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L'Urbex, nuova forma di esoterismo?

L'Urbex, nuova forma di esoterismo?

INDICE...

 

1. Che cos'è l'urbex?
2. Più forte è la kenopsia...

3. ...Più intensa sarà la visita
4. Alla scoperta dell'invisibile
5. L'urbex e i luoghi considerati infestati
6. Urbex ed esoterismo: una ricerca parallela del nascosto


Vi starete forse chiedendo: cosa c'entra un articolo sull'urbex con il nostro negozio esoterico? Pratica sempre più in voga, essa riunisce sia appassionati di luoghi nascosti sia di esperienze e sensazioni difficilmente spiegabili. L’esoterismo, in quanto ricerca di conoscenze nascoste o riservate a un circolo ristretto, esplora le dimensioni invisibili del mondo: energia dei luoghi, spiritualità, fenomeni inspiegabili. Lontano dalla semplice ricerca di emozioni forti, l'urbex è forse diventato oggi una nuova forma di esoterismo nel senso che invita a scoprire luoghi molto carichi nel rispetto della loro storia? Riflessioni.

1. Che cos'è l'urbex?

L’urbex, o esplorazione urbana, consiste nel visitare luoghi abbandonati o vietati, spesso dimenticati dal tempo e dalla società. Questa pratica, a metà strada tra avventura e ricerca storica, spinge i suoi appassionati a superare barriere fisiche e mentali per scoprire spazi che sono stati dimenticati nel corso degli anni, persino dei secoli.

L'Urbex, nuova forma di esoterismo?


Benché l'esplorazione di rovine e siti abbandonati abbia sempre suscitato l'interesse degli avventurieri, l'urbex come pratica strutturata è emersa realmente negli anni '80 e '90.

Il termine "urbex" è una contrazione dell'espressione inglese urban exploration, resa popolare da Jeff Chapman, alias Ninjalicious, all'inizio degli anni '90.

A prima vista si potrebbe pensare che l'urbex si limiti a edifici in rovina, ma non è sempre così: può riguardare anche tetti, strade, miniere o terreni.

Le motivazioni degli appassionati di urbex variano, ma alcuni sono attratti dall'estetica e dall'arte, cercando di catturare immagini in cui il tempo e la natura sembrano congelati in una strana poesia. Altri esplorano questi luoghi per comprenderne la storia, il ruolo passato e le vite che hanno ospitato. Per alcuni, il divieto e l'adrenalina che accompagnano l'intrusione in questi spazi inaccessibili aggiungono una dimensione eccitante alla pratica. Infine, esiste anche una dimensione più introspettiva e spirituale, dove gli esploratori trovano in questi luoghi deserti un ambiente favorevole alla riflessione personale o a una ricerca esoterica.

L’urbex è guidato da una filosofia chiara: rispettare un codice etico che consiste nel non portare via nulla né danneggiare, ma semplicemente catturare l’essenza del luogo attraverso foto o ricordi visivi. Questo rigoroso rispetto dell’integrità dei siti mira a preservare questi posti affinché altri possano esplorarli nel loro stato originale. Del resto, le posizioni non vengono mai rivelate.

Tuttavia, questa pratica non è priva di rischi. I pericoli fisici sono frequenti in edifici in rovina, dove crolli e la presenza di materiali pericolosi come amianto o vetri rotti sono comuni. Dal punto di vista legale, l'urbex può comportare complicazioni, poiché questi luoghi appartengono spesso a proprietari privati e la loro esplorazione costituisce un'intrusione illegale. Infine, la solitudine e l'atmosfera opprimente di alcuni posti possono generare effetti psicologici, suscitando disagio o emozioni intense negli esploratori.

2. Più forte è la kenopsia...

Sarebbe del tutto falso dire che tutti gli appassionati di urbex cercano esperienze occulte. Ma bisogna ammettere che le numerose testimonianze esistenti ne fanno menzione più o meno direttamente, più o meno volontariamente.

Gli esploratori urbani riportano così sensazioni insolite durante le loro visite. Il termine "kenopsia" descrive quella strana impressione provata in un luogo un tempo animato ma ora vuoto, evocando una certa malinconia e una fascinazione per il passato.

