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SOMMARIO...
1. Come preparare le candele per questo lavoro? |
Quando un legame diventa pesante, invadente o distruttivo, può imprimersi nell’energia come un filo annodato, teso, consumato. Una bougie dagyde permette allora di rappresentare questo legame, di nominarlo, quindi di tagliarlo simbolicamente. Questo rituale non cerca di cancellare qualcuno, ma di liberarsi da un attaccamento negativo, di riprendere il proprio posto, di stabilire una separazione chiara. È un atto di sovranità.
1. Come preparare le candele per questo lavoro?
Scegli due dagyde: una per te, una per la persona interessata. Puoi usare colori scuri se il legame è carico (nero, grigio), o colori neutri (bianco) se vuoi semplicemente tagliare senza conflitto.
Scrivi un nome su ogni figura. Le posizioni una di fronte all’altra, a circa 20 cm di distanza, collegate da un filo nero, uno spago o un nastro. Questo legame simboleggia l’attaccamento, il non detto, il filo invisibile. Poni la tua intenzione: “Taglio ciò che mi lega, ciò che mi turba, ciò che mi esaurisce.”
Puoi circondare la scena con erbe come la ruta, il rosmarino o l’artemisia, per purificare e sostenere il taglio.
2. Come attivare la separazione durante il rituale?
Accendi prima la tua dagyde. Poi quella dell’altro. Osserva le fiamme. Lascia che il legame tra le due inizi a scaldarsi, a sciogliersi o a tendersi. Rimani concentrato sulla tua intenzione: riprendere la tua energia, liberarti, porre una fine.
Puoi usare un oggetto tagliente (forbici, lama) per tagliare il filo nel momento in cui senti che l’energia è pronta. Il gesto deve essere semplice, senza rabbia, senza vendetta. Non distruggi l’altro. Tagli ciò che ti impedisce di essere te stesso.
Puoi poi allontanare delicatamente le due dagyde l’una dall’altra, o girarle schiena contro schiena. Lascia che le candele si consumino fino alla fine.
3. Cosa fare con i residui di cera?
Puoi seppellire la tua in un luogo protetto e gettare quella dell’altro in un posto lontano dalla tua quotidianità. Se preferisci chiudere completamente il lavoro, puoi gettare entrambe le cere in un corso d’acqua o nella terra, segnando interiormente la fine del legame.
Puoi anche bruciare un po’ di salvia o canfora dopo il rituale, per segnare una rottura netta.
Tagliare un legame tossico con una dagyde non significa cancellare qualcuno. Significa porre un limite, riprendere fiato, liberare ciò che ti imprigionava. E in questa liberazione, ti ritrovi più intero.





























































































































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