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SOMMARIO...
1. Il colore dell’Ametista è sufficiente per riconoscerla? |
Con il successo dei cristalli, le contraffazioni si moltiplicano. Alcune pietre somigliano all’Ametista, ma non vibrano allo stesso modo. Per non sbagliare, bisogna imparare a osservare. In questa scheda, condivido con voi ciò che guardo per distinguere una vera Ametista da una falsa Ametista.
1. Il colore dell’Ametista è sufficiente per riconoscerla?
Il colore rimane un buon indizio, ma non l’unico. Una Ametista naturale presenta sfumature di viola. A volte si vedono zone più chiare, o anche leggermente lattiginose. Una falsa Ametista, spesso in vetro o quarzo colorato, mostra una tonalità uniforme, quasi troppo perfetta. Preferisco le pietre che mostrano irregolarità, perché raccontano un percorso naturale. Il cristallo Ametista non cerca di sedurre, mostra ciò che è.
2. Quali errori evitare quando si acquista un’Ametista?
Quando un’Ametista è venduta a prezzo molto basso, senza indicazione della provenienza, con una brillantezza sospetta, diffido. Il vetro colorato a volte dà un’impressione simile, ma resta freddo al tatto. Una pietra naturale Ametista emana una sensazione diversa nella mano, più morbida, più calma. Faccio anche attenzione all’intensità del viola: se tende al fucsia o sembra artificiale alla luce, non è un buon segno. L’autenticità della pietra Ametista si riconosce anche a occhio nudo, con un po’ di esperienza.
3. Dove si può trovare un’Ametista affidabile?
Mi rivolgo a negozi specializzati, quelli che indicano il paese di origine. Un’Ametista del Brasile, della Zambia o dell’Uruguay rimane un valore sicuro. Alcuni venditori offrono anche certificati, ma mi fido prima del mio sguardo e del mio sentire. Quando tengo una vera Ametista, sento che ha una storia, una presenza. Niente a che vedere con le imitazioni che restano belle in vetrina, ma vuote in mano.

















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