Non sempre si sa, ma lo spiritismo è un campo nato in Francia, e soprattutto molto strutturato. Con il suo vero nome "filosofia spiritica", lo studio dei fenomeni inspiegabili è il frutto del lavoro di Allan Kardec, la cui influenza è stata ed è ancora mondiale. Riconosciuto come il padre dello spiritismo, ha dedicato la sua vita a unire scienza e vita dopo la morte. Ritratto.
Hippolyte Léon Denizard Rivail prima di Allan Kardec
Hippolyte Léon Denizard Rivail, prima di adottare lo pseudonimo di Allan Kardec, nacque il 3 ottobre 1804 a Lione, al 76 di rue Sala. Proveniente da una famiglia di giuristi, era il terzo di quattro figli. I suoi due fratelli maggiori, Auguste e Marie, morirono in tenera età, e la sorella minore, Isaure, nacque nel 1806.
All'età di dieci anni, per proteggerlo dai disordini della fine dell'Impero napoleonico, la sua famiglia lo mandò a proseguire gli studi in Svizzera. Entrò nell'istituto di Johann Heinrich Pestalozzi, situato al castello di Yverdon, sulle rive del lago di Neuchâtel. In questa scuola, che applicava i principi educativi di Rousseau, in particolare quelli esposti in "Émile", Rivail si impregnò di metodi pedagogici innovativi. L'insegnamento si basava sull'apprendimento reciproco, dove gli studenti imparavano gli uni dagli altri sotto la supervisione del professore.
Durante il suo soggiorno a Yverdon, Rivail frequentò giovani provenienti dall'alta società europea, il che gli permise di padroneggiare diverse lingue vive, tra cui inglese, tedesco e olandese. Questa formazione multilingue e la sua immersione in un ambiente educativo progressista influenzarono la sua futura carriera di pedagogo e la sua visione del mondo.
Una carriera di insegnante impegnato
Dopo aver completato la sua formazione in Svizzera con Johann Heinrich Pestalozzi, Hippolyte Léon Denizard Rivail tornò in Francia nel 1824. Forte dell'esperienza acquisita, si stabilì a Parigi e si dedicò all'insegnamento, determinato ad applicare i metodi pedagogici innovativi di Pestalozzi.
Nel 1825 fondò un istituto scolastico privato nella capitale, dove mise in pratica i principi educativi del suo mentore. L'accento era posto sull'apprendimento reciproco, l'autonomia degli studenti e un approccio centrato sullo studente, volto a sviluppare pienamente il potenziale di ogni individuo.
Parallelamente alla sua attività di insegnante, Rivail si impegnò nella redazione di opere pedagogiche destinate a migliorare il sistema educativo francese. Nel 1828 pubblicò il Piano proposto per il miglioramento dell'educazione pubblica, un lavoro che gli valse il riconoscimento dell'Accademia Reale di Arras. In quest'opera propose riforme volte a rendere l'educazione più accessibile ed efficace, ispirandosi ai metodi collaudati in Svizzera.
Il suo impegno per l'educazione non si fermò qui. Tra il 1835 e il 1840, Rivail organizzò corsi gratuiti a casa sua, in rue de Sèvres, dove insegnava discipline come chimica, fisica, anatomia comparata e astronomia.
Nel 1832 sposò Amélie Boudet, un'insegnante che condivideva le sue convinzioni pedagogiche. Insieme collaborarono a vari progetti educativi, rafforzando così l'impatto dei loro lavori nel campo dell'insegnamento.
I contributi di Rivail alla pedagogia, in particolare le sue pubblicazioni e iniziative educative, purtroppo non portarono a cambiamenti legislativi né a un'adozione generalizzata dei suoi metodi in Francia.
La scoperta delle tavole parlanti
Bisogna innanzitutto parlare di un fenomeno molto in voga a Parigi nel XIX secolo: le tavole parlanti. I partecipanti, seduti attorno a un tavolo leggero, posavano le mani sulla sua superficie e rivolgevano domande a spiriti o antenati. Il tavolo, montato su un disco circolare e inciso con le risposte possibili, reagiva con movimenti o rotazioni, interpretati secondo un codice preciso.

