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IN QUESTO NUMERO... 1. La vita di una suora |
Al crocevia tra il mondo spirituale, quello artistico e quello scientifico, Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, ha lasciato il segno nella storia della salute e del benessere attraverso le sue visioni, le sue composizioni musicali e i suoi scritti rivoluzionari. Il suo impatto è così profondo che è considerata la fondatrice della naturopatia moderna e le sue opere sono ancora oggi consultate. Un ritratto.
1. La vita di una suora
1.1. Infanzia e prime visioni
Ildegarda di Bingen nacque nel 1098 nel piccolo villaggio di Bermersheim, nell'Assia renana, nel cuore del Sacro Romano Impero. Figlia minore di una nobile famiglia, fu consacrata a Dio fin dalla nascita, secondo una tradizione comune tra le famiglie aristocratiche dell'epoca. Fin da giovanissima, Ildegarda mostrò capacità insolite. A soli tre anni, iniziò ad avere visioni mistiche che in seguito avrebbe descritto come "luci di Dio". Sebbene queste esperienze fossero fraintese da chi le stava intorno, divennero il fondamento della sua vita spirituale e plasmarono la sua percezione del mondo.
1.2. Ingresso nella religione e formazione spirituale

Fonte: La mia vita cattolica
All'età di otto anni, i suoi genitori presero una decisione che avrebbe cambiato per sempre il corso della sua vita. Fedeli al loro voto, affidarono la loro giovane figlia al monastero benedettino di Disibodenberg, dove fu posta sotto la tutela di Jutta von Sponheim, una donna di grande cultura e pietà. Questa scelta di allontanare Ildegarda dal mondo secolare segnò il suo ingresso in una vita di preghiera e meditazione. Attraverso Jutta, scoprì le Scritture e le pratiche monastiche, continuando al contempo le sue riflessioni sulle visioni, che in questa fase teneva ancora in gran parte per sé.
1.3. L'ascesa: da suora a badessa
Col tempo, Ildegarda si integrò pienamente nella comunità di Disibodenberg e pronunciò i voti perpetui. Nel 1136, alla morte di Giuda, fu eletta badessa dalle sue consorelle e divenne quindi responsabile di tutte le monache.
Una piccola precisazione: l'abbazia di Disibodenberg ha la rara particolarità di avere una doppia autorità: un abate (per i monaci) e una badessa (per le monache, l'equivalente femminile dei monaci).
Questa elezione confermò il suo posto all'interno del monastero e segnò una nuova tappa nel suo cammino. Grazie al suo carisma e alla sua intelligenza, Ildegarda iniziò a emergere come una figura di spicco nel mondo monastico e religioso. Si affermò non solo come guida spirituale, ma anche come donna visionaria, determinata a esprimere i messaggi ricevuti dal divino.
2. Le sue fondamenta monastiche
Nel 1150, dopo essersi assicurata il sostegno della Chiesa, decise di fondare un nuovo monastero indipendente a Rupertsberg, vicino a Bingen, un luogo che scelse con cura per la sua serenità e il suo isolamento. Questa fondazione fu un'impresa audace, che richiese ingenti risorse finanziarie e una determinazione incrollabile.

