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SOMMARIO...
Origini amazzoniche e rituali indigeni |
La fava Tonka è da noi una spezia forte apprezzata in pasticceria, con sentori di vaniglia. Ma all’origine, il suo aroma le ha conferito usi magici soprattutto in Sud America, la sua terra natale. Da allora, è stata adottata dai rootworkers (lavoro delle radici) come il Voodoo, lo Sciamanesimo, il Candomblé o l’Hoodoo come un potente magnete per fortuna, opulenza e aiuto nella realizzazione dei desideri. Presentazione.
Origini amazzoniche e rituali indigeni
I popoli autoctoni del Sud America sono stati i primi a scoprire i segreti della fava Tonka. Nel suo culla amazzonica, è considerata da tempo un portafortuna naturale: viene usata nelle pratiche sciamaniche e magiche locali per attrarre la fortuna e esaudire i desideri. Una antica leggenda sudamericana illustra bene questo potere desiderato della fava Tonka: per realizzare un desiderio caro, si dovrebbe tenere una fava Tonka in una mano e un serpente morto nell’altra mentre si formula il desiderio, poi gettare la fava in un fiume e avvolgere il serpente intorno al tronco dell’albero di Tonka. Questo rituale singolare, probabilmente riservato agli iniziati, mira a legare simbolicamente il seme, l’acqua e lo spirito del serpente per sigillare il desiderio nel mondo spirituale. Consapevoli della difficoltà del procedimento, alcuni preferiscono una versione semplificata che consiste semplicemente nel portare la fava con sé, nel portafoglio, come amuleto protettivo e portafortuna.
I racconti amazzonici attribuiscono così all’albero Cumaru (il tonka) una dimensione sacra. Tra i Tacana della Bolivia, si ritiene che spiriti maligni abitino i grandi alberi della chioma come il Dipteryx odorata (nome scientifico dell’albero di Tonka), e che avvicinarsi o abbattere questi alberi possa attirare malattie sugli umani. Questa riverente paura testimonia il rispetto suscitato dal tonka: il seme che produce appare ancora più potente, capace di influenzare il destino e la salute. Parallelamente, altri popoli amazzonici hanno integrato la fava nelle loro offerte e incantesimi. Nell’Amazzonia venezuelana o brasiliana, portare una fava Tonka con sé assicura successo e allontana la sfortuna, tanto che alcuni incidevano persino il loro desiderio direttamente sulla superficie del seme prima di tenerlo con sé per vederne la realizzazione.
Oltre alle leggende, la fava Tonka si è anche concretamente inserita nei rituali sciamanici dell’Amazzonia. Diverse tribù, come gli Huni Kuin (Kaxinawá) o gli Yawanawá del Brasile, utilizzano l’albero e il suo seme nella preparazione del rapé, un tabacco sacro da fiutare. Il legno di Cumaru, ridotto in cenere, è considerato uno degli ingredienti più potenti per ancorare e proteggere spiritualmente i partecipanti durante le cerimonie. Assumendo il rapé arricchito con cenere di Tonka, si favorisce l’ingresso in trance, la chiarezza mentale e la purificazione energetica durante i riti di guarigione o meditazione intensa. Quanto ai semi stessi, essiccati e poi ridotti in polvere, vengono aggiunti in piccola quantità alle miscele di rapé per il loro profumo dolce e la loro energia di «apertura del cuore». Gli sciamani ritengono che l’aroma caldo della Tonka ammorbidisca l’effetto intenso del tabacco e delle ceneri: apporta una nota di dolcezza e di calore protettivo nell’esperienza, equilibrando le forze più crude in gioco. Anche al di fuori del rapé, le fave Tonka venivano tradizionalmente usate per profumare il tabacco da fiuto o i sigari nella regione, estendendo così la loro influenza benefica dal contesto rituale alla vita quotidiana.
Talismani d’amore e fortuna nelle tradizioni afro-caraibiche
Nel tempo, la fava Tonka ha viaggiato con gli scambi coloniali fino ai Caraibi e al Nord America, trovando naturalmente il suo posto nelle spiritualità afro-caraibiche e afro-americane. Importata in Europa già alla fine del XVIII secolo dai francesi, poi diffusa nelle Americhe, è stata adottata soprattutto nel voodoo di New Orleans e nell’Hoodoo – questa tradizione di magia popolare nata dall’incontro tra culture africane e influenze del Nuovo Mondo. I praticanti di Hoodoo hanno riconosciuto molto presto nella Tonka un ingrediente di scelta per la magia dei desideri e dell’amore. Infatti, da generazioni, queste fave (chiamate anche “love-wishing beans” o fave dei desideri) sono tra gli ingredienti classici degli incantesimi di desiderio: si usano per concretizzare un’intenzione profonda, attrarre prosperità o trovare l’anima gemella. La loro reputazione è tale che sono considerate, al pari della leggendaria radice di John the Conqueror, come dei gris-gris naturali che portano successo e fortuna a chi le porta con sé.
La fava Tonka e la realizzazione dei desideri
L’uso della fava Tonka in queste tradizioni si esprime attraverso piccoli rituali semplici. Uno dei più diffusi è il rito dei sette giorni, destinato a esaudire un desiderio – generalmente un desiderio d’amore. Il metodo consiste nel portare con sé diverse fave Tonka per una settimana: tradizionalmente, se ne prendono 3, 5 o 7 a seconda dell’importanza e della natura del proprio desiderio, poi si tiene una fava con sé ogni giorno per il numero di giorni corrispondente. Ogni mattina, la persona tiene una nuova fava, formula con fervore il proprio desiderio (incontrare un nuovo amore sincero, ravvivare la passione nella coppia o rimuovere un ostacolo all’unione desiderata) e porta il seme con sé tutto il giorno – in tasca o come pendente – poi lo mette sotto il cuscino la notte affinché il desiderio impregni anche i sogni. L’ultimo giorno, secondo la consuetudine, ci si reca all’alba vicino a un’acqua corrente (un fiume o un ruscello) e si gettano tutte le fave nella corrente oltre la spalla sinistra, dopo aver invocato le forze spirituali. Bisogna poi allontanarsi senza guardare indietro, simbolo della fiducia assoluta nel compimento del desiderio. Se il rituale è stato fatto con fede e senza nuocere a nessuno, il desiderio dovrebbe cominciare a realizzarsi entro i sette giorni successivi. Questo piccolo cerimoniale, che unisce devozione e simbolo, mostra bene l’importanza attribuita alla Tonka come catalizzatore di magia intenzionale.
Oltre ai desideri, la fava Tonka è intimamente legata ai lavori d’amore nel voodoo e nell’Hoodoo. La si ritrova in molte ricette di mojo bags assemblate per attrarre l’anima gemella o consolidare una relazione esistente. Si può infilare una fava in una borsa rossa accompagnata da erbe e radici d’attrazione per creare un gris-gris d’amore da portare con sé – la sua energia è nota per ispirare sentimenti di affetto e sensualità in chi si desidera. Allo stesso modo, bruciare una fava Tonka ridotta in polvere su un carbone ardente, da sola o mescolata a incenso di benzoino, fa parte degli incensi di evocazione per attirare onde amorose e fortunate. Nel campo della fortuna materiale, la Tonka non è da meno: è comune nella magia popolare mettere una fava Tonka nel portafoglio o nella cassa per assicurare un flusso costante di denaro e opportunità finanziarie, il suo potere di abbondanza si applica anche alla prosperità economica. Probabilmente, una forza di attrazione quasi magnetica risiede in questi piccoli semi neri...
