Fonte: Wikipedia
Nel 1854, all'età di 51 anni, Hippolyte Léon Denizard Rivail, allora pedagogo e scienziato eminente, sentì parlare per la prima volta di questo fenomeno. Intrigato da queste manifestazioni, Rivail decise di assistere a delle sedute per osservare questi fenomeni con i propri occhi.
Durante queste sedute, osservò, annotò e confrontò con rigore. La sua constatazione: le tavole non si limitavano a muoversi, ma sembravano anche comunicare messaggi intelligibili. I partecipanti affermavano che questi movimenti erano causati da spiriti disincarnati che cercavano di entrare in contatto con i vivi. Scettico per natura, Rivail intraprese uno studio metodico di queste manifestazioni, cercando di determinare se si trattasse di semplici illusioni, frodi o fenomeni naturali ancora inspiegati.
Per approfondire la sua comprensione, compilò una serie di oltre mille domande riguardanti la natura degli spiriti, la vita dopo la morte, la reincarnazione e la moralità. Sottopose queste domande a vari medium, le cui risposte, secondo lui, provenivano da spiriti superiori. Dopo aver analizzato e confrontato queste risposte, Rivail fu convinto della loro coerenza e profondità. Ancora meglio: riuscì a comunicare con loro.
Nel 1857, sotto lo pseudonimo di Allan Kardec (che adottò dopo aver scoperto di essere l'incarnazione di un antico druido con lo stesso nome), pubblicò Il Libro degli Spiriti, che presenta i principi fondamentali dello spiritismo così come gli furono rivelati durante queste comunicazioni. Quest'opera segna la nascita e l'inizio della codificazione dello spiritismo e stabilisce Kardec come fondatore di questa nuova dottrina. Ancora oggi viene regolarmente ristampata.
Successivamente, continuò le sue ricerche e pubblicò diverse altre opere, tra cui Il Libro dei Medium nel 1861, che approfondisce gli aspetti pratici e sperimentali dello spiritismo, e Il Vangelo secondo lo Spiritismo nel 1864, che interpreta gli insegnamenti di Gesù alla luce della dottrina spiritica. Scrisse anche Il Cielo e l'Inferno (1865) e La Genesi secondo lo Spiritismo (1868).
Un'influenza mondiale...
Nel 1858, Allan Kardec fondò la Società Parigina degli Studi Spiritici, prima organizzazione dedicata allo studio e alla diffusione dello spiritismo. Questa società divenne un centro di ricerca e discussione sui fenomeni spiritici, attirando intellettuali e curiosi desiderosi di comprendere queste manifestazioni.
Nello stesso anno, lanciò la Rivista Spiritica, una pubblicazione mensile dedicata agli studi psicologici e alle comunicazioni medianiche. Questa rivista serviva da piattaforma per condividere osservazioni, insegnamenti e dibattiti sullo spiritismo, contribuendo a strutturare e legittimare la dottrina spiritica rispondendo alle obiezioni degli scettici.
Per promuovere e spiegare lo spiritismo, Allan Kardec intraprese viaggi in Francia, Svizzera e Belgio. Tenendo conferenze, incontrando gruppi di adepti e partecipando a sedute, poté constatare l'interesse crescente per lo spiritismo e incoraggiare la formazione di nuove società spiritiche locali. Oggi esistono migliaia di centri ancora attivi.
...soprattutto in Brasile
Importato nel paese già nel 1865, poco dopo la sua codificazione in Francia, lo spiritismo si diffuse grazie a figure influenti come Bezerra de Menezes e Chico Xavier (rispettivamente medico e medium).

Una delle ragioni principali del suo successo risiede nella sua adattabilità al contesto religioso brasiliano, caratterizzato da una grande diversità spirituale e da un'apertura alle credenze soprannaturali. Lo spiritismo ha offerto risposte alle domande esistenziali e una luce sulla vita dopo la morte, affascinando una vasta popolazione in cerca di comprensione spirituale.
Il movimento spiritico brasiliano si distingue anche per il suo impegno sociale. Gli adepti dello spiritismo gestiscono istituzioni come orfanotrofi, scuole e centri di assistenza per i bisognosi, rafforzando così il loro ruolo nel tessuto sociale. Questa associazione tra spiritualità e beneficenza ha contribuito all'immagine positiva e rispettata dello spiritismo nel paese.
L'influenza di Kardec è inoltre rafforzata dalla diffusione massiccia delle sue opere. I suoi libri, così come quelli derivati dai suoi insegnamenti, sono tra i testi più venduti in Brasile, superando i 25 milioni di copie. Con oltre 4.000 titoli legati allo spiritismo pubblicati, questo movimento occupa un posto importante nel panorama letterario brasiliano.
Infine (e soprattutto), lo spiritismo gode di un riconoscimento ufficiale in Brasile, dove è una delle principali religioni (accanto al cattolicesimo, al protestantesimo, al candomblé e all'umbanda). Secondo il censimento del 2010, circa 3,8 milioni di brasiliani si dichiarano spiritici, e questi ultimi si distinguono spesso per un livello di istruzione e reddito superiore alla media nazionale.
La tomba più fiorita del Père Lachaise
Allan Kardec morì improvvisamente il 31 marzo 1869, all'età di 64 anni, a Parigi, vittima di una rottura di aneurisma. A quel tempo aveva già completato l'essenziale della sua opera di codificazione dello spiritismo, anche se alcuni testi rimasero incompleti.
È sepolto nel cimitero del Père-Lachaise, dove la sua tomba, ornata da una scultura che rappresenta un dolmen druidico, è diventata un luogo emblematico di raccoglimento per gli spiritici di tutto il mondo. Visitatori vi si recano regolarmente per raccogliersi e rendere omaggio alla sua opera, in particolare brasiliani.

Fonte: Paris la Douce
Questa tomba però non è quella originale: fu oggetto di un attentato esplosivo il 2 luglio 1989. L'atto fu rivendicato da un gruppo che si faceva chiamare "movimento per la supremazia della ragione". Il monumento fu ricostruito identico all'originale.
Bisogna anche sapere che una leggenda circonda la sua tomba. Allan Kardec avrebbe predetto prima della sua morte che la sua tomba esaudirebbe desideri di ogni tipo a chiunque vi si avvicinasse con rispetto: «Dopo la mia morte, se passerete a trovarmi, posate la mano sulla nuca della statua che sovrasta la mia tomba, poi esprimete un desiderio. Se sarete esauditi, tornate con dei fiori. »
Così la sua tomba è diventata la più fiorita del cimitero, vedendo la visita regolare dei suoi adepti, ma anche di medium, filosofi o semplicemente persone che si sentono connesse allo spiritismo.
Come la sua vocazione, il monumento funerario è inciso con il suo motto: « Ogni effetto ha una causa. Ogni effetto intelligente ha una causa intelligente. La potenza della causa intelligente è in ragione della grandezza dell'effetto. »
In aggiunta, è presente la dottrina che riassume bene la sua opera: « Nascere, morire, rinascere ancora e progredire senza sosta, questa è la Legge. »
Se desiderate saperne di più, un documentario gli è stato dedicato nel 2021: Allan Kardec, una vita con gli Spiriti.















