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Sant'Uberto

Sant'Uberto

Presentazione generale di Sant'Uberto

Sant'Uberto (c. 656–727), spesso noto come patrono dei cacciatori, nacque in una famiglia nobile franca. La sua giovinezza fu segnata da un intenso amore per la caccia e da una vita mondana. Tuttavia, dopo la morte della moglie, Uberto si allontanò dalla fede fino al giorno in cui ebbe un incontro mistico. Un Venerdì Santo, mentre era a caccia, ebbe la visione di un cervo con un crocifisso tra le corna. Questa esperienza trasformò la sua vita. In seguito a questa visione, si convertì e scelse di dedicare la sua vita a Dio, diventando sacerdote e in seguito vescovo di Liegi. La sua missione fu caratterizzata da un costante impegno nell'evangelizzazione delle regioni pagane delle Ardenne.

Tavola delle corrispondenze di Sant'Uberto

Funzione Vescovo di Liegi
Mecenatismo Cacciatori, protezione contro la rabbia
Festa 3 novembre


Simboli e apparizioni di Sant'Uberto

Sant'Uberto è spesso raffigurato con un cervo che reca una croce luminosa tra le corna, a ricordo della visione che segnò la sua conversione. A volte è raffigurato nelle vesti di vescovo o cacciatore, con in mano un arco o un bastone da pellegrino. Nell'arte religiosa, è anche associato alla foresta e alla natura, a sottolineare il suo legame con cacciatori e silvicoltori.

Miti di Sant'Uberto

La leggenda più famosa riguardante Sant'Uberto è quella della sua conversione dopo l'incontro con il cervo che portava la croce. Questo miracolo è simile a quello di Sant'Eustachio. Dopo questo evento, divenne un devoto cristiano e predicò nelle Ardenne, convertendo molte persone. È anche famoso per la sua capacità di curare la rabbia attraverso un antico rito legato alla "chiave di Sant'Uberto". La sua festa è segnata dalla benedizione dei cacciatori, dei loro cani e dei loro cavalli, e in Belgio si mangia un pane speciale in suo onore.

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