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Assenzio
Absinthe

Grimorio botanico

Assenzio

8 min di lettura

Sotto il suo fogliame grigio argentato, l’Assenzio custodisce una storia magica molto più singolare degli elenchi moderni di virtù psichiche. Artemisia absinthium compare in un trattato di magia ebraica composto durante la tarda antichità, riceve il governo di Marte nell’astrologia vegetale inglese ed entra in una pratica sudslava destinata a difendere i raccolti dalle streghe della tempesta.

Queste testimonianze delineano una pianta aspra, posta a contatto con forze ostili che l’operatore cerca di attraversare, contenere o respingere. Nell’Épée de Moïse, aiuta a passare senza essere riconosciuti e sostiene l’adempimento di una richiesta. Per Nicholas Culpeper, appartiene a Marte per la sua affinità con le fucine e i luoghi in cui si lavora il ferro. Nel racconto raccolto da James George Frazer, il suo fumo sale verso le nuvole di grandine per raggiungere le streghe che vi si sposterebbero.

La sua identità magica storica si forma attorno a quattro forze: dissimulazione, richiesta, difesa e potenza marziale. Esse conferiscono all’Assenzio un carattere fermo, combattivo e segreto.

Un’erba amara dal fogliame d’argento

L’Assenzio, Artemisia absinthium L., è una pianta perenne della famiglia delle Asteraceae. I suoi fusti e le sue foglie sono ricoperti di peli fini che conferiscono loro un colore grigio quasi bianco. I suoi piccoli capolini gialli compaiono durante l’estate, mentre il suo odore aromatico e la marcata amarezza definiscono il suo profilo sensoriale.

La sua area nativa si estende dall’Europa alla Siberia, all’Himalaya occidentale e al Nord Africa. La base botanica di Kew riconosce Artemisia absinthium come specie accettata e segnala la sua presenza nativa in Francia. La pianta si è inoltre diffusa in numerose regioni temperate al di fuori di quest’area d’origine. Kew, Plants of the World Online.

Negli erbari e nei testi magici, compare con i nomi absinthium e wormwood. Queste parole sono passate da una lingua e da un manoscritto all’altro, con un significato botanico che potrebbe essersi evoluto. L’Artemisia comune, Artemisia vulgaris, appartiene allo stesso genere, ma ha una storia rituale distinta. Questa vicinanza spiega perché le due piante possano essersi confuse in alcune traduzioni.

L’Assenzio nella Spada di Mosè

La testimonianza magica più notevole si trova nella Spada di Mosè, o Harba de-Moshe. Il ricercatore Yuval Harari colloca probabilmente la composizione di questo vasto trattato di magia ebraica in Palestina, durante il terzo quarto del primo millennio. Il testo è noto attraverso manoscritti più tardi; Moses Gaster ne pubblicò un’edizione e una traduzione inglese nel 1896, a partire da un manoscritto che datava al XIII o XIV secolo. Yuval Harari, Harba de-Moshe (Sword of Moses).

La «Spada» del titolo designa una lunga successione di nomi divini e angelici, trasmessa a Mosè e posta al centro del potere operativo del libro. Prima di servirsene, l’operatore deve compiere una preparazione rituale, recitare preghiere e invocare le potenze celesti associate a questi nomi. Le operazioni successive invocano la Spada come una formula sovrana capace di agire sulla malattia, sulla protezione, sul favore, sulla rivelazione, sulla costrizione o sulla vittoria.

L’Assenzio interviene due volte in una breve redazione riportata in appendice all’edizione di Gaster. Il primo passaggio riguarda l’arte di camminare per strada senza essere riconosciuti. Il testo chiede di riunire dell’wormwood, profumi e fuliggine per produrre un fumo, poi aggiunge un cuore di volpe e la recitazione della Spada. L’obiettivo formulato riguarda il riconoscimento: l’operatore deve poter spostarsi senza che le persone incontrate lo identifichino. Il passaggio rientra quindi in una magia di dissimulazione e di sottrazione allo sguardo.

L’odore penetrante dell’Assenzio, l’oscurità della fuliggine, il fumo che offusca i contorni e l’astuzia associata alla volpe compongono una scena di dissimulazione impressionante. Ogni materia contribuisce al ritiro dell’operatore: il fumo offusca la vista, la fuliggine oscura e la volpe incarna l’arte di sfuggire allo sguardo.

Il secondo passaggio assegna all’Assenzio un ruolo diverso. L’operatore deve prendere del wormwood nella mano destra, rivolgersi verso il Sole e pronunciare la Spada per ottenere ciò che desidera. L’atto è accompagnato da una purificazione di sette giorni e da esigenze morali: compiere buone azioni verso i propri cari, astenersi dal giuramento e camminare con modestia.

La pianta diventa qui il supporto materiale di una richiesta formulata sotto l'autorità dei nomi sacri. Viene tenuta nella mano che agisce mentre l'operatore si volge verso la luce solare. Il Sole fissa l'orientamento del rito; Marte conferisce alla pianta il suo governo astrologico presso Culpeper.

I due volti dell'Assenzio. Nella Spada di Mosè, la pianta permette di sottrarsi all'attenzione altrui e di portare una volontà davanti alle potenze invocate dall'operatore. Agisce al confine tra sguardo e desiderio: sottrarsi agli occhi, poi dirigere la propria richiesta. The Sword of Moses, traduzione di Moses Gaster, operazioni 13 e 16.

