gli artisti insistono sull'austerità, sulla missione di annuncio e sulla fedeltà fino alla morte.

Il 24 giugno e il 29 agosto nel calendario cristiano

Il calendario romano celebra la nascita di Giovanni Battista il 24 giugno e il suo martirio il 29 agosto. È una delle figure i cui due momenti vengono così celebrati ufficialmente. La festa di giugno è legata al racconto di Luca sulla nascita e all'annuncio della venuta del Cristo, mentre la memoria di agosto ricorda la testimonianza resa davanti a Erode.

Giovanni è onorato nelle tradizioni cristiane d'Oriente e d'Occidente. Il suo nome è portato da numerose chiese, confraternite e luoghi di pellegrinaggio. L'uso del battesimo, l'immagine del deserto e le parole di conversione fanno di lui una figura fondamentale della preparazione spirituale.

La lettura dei Vangeli insieme alla testimonianza di Flavio Giuseppe permette di scoprire un profeta la cui esistenza si inserisce pienamente nella storia del 1º secolo. Il suo messaggio rimane legato a un'esigenza concreta: trasformare la propria condotta e preparare l'incontro con il Cristo.

Fonti e riferimenti storici

Vangeli: Luca 1 (annuncio e nascita), Luca 3 (predicazione), Marco 6 (esecuzione) e Giovanni 1 (testimonianza).

Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, libro XVIII, paragrafi 116–119, sulle motivazioni politiche di Erode Antipa.

Benedetto XVI, udienza del 29 agosto 2012, memoria del martirio e tradizione liturgica.

Illustrazione: Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista (inizio del 16º secolo), riproduzione di un'opera di pubblico dominio.

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