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La dottrina di Thélème secondo Aleister Crowley

La dottrina di Thélème secondo Aleister Crowley

SOMMARIO...

 

Alle fonti sacre di Thélème
La Legge della Volontà e i suoi fondamenti
Pratiche thélèmite e ordini esoterici
Religione, miti e spiritualità thélèmite


All’inizio del XX secolo, l’occultista britannico Aleister Crowley (1875-1947) inaugura una nuova via spirituale audace che chiama Thélème. Nell’aprile 1904, durante un soggiorno al Cairo con sua moglie Rose, Crowley afferma di aver ricevuto, tramite la voce di un essere intangibile chiamato Aiwass, Il Libro della Legge (in inglese The Book of the Law). Questo breve testo profetico annuncia l’avvento di un Nuovo Eone per l’umanità e getta le basi di una religione inedita, centrata sul principio del « telos » o della vera volontà di ciascuno. Esplorazione.

Alle fonti sacre di Thélème

Thélème trae origine da un’esperienza mistica fondativa. Nell’aprile 1904, all’interno di una stanza del museo Boulak al Cairo, Crowley avrebbe trascritto sotto dettatura di Aiwass un testo in tre capitoli intitolato Liber AL vel Legis, noto in francese come Libro della Legge. Crowley riferisce che la dettatura avvenne in tre giorni, dall’8 al 10 aprile, ogni giorno a mezzogiorno preciso. Il contenuto di questo libro, che afferma di aver ascoltato piuttosto che composto, ha per lui un valore sacro: proclama l’ingresso dell’umanità nell’Era di Horus, un nuovo eone destinato a succedere alle ere passate di Iside e Osiride. Il Libro della Legge stabilisce così i principi fondamentali della religione di Thélème e diventa il suo testo centrale. Crowley, inizialmente disorientato da questa rivelazione, ne comprende appieno l’importanza solo qualche anno dopo: è solo nel 1909 che pubblica il testo e inizia a circondarlo di commenti per esplicitarne la dottrina.

« La parola della Legge è Thélème » proclama il capitolo I del Libro della Legge (versetto 39), sottolineando subito l’idea guida di questo nuovo messaggio. Il termine Thélème deriva dal greco θέλημα (thelêma), che significa volontà o intenzione deliberata. Crowley, grande studioso delle tradizioni antiche, non poteva ignorare che si tratta anche della parola usata da Rabelais nel XVI secolo per battezzare l’abbazia immaginaria di Thélème in Gargantua. Il celebre motto rabelaisiano « Fa’ ciò che vuoi » risuona infatti come un’eco precorritrice della legge thélèmite. Tuttavia, Crowley attribuisce a questo motto un significato esoterico e universale inedito: non è più una semplice satira umanista, ma il comando sacro di una nuova era spirituale di cui si vuole portavoce.

Dopo Il Libro della Legge, Crowley produce negli anni successivi altri scritti che presenta come anch’essi « ispirati » o ricevuti da fonti superiori. Questi testi – tra cui Liber VII, Liber Cordis Cincti Serpente (Liber LXV) o ancora Liber Legis – saranno poi raccolti sotto il titolo di Holy Books of Thelema (Santi Libri di Thélème). Crowley li considera testi sacri di classe A, cioè intoccabili e trasmessi da intelligenze divine piuttosto che redatti di sua mano. Tuttavia, nessuno di questi scritti ha per i thélèmite un’importanza pari a quella del Libro della Legge stesso. Quest’ultimo rimane la pietra angolare della fede thélèmite – la Scrittura sacra di Thélème in un certo senso – attorno a cui si articolano tutti gli altri insegnamenti.

