Come forse sapete, dietro Aeternum si nasconde una piccola impresa con sede in Bretagna (nel sud del Finistère per essere precisi). Ed è ben noto che questo territorio vive al ritmo di leggende, miti e pratiche magiche più o meno conosciute (Brocéliande, Merlino, la Fata Viviana, gli Allineamenti e molti altri). Così, per mettere in luce il nostro bel territorio, pubblicheremo regolarmente leggende poco conosciute tratte dalla storia bretone.
Questa settimana, direzione nord del Finistère, su una delle coste più belle della Bretagna, verso Kerlouan, sulla punta di Neïz Vran, che ospita la leggenda del cavaliere Bran...

È in questo luogo che una leggenda antica racconta la storia di un combattimento epico condotto da Even il Grande nel X secolo contro gli invasori venuti dal Nord.
Even, l’illustre capo bretone, riuscì a respingere gli assalitori, costringendoli a una ritirata precipitosa. Tuttavia, nella fuga, gli invasori catturarono diversi prigionieri, tra cui il nipote amatissimo del Conte Even, un giovane conosciuto con il nome di Bran, che significa "il corvo". Bran, l’uccello divino dei Celti, non rivedrà mai più le coste della sua terra natale, la Bretagna.
Gli anni e i secoli sono passati, ma il ricordo di questa battaglia rimane inciso nel paesaggio di Neïz Vran. Una grande quercia, maestosa e imponente, domina la riva, simbolo della resilienza e della memoria di quei tempi antichi.
Ogni anno, a novembre, quando la luna brilla alta nel cielo, uccelli marini si radunano sui rami di questa quercia. Questi uccelli, dal piumaggio nero e bianco, mostrano una strana macchia di sangue sulla fronte. Nel cuore della notte, appare allora un giovane corvo stanco, posandosi in cima alla quercia. Con una voce piena di nostalgia e tristezza, sussurra:
"Cantate, cantate per me, piccoli uccelli del mio paese, voi che non siete morti lontano dalla Bretagna."

A questo richiamo, gli uccelli intonano un canto incantevole, di una bellezza così profonda che persino il mare si ferma, le onde si immobilizzano e il vento smette di soffiare, creando un silenzio sacro per ascoltare questa melodia.
Se passate da queste parti, approfittate del silenzio come di un momento di ascolto e state attenti ai corvi nei dintorni.
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