Come forse sapete, dietro Aeternum si nasconde una piccola impresa con sede in Bretagna (per essere precisi, nel sud del Finistère). Ed è ben noto che questo territorio vive al ritmo di leggende, miti e pratiche magiche più o meno conosciute (Brocéliande, Merlino, la Fata Viviana, gli Allineamenti e molti altri). Così, per mettere in luce il nostro bel territorio, pubblicheremo regolarmente leggende poco conosciute tratte dalla storia bretone. Questa settimana, direzione il centro della Bretagna.
Un signore altezzoso, di nome Erwan, un tempo regnava sulle terre intorno alla foresta di Quénécan. Cacciatore appassionato, era noto per la sua arroganza e il suo disprezzo per le tradizioni. Un giorno, in pieno inverno, decise di organizzare una grande caccia nonostante gli avvertimenti dei paesani. Secondo un'antica credenza, quel giorno era dedicato alla dea della foresta, e nessun umano doveva disturbare la quiete dei boschi.
Erwan, beffardo, ignorò questi avvertimenti e radunò i suoi cani e i suoi uomini.
"Ni dei né spiriti mi impediranno di cacciare dove voglio!" esclamò entrando nella foresta, fucile in spalla.
Nel cuore della foresta, Erwan scorse un magnifico cervo bianco, una creatura rara che si diceva fosse il messaggero degli dei. Ossessionato dall'idea di catturare questo trofeo, ordinò ai suoi cani di inseguirlo. Il cervo si lanciò in una corsa sfrenata, portando il signore e la sua comitiva sempre più in profondità nella foresta.

Il cielo si oscurò improvvisamente e si alzò un vento gelido. I cani, spaventati, rifiutarono di avanzare. I compagni di Erwan implorarono il loro padrone di tornare indietro, ma lui non li ascoltò.
"Quel cervo è mio! Niente mi fermerà!" gridò.
Quando sparò al cervo, la freccia attraversò l'aria ma non raggiunse mai il bersaglio. Al suo posto, si udì un ululato. Lo spirito della foresta apparve sotto forma di una figura oscura e spettrale.
"Tu che hai sfidato le leggi sacre, sii maledetto per l'eternità!" proclamò.
Erwan scomparve quel giorno. Si racconta che fu condannato a vagare senza fine nella foresta, accompagnato da un branco di cani fantasma. La caccia maledetta, conosciuta come "Caccia Erwan", risuona nella foresta di Quénécan durante le notti di tempesta. Gli ululati dei cani e le risate sinistre di Erwan infestano il luogo.
Ancora oggi i paesani evitano di addentrarsi troppo nella foresta dopo il calar della notte, per paura di incontrare la Caccia Selvaggia e perdersi per sempre nelle ombre di Quénécan.




























































































































