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Il concetto di urto di ritorno rappresenta una verità quasi universalmente accettata, un tema ampiamente esplorato da numerosi scritti, più conosciuto con il termine karma. Per questo, in questo articolo mi concentrerò sul concetto nella magia, dato che nella vita quotidiana è molto più conosciuto. Il mio obiettivo sarà piuttosto demistificare un po’ la questione e presentare una sintesi delle problematiche associate a questo specifico effetto boomerang delle pratiche occulte. Cominciamo!
1. Introduzione all’urto di ritorno
1.1. Definizione dell’urto di ritorno
Per chi ha meno familiarità con il tema, l’urto di ritorno indica la ripercussione sull’artefice di una forza magica che, per natura e intensità, riflette esattamente ciò che è stato emesso da quest’ultimo. Gli stregoni e le stregone che praticano la Magia Nera sono particolarmente vulnerabili a questo fenomeno perché, sebbene diffondano volentieri energie negative e distruttive verso gli altri, sembrano meno “inclini” ad accoglierle al ritorno.
L’urto di ritorno è una legge imprescindibile e universale, difficilmente evitabile; al massimo si può tentare di aggirarla. Vedremo che solo il Mago Iniziatico può sfuggire alla sua attivazione, cosa che non mancherà di suscitare “vocazioni” per questa Alta Magia. Pertanto, compiere un rituale di guarigione per qualcuno vi restituirà un’energia di guarigione equivalente a quella emessa; realizzare un rituale di maledizione vi ritornerà sotto forma di un’energia negativa simile, come se le vostre azioni facessero il giro dell’universo prima di tornare a voi, mettendo in luce la famosa espressione “il cerchio si chiude”. Tuttavia, questo processo non è letterale, ma il risultato è identico. In altre parole: nulla rimane mai senza conseguenze.

Sebbene qui sia associato alle arti magiche, l’urto di ritorno condiziona ogni momento della nostra esistenza. Danneggiare gli altri con il pensiero, la parola o l’azione ci espone inevitabilmente ai suoi effetti. Tuttavia, i maghi hanno elaborato strategie e metodi per deviarne l’impatto. Si osservano così rituali di “triangolazione” destinati a reindirizzare l’urto verso piante o animali, così da esserne risparmiati. Naturalmente, la questione dell’etica e della coscienza si pone necessariamente.
E proprio, in un’ottica di rispetto per ogni forma di vita, alcuni praticanti arrivano a creare una replica eterea di sé stessi, sulla quale può essere reindirizzato l’urto. Una volta colpito il diversivo, il legame etereo che lo collega all’originale si spezza, facendo del diversivo il bersaglio raggiunto dall’urto. Tuttavia, questa pratica è complessa e rischiosa, spesso meno di quella che consiste nel far ricadere le conseguenze su un essere innocente, in particolare per i rituali di Magia Nera più oscuri e gli urti di ritorno più severi.
1.2. Distinzione tra contraccolpo e karma
Deviare l’energia del “boomerang” verso un bersaglio vivente offre al mago solo una via di fuga parziale. Sebbene questo atto riduca l’impatto diretto sul praticante, genera una ripercussione d’eco di minore ampiezza, ma il carico karmico negativo accumulato con un simile gesto è considerevole. Tuttavia, è importante notare una distinzione tra la compensazione del karma e quella del contraccolpo, due meccanismi regolati da principi e modalità di gestione distinti.