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Inoltre, alcune testimonianze parlano di intense percezioni energetiche in luoghi abbandonati, considerati come "luoghi energetici di rilievo" in Francia, con la loro storia, i miti e le leggende che li circondano, e le loro energie particolari.

Lontano da una pratica attiva come può essere un rituale, questa sensazione spontanea può essere considerata come una connessione con un'energia che non si riesce a definire. Un'ossessione? Un piano sottile? Non si può dire con certezza.

3. ...Più intensa sarà la visita

L'urbex offre l'opportunità di esplorare luoghi che, a causa della loro storia e del loro abbandono, sembrano abitati da energie particolari. Questi luoghi, soprattutto quelli segnati da eventi forti, emozioni collettive o drammi, agiscono come "contenitori" mnemonici ed energetici. I muri di una vecchia fabbrica, i corridoi di un sanatorio dismesso o le pietre di un maniero fatiscente conservano in sé una sorta di impronta vibratoria lasciata dal passaggio delle vite e degli eventi che hanno ospitato.

L'Urbex, nuova forma di esoterismo?


I luoghi particolarmente carichi, sia per tragedie umane sia semplicemente per la loro durata nel tempo, sono percepiti come catalizzatori di energie intense. Queste energie, sebbene invisibili, possono essere avvertite in modo quasi tangibile da chi è ricettivo. Alcuni esploratori riportano una sensazione di oppressione, freddo o persino lievi brividi quando si trovano in spazi segnati da un passato pesante.

Gli esploratori sensibili a queste energie spiegano che questi luoghi offrono un'esperienza immersiva potente. Diventano terreni favorevoli per entrare in contatto con dimensioni più sottili, che siano emotive, storiche o esoteriche. In alcuni casi, queste energie sono percepite come benevole, portando una sensazione di connessione con il passato o con la natura che riprende i suoi diritti. In altri, possono sembrare opprimenti o misteriose, rafforzando l’idea che questi spazi possiedano una vita propria, impregnata della storia che incarnano.

4. Alla scoperta dell'invisibile

La peculiarità dell'esoterismo è proprio vedere ciò che non può essere visto a prima vista. Ed è qui, penso, che risiede il principale punto in comune con l'urbex. Che si tratti di una scoperta storica, per ricordare la vita di un luogo, fisica per trovare una costruzione nascosta dalla natura o sotterranea, o spirituale per chi visita manieri, luoghi di vita, e talvolta anche installazioni occulte come è stato per una dimora nelle Hautes Pyrénées che ospitava un tempio di iniziazione massonica.

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Sfortunatamente, come per ogni pratica popolare e piuttosto adatta al formato video, diversi youtuber hanno visitato questi luoghi con poco rispetto, esagerando le messe in scena e le sensazioni, creando così una sorta di egregore nascente ma purtroppo infondato (o mal fondato) sulla vera natura del luogo.

Perché l'urbex non è il progetto Blair Witch. È in realtà un'intenzione calorosa, un messaggio a quei luoghi che un tempo hanno ospitato la vita che ricorda loro che non sono dimenticati da tutti.

5. L'urbex e i luoghi considerati infestati

La "infestazione" nell'urbex solleva una riflessione interessante, non solo sulla percezione dei luoghi abbandonati, ma anche sulle questioni etiche che può generare. Se la nozione di infestazione attrae indubbiamente una parte dei praticanti, essa agisce spesso come uno specchio delle nostre paure collettive e della nostra fascinazione per l'invisibile. Tuttavia, può anche porre sfide etiche, soprattutto nel modo in cui questi luoghi vengono esplorati, raccontati e mediaticamente trattati.

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L’idea dell’infestazione, che sia autentica o costruita, alimenta ovviamente il racconto intorno ai luoghi abbandonati. Siti come ospedali dismessi, manieri fatiscenti o chiese deserte sono particolarmente associati a questa immagine, rafforzata da racconti di fenomeni inspiegabili, leggende urbane o testimonianze talvolta amplificate. Questa fascinazione per il paranormale può servire da punto d’ingresso per alcuni esploratori, ma può anche semplificare, o addirittura deformare, la complessità storica e simbolica dei luoghi esplorati. Un’etica dell’urbex implica riconoscere queste storie come facce di un tutto più ampio, senza ridurre questi spazi a semplici luoghi di brivido.

