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L'Urbex, nuova forma di esoterismo?
L'Urbex, nouvelle forme d'ésotérisme ?

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L'Urbex, nuova forma di esoterismo?

8 min di lettura

INDICE...

 

1.  Che cos'è l'urbex?
2. Più forte è la kenopsia...

3. ...Più intensa sarà la visita
4. Alla scoperta dell'invisibile
5. L'urbex e i luoghi ritenuti infestati
6. Urbex ed esoterismo: una ricerca parallela dell'occulto


Forse vi state chiedendo: ma cosa ci fa un articolo sull'urbex nel nostro negozio esoterico? Pratica sempre più diffusa, riunisce tanto gli appassionati di luoghi nascosti quanto quelli di esperienze e sensazioni difficilmente spiegabili. L’esoterismo, in quanto ricerca di conoscenze nascoste o riservate a una cerchia ristretta, esplora le dimensioni invisibili del mondo: l’energia dei luoghi, la spiritualità, i fenomeni inspiegabili. Lontano dalla semplice ricerca di forti emozioni, l'urbex è diventato oggi una nuova forma di esoterismo, nel senso che invita a scoprire luoghi molto carichi nel rispetto della loro storia? Riflessioni.

1. Che cos'è l'urbex?

L’urbex, o esplorazione urbana, consiste nel visitare luoghi abbandonati o ad accesso vietato, spesso dimenticati dal tempo e dalla società. Questa pratica, a metà strada tra l’avventura e la ricerca storica, spinge i suoi adepti a superare barriere fisiche e mentali per scoprire spazi che sono stati dimenticati nel corso degli anni, se non dei secoli.

L'Urbex, nuova forma di esoterismo?


Sebbene l'esplorazione di rovine e siti abbandonati abbia sempre suscitato l'interesse degli avventurieri, l'urbex come pratica strutturata è emerso realmente negli anni '80 e '90.

Il termine "urbex" è una contrazione dell'espressione inglese urban exploration, resa popolare da Jeff Chapman, alias Ninjalicious, all'inizio degli anni '90.

A prima vista si potrebbe pensare che l'urbex si limiti agli edifici in rovina, ma non è sempre così: può includere anche tetti, strade, miniere o terreni.

Le motivazioni degli appassionati di urbex variano, ma alcuni sono attratti dall'estetica e dall'arte e cercano di catturare immagini in cui il tempo e la natura sembrano congelati in una strana poesia. Altri esplorano questi luoghi per comprenderne la storia, il ruolo passato e le vite che hanno ospitato. Per alcuni, il divieto e l'adrenalina che accompagnano l'intrusione in questi spazi inaccessibili aggiungono una dimensione emozionante alla pratica. Infine, esiste anche una dimensione più introspettiva e spirituale, in cui gli esploratori trovano in questi luoghi deserti un ambiente favorevole alla riflessione personale o a una ricerca esoterica.

L’urbex è guidato da una filosofia chiara: rispettare un codice etico che consiste nel non portare via né danneggiare nulla, ma semplicemente catturare l’essenza del luogo attraverso fotografie o ricordi visivi. Questo rigoroso rispetto dell’integrità dei siti mira a preservare questi luoghi affinché altri possano esplorarli nel loro stato originale. Del resto, le ubicazioni non vengono mai rivelate.

Tuttavia, questa pratica non è priva di rischi. I pericoli fisici sono frequenti negli edifici in rovina, dove crolli e presenza di materiali pericolosi come amianto o vetri rotti sono comuni. Dal punto di vista legale, l’urbex può comportare complicazioni, poiché questi luoghi appartengono spesso a proprietari privati e la loro esplorazione costituisce quindi un'intrusione illegale. Infine, la solitudine e l'atmosfera opprimente di alcuni luoghi possono causare effetti psicologici, suscitando disagio o emozioni intense negli esploratori.

2. Più forte è la kenopsia...

Sarebbe del tutto falso dire che tutti gli appassionati di urbex sono alla ricerca di esperienze occulte. Ma bisogna ammettere che le numerose testimonianze esistenti ne fanno riferimento, più o meno direttamente e più o meno volontariamente.

Gli esploratori urbani riferiscono così sensazioni insolite durante le loro visite. Il termine "kenopsia" descrive quella strana impressione provata in un luogo un tempo animato ma ormai vuoto, evocando una certa malinconia e il fascino per il passato.