La Legge della Volontà e i suoi fondamenti

« Fa’ ciò che vuoi sarà tutta la Legge. L’amore è la legge, l’amore sotto la volontà. » Questa formula, tratta dal Libro della Legge, ne riassume il cuore etico e metafisico. Lungi dall’essere un invito alla licenza anarchica, esprime un principio esigente: ogni essere deve scoprire e seguire la sua Vera Volontà (True Will in inglese) come unica guida di vita. Per Crowley, infatti, ogni individuo possiede uno scopo essenziale che gli è proprio, una missione o vocazione profonda inscritta nella sua stessa natura. Realizzare questa volontà interiore – e non soddisfare i propri capricci egoistici – costituisce la finalità dell’esistenza. È in questo senso che « Do what thou wilt » deve essere inteso: non come “fai ciò che ti piace”, ma come “compisci la tua vera volontà”. Il secondo verso, « L’amore è la legge, l’amore sotto la volontà », precisa che l’amore (nel senso di agapè, l’energia di unione e creazione) deve permeare ogni azione voluta, ma subordinato alla volontà illuminata. In altre parole, l’amore universale è la legge, a condizione di essere al servizio della Vera Volontà.

Crowley fonda questo concetto di Volontà suprema al vertice della sua filosofia. « L’orgoglio e la volontà superiore sono posti al di sopra di tutto » osserva, ponendo l’aspirazione dell’anima sovrana ben oltre i vincoli morali ordinari. Thélème esalta così la libertà assoluta dell’individuo di compiere il suo disegno, senza ostacoli sociali o religiosi: « La parola del Peccato è Restrizione », proclama Aiwass nel Libro della Legge, rigettando come unico “peccato” il fatto di frenare la propria vera natura. Ogni divieto arbitrario, ogni morale imposta dall’esterno è percepita come un ostacolo alla realizzazione del True Will. Crowley riassume questa idea dichiarando che « tutte le vecchie catene » devono essere abolite e che “ogni altro legame che non sia l’amore è una maledizione”, rompendo con i dogmi repressivi del passato.

Alla base di Thélème si trova dunque un individualismo sacro. Crowley afferma infatti che « ogni uomo e ogni donna è una stella », immagine poetica per significare che ogni essere è un centro luminoso unico nell’universo. Come le stelle, gli individui seguono ciascuno la propria orbita – cioè la propria traiettoria di destino – e non devono invadere quella altrui. Con questa metafora cosmica, Crowley suggerisce che ogni persona porta una scintilla divina e può accedere a uno stato di compimento spirituale elevato, purché segua la sua vera volontà fino in fondo. L’obiettivo di Thélème è proprio aiutare ciascuno a riconoscere questo scopo superiore della propria esistenza e a raggiungerlo pienamente. Questa ricerca è chiamata Grande Opera (Great Work), nozione presa dall’alchimia e dall’esoterismo occidentale, che designa la realizzazione del proprio sé autentico e l’armonizzazione di questo con il cosmo. Compendo il proprio True Will, l’adepto di Thélème si allinea all’ordine profondo dell’universo – un universo concepito come vivente e spirituale – e diventa “in accordo con il movimento delle stelle”.

La filosofia thélèmite si accompagna a una concezione dell’universo radicalmente nuova. Crowley insegna che siamo entrati, a seguito della rivelazione del 1904, nell’Era di Horus, il dio-bambino incoronato e conquistatore. Egli distingue tre grandi eoni successivi nella storia spirituale dell’umanità, ciascuno governato da una figura divina particolare: prima l’Eone di Iside, governato dalla Madre primordiale (le società antiche che onoravano la Dea e la natura); poi l’Eone di Osiride, segnato dal Padre sacrificale (le religioni patriarcali, era degli dei morenti e risorgenti, incluso il cristianesimo); e ora l’Eone di Horus, governato dal Bambino incoronato e conquistatore – simbolo dell’individuo libero e compiuto. Nel Libro della Legge, questi tre eoni sono incarnati da tre divinità: la dea Nuit (la volta celeste stellata, infinita, madre cosmica) per l’epoca di Iside; il dio Hadit (il punto di coscienza, immanente, legato al cuore delle cose) per l’epoca di Osiride; e Ra-Hoor-Khuit (forma guerriera del dio falco Horus) per l’epoca attuale. Crowley vede l’Eone di Horus come il tempo dell’individuo divino, liberato dai vecchi dogmi, dove prevarrà una rinascita di libertà e di esplorazione di sé. Questa visione cosmica dà un senso di inevitabilità storica alla legge di Thélème: secondo Crowley, l’umanità matura in qualche modo verso l’età adulta spirituale, dove ogni essere diventerà una “stella” autonoma. Seguire la legge « Fa’ ciò che vuoi » equivale allora ad accordarsi con l’energia stessa del nuovo eone.