| Contraccolpo | Karma | |
| Termine | Il contraccolpo si basa sull’idea che ogni energia inviata nell’universo, positiva o negativa, ritornerà al mittente con una forza equivalente. | Il karma descrive una legge cosmica di causa ed effetto secondo cui ogni azione, buona o cattiva, genera una forza che influenzerà la vita futura dell’individuo, spesso interpretata come un ciclo di ricompense e punizioni basato sulle azioni passate. |
| Principio | Il contraccolpo si manifesta nella vita attuale dell’individuo. Si tratta di una risposta diretta e proporzionale a una specifica azione magica, che si verifica in un arco di tempo relativamente breve. | Il karma si estende su più vite: le conseguenze di un’azione possono non manifestarsi immediatamente e possono influenzare le future incarnazioni dell’anima. Ciò rientra in una prospettiva reincarnazionista, in cui lo sviluppo spirituale e le lezioni apprese sono considerati nell’arco di lunghi periodi e numerose vite. |
| Scopo | Il contraccolpo funge da avvertimento o da deterrente contro l’uso irresponsabile della magia. Ogni atto magico deve essere intrapreso con consapevolezza e considerando le sue potenziali conseguenze. | Il karma mira all’evoluzione e all’apprendimento spirituali. Le sfide e le benedizioni della vita sono viste come opportunità di crescita e di liberazione dall’attaccamento e dall’ignoranza, conducendo infine al risveglio o al moksha (liberazione). |
Così, per riprendere il nostro esempio precedente: se un mago devia l’onda del contraccolpo (anche se l’impatto non sarà mai completamente eliminato, ma solo ridotto), d’altra parte “nutre” il proprio carico karmico, che richiederà di essere pagato in un secondo momento, in questa vita o in un’altra.
Alcuni maghi neri, cercando di minimizzare gli effetti del contraccolpo, stringono alleanze. Mirano a distribuire il carico del contraccolpo sull’egregora collettiva anziché sugli individui. Tuttavia, rimane una verità incrollabile: quali che siano gli stratagemmi impiegati per eludere il contraccolpo, totalmente o parzialmente, prima o poi esso finisce invariabilmente per ritornare al suo iniziatore, in un modo o nell’altro.
2. Le tre leggi del contraccolpo
Gli atti, per loro natura, costituiscono una forma di energia complessa. Compiere un atto, buono o cattivo, mobilita una rete di pensieri, scelte e azioni, che culmina in un evento finale e quindi nelle sue conseguenze. Questa dinamica impregna l'aura dell'agente, lasciando un'impronta sul piano astrale, eterico e mentale. Questa impronta genera una replica negativa su tali piani, colpendo infine il suo artefice. Un atto "magico", consapevole dei principi che regolano queste interazioni, genera un impatto molto più significativo, soprattutto perché agisce anche sul Piano Causale, la cui perturbazione è molto più grave di quella del Piano Fisico.
Questo meccanismo di causalità è stato formalizzato in quello che viene chiamato il triplice contraccolpo. Contrariamente a quanto si potrebbe dedurre, questa nozione non significa che l'impatto di un atto venga triplicato, ma rimanda alle tre leggi fondamentali, che sono anche alla base del famoso karma. Ma, come abbiamo visto sopra, il karma è un'energia positiva o negativa che perseguiterà l'artefice nelle sue vite future (chiamate reincarnazione). Il contraccolpo, invece, si manifesta solo nel corso dell'esistenza che è stata teatro dell'atto iniziale, senza seguire il suo autore nelle vite future, sebbene possa influenzare la sua entità nel Piano Astrale, proprio delle pratiche magiche.
2.1. La legge della restituzione equivalente
La legge della restituzione equivalente è un principio universale secondo cui ogni azione compiuta con un'intenzione disinteressata genera in risposta una reazione della stessa natura. Ciò significa che gli atti benevoli compiuti senza cercare una ricompensa personale vengono invariabilmente compensati dall'universo, generando una forma di equilibrio cosmico. Allo stesso modo, gli atti malevoli, anche se sembrano esteriormente rivolti verso altri, si ripercuotono sul loro autore in conformità a questa legge.
Questa restituzione non è semplicemente una transazione meccanica, ma riflette una profonda verità sulla natura interconnessa della realtà. Ogni atto di generosità o malvagità è un filo intessuto nel tessuto dell'esistenza, influenzando il percorso dell'individuo tanto quanto quello della comunità globale. Di conseguenza, agire con altruismo e compassione invita risposte positive dall'universo, arricchendo l'esistenza dell'individuo e di chi lo circonda.
