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Quando Luigi XIV mise fine al crimine di stregoneria

Quando Luigi XIV mise fine al crimine di stregoneria

SOMMARIO...

 

1. La stregoneria, un crimine religioso diventato questione di Stato
2. Migliaia di vittime, soprattutto nell'Est della Francia
3. Perché la stregoneria è associata al diavolo?
4. Luigi XIV di fronte alle superstizioni giudiziarie
5. L’editto reale del 24 aprile 1682: una rottura storica
6. Una giustizia più razionale, ma non una riabilitazione


Per diversi secoli, la stregoneria è stata percepita come una minaccia reale in Europa. Considerata un crimine gravissimo, mandava donne e uomini al rogo, accusati di patto con il diavolo. Tuttavia, nel 1682, Luigi XIV, re assoluto di Francia, pone fine a questa logica. Firma un editto che cambia per sempre il modo in cui la giustizia considera la magia. Questa svolta segna la fine ufficiale delle grandi cacce alle streghe sul suolo francese.

1. La stregoneria, un crimine religioso diventato questione di Stato

A partire dal XIII secolo, la Chiesa cattolica assimila la magia all’eresia. Il legame tra stregoneria e diabolismo prende forma, soprattutto sotto l’influenza dei teologi medievali e di manuali come il Malleus Maleficarum, pubblicato nel 1487. Da allora, praticare la magia non è più solo un peccato, ma un’offesa diretta a Dio, degna di essere perseguita dall’Inquisizione durante le cacce alle streghe.

Quando Luigi XIV pose fine al crimine di stregoneria

Incisione storica che illustra una scena di caccia alle streghe

In Francia, tuttavia, l’Inquisizione non ha mai avuto lo stesso potere che in altri paesi cattolici (come in Spagna o in Italia, dove fu ancora più violenta). Sono le giurisdizioni civili, in particolare i parlamenti provinciali, a occuparsi dei casi di stregoneria. La giustizia diventa così una questione locale, influenzata dalle credenze popolari, dalle rivalità di vicinato e dalle paure collettive.

2. Migliaia di vittime, soprattutto nell'Est della Francia

Tra il XV e il XVII secolo, la Francia conosce diverse ondate di processi per stregoneria, particolarmente nelle regioni dell’Est: Lorena, Franca Contea, Alsazia. Queste zone di confine, segnate da conflitti religiosi e tensioni sociali, concentrano gran parte delle esecuzioni.

Oggi si stima che circa 3.000-4.000 persone siano state giustiziate per stregoneria in Francia, su un totale europeo di circa 40.000-60.000 vittime. La grande maggioranza sono donne, spesso emarginate o semplicemente troppo visibili nella loro comunità. Attraverso di loro, è tutta una forma di sapere popolare – cure, divinazione, trasmissione orale – che viene presa di mira, più nota come la stregoneria delle campagne.

3. Perché la stregoneria è associata al diavolo?

L’immagine della strega come serva del demonio non proviene dalle tradizioni popolari, ma da una costruzione ideologica della Chiesa. A partire dal Medioevo, le autorità ecclesiastiche forgiano un racconto in cui lo stregone stipula un patto con il diavolo, partecipa a sabba, rinnega la fede cristiana e cerca di nuocere ai cristiani. Questa visione si diffonde nei tribunali e fornisce una base teologica alla repressione.

Quando Luigi XIV pose fine al crimine di stregoneria

Rogo. Fonte: Koikispass

La giustizia non condanna quindi solo un atto, ma un’intenzione supposta malevola, un legame diretto con le forze del Male. È questo spostamento che trasforma semplici rituali o rimedi in atti considerati eretici e criminali.

4. Luigi XIV di fronte alle superstizioni giudiziarie

Alla fine del XVII secolo, le mentalità evolvono. A corte, nei circoli colti, i processi per stregoneria sono ormai visti come faccende ridicole, nate dalle "campagne ignoranti". Luigi XIV, legato all’immagine di un regno moderno, centralizzato e razionalizzato, non può tollerare che tali questioni macchino l’autorità reale.

Ricordiamo il contesto: il regno di Francia è il più potente d’Europa e uno dei più potenti al mondo. Possiede il più grande esercito d’Europa, sviluppa un modello mercantilista solido e un’economia fiorente, e la lingua francese diventa la lingua diplomatica e culturale dell’élite. In altre parole, tutti gli occhi del mondo sono puntati sul potere della Francia e quindi sul re.

Quando Luigi XIV pose fine al crimine di stregoneria

Luigi XIV conduce la sua carrozza nel parco di Versailles, Eugène Louis Lami

Luigi XIV vuole anche riprendere il controllo su una giustizia che giudica troppo frammentata. I parlamenti provinciali, ancora inclini a giudicare i casi di stregoneria, sfuggono al suo controllo. Porre fine a questi processi gli permette quindi di rafforzare il suo potere assoluto sull’apparato giudiziario.

5. L’editto reale del 24 aprile 1682: una rottura storica

Il 24 aprile 1682, Luigi XIV pubblica un editto reale intitolato: « Editto del re che stabilisce che i presunti sortilegi saranno punibili solo quando vi sarà un crimine o un reato accertato ».

Questo testo afferma che gli atti di stregoneria possono essere perseguiti solo se collegati a un crimine reale: avvelenamento, frode, disordini pubblici. La magia, come pratica isolata, non rientra più nel diritto penale.

L’editto non dichiara che la stregoneria non esiste, né che il diavolo sia una finzione. Si limita a stabilire che nessuna accusa potrà avere successo senza prove concrete. Questo basta a disinnescare la macchina dei processi per stregoneria.

6. Una giustizia più razionale, ma non una riabilitazione

Sarebbe però errato vedere Luigi XIV come un difensore delle streghe o un precursore della libertà di credo. La sua decisione non è guidata dalla compassione, ma da considerazioni politiche e amministrative. Vuole una giustizia efficiente, controllata, libera da slanci che sfuggono alla sua logica monarchica.

Tuttavia, questa decisione segna una svolta decisiva. Dal 1682, i processi per stregoneria scompaiono progressivamente in Francia. Il rogo si spegne. La paura del diavolo perde il suo potere giudiziario. La magia, invece, non scompare: diventa più discreta, più sotterranea, ma continua a esistere ai margini, sebbene profondamente segnata da queste persecuzioni.

Olivier d’Aeternum
Par Olivier d’Aeternum

Appassionato delle tradizioni esoteriche e della storia dell'occulto dalle prime civiltà fino al XVIII secolo, condivido alcuni articoli su questi argomenti. Sono anche co-creatore del negozio esoterico online Aeternum.

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