Fonte: Romantischer Rhein
Il monastero divenne rapidamente un centro di influenza spirituale e culturale, nonché un esempio di successo in ambito religioso. Si diceva che fosse un luogo di perfetta armonia e che avesse beneficiato di una gestione rigorosa.
Qualche anno dopo, rafforzata da questo successo e di fronte alla crescente domanda, Ildegarda fondò un secondo monastero a Eibingen nel 1165, rafforzando così la sua influenza e offrendo ad altre donne l'opportunità di intraprendere una vita monastica sotto la sua guida.
3. Le sue opere notevoli
3.1. Scritti teologici e visioni mistiche
Uno degli aspetti più notevoli di Ildegarda di Bingen, che ne ha plasmato la reputazione, risiede nei suoi scritti teologici, derivanti dalle sue visioni mistiche, che considerava rivelazioni divine. Tra il 1141 e il 1151, scrisse la sua opera principale, lo Scivias ("Conosci le vie"), un trattato in cui descrive con precisione le sue 26 esperienze visionarie e le interpreta alla luce della teologia cristiana. Questo testo, corredato da illustrazioni dettagliate, esplora temi come la creazione, la redenzione e la lotta tra il bene e il male, offrendo una prospettiva profonda e simbolica sulla fede.
Seguirono altre opere, tra cui il Liber Vitae Meritorum (Libro dei meriti della vita), che tratta della moralità umana, dei vizi e delle virtù, e il Liber Divinorum Operum (Libro delle opere divine), una riflessione teologica sull'universo e sul posto dell'uomo nella creazione.
3.2. Contributi alla musica
Ildegarda è nota anche per il suo eccezionale talento musicale. Compose numerosi canti liturgici, raccolti nella Symphonia armoniae celestium revelationum ("Sinfonia dell'armonia delle rivelazioni celesti"). Le sue composizioni, distinte per l'originalità melodica e l'eccelso lirismo, sono considerate capolavori della musica sacra medievale.
Tra le sue opere musicali più famose c'è l' Ordo Virtutum , un brano drammatico che può essere considerato uno dei primi esempi di dramma liturgico. Questa opera musicale raffigura una lotta simbolica tra la virtù e le forze del male, incarnata da canti latini di sorprendente intensità. Attraverso la sua musica, Ildegarda esprime una vibrante spiritualità e una visione cosmica del divino.
3.3. Lavoro in medicina e scienze naturali
Le opere mediche di Ildegarda di Bingen testimoniano la sua profonda conoscenza di piante, minerali, animali e delle loro proprietà terapeutiche. Riflettono anche la sua visione olistica della salute, in cui corpo, mente e anima sono intrinsecamente legati. Tra i suoi principali contributi figurano due trattati fondamentali: Physica e Causae et Curae .
La Physica , nota anche come Il Libro delle Sottigliezze delle Creature Divine , è una vasta enciclopedia delle risorse naturali e dei loro usi medicinali. Strutturata in nove libri, quest'opera esplora le proprietà curative di piante, animali e pietre, incorporando anche una prospettiva spirituale. Ildegarda descrive ogni elemento come una creazione divina con una funzione specifica nell'equilibrio naturale.
Causae et Curae si concentra principalmente sulle cause delle malattie e sui loro trattamenti. In quest'opera, Ildegarda adotta un approccio innovativo, fondendo le conoscenze mediche ereditate dall'antichità con le proprie osservazioni. Propone una visione in cui gli squilibri corporei riflettono disturbi spirituali o emotivi. Descrive trattamenti pratici, come diete specifiche, bagni e l'uso di preparati erboristici. Incorpora anche concetti relativi all'umoralismo, un'antica teoria medica che considera la salute dipendente dall'equilibrio tra i quattro umori del corpo: sangue, bile gialla, bile nera e flegma (l'origine del salasso come trattamento).
3.4. La Lingua Ignota: la lingua sconosciuta
Tra gli aspetti più intriganti dell'opera di Ildegarda c'è l'invenzione di una lingua artificiale, da lei chiamata Lingua Ignota ("Lingua Sconosciuta"). Composta da parole inedite e da un alfabeto originale, questa lingua è descritta in alcuni dei suoi manoscritti. Sebbene lo scopo esatto di questa creazione rimanga oggetto di dibattito, potrebbe essere servita a esprimere concetti mistici o a offrire un mezzo unico di evasione intellettuale.
4. La donna del luppolo?
Una leggenda piuttosto insolita attribuisce a Ildegarda le numerose birre prodotte nei monasteri. In effetti, menzionava il luppolo come rimedio per alcuni disturbi. I suoi scritti ebbero ampia risonanza, il che spiegherebbe perché oggi così tanti monasteri abbiano piantagioni di luppolo e, di conseguenza, birrifici.
All'epoca si trattava infatti solo di ingredienti per miscele medicinali, che ora sono stati trasformati in quest'altra produzione, sicuramente per trovare una nuova risorsa per continuare a mantenere vivi questi luoghi.
5. Una donna influente
Ildegarda di Bingen intraprese diversi viaggi nella Germania occidentale, spinta da quelli che percepiva come ingiunzioni divine ricevute durante le sue visioni.

Fonte: Le Pèlerin
Questi viaggi, intrapresi tra i 60 e i 72 anni, la condussero in città come Colonia, Treviri, Metz, Magonza, Würzburg e Bamberga, nonché in vari monasteri e abbazie.
Durante questi viaggi, Ildegarda predicò pubblicamente, rivolgendosi sia al clero che ai laici, per ricordare alla gente le vie di Dio e per combattere contro i movimenti eretici come il catarismo (cristiani dissidenti).
Mantenne una fitta corrispondenza con personaggi di spicco della Chiesa e della politica, scrivendo persino direttamente al Papa e all'Imperatore. La sua autorità si estendeva ben oltre le mura delle sue istituzioni, e fu riconosciuta come una vera profetessa del suo tempo. Queste fondamenta e la sua vita attiva testimoniano il suo genio visionario e la sua incrollabile dedizione alla missione spirituale.
6. L'eredità di Ildegarda di Bingen
Ildegarda di Bingen lasciò il segno nella sua epoca e nei secoli successivi grazie all'ampiezza della sua influenza, sia spirituale che intellettuale. Già in vita, godette di un riconoscimento che si estese ben oltre i confini del suo monastero. Queste corrispondenze rivelano una donna audace, che consigliava i potenti del suo tempo su questioni spirituali, morali e persino politiche, con un'autorità raramente concessa a una donna nel contesto medievale. Era percepita come una profetessa e le sue visioni erano ampiamente considerate messaggi divini. Questo riconoscimento pubblico e ufficiale le consentiva di predicare in pubblico, una pratica eccezionale per una donna a quel tempo.

Fonte: Abbazia di Santa Ildegarda
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1179, l'influenza di Ildegarda continuò a crescere, sebbene la sua canonizzazione ufficiale fosse stata ritardata. Per secoli fu venerata come santa a livello locale, ma solo nel 2012 Papa Benedetto XVI eseguì una canonizzazione simile, riconoscendo ufficialmente il suo status in tutta la Chiesa cattolica. Nello stesso anno, fu proclamata Dottore della Chiesa, un titolo prestigioso che riconosce la profondità e l'universalità dei suoi insegnamenti spirituali. Divenne così una delle poche donne a ricevere questa onorificenza, unendosi a figure come Teresa d'Avila e Caterina da Siena.
Oggi, l'interesse per Ildegarda è tutt'altro che in calo. I suoi scritti medici, spesso in anticipo sui tempi, stanno vivendo una rinascita di interesse negli ambienti della medicina naturale e alternativa. Le sue opere musicali, riscoperte nel XX secolo, vengono regolarmente eseguite. Gli studi accademici sui suoi contributi continuano a esplorare le sue intuizioni teologiche, il suo ruolo nella storia delle donne e il suo approccio alla natura come riflesso del divino.
Nel corso dei secoli, Ildegarda di Bingen, la prima naturalista in assoluto, è rimasta una figura ispiratrice, un ponte tra la tradizione spirituale medievale e le preoccupazioni contemporanee per la spiritualità, la salute e l'ecologia.



