Pratiche thélèmite e ordini esoterici

Per mettere in pratica la legge di Thélème e accompagnare gli aspiranti sul cammino della loro True Will, Crowley elabora un intero sistema di pratiche magiche e rituali. La magia, che scrive magick per distinguerla dalla prestidigitazione (magic), è al centro dell’approccio thélèmite. Crowley la definisce classicamente come « la Scienza e l’Arte di provocare cambiamenti conformi alla Volontà ». Non si tratta solo di cerimonie occulte, ma di una disciplina di trasformazione di sé a tutti i livelli dell’essere. Nella prospettiva di Thélème, ogni atto della vita quotidiana può diventare un atto magico non appena è compiuto in perfetto accordo con la Vera Volontà. Tuttavia, Crowley – formato negli arcani dell’Ordine ermetico della Golden Dawn – attribuisce grande importanza ai rituali cerimoniali in regola, che vede come mezzi privilegiati per allenare la volontà ed esplorare i mondi invisibili. Come la Golden Dawn, istituisce una progressione iniziatica strutturata in gradi, con simboli e prove rituali, attraverso cui il discepolo affila il suo spirito e scala i gradini della realizzazione spirituale.

Già nel 1907, Crowley fonda il proprio ordine esoterico, l’Argenteum Astrum (A∴A∴, che significa « Stella d’Argento »), per impartire questo insegnamento iniziatico. L’A∴A∴ riprende in parte la struttura a gradi della Golden Dawn (Neofita, Adepto, ...), ma riformulandola secondo la legge di Thélème e integrando pratiche provenienti dalle saggezze orientali che Crowley ha studiato durante i suoi viaggi. Infatti, il contributo dello yoga indù e del buddismo è notevole nell’addestramento che propone: meditazione, controllo del respiro, ascesi di concentrazione completano le invocazioni e i pentacoli della tradizione occidentale. Il motto che assegna al suo ordine, « il metodo della scienza, lo scopo della religione », illustra il suo approccio: unire la rigore sperimentale (osservare, annotare e ripetere gli effetti dei rituali sulla coscienza) a una ricerca autenticamente mistica dell’illuminazione. Lo scopo ultimo del percorso iniziatico dell’A∴A∴ è l’ottenimento della « Conoscenza e Conversazione del proprio Santo Angelo Custode », cioè l’incontro consapevole con il proprio Sé divino interiore. Crowley descrive questa esperienza come la comunione con un’entità tutelare “quasi-divina” che rivela all’adepto la sua vera natura e lo guida verso l’Unione con il Tutto. Si tratta in sostanza di raggiungere il Sé superiore e di risvegliarsi alla propria dimensione divina, obiettivo che si può avvicinare all’illuminazione in altre tradizioni, sebbene Crowley lo presenti a modo suo, provocatorio e magico.