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Inoltre, alcune testimonianze riferiscono intense sensazioni energetiche in luoghi abbandonati, percepiti in Francia come "luoghi di grande energia", con la loro storia, i miti e le leggende che li circondano e le loro energie particolari.

Lontana da una pratica attiva come può esserlo un rituale, questa sensazione spontanea può essere considerata una connessione con un'energia che non sapremmo definire. Un'infestazione? Un piano sottile? Non sapremmo dirlo.

3. ...Più intensa sarà la visita

L'urbex offre l'opportunità di esplorare luoghi che, a causa della loro storia e del loro abbandono, sembrano permeati da energie particolari. Questi luoghi, soprattutto quelli segnati da eventi forti, emozioni collettive o tragedie, agiscono come "ricettacoli" mnemonici ed energetici. Le pareti di un'antica fabbrica, i corridoi di un sanatorio dismesso o le pietre di un maniero fatiscente conservano in sé una sorta di impronta vibratoria lasciata dal passaggio delle vite e degli eventi che hanno ospitato.

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I luoghi particolarmente carichi, sia a causa di tragedie umane sia semplicemente per la loro permanenza nel tempo, sono percepiti come catalizzatori di energie intense. Queste energie, sebbene invisibili, possono essere percepite in modo quasi palpabile da chi è ricettivo. Alcuni esploratori riferiscono una sensazione di oppressione, freddo o persino lievi brividi quando si trovano in spazi segnati da un passato gravoso.

Gli esploratori sensibili a queste energie spiegano che questi luoghi offrono una potente esperienza immersiva. Diventano ambienti favorevoli per entrare in contatto con dimensioni più sottili, siano esse emotive, storiche o esoteriche. In alcuni casi, queste energie vengono percepite come benevole e portano una sensazione di connessione con il passato o con la natura che si riappropria dei propri spazi. In altri, possono sembrare opprimenti o misteriose, rafforzando l'idea che questi luoghi possiedano una vita propria, impregnata della storia che incarnano.

4. Alla scoperta dell'invisibile

La caratteristica propria dell'esoterismo è proprio vedere ciò che a prima vista non può essere visto. Ed è qui, credo, che risiede il principale punto in comune con l'urbex. Che si tratti di una scoperta storica, per ricordare la vita di un luogo, fisica, per trovare una costruzione nascosta dalla natura o sotterranea, o spirituale, per chi visita manieri, luoghi abitati e talvolta persino installazioni occulte, come una dimora degli Alti Pirenei che ospitava un tempio di iniziazione massonica.

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Purtroppo, come ogni pratica popolare e particolarmente adatta al formato video, diversi youtuber hanno visitato questi luoghi con pochissimo rispetto, esagerando le messe in scena e le sensazioni, creando così una sorta di egregora nascente, ma purtroppo infondata (o mal fondata) sulla reale natura del luogo.

Perché l'urbex non è il progetto Blair Witch. È piuttosto un'intenzione calorosa, un messaggio rivolto a quei luoghi che un tempo hanno ospitato la vita, per ricordare loro che non sono dimenticati da tutti. 

5. L'urbex e i luoghi ritenuti infestati

La "presunta infestazione" nell'urbex solleva una riflessione interessante, non solo sulla percezione dei luoghi abbandonati, ma anche sulle questioni etiche che può generare. Se la nozione di infestazione attira indubbiamente una parte dei praticanti, spesso funge da specchio delle nostre paure collettive e del nostro fascino per l'invisibile. Tuttavia, può anche porre sfide etiche, soprattutto nel modo in cui questi luoghi vengono esplorati, raccontati e divulgati.

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L'idea dell'infestazione, autentica o costruita che sia, alimenta ovviamente il racconto attorno ai luoghi abbandonati. Siti come ospedali dismessi, manieri fatiscenti o chiese abbandonate sono particolarmente associati a questo immaginario, rafforzato da racconti di fenomeni inspiegabili, leggende metropolitane o testimonianze talvolta amplificate. Questo fascino per il paranormale può essere un punto d'ingresso per alcuni esploratori, ma può anche semplificare o persino deformare la complessità storica e simbolica dei luoghi esplorati. Un'etica dell'urbex implica riconoscere queste storie come aspetti di un insieme più ampio, senza ridurre questi spazi a semplici luoghi da brivido.

