Descrizione generale della Strzyga
La Strzyga è una creatura mitologica temuta nel folklore slavo, in particolare in Polonia. È una figura simile al vampiro o al fantasma, ma con caratteristiche proprie e distintive. La Strzyga è generalmente descritta come una persona che, dopo una morte non naturale o prematura, ritorna sotto forma di spirito vendicativo o cadavere animato per infestare i vivi e nutrirsi del loro sangue o della loro energia vitale. Il termine indica anche una persona nata con due anime, due cuori o due serie di denti, presagio di un destino maledetto in cui una delle anime o dei cuori permette alla Strzyga di sopravvivere alla propria morte.
La Strzyga, dopo essere morta una prima volta, ritorna sotto forma di mostro. Di giorno appare come una persona normale, ma di notte si trasforma in una creatura malvagia, attaccando le persone per nutrirsi del loro sangue.
Tabella delle corrispondenze della Strzyga
| Pietre | Ossidiana, onice |
| Colori | Nero, grigio scuro |
| Piante | Tasso, aconito, ortica |
| Segni | Scorpione, Capricorno |
| Pianeta | Saturno (simbolo della morte e della sventura) |
| Offerte | Candele, sale, oggetti di ferro |
Simboli e apparizioni
La Strzyga è spesso descritta come una creatura deforme, con tratti sia umani che mostruosi. A volte è rappresentata con denti o artigli supplementari, occhi luminosi o un aspetto da cadavere. Si nutre dell’energia vitale delle sue vittime, prosciugandole lentamente della vita. Le Strzyga generalmente si nascondono durante il giorno e si trasformano di notte per terrorizzare i vivi.
Genealogia della Strzyga
La Strzyga non ha una genealogia divina propria, ma è considerata una forma di fantasma o di non morto derivante da una persona nata con una condizione anomala, che non ha ricevuto i riti funebri appropriati o che è morta in modo violento. Simboleggia le antiche paure legate alla morte e all’importanza dei riti funebri nelle credenze slave. Per impedire a qualcuno di diventare una Strzyga, era consuetudine decapitare il corpo o bruciarlo.




































































































































