Descrizione generale di Manāt
Manat è una delle dee più antiche del pantheon arabo preislamico e l'ultima della famosa triade che includeva anche Al-Lat e Al-'Uzza. Era la dea del fato, della morte e del tempo, invocata per determinare la fine della vita e le forze del destino. Il suo nome deriva dalla parola araba maniya , che significa "destino" o "morte", rafforzando il suo ruolo di custode delle transizioni tra la vita e la morte. Manat era particolarmente venerata dalle tribù dell'Hegiaz, soprattutto a Qudayd, tra la Mecca e Medina, dove si trovava il suo santuario. Con l'avvento dell'Islam, il suo culto, come quello di altre divinità preislamiche, fu sradicato. .
Tabella delle corrispondenze di Manāt
| Pietre | Onice, ossidiana |
| Colori | Nero, grigio, argento |
| Piante | Cipresso, salvia, cedro |
| Segnali | Capricorno, Scorpione |
| Pianeta | Saturno (simbolo del tempo e del destino) |
| Offerte | Incenso, offerte funebri, fiori scuri |
Simboli e apparizioni di Manāt
Manat è spesso raffigurata in una forma oscura e maestosa, associata alla morte e alle transizioni. È legata ai cicli della vita e all'inevitabilità del destino. I suoi simboli includono la falce, che rappresenta la morte, così come anfore d'acqua o giare, simboli delle anime che attraversano il fiume della morte. Le sue apparizioni erano talvolta circondate da un'aura mistica e solenne, che ne sottolineava la posizione di divinità potente ma distante, che vegliava sulle anime e sul loro passaggio verso l'aldilà. .
Genealogia di Manāt
Manat è spesso menzionata come sorella o compagna di Al-Lat e Al-'Uzza, con le quali forma una triade. Questa triade è cruciale nella religione preislamica, rappresentando i diversi aspetti della vita umana: la fertilità con Al-Lat, la guerra e l'amore con Al-'Uzza, e infine il destino e la morte con Manat. A volte è considerata la più antica e venerata di queste tre dee, per via del suo legame con il tempo eterno e il destino immutabile.


























