Come forse sapete, dietro Aeternum si nasconde una piccola impresa con sede in Bretagna (per essere precisi, nel sud del Finistère). Ed è ben noto che questo territorio vive al ritmo di leggende, miti e pratiche magiche più o meno conosciute (Brocéliande, Merlino, la Fata Viviana, gli Allineamenti e molti altri). Così, per mettere in luce il nostro bel territorio, pubblicheremo regolarmente leggende poco conosciute tratte dalla storia bretone. Questa settimana, direzione Morbihan.
Molti secoli fa, nel villaggio di Saint-Salomon, viveva un mugnaio tanto ricco quanto avaro. Poco interessato al benessere degli altri, pensava solo a proteggere i suoi beni da sguardi curiosi e mani troppo abili. Sognava di circondare il suo mulino con un muro di pietra invalicabile, una barriera che avrebbe scoraggiato i ladri e affermato la sua supremazia sulle terre circostanti.
Ma costruire una tale fortificazione richiedeva tempo, braccia e soprattutto denaro. Tuttavia, i muratori che consultò chiesero un prezzo che giudicò esorbitante. Rifiutando di aprire il portafoglio, il mugnaio si impazientì. Gli venne allora l’idea di rivolgersi a un artigiano di un altro tipo, un essere di cui si diceva fosse capace di erigere monumenti in una notte: il Diavolo in persona.
In una notte senza luna, tracciò un pentacolo sul terreno e invocò il Maligno. L’ombra emerse, imponente e ghignante, pronta a negoziare. «Costruirò il tuo muro prima dell’alba», promise il Diavolo, «ma in cambio, mi darai ciò che hai di più prezioso.»
Il mugnaio esitò, fingendo di riflettere, poi dichiarò: «Va bene. Avrai mia figlia. Ma a una condizione: il muro deve essere completato prima che il gallo canti.»
Un sorriso feroce squarciò il volto del demonio. Accettò, sicuro della sua vittoria. Senza perdere tempo, si mise al lavoro. Alla pallida luce della luna, le pietre si accumularono con una rapidità sovrumana. Le fondamenta furono posate in un batter d’occhio, i muri si innalzarono in un silenzio spettrale. Il mugnaio osservava, preoccupato ma fiducioso nel suo piano segreto.
Quando mancava solo una pietra da posare, quella che il Diavolo portava a braccia piene, un grido acuto ruppe la notte. Il canto del gallo!

Il demonio si fermò di colpo, pietrificato dall’orrore. Ingannato! Il mugnaio aveva ordinato alla sua serva di immergere il pollame in un secchio d’acqua ghiacciata, costringendolo a cantare prima del tempo.
Furioso per essere stato ingannato, il Diavolo lasciò sfuggire un urlo rabbioso. In un ultimo accesso di collera, abbatté la pietra con tale forza che essa si conficcò profondamente nel terreno. Le sue mani e le sue braccia vi lasciarono un’impronta indelebile, segnando per sempre il luogo della sua sconfitta. Poi, in un turbine di fumo e fiamme, scomparve.
Da quel giorno, il menhir di Bormouïs, soprannominato la Pietra del Diavolo, si erge solitario, custodendo il ricordo di quell’astuzia audace. Gli anziani raccontano che avvicinandosi alla pietra si possono ancora distinguere le impronte delle mani del demonio, congelate per l’eternità nella roccia fredda.
Fonte: Port d'Attache




























































































