La mediatizzazione dell’infestazione, in particolare nel contesto di video o racconti condivisi sui social media, introduce un’altra dimensione etica. Gli esploratori che giocano sull’idea di luoghi infestati per attirare l’attenzione o monetizzare i loro contenuti rischiano di trasformare i luoghi in semplici oggetti di spettacolo. Questo trattamento può danneggiare la percezione dell’urbex, riducendolo a una ricerca sensazionalistica, lontana dai suoi valori iniziali di rispetto, curiosità e documentazione. Può anche influenzare il modo in cui il pubblico interagisce con questi luoghi, attirando visitatori impreparati o irrispettosi, che deteriorano lo spazio o disturbano la sua quiete.

La questione etica si estende anche al modo in cui i racconti sull’infestazione influenzano le comunità locali. Alcuni luoghi abbandonati portano memorie dolorose per gli abitanti della regione. Ridurre questi spazi a scenari di brivido oscura la loro vera storia e manca (soprattutto) di rispetto verso le persone colpite dal loro passato.

6. Urbex ed esoterismo: una ricerca parallela del nascosto

L’urbex e l’esoterismo, sebbene a prima vista distinti, si incontrano in una ricerca condivisa dell’invisibile e del proibito. Queste due pratiche interrogano ciò che sfugge alla percezione immediata, che si tratti di un luogo abbandonato che porta i segni del passato o di dimensioni spirituali inaccessibili allo sguardo profano. Esplorando spazi abbandonati, gli appassionati di urbex mettono in luce frammenti dimenticati della storia umana, proprio come l’esoterismo cerca di svelare verità nascoste all’interno delle strutture visibili del mondo.

Questa ricerca comune si basa sulla stessa postura: quella di un esploratore di fronte a un mistero. Nell’urbex, il mistero risiede nell’abbandono, nella rovina, nel silenzio; ogni elemento è un pezzo di un puzzle da ricostruire. Nell’esoterismo, il mistero assume la forma di forze invisibili, simboli o conoscenze occulte da decifrare. Questi due universi si incrociano nella loro capacità di trasformare lo spazio in un’esperienza interiore: un edificio fatiscente può diventare un santuario introspettivo, così come un rituale esoterico apre uno spazio sacro dove il visibile dialoga con l’invisibile.

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Il legame tra urbex ed esoterismo si trova anche nel loro modo di interrogare il tempo. I luoghi abbandonati, congelati nel loro degrado, diventano capsule temporali, dove l’esploratore percepisce non solo ciò che è stato, ma anche ciò che avrebbe potuto essere. L’esoterismo, invece, mette in discussione la linearità del tempo attraverso pratiche volte a connettere passato, presente e futuro, che si tratti di divinazione, contatto con memorie spirituali o altri approcci trascendentali. In entrambi i casi, si tratta di accedere a realtà che la quotidianità non permette di raggiungere.

Un altro punto di incontro risiede nella nozione di passaggio. L’esplorazione urbana implica il superamento di soglie fisiche – una grata arrugginita, una porta sbarrata – ma anche simboliche, come un giardino, una sala da pranzo, una camera. L’esoterismo si basa su passaggi di altro ordine: l’apertura verso stati di coscienza modificati, il attraversamento di piani spirituali o energetici, e la scoperta di un sapere nascosto. Questi passaggi, siano essi fisici o spirituali, richiedono una forma di coraggio e curiosità che connettono le due pratiche.

Infine, ciò che avvicina profondamente l’urbex all’esoterismo, e sarà la parola finale, è il modo in cui questi due approcci trasformano la percezione dell’esploratore. In un luogo abbandonato, ciò che sembrava inerte e morto si rivela improvvisamente portatore di storie, tracce e talvolta di energie percepite. Allo stesso modo, l’esoterismo invita a guardare oltre l’evidenza, a sentire ciò che rimane sotto le apparenze. In questi spazi comuni di meraviglia e rivelazione, urbex ed esoterismo diventano pratiche parallele, dove ogni passo – sia esso fisico o spirituale – permette di ridefinire il nostro rapporto con il mondo e con noi stessi.

Olivier d’Aeternum
Par Olivier d’Aeternum

Appassionato delle tradizioni esoteriche e della storia dell'occulto dalle prime civiltà fino al XVIII secolo, condivido alcuni articoli su questi argomenti. Sono anche co-creatore del negozio esoterico online Aeternum.

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