2.2. La legge della complementarità analogica
La legge della complementarità analogica, evocata nella celebre massima del testo alchemico La Tavola di Smeraldo « Ciò che è in alto è come ciò che è in basso », rivela una simmetria fondamentale e universale tra i diversi livelli dell'esistenza. Secondo questa legge, ogni manifestazione nell'universo, materiale o immateriale che sia, possiede un "riflesso" su un altro piano dell'esistenza. Gli eventi, le azioni, i pensieri, le parole e le emozioni non sono quindi isolati, ma interconnessi.
Secondo questo principio, ogni dinamica energetica generata nell'universo crea naturalmente una controparte, una dinamica equivalente ma inversa, formando un equilibrio perfetto. Ciò significa che tutto ciò che viene avviato, che si tratti di un gesto d'amore o di un atto d'ira, trova non solo il proprio specchio, ma anche il proprio complemento, contribuendo così all'armonia generale o allo squilibrio globale a seconda della natura dell'atto iniziale.
2.3. La legge della reazione sistematica
La legge della reazione sistematica, spesso riassunta nel principio di causa ed effetto, afferma che ogni azione nell'universo genera una reazione di intensità equivalente. Questo concetto, fondamentale per comprendere la dinamica delle interazioni universali, suggerisce che nessun atto, qualunque sia la sua natura, rimane privo di risposta o conseguenza. Ogni gesto, pensiero o parola è quindi percepito come un catalizzatore che innesca una catena di reazioni che, sebbene talvolta impercettibili, sono inesorabili e infallibili nella loro applicazione.
Questa legge ci ricorda che siamo attori attivi nella trama del destino, in cui ogni scelta che compiamo ha il potere di plasmare la nostra realtà futura. Così, un atto di gentilezza può generare un'ondata di benevolenza, proprio come una parola dura può suscitare ripercussioni negative.
2.4. L'eccezione del mago iniziatico
Come sapete, una legge è davvero valida solo se ha un'eccezione. L'esenzione dal contraccolpo per il Mago Iniziatico illustra la ragion d'essere di questo tipo di magia, poiché mira all'illuminazione e alla liberazione spirituale. A differenza di altre forme di magia che possono essere praticate per guadagni personali, desideri egoistici o manipolazioni materiali, la Magia Iniziatica mira alla trasformazione interiore, all'elevazione spirituale e all'armonizzazione con i principi cosmici. Esula quindi dall'ambito del contraccolpo, dato che gli atti iniziali sono distaccati dall'individuo e non possono quindi ripercuotersi su di lui. Si noti tuttavia che, al pari della Magia Draconica, si tratta di una branca dell'Alta Magia, ed è quindi una delle più esigenti.
Avrò occasione di presentarvi la Magia Iniziatica in un dossier a essa dedicato, e per il momento chiudo questa parentesi.
3. La legge del karma

Sarebbe incompleto parlare del contraccolpo senza menzionare i principi del karma. La legge del karma, spesso interpretata erroneamente come una restituzione uguale e giusta, è in realtà un principio caratterizzato da una violenza e una complessità formidabili. Il principio della reincarnazione, legato al karma soprattutto nelle credenze asiatiche, solleva la questione dell'equità del pagare per errori di vite precedenti dimenticate, il che può condurre a un ciclo infinito di sofferenza.
