Come forse sapete, dietro Aeternum si nasconde una piccola impresa con sede in Bretagna (nel sud del Finistère per essere precisi). Ed è ben noto che questo territorio vive al ritmo di leggende, miti e pratiche magiche più o meno conosciute (Brocéliande, Merlino, la Fata Viviana, gli Allineamenti e molti altri). Così, per mettere in luce il nostro bellissimo territorio, pubblicheremo regolarmente leggende poco conosciute tratte dalla storia bretone.
Questa settimana, direzione la punta del Finistère, nella regione di Plouarzel, per scoprire la, o meglio le leggende del Menhir di Kerloas. Datato più di 4000 anni, misura non meno di 10 metri di altezza, il che lo rende un luogo amato e vibrante, ma anche il menhir più alto del mondo.

Credito foto: Ufficio turistico Iroise Bretagna
Il tesoro del Menhir di Kerloas
La leggenda narra che al primo rintocco di mezzanotte, quando il mondo celebrava il Natale (o Yule), i menhir si animavano. Silenziosamente, senza un rumore, si mettevano in movimento, lasciando la loro posizione immutabile per dirigersi verso l’oceano. Era raro assistere a uno spettacolo simile perché, nonostante il loro peso imponente, si muovevano discretamente.
Ogni Natale, i menhir si dirigevano verso il mare, seguendo un sentiero segreto che solo loro conoscevano. La loro destinazione era una spiaggia nascosta, dove si abbeveravano delle acque dell’oceano, per rinnovare la loro forza che li mantiene in vita anno dopo anno. Ma questa processione magica rivelava un tesoro favoloso, sepolto al posto del menhir.
Questo tesoro, secondo gli anziani, era un accumulo di ricchezze inestimabili: monete d’oro, gioielli scintillanti, artefatti antichi e persino oggetti dotati di poteri magici. Ma c’era una condizione per chiunque tentasse di impossessarsene: bisognava agire prima del dodicesimo rintocco di mezzanotte.
Così, ogni anno, alcune anime coraggiose o disperate si avventuravano per tentare di scoprire questo tesoro. Armati di pale e lanterne, attendevano con impazienza il primo rintocco di mezzanotte. In quel momento preciso, i menhir si mettevano in cammino e il tesoro veniva svelato.
Tuttavia, la ricerca era pericolosa. Incantati dal bagliore delle ricchezze, molti dimenticavano di controllare il passare del tempo. Coloro che non riuscivano a lasciare la spiaggia prima del dodicesimo rintocco di mezzanotte subivano un destino funesto: il menhir, tornato al suo posto, schiacciava impietosamente tutto ciò che incontrava, non lasciando alcuna possibilità agli imprudenti che si erano trattenuti.
I paesani raccontavano che questi sventurati erano condannati a vagare eternamente come spiriti, infestando il menhir in cerca di redenzione. I loro sussurri venivano portati dal vento, avvertendo i futuri cercatori di tesori dei pericoli che li attendono.
Kerloas il Gobbo
Il menhir di Kerloas è anche conosciuto come "Gobbo" o "An Tort". Questo soprannome lo deve alle sue due gobbe, situate ai lati della sua superficie. Queste protuberanze, ciascuna di circa 30 cm, erano al centro di un antico rito di fertilità, perpetuato da secoli.

Credito foto: Madame Ordinaire
Gli anziani raccontavano che queste gobbe erano dotate di poteri, capaci di influenzare il destino delle coppie appena sposate. La tradizione voleva che, per assicurare una discendenza prospera e armoniosa, i giovani sposi si recassero al menhir la notte delle loro nozze. Lì, alla luce della luna, compivano un rito segreto.
Gli sposi si spogliavano completamente, abbandonando i loro vestiti ai piedi del menhir. Poi si posizionavano ai lati della pietra sacra. La donna, a sinistra, premeva il ventre nudo contro la prima gobba, mentre l’uomo, a destra, faceva lo stesso con l’altra gobba. In questo gesto cercavano di impregnarsi delle forze di fertilità e potenza che il menhir offriva loro.
L’uomo, strofinandosi contro la gobba destra, era sicuro di generare una discendenza maschile, garantendo la continuità del suo nome e della sua linea. La donna, dal canto suo, strofinandosi contro la gobba sinistra, otteneva la promessa di dominare il marito, di governare la sua casa secondo i suoi desideri e di garantire l’armonia domestica.
E infatti, osservando bene il menhir, si nota che la superficie è particolarmente liscia a livello della cintura...
Questo è tutto per questa settimana, ci vediamo la prossima per scoprire una nuova leggenda bretone!
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