Parallelamente, Crowley investe e rielabora un altro ordine esistente, l’Ordo Templi Orientis (O.T.O.), per farne un veicolo di diffusione più ampio di Thélème. Nel 1912 incontra Théodor Reuss, fondatore dell’O.T.O. in Germania, che lo inizia ai gradi più alti del suo ordine e gli conferisce la direzione per il mondo anglosassone. L’O.T.O. era originariamente un’organizzazione ispirata alla massoneria e dedicata ai misteri esoterici. Crowley la rifonda completamente per integrare la legge di Thélème come principio centrale. Riscrive i rituali dei vari gradi affinché includano l’Adorazione della Vera Volontà e aggiunge nuove cerimonie impregnate di simbolismo thélèmite. Soprattutto, è tramite l’O.T.O. che Crowley introduce una delle componenti più controverse – e potenti secondo lui – della sua magia: la magia sessuale. Reuss gli aveva confidato che l’O.T.O. deteneva segreti di alta magia; Crowley scopre che si tratta in realtà di tecniche di magia sessuale, cioè l’uso dell’energia generata dall’estasi erotica a fini spirituali. Entusiasta di questa rivelazione, integra subito queste pratiche nel corpus thélèmite.

Nella visione di Crowley, l’energia sessuale è una forza sacra e una potente leva di elevazione quando è guidata dalla volontà. Esplora quindi tutte le sfaccettature della sessualità – tantra orientale, mistica dell’amore cortese, sabba delle streghe – per nutrire la sua magia. Insegna ai suoi allievi dell’O.T.O. come sublimare l’orgasmo in atto magico, attraverso rituali codificati in cui l’unione carnale serve da supporto alla concentrazione della volontà su un obiettivo preciso. Secondo lui, “l’estasi ottenuta durante queste sessioni permette di avvicinarsi a uno stato divino per conversare con un essere superiore” (cioè il proprio Angelo interiore). Questa esaltazione dei piaceri, anche al di fuori delle norme vittoriane (Crowley promuoveva una sessualità libera, senza tabù di genere o orientamento), si accorda con lo spirito libertario di Thélème. Tuttavia, gli varrà una reputazione sulfurea: la stampa scandalistica dell’epoca, scoprendo le voci di orge rituali all’interno dell’abbazia di Thélème che fonda in Sicilia nel 1920, lo soprannominerà « l’uomo più malvagio del mondo ». Rimane comunque il fatto che Crowley considera queste pratiche sacre ed emancipatrici, ritenendo che in « prendendo il proprio piacere in libertà, senza paura di un dio », l’adepto onori in realtà la divinità immanente in sé.

Oltre alle pratiche individuali, Crowley introduce anche riti collettivi destinati a unire la comunità thélèmite e a celebrare la nuova religione. Il più celebre è la Messa Gnostica (Liber XV), che scrive nel 1913 a Mosca. Questa cerimonia, ancora praticata oggi nelle logge dell’O.T.O., funge da messa sacramentale di Thélème. Vi si rappresenta un sacerdote (incarnando il principio solare e il Gran Sacerdote di Thélème) e una sacerdotessa (incarnando la dea Nuit), che compiono un rito ispirato sia alla liturgia cattolica tradizionale sia alla mistica orientale. Durante questa messa, il Liber AL è posto sull’altare, si rivolgono invocazioni a Nuit e Hadit, e i comunanti condividono un vino e una torta mistici che rappresentano gli elementi del corpo divino. L’atmosfera è solenne, poetica, carica di simboli esoterici – Crowley stesso descrive la Messa Gnostica come “piena del simbolismo thélèmite”, pur riconoscendo di essersi ispirato alla liturgia ortodossa osservata a San Basilio (Mosca) così come alla messa cattolica tridentina. Questo rituale ha la funzione di offrire ai thélèmite un’esperienza regolare del sacro comunitario, in un contesto che esalta la libertà (non si confessa alcun peccato, se non la restrizione) e l’unione mistica sotto gli auspici dell’amore e della volontà.