3.1. Le vite del karma
Paradossalmente, non è l'atto malevolo in sé a innescare il pagamento del karma, bensì la maturazione del karma e il senso di colpa, consapevole o meno. Così, anche dopo aver espiato le proprie colpe, se il senso di colpa persiste, il ciclo della sofferenza continua, intrappolando alcune anime in un karma negativo ripetitivo. Questi individui, portando il loro fardello di vita in vita, contribuiscono alla perpetuazione di questi "inferni" psichici tanto nell'astrale quanto nell'incarnazione fisica. Questa persecuzione è infine crudele e può persino essere percepita come malocchio se perseguita l'individuo per più vite, quando l'atto iniziale è stato completamente dimenticato. Questo circolo vizioso può essere spezzato solo da una presa di coscienza interiore o dalla trasformazione in "agente del karma", che, facendo pagare agli altri il loro stesso karma, congelano il proprio.
3.2. I due momenti del karma
Per coloro che commettono il male senza provare senso di colpa, sembra che riescano a sfuggire al pagamento del loro karma, senza conoscere tormenti finché mantengono questa spensieratezza. Abbiamo tutti vissuto una situazione in cui abbiamo l'impressione che alcune persone malvagie possano continuare indisturbate senza subire conseguenze. Ma nel karma bisogna distinguere due momenti: la sua generazione e il suo pagamento, il primo alimentato dagli atti dell'individuo.
Tuttavia, è solo quando questi individui aspirano a migliorarsi che il pagamento del karma diventa esigibile. Passano allora dal ruolo di agenti del karma a quello di vittime, subendo le conseguenze inflitte da coloro che hanno precedentemente danneggiato e che rifiutano di perpetuare la sofferenza cercando vendetta. In altre parole, il karma esige il proprio pagamento quando la vittima di un atto decide di liberarsene.
Questo sistema può essere visto come una manifestazione della "giustizia divina", in cui il male commesso serve unicamente a regolare il karma di qualcuno che, a un certo punto, ha scelto di non far pagare quello degli altri.
3.3. Il karma residuo
Il karma, pur essendo una base che regola il destino delle anime, genera anche il cosiddetto karma residuo, che si potrebbe riassumere come un rischio di vittima collaterale. È fondamentale comprendere che ogni pensiero, parola, gesto o emozione è fonte di karma potenziale, la cui natura può essere negativa, positiva o neutra. La chiave per sfuggire alla presa di questo principio universale risiede nell'autocontrollo.
Sebbene possa sembrare complesso, l'autocontrollo è essenziale e normale. Implica il controllo delle nostre reazioni e dei nostri comportamenti in situazioni diverse, una competenza generalmente acquisita grazie all'educazione. Tuttavia, nel nostro mondo, l'autocontrollo interiore non viene sempre insegnato, lasciando prevalere un atteggiamento incentrato su se stessi e l'indifferenza nei confronti degli altri.
L'assenza di karma residuo, raggiunta attraverso una trasformazione dei pensieri e l'autocontrollo, porrebbe fine alla possibilità di attacchi magici, ai culti malefici e alle grandi calamità. Per quanto riguarda il "buon" karma, questo, con le sue ricompense facilmente ottenute, scomparirebbe gradualmente man mano che l'umanità evolvesse verso un'armonia interiore allineata alle leggi dell'Universo. Questo percorso verso l'equità e la rimozione degli ostacoli permetterebbe l'emergere di una forza interiore e di una volontà capaci di superare tutte le sfide, riflettendo così la perfezione benevola del piano divino in ogni circostanza.
4. In conclusione
Il concetto del contraccolpo, esplorato attraverso il prisma della magia e della spiritualità, ci ricorda così l'importanza fondamentale della consapevolezza e della responsabilità in tutte le nostre azioni. Questo principio, che sottolinea come ogni energia che dispieghiamo nell'universo ci ritorni in un modo o nell'altro, funge da salvaguardia etica e da incentivo ad agire con integrità e compassione. Che si consideri il contraccolpo nel contesto di una specifica pratica magica o come manifestazione del principio universale del karma, l'insegnamento è chiaro: ciò che facciamo avrà sempre una conseguenza, immediata, domani o dopodomani. Spetta dunque a voi praticare con la piena consapevolezza di ciò che questo può generare.






