La divulgazione dell'infestazione, in particolare attraverso video o racconti condivisi sui social network, introduce un'altra dimensione etica. Gli esploratori che fanno leva sull'idea di luoghi infestati per attirare l'attenzione o monetizzare i propri contenuti rischiano di trasformare i luoghi in semplici oggetti di spettacolo. Questo trattamento può danneggiare la percezione dell'urbex, riducendolo a una ricerca sensazionalistica, lontana dai suoi valori originari di rispetto, curiosità e documentazione. Può inoltre influenzare il modo in cui il pubblico interagisce con questi luoghi, attirando visitatori impreparati o irrispettosi, che danneggiano lo spazio o ne turbano la quiete.

La questione etica si estende anche al modo in cui i racconti sull'infestazione influenzano le comunità locali. Alcuni luoghi abbandonati custodiscono memorie dolorose per gli abitanti della regione. Ridurre questi spazi a scenari da brivido ne oscura la vera storia e manca soprattutto di rispetto alle persone colpite dal loro passato. 

6. Urbex ed esoterismo: una ricerca parallela dell'occulto

L’urbex e l’esoterismo, sebbene a prima vista distinti, si incontrano nella ricerca condivisa dell’invisibile e del proibito. Entrambe le pratiche interrogano ciò che sfugge alla percezione immediata, che si tratti di un luogo abbandonato recante i segni del passato o di dimensioni spirituali inaccessibili allo sguardo profano. Esplorando spazi abbandonati, gli appassionati di urbex portano alla luce frammenti dimenticati della storia umana, proprio come l’esoterismo cerca di svelare verità nascoste all’interno delle strutture visibili del mondo.

Questa ricerca comune si fonda sullo stesso atteggiamento: quello di un esploratore di fronte a un mistero. Nell’urbex, il mistero risiede nell’abbandono, nella rovina, nel silenzio; ogni elemento è un pezzo di un puzzle da ricomporre. Nell’esoterismo, il mistero assume la forma di forze invisibili, simboli o conoscenze occulte da decifrare. Questi due universi si incontrano nella loro capacità di trasformare lo spazio in un'esperienza interiore: un edificio fatiscente può diventare un santuario introspettivo, proprio come un rituale esoterico apre uno spazio sacro in cui il visibile dialoga con l'invisibile.

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Il legame tra urbex ed esoterismo si trova anche nel loro modo di interrogare il tempo. I luoghi abbandonati, congelati nel loro degrado, diventano capsule temporali, in cui l’esploratore percepisce non solo ciò che è stato, ma anche ciò che avrebbe potuto essere. L’esoterismo, dal canto suo, mette in discussione la linearità del tempo attraverso pratiche volte a connettere passato, presente e futuro, che si tratti di divinazione, contatto con memorie spirituali o altri approcci trascendentali. In entrambi i casi, si tratta di accedere a realtà che la quotidianità non consente di raggiungere.

Un altro punto d'incontro risiede nella nozione di passaggio. L'esplorazione urbana implica il superamento di soglie fisiche - una griglia arrugginita, una porta sbarrata - ma anche simboliche, come un giardino, una sala da pranzo o una camera da letto. L'esoterismo si fonda su passaggi di altro ordine: l'apertura verso stati di coscienza alterati, l'attraversamento di piani spirituali o energetici e la scoperta di un sapere nascosto. Questi passaggi, fisici o spirituali che siano, richiedono una forma di coraggio e curiosità che mette in connessione le due pratiche.

Infine, ciò che avvicina profondamente l'urbex all'esoterismo, e sarà questa la parola conclusiva, è il modo in cui questi due percorsi trasformano la percezione dell'esploratore. In un luogo abbandonato, ciò che sembrava inerte e morto si rivela improvvisamente portatore di storie, tracce e talvolta energie percepite. Allo stesso modo, l'esoterismo invita a guardare oltre l'evidenza, a percepire ciò che rimane sotto le apparenze. In questi spazi comuni di meraviglia e rivelazione, urbex ed esoterismo diventano pratiche parallele, in cui ogni passo - fisico o spirituale - permette di ridefinire il nostro rapporto con il mondo e con noi stessi.

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