Inoltre, Il Libro della Legge prescrive la celebrazione di feste religiose thélèmite a date fisse. Crowley istituisce una festa annuale in primavera (dall’8 al 10 aprile) per commemorare l’anniversario della ricezione del Libro della Legge. Altre feste onorano i solstizi e gli equinozi – continuità con i cicli pagani – o eventi legati alla vita del profeta (come il 12 ottobre, “Crowleymass”, anniversario di Crowley, umoristicamente elevato a festa). Queste celebrazioni sono occasioni per i thélèmite di riunirsi, praticare riti festivi, banchetti, rappresentazioni teatrali misteriche e rituali di magia collettiva. Crowley incoraggia questi momenti di comunione che permettono di radicare Thélème come una vera Chiesa e non solo un circolo esoterico chiuso. Ha inoltre strutturato l’ala religiosa dell’O.T.O. in una Chiesa Gnostica Cattolica (E.G.C.), di cui la Messa Gnostica è la liturgia ufficiale. Così, tramite l’A∴A∴ Crowley offre un cammino di illuminazione individuale, e tramite l’O.T.O./E.G.C. offre una comunità iniziatica e religiosa per vivere Thélème quotidianamente. Queste due vie complementari di pratica hanno permesso alla dottrina di Thélème di radicarsi duramente e di irradiare ben oltre il ristretto circolo dei discepoli diretti di Crowley.

Religione, miti e spiritualità thélèmite

Se Thélème assume la forma di una nuova religione, il suo approccio al divino e ai simboli è volutamente non dogmatico ed esoterico. Crowley parla a turno di Thélème come di un culto dei nuovi dei, di una filosofia di vita o di un sistema magico. Questa polisemia riflette la flessibilità di interpretazione lasciata agli adepti. Infatti, osserva lo storico Ethan Doyle White, « gli atteggiamenti verso questa teologia variano tra i thélèmite: alcuni sono teisti e credono nell’esistenza letterale delle divinità di Thélème, mentre altri sono atei e le vedono solo come figure simboliche ». In altre parole, si può praticare Thélème sia come una religione deista (venerando Nuit, Hadit, Horus e gli altri dei del pantheon thélèmite come vere entità superiori), sia come una via umanista dove questi dei sono solo archetipi psicologici o metafore poetiche che rappresentano forze della natura e dell’anima. Crowley stesso mantiene una certa ambiguità a riguardo. Da un lato, invoca gli dei con un realismo fiammeggiante nei suoi rituali – si proclama persino la reincarnazione dello spirito del dio Thoth e adotta il titolo di To Mega Therion (« La Grande Bestia » in greco) in riferimento alla Bestia dell’Apocalisse. Dall’altro, scrive in Magick che gli dei possono essere visti come “porzioni dell’anima umana” e che la loro evocazione serve in realtà a esplorare il proprio inconscio. Questa tensione tra lettura letterale e lettura simbolica è assunta in Thélème, ogni praticante è libero di adottare l’approccio che preferisce. L’importante è che il linguaggio mitico mobilitato da Crowley parli all’anima e agisca come catalizzatore di trasformazione.

Il pantheon thélèmite attinge abbondantemente a diverse tradizioni: principalmente l’Egitto antico (Nuit la dea-cielo, Hadit assimilato al disco alato di Horus Behdet, Ra-Hoor-Khuit forma di Horus bambino), ma anche la mitologia cristiana rivisitata (Crowley si identifica con la Bestia 666 dell’Apocalisse, e celebra la figura di Babalon, la « Donna Scarlatta » dell’Apocalisse, che erige a dea liberatrice). In Thélème, la dea Babalon occupa infatti un posto a parte: il suo nome, preso dalla « prostituta di Babilonia » del Libro della Rivelazione biblico, è reinterpretato positivamente per designare l’aspetto della donna divina emancipata, la compagna sacra della Bestia nel Nuovo Eone. Babalon rappresenta la femminilità sacra sfrenata, l’incarnazione dell’amore assoluto che consuma l’ego. Crowley la descrive come “colei che fa cadere il velo dell’illusione e annega l’adepto nell’estasi dell’Infinito”. Secondo un’esegesi thélèmite, « Babalon è associata alla distruzione dell’ego del praticante e alla sua unione con tutta l’esistenza », che costituisce una tappa cruciale dello sviluppo spirituale in Thélème. Crowley si circondò così di « Donne Scarlatte » – compagne successive a cui conferì questo titolo – che vedeva come veicoli dell’energia di Babalon nei suoi riti sessuali e mistici. Questa coppia Bestia/Babalon simboleggia l’unione delle polarità attive e passive, maschili e femminili, al fine di generare l’androginia spirituale, l’iniziato completo.

