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Tutto sul Día de los Muertos
Tout savoir sur le Día de los Muertos

I Quaderni di Aeternum

Tutto sul Día de los Muertos

6 min di lettura
In sintesi...

1. Da dove viene il Día de los Muertos?
2. I simboli e le pratiche del Día de los Muertos
3. Chi è questa elegante e misteriosa Catrina?
4. Una processione famosa... grazie a James Bond

5. La celebrazione della morte tanto quanto della vita


Avrete sicuramente già sentito parlare del Día de los Muertos, questa festa messicana ricca di colori che celebra i defunti con fiori, offerte e danze. Come può una celebrazione incentrata sulla morte essere così gioiosa, piena di musica e risate? Immergiamoci insieme in questa celebrazione che onora sia la vita sia la morte, nella gioia e lontano dalla tristezza.

1. Da dove viene il Día de los Muertos?

Per scoprirlo, bisogna risalire a 3000 anni fa, alle tradizioni preispaniche delle civiltà mesoamericane, come gli Aztechi, i Maya e i Purépecha. Questi popoli consideravano già la morte come una continuazione del ciclo della vita, in cui i defunti avevano la possibilità di tornare temporaneamente tra i vivi in determinati periodi dell'anno. I rituali associati a questa credenza servivano a mantenere un legame spirituale con gli antenati. Il mondo dei morti (oltretomba) è custodito dalla dea Mictecacihuatl, la Signora dei Morti, che veglia tanto sulle anime quanto sulle ossa. I festeggiamenti in suo onore duravano allora 1 mese.

Tutto quello che c'è da sapere sul Día de los Muertos


Con l'arrivo degli Spagnoli nel 16º secolo e l'introduzione del cattolicesimo, queste celebrazioni si sono fuse con le feste cristiane del Giorno delle Anime dedicato ai bambini scomparsi (1º novembre) e di Ognissanti (2 novembre).

A dimostrazione della sua importanza spirituale e storica: nel 2008, l'UNESCO ha iscritto il Día de los Muertos, o Giorno dei Morti, nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

2. I simboli e le pratiche del Día de los Muertos

Il Día de los Muertos è ricco di simboli. Tra gli elementi essenziali di questa festa, l’ofrenda (altare) è al centro dei festeggiamenti. La sua creazione è già un rituale, il cui scopo è adornarlo con oggetti significativi: fotografie dei defunti, candele, incenso di copale (utilizzato per purificare lo spazio), fiori di cempasúchil (garofani d'India dal colore arancione intenso) e offerte alimentari, in particolare i piatti che i defunti apprezzavano in vita. L’ofrenda viene allestita sulla tomba della persona scomparsa oppure all'interno della casa.

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Il papel picado è un altro elemento visibile degli altari e delle decorazioni. Questi festoni di carta finemente intagliata sono composti da simboli e talvolta da parole. Vengono tradizionalmente installati durante tutte le celebrazioni dell'anno.

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Le calaveras (teschi), realizzate in zucchero, ceramica o altri materiali (indossate come maschere), sono onnipresenti durante la festa. Rappresentano la morte, ma in modo festoso. Alcune calaveras riportano persino il nome dei defunti, simboleggiando l'idea che la morte faccia parte integrante della vita e debba essere celebrata anziché temuta.

Infine, il pan de muerto (Pane dei Morti) è una brioche dolce all'acqua di fiori d'arancio (simbolo dell'immortalità), a forma di teschio oppure di animali, decorata con ossa di pasta. È un'offerta comune sulle ofrendas e rappresenta al tempo stesso il cibo per i vivi e per gli spiriti che tornano tra noi durante questi giorni.

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Per curiosità, questa brioche veniva già preparata dagli Aztechi e sepolta con i defunti come offerta alle divinità Izcoxauhqui, Cuetzaltzin o Huehuetéotl, per garantire il loro passaggio nell'aldilà.

3. Chi è questa elegante e misteriosa Catrina?

La Catrina, o la Calavera Catrina, è diventata uno dei simboli più emblematici del Día de los Muertos. Creata originariamente dall'illustratore messicano José Guadalupe Posada intorno al 1910, La Catrina aveva un ruolo satirico. Rappresentava una donna scheletrica con un elegante cappello, critica dell'élite messicana che cercava di adottare le mode e i valori europei. Posada utilizzava questa figura per denunciare l'ipocrisia delle classi sociali che cercavano di rinnegare le proprie radici indigene a favore di uno stile di vita occidentale lussuoso.

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Il nome Catrina deriva dalla parola messicana catrín, che indicava un uomo o una donna ben vestiti, e rafforza la critica sociale di Posada nei confronti delle classi superiori. Sebbene questa figura sia stata creata in un contesto di critica politica, è stata rapidamente adottata nella cultura popolare messicana come personificazione elegante della morte. La sua popolarità è aumentata ulteriormente quando è stata inserita nell'opera del celebre muralista Diego Rivera, in particolare nel suo dipinto Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central, o "Il sogno di una domenica pomeriggio nel parco dell'Alameda", dove tiene per mano un giovane Rivera.

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Fonte: WikiArt

Oggi, La Catrina rappresenta una visione elegante della morte nella cultura messicana, in cui essa è percepita come una parte naturale della vita. Durante le celebrazioni del Día de los Muertos, La Catrina appare in forme diverse, dalle sculture ai trucchi elaborati delle partecipanti.

La Catrina trascende così il suo ruolo originario per diventare un potente simbolo della cultura messicana, celebrando al tempo stesso la vita e la morte e rafforzando l'idea che, qualunque sia la nostra classe sociale, la morte riguarda tutti noi. Oggi incarna l'orgoglio culturale e il patrimonio del Messico, fungendo anche da spunto di riflessione sull'identità e sulla mortalità.

4. Una processione famosa... grazie a James Bond

Una delle più celebri è la Mega Procesión de Catrinas, che si svolge ogni anno a Città del Messico. Questa processione ha acquisito grande visibilità dopo essere stata resa popolare nel film Spectre della saga di James Bond.

Fonte: AlloCiné

Prima di questo evento, la Festa dei Morti veniva celebrata in modo relativamente intimo, nelle case e nei cimiteri. Da allora, l'impatto è stato così forte che questa processione è diventata una vera celebrazione pubblica della festa dei morti, con concerti, spettacoli di strada e parate con carri decorati. Migliaia di partecipanti si travestono da Catrina e da scheletri, percorrendo le strade della capitale messicana.

5. La celebrazione della morte tanto quanto della vita

Tutto quello che c'è da sapere sul Día de los Muertos


Ciò che può colpire a prima vista, rispetto alle nostre tradizioni più solenni e, diciamolo, più cupe, è che il Día de los Muertos è una festa gioiosa e molto colorata. Per i Messicani, la morte è percepita come una transizione naturale e ciclica, piuttosto che come una fine tragica. Ogni anno i defunti vengono accolti tra i vivi per un breve periodo, creando un'atmosfera di festa, ricongiungimento e condivisione di storie. Questo permette non solo di preservarne la memoria, ma anche di mantenere vivi i legami con gli antenati. Come le nostre candele accese che mettiamo alla finestra durante il Samhain, è consuetudine usare colori molto vivaci che guideranno i defunti fino a noi e poi verso l'oltretomba.

Ecco perché tutto è così gioioso e festoso: bisogna creare un'atmosfera meravigliosa che invogli i defunti a tornare per condividere questo momento con i vivi. Si ricordano i momenti vissuti sotto forma di battute e, talvolta, persino di bonarie prese in giro. Una bella lezione che insegna a non prendere la vita troppo sul serio.

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