Perché Culpeper pone l'Assenzio sotto Marte?

A metà del XVII secolo, il medico e astrologo inglese Nicholas Culpeper attribuisce l'Assenzio a Marte nel suo English Physician, integrato in seguito nel suo Complete Herbal. La sua scelta si basa sul luogo in cui l'erba ama crescere.

Culpeper afferma che l'Assenzio prospera nei luoghi marziali. Indica che se ne potevano raccogliere interi carichi intorno alle fucine e alle officine dove si lavorava il ferro. Poiché il ferro appartiene a Marte nel pensiero astrologico, l'erba che prospera presso le fucine riceve lo stesso governo. La descrive inoltre come calda e secca al primo grado, conformemente alle qualità attribuite al pianeta.

La pianta si collega così a Marte attraverso il territorio, il metallo e il calore del lavoro umano. Per Culpeper, le piante agiscono per simpatia o antipatia con i pianeti responsabili delle affezioni del corpo. L'Assenzio riceve allora la forza marziale del ferro, delle fucine e dei luoghi consacrati al fuoco. Nicholas Culpeper, The Complete Herbal, «Wormwood».

Marte governa dunque l'Assenzio attraverso una catena di immagini molto concrete: il ferro, il calore, la lotta e la capacità di resistere di fronte all'ostacolo. Questa parentela chiarisce il suo impiego magico nei lavori di difesa, fermezza e volontà.

Un fumo rivolto contro le streghe della tempesta

Un altro uso appare ne Il ramo d’oro di James George Frazer. L’autore riferisce una pratica della Slavonia meridionale legata alle tempeste di grandine. Si immaginava che le streghe cavalcassero le nuvole scure che minacciavano le colture. Per raggiungerle, il contadino portava un recipiente pieno di carboni ardenti e vi gettava olio santo, foglie di alloro e Assenzio.

Il fumo doveva salire fino alle nuvole, stordire le streghe e provocarne la caduta. Il gesto associava una materia consacrata nel cristianesimo a due vegetali aromatici, nell’ambito di un’azione rivolta alla salvaguardia dei campi. Frazer descrive anche le armi e gli attrezzi disposti a terra per ferire le streghe durante la loro caduta immaginaria. James George Frazer, Il ramo d’oro.

In questa usanza della Slavonia meridionale, l’Assenzio diventa un’erba di difesa rurale. Prende posto tra il fuoco del falò, la protezione cristiana portata dall’olio santo e la lotta contro un avversario invisibile. Il suo fumo agisce come un’arma vegetale diretta verso la minaccia che incombe sui raccolti.

Dissimulazione, richiesta e difesa: come lavorare con l’Assenzio?

Tre volti magici si rispondono. Nella Spada di Mosè, l’Assenzio accompagna la dissimulazione e l’esaudimento di una richiesta. Nella Slavonia meridionale, difende i raccolti dalla stregoneria meteorologica. In Culpeper, riceve il governo di Marte, pianeta del ferro, della lotta e dell’azione esercitata contro un ostacolo.

L’Assenzio appare così come una pianta di resistenza e di volontà. Il suo carattere si addice ai lavori di fermezza, protezione attiva, discrezione e risolutezza. Accompagna chi vuole mantenere la propria posizione, preservare la propria intenzione o agire senza attirare l’attenzione.

La reputazione visionaria dell’Assenzio appartiene soprattutto al XIX secolo, quando la bevanda verde conquista i caffè, gli atelier degli artisti e l’immaginario della bohème. La pianta magica dei grimori ha una storia diversa, rivolta alla volontà, al segreto e alla difesa.

Le operazioni della Spada di Mosè appartengono a un sistema religioso e magico completo. Il loro potere si fonda sulla preparazione dell’operatore, sulle preghiere e su una lunga serie di nomi sacri. L’Assenzio agisce al suo interno, in un insieme in cui parola, gesto e materia vegetale si rispondono.

Nella pratica attuale, la pianta essiccata può essere deposta senza combustione in una ciotolina riservata al lavoro rituale. La sua corrispondenza con Marte permette di integrarla in un percorso di fermezza, difesa o resistenza di fronte a un ostacolo. Il martedì o un’ora di Marte rafforzano questo orientamento planetario.

Per un lavoro di discrezione, l’Assenzio può rimanere presente nello spazio rituale come segno di ritiro e controllo dello sguardo. Per una richiesta, può accompagnare una domanda scritta collocata sull’altare. In un lavoro di difesa, segna la volontà di resistere a un’influenza ostile e di preservare ciò che deve essere preservato.

Il gesto rimane sobrio: una piccola quantità di pianta, un’intenzione formulata chiaramente e un posto definito sull’altare. L’Assenzio diventa così il testimone vegetale di una volontà marziale capace di agire con fermezza, preservare la propria discrezione e opporre resistenza a ciò che minaccia l’obiettivo perseguito.

Corrispondenze storiche

Riferimento Corrispondenza
Nome botanico Artemisia absinthium L.
Pianeta Marte, secondo Nicholas Culpeper
Giorno Martedì, per estensione della corrispondenza marziale
Testo magico Spada di Mosè
Contesti storici Magia ebraica della tarda Antichità; astrologia medica inglese del 17° secolo; pratica rurale sudslava
Ambiti magici Dissimulazione, realizzazione di una richiesta, difesa dei raccolti
Pratica attuale Presenza simbolica senza combustione in un lavoro di discrezione, fermezza o protezione attiva
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