Un altro simbolo centrale di Thélème è quello del Bambino incoronato e conquistatore, Horus, che Crowley considera il dio reggente dell’attuale eone. Horus è spesso rappresentato da Harpocrate (Horus bambino, il dito sulle labbra) o da Ra-Hoor-Khuit (forma aggressiva e solare di Horus). Simboleggia il bambino divino in ciascuno di noi, chiamato a crescere liberamente. Crowley incoraggia i suoi adepti a “diventare di nuovo come bambini”, cioè a liberarsi dai condizionamenti del passato per seguire spontaneamente la Volontà profonda, nell’innocenza e nella potenza dell’infanzia divina. Così, tutta la mitologia thélèmite mira a fornire all’adepto riferimenti simbolici per il suo cammino: Nuit è l’Infinito a cui aspira; Hadit è la scintilla divina nel suo cuore; Horus bambino è lui stesso che nasce a una coscienza superiore; Babalon è l’amore mistico che lo trasforma; ecc... Thélème può quindi essere vissuto come una religione politeista rinnovata, in cui si venera queste divinità e si attende l’Età dell’Oro dell’Eone di Horus. Ma può altrettanto essere vissuto come una filosofia esoterica in cui questi dei sono solo le maschere di forze interiori.

Infine, va sottolineata la dimensione etica e spirituale di Thélème. Se Crowley spesso scandalizza per il suo tono iconoclasta, la sua dottrina non è solo un appello alla ribellione anti-vittoriana; è fondamentalmente una via di realizzazione dell’essere. Promuovendo la conoscenza di sé e la fedeltà alla propria vera volontà, Thélème si riallaccia al motto delfico « Conosci te stesso ». Il thélèmite è invitato a lavorare su di sé (attraverso la magia, la meditazione, l’analisi dei sogni, ecc.) per dissipare le illusioni e le paure che velano il suo True Will. L’ideale che Crowley intravedeva era quello di uomini e donne liberi, “stelle” consapevoli nell’universo, uniti da un amore autentico e non da leggi imposte dall’esterno. Parlava del “Regno di Rabelais” a venire, un mondo in cui l’unica legge sarebbe Fa’ ciò che vuoi, cioè dove ciascuno vivrebbe in perfetta armonia con la propria natura profonda, nell’armonia collettiva. Utopia magica o vera profezia spirituale? In ogni caso, Crowley pose con Thélème le fondamenta di un sistema simbolico e pratico di grande ricchezza, che continua a ispirare e interrogare i cercatori di verità.


Nonostante il numero di adepti thélèmite sia sempre stato limitato, l’influenza di Thélème si è fatta sentire ben oltre, nell’insieme del rinnovamento esoterico occidentale. Figure di rilievo dell’occulto moderno si sono ispirate a essa, e si ritrova l’impronta di Crowley in vari movimenti spirituali successivi. Ma soprattutto, Thélème ha offerto un quadro spirituale originale in cui l’individuo è responsabile del proprio destino sacro. Come scriveva lo stesso Crowley con la sua consueta convinzione: « C’è una splendore di cui tutti potranno godere. [...] Ogni uomo e ogni donna è una stella. »

Olivier d’Aeternum
Par Olivier d’Aeternum

Appassionato delle tradizioni esoteriche e della storia dell'occulto dalle prime civiltà fino al XVIII secolo, condivido alcuni articoli su questi argomenti. Sono anche co-creatore del negozio esoterico online Aeternum.

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